Dragon Ball Super - Recensione del primo volume del manga di Toyotaro Recensione

Incuriositi dagli sviluppi spesso alternativi rispetto a quelli proposti dall'anime, abbiamo esaminato la trasposizione cartacea realizzata da Toyotaro.

recensione Dragon Ball Super - Recensione del primo volume del manga di Toyotaro
Articolo a cura di
Antonello Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook o scrivergli una e-mail.

Quello di Akira Toriyama è un tratto che, nel corso degli anni, in molti hanno provato a imitare, dando spesso vita a opere fan made anche piuttosto graziose e longeve. Di tutti i suoi storici "emuli", il più abile è senza dubbio l'artista nipponico che risponde allo pseudonimo di Toyotaro, quello stesso mangaka professionista che disegnò un doujinshi basato su Dragon Ball AF - ipotetico sequel di Dragon Ball Z che, già nel lontano 1997, immaginava come continuassero le avventure dei Saiyan dopo la conclusione di Dragon Ball GT. Non è un caso che il maestro Toriyama abbia scelto proprio Toyotaro per disegnare l'adattamento cartaceo di Dragon Ball Super, la nuova serie canonica del franchise narrativamente collocata subito dopo la sconfitta di Kid Bu. In attesa di scoprire come si concluderà il Torneo del Potere, l'attuale arco narrativo della versione anime trasmesso sul circuito televisivo nipponico, abbiamo voltato il nostro sguardo verso il manga del sensei Toyotaro, pubblicato nel nostro paese dall'editore Star Comics. Analizziamo dunque i pregi e i difetti del primo volume.

Il Dio della Distruzione

Essendo il primo arco narrativo di Dragon Ball Super una rivisitazione del film "La Battaglia degli Dei", i capitoli iniziali del manga introducono al lettore il Dio della Distruzione: Lord Beerus, insieme al suo assistente Whis, due golose entità dalla caratterizzazione assai peculiare. Beerus, in particolare, è dipinto come un essere assai capriccioso, in grado di distruggere un intero pianeta anche solo per divertimento o per rispondere a uno sgarbo subito - come quando annientò i dinosauri della Terra, colpevoli di avergli mancato di rispetto. L'insaziabile essere divino è però alla ricerca del cosiddetto Super Saiyan God, un fantomatico sfidante incontrato in un sogno premonitore che, secondo Whis, potrebbe trovarsi sul pianeta "adottivo" dei Saiyan: la Terra. Qui Goku e gli altri si stanno da tempo godendo un meritato periodo di pace, che ha costretto il Saiyan a rinunciare agli allenamenti per poter lavorare e provvedere al fabbisogno giornaliero della famiglia. Tuttavia, la vita da agricoltore proprio non fa per Goku, che alla prima occasione si teletrasporta sul pianeta del Re Kaioh del Nord per potersi finalmente allenare. È proprio sul minuscolo asteroide situato alla fine della "Via del Serpente" che il nostro eroe incontra per la prima volta Lord Beerus, giunto nell'Aldilà per affrontare il guerriero che tanti anni prima riuscì a sconfiggere il tiranno Freezer. Questo primo, ma fondamentale scontro mette subito in risalto una delle principali differenze fra l'anime e il manga dell'opera, in quanto la trasposizione cartaceea di Dragon Ball Super presenta una certosina attenzione verso il benché minimo dettaglio, regalando al lettore vignette sempre di qualità e all'altezza del brand. Se, per esempio, il Super Saiyan di terzo livello appariva nell'anime come un'orripilante caricatura quasi deforme, Toyotaro ha invece il merito di aver restituito alla trasformazione la propria aria solenne e minacciosa, nonché un livello di dettaglio impressionante che -quantomeno nei combattimenti- non fa mai rimpiangere le matite del sommo Toriyama. Forse solo le ambientazioni meriterebbero di tanto in tanto qualche sforzo in più, ma in linea di massima siamo dinanzi a un prodotto molto curato.

Il segreto del Super Saiyan God

Non avendo trovato l'avversario desiderato, Beerus si è dunque spostato sulla Terra per affrontare gli altri Saiyan, incluso un Vegeta particolarmente adirato e in questo caso fedele alla propria caratterizzazione originale. Non solo il Principe dei Saiyan appare più orgoglioso e vendicativo che mai, ma le poche vignette che lo vedono protagonista sono tra le più dinamiche e precise di tutto il volumetto, in netto contrasto con l'approssimativo design esibito nei primi episodi dell'anime. L'ultima speranza per i nostri eroi è però rappresentata dal Drago Shenron, il quale spiega loro il segreto del fantomatico Super Saiyan God: una trasformazione raggiungibile "proiettando" temporaneamente l'energia di sei Saiyan in un singolo individuo - un'operazione in cui i nostri eroi (a cui manca un ultimo elemento per la riuscita del rituale) riescono solo grazie a Videl, la quale si rivela incinta di Pan. Caratterizzata dai capelli rossi e un corpo leggermente più snello, la nuova trasformazione raggiunta da Goku gli permette infine di seguire i movimenti del Dio, di pararne qualche attacco, e piano piano di riuscire a sferrare anche qualche colpo. Questo adattamento cartaceo ha però regalato ai fan un finale piuttosto diverso da quello ammirato nel lungometraggio e nell'omonimo anime televisivo: la prima di tante piccole trovate anche piuttosto riuscite, che rendono il fumetto un must anche per coloro che abbiano già visto la serie d'animazione.

