Dragon Ball Super: Recensione del terzo pacchetto di episodi su Italia 1

Analizziamo il terzo pacchetto di episodi del nuovo anime di Akira Toriyama sul canale Mediaset, che coincide con la saga completa di Future Trunks.

recensione Dragon Ball Super: Recensione del terzo pacchetto di episodi su Italia 1
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A partire dai primi giorni di gennaio, fino a metà febbraio circa, Italia 1 ha mandato come promesso il terzo pacchetto di episodi in italiano di Dragon Ball Super. Con periodicità più o meno stagionale, Mediaset sta mantenendo la parola data, fornendo - con una cadenza accettabile, ben superiore rispetto all'indegno trattamento riservato ad altri prodotti come Naruto Shippuden o ONE PIECE - a tutti gli appassionati l'edizione italiana della nuova serie di quello che possiamo tranquillamente definire come l'anime più amato dagli italiani, e senza dubbio una delle saghe appartenenti al filone dell'entertainment nipponico più importanti e influenti della storia. Dopo una trentina d'anni di successo duraturo, e dopo aver sbancato lo share dell'audience nipponica, i Super Saiyan stanno vivendo una nuova giovinezza anche nel nostro Paese da circa un anno e mezzo, proponendosi in nuove avventure destinate a fidelizzare una nuova ondata di giovanissimi spettatori - non senza strizzare l'occhio, tuttavia, alla "vecchia guardia", ovvero le almeno due generazioni che dagli anni Ottanta ad oggi seguono con grande passione le gesta di Son Goku e compagnia. Cosa ci ha lasciato questo terzo pacchetto? Come si sono comportate le gesta dei Super Saiyan Blue, alle prese con due divinità fortissime come Goku Black e Zamasu, coadiuvati dal grande ritorno di Future Trunks? Come si preparano gli episodi finali di questa saga al prossimo, importantissimo arco narrativo - quello della Sopravvivenza degli Universi, che segna il debutto del tanto atteso Torneo del Potere - che popolerà gli schermi italiani nel prossimo pacchetto (il quarto) di messa in onda su Italia 1? Scopriamo insieme cosa ci ha riservato questo anime che, al netto di un non indifferente fattore nostalgia in grado di tenerci incollati allo schermo senza se e senza ma, presenta anche degli evidenti difetti di fondo.

Dei, viaggi nel tempo e Rosé

La messa in onda su Italia 1, senza troppi fronzoli, è ripartita laddove ci aveva lasciato - non senza prima fornirci una bella maratona riassuntiva, qualche giorno prima della messa in onda, dei primi episodi della saga di Future Trunks. Il giovane figlio di Vegeta, forte di un nuovo look e abilità molto maggiori rispetto a quando lo avevamo lasciato nella Saga degli Androidi, torna dal futuro per chiedere aiuto ai nostri eroi: un misterioso individuo incredibilmente potente, e con le sembianze di Goku, sta distruggendo il suo mondo, ha ucciso la povera Bulma e minaccia di annientare quel poco che c'è rimasto dell'umanità. Supportati da Beerus e Whis, i protagonisti scopriranno l'importanza e le conseguenze dei viaggi nel tempo - modificare troppe volte la storia darà vita a linee temporali alternative all'interno dello stesso Universo - e faranno la conoscenza di Zamasu, apprendista Kaioshin dell'Universo 10 la cui aura è misteriosamente legata a quella del micidiale Goku Black, un nemico che sembra diventare sempre più forte con il passare del tempo - proprio come accade ai guerrieri Saiyan, che vengono sottoposti continuamente a stress e sforzi derivati dalle mille battaglie combattute. Gli scontri drammatici che ne conseguiranno porteranno alla verità, che metterà a nudo anche la natura nascosta del crudele Zamasu: è lui il deus ex machina di questi eventi, è sempre lui (proveniente da una timeline alternativa) ad aver rubato il corpo di un Goku di un'altra era e ad aver assunto l'identità della versione oscura del nostro eroe, che combinata alla sua aura divina darà vita a un Super Saiyan God dai capelli rosati, definito dunque Super Saiyan Rosé - o Super Saiyan Rosa, se vogliamo mantenere la controversa e discussa nomenclatura affibbiata dall'edizione italiana di Dragon Ball Super.

Battaglie, rivelazioni e grandi ritorni contraddistinguono gli episodi conclusivi di questo arco narrativi, finanche con il ritorno di Vegeth (l'unico modo per tener testa a Merged Zamasu, risultato della fusione tra il Kaioshin dell'Universo 10 e Black) e il risveglio da parte di Trunks di un potere misterioso, un curioso Super Saiyan Ikari che determinerà (grazie alla capacità del giovane di incanalare la sfera Genkidama nella lama della sua spada) la sconfitta del villain nel corso del duello finale per la salvezza del futuro ma anche di tutti gli Universi, poiché le folli mire espansionistiche di Zamasu avrebbero previsto la distruzione totale di ogni realtà esistente - salvo l'intervento finale del sommo lord Zeno, che su suggerimento di Goku ha annientato completamente il malvagio e crudele aspirante Kaioshin. Gli episodi finali di questo terzo pacchetto, infine, avrebbe potuto anche essere saltati a piè pari: trattasi, infatti, di scialbi appuntamenti filler con delle storielle autoconclusive che - tranne che in un paio di puntate - aggiungono davvero poco o nulla alla trama e non fanno che accentuare la vena demenziale di certi risvolti in Dragon Ball Super, come l'episodio dedicato al ritorno della scoppiettante Arale o finanche all'organizzazione di una partita di baseball per decretare nuovamente il più forte tra gli Universi 6 e 7, peraltro con il buon vecchio Yamcha che (relegato com'è, ormai, a banale comparsa) è apparso sugli scudi grazie alle sue buone doti sportive. C'è stato anche qualcosa di interessante, come il doppio episodio dedicato al secondo round tra Goku e Hit, ma nulla di trascendentale e davvero fondamentale ai fini degli sviluppi futuri.

