Dragon Ball Super: Recensione del Volume 4 del manga di Toyotaro

Da pochi giorni è disponibile in Italia, grazie a Star Comics, il quarto volume del manga di Dragon Ball Super: la battaglia per il Futuro continua...

recensione Dragon Ball Super: Recensione del Volume 4 del manga di Toyotaro
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Edizioni Star Comics ha recentemente pubblicato il quarto volume delle avventure cartacee di Dragon Ball Super. Disegnato da Toyotaro, discepolo di Akira Toriyama, il manga in edizione italiana si trova ormai nel vivo della Saga di Future Trunks, nel pieno climax dello scontro che coinvolge Goku, Vegeta e il giovane guerriero dal Futuro in opposizione a Goku Black e Zamasu. Abbiamo ovviamente letto il volume e siamo pronti a effettuarne una disamina, oltre a poter cogliere l'occasione per parlare delle differenze tra il cartaceo e la serie animata, che proprio a partire dall'arco narrativo che vede per antagonista il perfido Super Saiyan Rosé iniziano a differenziarsi in alcuni, piccoli passaggi chiave.

Il secondo round

Il quarto tankbon di Dragon Ball Super si apre esattamente laddove ci aveva lasciato il terzo: schiacciati dalla potenza di Black Goku e dalla perfidia di Zamasu, ma soprattutto dalla sinergia che i due villain dimostrano di avere in battaglia, Goku e Vegeta sono costretti a ritirarsi nuovamente nel passato, lasciando Trunks in balia dei due villain per permettergli di fuggire. L'obiettivo è quello di guadagnare tempo e, per Goku, di apprendere la tecnica della Mafuba (l'onda sigillante che permise al suo maestro, Muten, di sconfiggere il Grande Mago Piccolo), poiché si tratta dell'unico modo per mettere KO un essere immortale come l'apprendista Kaioshin dell'Universo 10; per Vegeta, invece, il tempo a disposizione sarà prezioso per potersi allenare duramente nella Stanza dello Spirito e del Tempo. Sono ore cruciali, quelle che passano in attesa della nuova battaglia nel Futuro, giacché la Macchina del Tempo non potrà riportare i nostri due eroi nel momento esatto in cui hanno lasciato Trunks, ma il tempo che scorre nella loro epoca è esattamente lo stesso che scivola, inesorabilmente, anche nel Futuro: insomma, ogni momento che passa potrebbe significare la morte di Trunks e, per di più, il macchinario ha carburante a sufficienza per un solo e ultimo viaggio di andata e ritorno. In definitiva, quella che si apprestano a vivere Goku e Vegeta dovrà essere per forza di cose la battaglia conclusiva per le sorti del futuro. Trunks, intanto, può contare sull'aiuto del giovane Kaioshin del Settimo Universo e di Gowasu, il maestro di Zamasu, entrambi accorsi nel futuro con l'ausilio degli Anelli del Tempo. Se, da un lato, Shin riesce a trarre in salvo un malconcio Trunks, Gowasu fallisce nell'ennesimo tentativo di irretire le due differenti versioni del suo allievo: ricordiamo, infatti, che la vera identità di Black corrisponde allo Zamasu di un'altra linea temporale, che ha ucciso sia il suo maestro che Goku dopo aver effettuato lo scambio di corpi grazie alle Super Sfere del Drago. È sul più bello, infine, che Goku e Vegeta giungono nuovamente nel Futuro, forti di nuove abilità e nuovi poteri per dar vita al duello conclusivo contro le due potenti divinità.

Red, Blue, Full Power

Probabilmente è da questo punto in poi che, nel manga di Dragon Ball Super, iniziamo ad avvertire le differenze maggiori rispetto alla serie animata. Non che prima non ci fossero, ma da questo momento si comincia ad assistere a una serie di bivi sostanziali che tuttavia non tradiscono lo spirito della narrazione originale in versione animato. Goku tenterà di applicare la Mafuba su Zamasu, mentre Vegeta è deciso a prendersi la sua rivincita contro Black: lo scontro porterà, come i fan sapranno bene, alla Fusione tra i due villain, che daranno vita a un Zamasu definitivo e onnipotente, oltre che immortale. L'enorme superiorità del nemico spingerà anche i due Saiyan rivali a fondersi nuovamente, così come accadde in occasione del duello con Super Bu: in questo frangente, i fan hanno potuto apprendere ulteriori dettagli sul funzionamento dei Potara, che nel caso vengano utilizzati da esseri che non rispondono allo status quo di divinità avranno una durata limitata a un'ora soltanto. È per questo motivo, dunque, che in passato la Fusione di Vegeth si sciolse - e non a causa dell'aura di Majin Bu, quindi, come immaginavano Goku e Vegeta, i quali si erano ormai rassegnati a non tornare mai più "divisi".

Esattamente come nell'anime, emerge quindi Vegeth in tutto il suo splendore; esattamente come nell'anime, il guerriero nato dall'unione coi Potara diventa Super Saiyan Blue, raggiungendo una potenza in grado di superare persino Beerus; e infine, esattamente come nell'anime, la fusione dura nient'altro che una manciata di minuti a causa dell'eccessivo spreco di energie derivato dalla trasformazione in Blue, lasciando l'amaro in bocca non solo ai personaggi della storia ma anche allo spettatore. È uno dei maggiori problemi di Dragon Ball Super, questo, che si riflette anche nella narrazione della versione manga: l'eccessiva fretta di raccontare e rappresentare battaglie e trasformazioni.