I Guerrieri del Sesto Universo

Avendo il maestro Toyotaro già realizzato un parziale adattamento cartaceo del lungometraggio intitolato "La Resurrezione di F", tale arco narrativo è interamente saltato nel manga. Dopo aver fornito al lettore un rapido riassunto degli eventi accaduti nella pellicola, infatti, passa direttamente all'allenamento di Goku e Vegeta sotto lo sguardo attento di Whis. È in tale circostanza - dopo una prima, brevissima apparizione nei capitoli precedenti - che fanno la loro comparsa Lord Champa e Vados, rispettivamente Dio della Distruzione e Angelo del Sesto Universo: una dimensione "gemella" dell'universo di Goku e compagni, che differisce solo di poco dal suddetto. Una simpatica e imprevedibile disputa fra Beerus e Champa fa però sì che il secondo lanci una sfida al fratello gemello per il possesso della Terra, pianeta dalle gustose cibarie rimasto disabitato nel Sesto Universo a causa di un conflitto armato che ha sterminato la popolazione. In poche pagine, il lettore assiste dunque alla rivelazione dell'esistenza di altre Sfere del Drago delle dimensioni di interi pianeti, all'organizzazione di un torneo fra i due universi, e persino all'allenamento nella Stanza dello Spirito e del Tempo di Goku e Vegeta, in cui i due guerrieri trascorrono addirittura tre anni.

È in questa seconda saga che l'autore del manga pecca di una fretta a dir poco eccessiva: di punto in bianco, l'opera trascina al centro dell'attenzione personaggi come Pilaf e i suoi sottoposti, senza spiegare al lettore il motivo del loro ringiovanimento o le ragioni che hanno portato Crilin a radersi di nuovo a zero, per non parlare dello scellerato utilizzo di Jaco e della sorella di Bulma - due figure difatti comparse dal nulla, prive della benché minima caratterizzazione, e dunque completamente estranee a chiunque abbia letto solo il manga originale di Dragon Ball. Fortunatamente il prodotto recupera qualche punto perso grazie all'ottimo lavoro svolto negli ultimi due capitoli del volumetto, dove i nostri eroi conoscono un minuto esserino chiamato Monaka - il cui nome nasconde un bizzarro e indicibile gioco di parole in pieno stile Toriyama - e soprattutto scoprono l'esistenza di una razza Saiyan più "mingherlina" e pacifica che nel Sesto Universo, anziché darsi alla conquista dei pianeti, si è votata alla difesa dei deboli e degli innocenti. Degno preambolo degli eventi futuri, il volume si chiude con i primi scontri del torneo e l'introduzione dei combattenti radunati da Champa: tutti ben caratterizzati e ombreggiati divinamente, fra i quali, almeno a livello di design, spicca senza dubbio il doppelganger di Freezer. Proprio in quest'opera, il personaggio di Frost, ha infatti goduto di primi piani molto dettagliati, capaci di esaltarne la personalità ambigua e doppiogiochista che verrà adeguatamente esplorata nel secondo volumetto.

Dragon Ball Super Quello proposto da Toyotaro si sta rivelando un ottimo adattamento cartaceo: l’artista non solo realizza disegni di qualità ben superiore a quella di molti episodi della serie televisiva, ma vanta un tratto pressoché identico a quello del maestro Toriyama. Il principale pregio dell’opera è però la capacità dell’autore di compendiare in poche pagine avvenimenti altrimenti lunghi e noiosi, come quelli presenti nei fastidiosi filler che purtroppo caratterizzano tutti gli anime tratti dagli shonen. Sfortunatamente questa qualità è anche, in alcune rare occasioni, il principale difetto del prodotto, che talvolta pone il lettore dinanzi a situazioni incomprensibili a chiunque non sia in possesso di un’adeguata “preparazione”. L’elevato livello di dettaglio di ciascuna vignetta e le continue gag a fondo comico, unite al rapido susseguirsi degli eventi, ne fanno comunque un lavoro pregevole, nonché un ottimo compromesso per chiunque voglia continuare a seguire le vicende dei Saiyan senza sorbirsi dozzine di episodi riempitivi.

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