Villain sprecato

Le battute iniziali di Dragon Ball Super, nell'ormai lontanuccio luglio del 2015, non erano state disastrose, ma c'erano andate molto vicino. La gioia e l'emozione derivate dal fattore nostalgia - il ritorno sui piccoli schermi di storie completamente nuove e inedite dell'opera cultr di Akira Toriyama - prestavano il fianco a qualche grave difetto di produzione e di scrittura. Le prime due saghe, completamente prive di qualità visiva e salvate in corner soltanto dalla rimasterizzazione operata sulla versione Blu-Ray (che, per fortuna, è quella arrivata su Italia 1 nel nostro Paese), altro non sono state che un remake scialbo e fin troppo monotono degli ultimi due lungometraggi del franchise, ovvero Dragon Ball Z: La battaglia degli dei e Dragon Ball Z: La resurrezione di F.

Dal momento che Beerus si è rivelato, infine, tutt'altro che malvagio e che Freezer (seppur forte della sua forma dorata) è stato null'altro che un riciclo, senza considerare l'assenza di veri villain nell'arco del torneo tra gli Universi 6 e 7, Goku Black e Zamasu hanno rivestito un'importanza notevole. I due hanno infatti portato l'egida di veri, primi villain originali introdotti dalla nuova serie concepita da Toriyama, realizzata dalla Toei Animation e disegnata in formato manga da Toyotaro, il discepolo del nostro sensei.

I due antagonisti risultano certamente pregevoli dal punto di vista del character design - seppur il concept di Black, cioè quello della versione cattiva di Goku, ci sembra largamente "riciclato" da un personaggio come Turles - forti di un certo carisma e di un'eleganza di fondo che li ha fatti entrare di prepotenza nei cuori dei fan del franchise. Tuttavia, come abbiamo evidenziato ampiamente in un nostro speciale, l'assenza di un background convincente e delle motivazioni al di sotto delle aspettative, hanno in parte deluso l'appeal nei confronti delle figure di questi due antagonisti, soprattutto se confrontati ai tanti, storici avversari incontrati nel corso di Dragon Ball e Dragon Ball Z. Ma è stato soprattutto il ritmo della narrazione a rendere la saga del ritorno di Future Trunks, in particolare nella sua parte centrale, a rendere la trama piuttosto blanda, oltre che eccessivamente trita e tirata per i capelli, al punto da rendere la rivelazione finale sull'identità di Black Goku un passaggio scontato e superfluo.

Salvare il salvabile

Al netto di ciò, non tutto è completamente da svalutare: Nonostante una sceneggiatura eccessivamente diluita - oltre che caratterizzata da qualche piccola incoerenza, tutti ostacoli a cui il buon Toyotaro ha rimediato nella versione manga di Super - a questo arco narrativo va il merito di aver continuato a dare una ventata d'aria fresca, in termini di trama e character design, proseguendo sul filone abbastanza soddisfacente della saga del Torneo tra gli Universi 6 e 7. Certo, non ci riesce appieno, soprattutto riciclando concept già visti (Black), rielaborandone inspiegabilmente altri (Trunks) e non fornendo una scrittura sufficiente a fraternizzare con il villain definitivo (Zamasu); ma la tempo stesso, i disegni migliorano con il tempo e a vista d'occhio, determinando un primo salto di qualità a livello grafico rispetto alla prima parte dell'anime: se nella prima metà della saga di Future Trunks si assiste, purtroppo, alla solita superficialità in termini di dettagli e tratto utilizzato, gli episodi conclusivi dell'arco in questione sfoggiano delle animazioni incredibilmente fluide e sopraffine, accompagnate da momenti altamente esaltanti come la comparsa del formidabile Vegeth Super Saiyan Blue e la lotta che ne consegue, così come la forte determinazione di Trunks in alcuni frangenti, tra i quali la sua rabbiosa trasformazione in Super Saiyan Ikari o il suo duello finale contro il malvagio Zamasu.

Dragon Ball Super Al pari del precedente arco narrativo, la Saga di Future Trunks tenta di introdurre elementi di novità nella sceneggiatura di Dragon Ball Super. Purtroppo ci riesce in parte, proponendo idee riciclate o inspiegabili come i character design di Goku Black e di Mirai Trunks, il tutto unito alla solita superficialità grafica nella prima parte della saga e a una scrittura poco attenta nel definire il personaggio di Zamasu, che in quanto primo vero villain di questo anime non riesce neanche minimamente a reggere il confronto con gli antagonisti delle serie precedenti. Il ritmo della narrazione risulta, alla lunga, eccessivamente blando e per questo rende lo script ancora più monotono e prevedibile; a salvare il tutto, in pochi ma importanti frangenti, subentra una maggiore attenzione nei disegni e una battaglia finale soddisfacente anche in termini di animazioni. In generale, complici anche dei filler tanto scialbi quanto inutili, quella che vede frapporsi i tre Super Saiyan a Black e Zamasu non è la miglior saga di Super, ma proietta i protagonisti verso l'ultimo arco narrativo, quello che riserverà le sorprese maggiori e i combattimenti più spettacolari: il Torneo del Potere. L'appuntamento, purtroppo è a data da destinarsi su Italia 1, probabilmente nella seconda metà del 2018.

6.5