Nonostante la scrittura dell'opera risulti, a nostro parere, più completa ed esaustiva rispetto all'anime - seppur anche molto più concisa e senza perdersi in inutili flessioni o filler oltremodo noiosi - resta il problema di fondo secondo il quale risulta difficile "assorbire" gli eventi, le evoluzioni e gli accadimenti principali perché, semplicemente, tutto accade troppo in fretta. Come già detto in più occasioni, tuttavia, il principale merito di Toyotaro sta nel suo essere innanzitutto un grande fan di Dragon Ball e, per questo, nella volontà di regalare coerenza all'azione, oltre che spunti decisamente più interessanti rispetto alla versione televisiva: ecco che, finalmente, vediamo Vegeta sfoggiare una trasformazione che nell'anime ha inspiegabilmente saltato a piè pari, e cioè il Super Saiyan God con i capelli rossi, oltre che una spiegazione soddisfacente e congeniata sulle differenze di utilizzo tra il God e il Blue. Due evoluzioni ognuna con i suoi pro e i suoi contro, che offrono un perfetto bilanciamento tra velocità, potenza e dispendio di energie se utilizzate sapientemente e in maniera interscambiabile. Toyotaro ha anche introdotto una variante che nell'anime a sua volta non è mai esistita, e che è stata sostituita dai più spettacolari (ma anche non proprio coerenti) Super Saiyan Blue Kaioken e Super Saiyan Blue Evolution: parliamo del Super Saiyan Blue Full Power, una forma che Goku utilizza per tener testa a Zamasu fuso e che consiste nella capacità di padroneggiare completamente il SSJ Blue, convogliando tutto il Ki necessario all'interno del proprio corpo al prezzo di un enorme quantità di energia.

Un piccolo passo indietro

Sul piano visivo, abbiamo sempre elogiato il tratto di Toyotaro, capace di emulare al meglio lo stile dell'ultimo Toriyama e al tempo stesso di metterci del suo, rendendo la grafica di Dragon Ball Super qualcosa di fresco e innovativo pur rispettandone i canoni visivi storici. Fondamentalmente, le illustrazioni del quarto volume dell'opera si mantengono buone e, in tal senso, dobbiamo elogiare la cover: un vero e proprio piccolo capolavoro in termini di composizione e di disegni, senza dubbio la migliore tra le copertine del manga finora.

Per il resto, tuttavia, il quarto volume di Dragon Ball Super si mantiene piuttosto pragmatico, senza particolari picchi in termini visivi, privo di particolari splash page o inquadrature e campi degni di nota tranne che in un paio di occasioni; a dir la verità, in alcuni frangenti abbiamo notato che il character design soffre di qualche flessione, ad esempio non abbiamo amato particolarmente il modo in cui l'autore ha rappresentato Vegeta Super Saiyan God di colore rosso. La fisionomia derivata dal God, che porta l'utilizzatore a ringiovanire e a diminuire il volume dei propri muscoli, ha portato il mangaka (nelle poche vignette in cui compare il principe dei Saiyan in questa forma) a squilibrare le proporzioni e a rendere i lineamenti del personaggio molto meno precisi e dettagliati.

In ogni caso si può star tranquilli, perché già a partire dal volume successivo le avventure cartacee di Dragon Ball Super regaleranno parecchi colpi estetici dal grande impatto; in definitiva, complice anche l'ottimo confezionamento dell'edizione italiana da parte di Star Comics (che ha impreziosito l'albo con un'intervista a Toriyama e Toyotaro presente in calce al tankobon), il Volume 4 non può mancare alla collezione di chi ha iniziato a seguire anche l'opera cartacea di Dragon Ball Super. A una generale resa dello stile di disegno largamente superiore rispetto all'anime si iniziano ad affiancare alcune differenze sostanziali, impreziosite da una narrazione estremamente più lineare e congeniata delle più recenti avventure animate di Goku e soci.

Dragon Ball Super (Manga) Il quarto tankobon di Dragon Ball Super porta nel vivo la battaglia per la sopravvivenza del Futuro di Trunks e al tempo stesso denota due fattori importanti per l'opera di Toyotaro: da un lato l'emergere di sostanziali differenze narrative rispetto alla versione animata, dall'altro quella stessa fretta eccessiva nella scrittura che impedisce al pubblico di "assorbire" l'entrata in scena di certi personaggi o trasformazioni. Anche in fase di regia e di grafica, questa volta, l'autore è sembrato meno ispirato del solito, con inquadrature poco memorabili e un disegni non sempre all'altezza del suo consueto stile. Edizioni Star Comics confeziona come al soluto un ottimo volumetto, impreziosito da una bellissima cover e un'intervista finale a Toriyama e Toyotaro sui retroscena della Saga di Future Trunks. Il nostro consiglio è di proseguire nella lettura dell'epopea cartacea di Dragon Ball Super, in particolar modo per godere di una visione diversa e alternativa di alcuni risvolti già noti nell'anime.