Dragon Ball Super Volume 9: finisce il Torneo del Potere e arriva Molo!

Disponibile in Italia dal 23 ottobre, il nuovo tankobon di Dragon Ball Super supera finalmente la serie animata, proponendo un arco narrativo originale.

recensione Dragon Ball Super Volume 9: finisce il Torneo del Potere e arriva Molo!
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Finalmente anche in Italia, grazie alla pubblicazione di Edizioni Star Comics, il manga di Dragon Ball Super abbandona storie già note per introdursi in territori inesplorati sia dai film che dalla serie animata. Il nono tankobon dell'opera di Akira Toriyama e Toyotaro è disponibile in edicola e fumetteria dal 23 ottobre e porta a conclusione l'arco narrativo della Sopravvivenza degli Universi, presentandoci finanche l'incipit di una saga del tutto nuova, che segna l'esordio di Molo e della Pattuglia Galattica al gran completo. Andiamo ad esplorare insieme gli eventi dell'albo nella nostra recensione di Dragon Ball Super Volume 9.

Il vincitore del Torneo

Il Torneo della Potenza è agli sgoccioli. Mancano una manciata di minuti al gong finale e gli unici sopravvissuti alla selvaggia Royal Rumble indetta dal sommo Zen'o sono i guerrieri più potenti degli Universi 7 e 11. Da una parte abbiamo Goku e Vegeta, stremati ma convinti più che mai a salvare la loro stessa realtà, dall'altra abbiamo il potentissimo Jiren il Grigio, il campione dei Pride Troopers nonché il mortale più potente mai esistito, capace di superare finanche gli dei della distruzione.

I capitoli dedicati allo scontro finale si riveleranno interessanti per tutti i lettori di Dragon Ball Super per due motivi, che se vogliamo si riveleranno l'uno il contraltare dell'altro: da un lato, infatti, Toyotaro ci ha proposto una maggiore introspezione sulla psiche e sul passato di Jiren. Tramite la serie animata avevamo saputo, a suo tempo, che il Pride Trooper aveva trascorso un'infanzia tragica, in cui aveva perso i genitori ed era stato allevato da un maestro di combattimento che fu a sua volta ucciso da un demone: questo evento fece capire al guerriero di dover diventare più forte di qualunque altro, contando su nessuno che non fosse sé stesso.

Nel manga, invece, abbiamo appreso che il sensei di Jiren aveva un nome, Gitchen, ed era peraltro un caro amico di Bermod, il lord della distruzione dell'Universo 11. È la stessa divinità che, sugli spalti, racconta ai suoi campioni la storia di Gitchen: il suo defunto amico desiderava allenare Jiren per insegnargli il valore del gioco di squadra, ragion per cui spinse il suo pupillo ad unirsi ai Pride Troopers (sapevate tra l'altro che anche Bermod è stato un Pride Trooper? Lo ha confermato di recente Toyotaro stesso). Purtroppo Gitchen fu ucciso da un demone prima che potesse completare la formazione di Jiren, senza alcuna possibilità di tornare in vita poiché - come spiegato da Marcarita - chi perde la vita per mano di un essere demoniaco non ha più possibilità di tornare nel mondo terreno. Jiren ha quindi vissuto nell'egoismo e nella solitudine, credendo che il maestro si aspettasse da lui lo sviluppo di un potere esclusivamente individuale: anzi, il lottatore intende vincere il Torneo per riportare in vita Gitchen, così da mostrargli i suoi miglioramenti. Tralasciando questo ultimo aspetto, che viene approfondito anche nell'anime di Dragon Ball Super, gran parte del background di Jiren risulta approfondito molto più nel manga che nell'anime.

D'altro canto, mentre la produzione animata ha imbastito uno showdown visivamente superbo negli ultimi 2-3 episodi della serie TV, la battaglia finale tra l'Universo 7 e l'Universo 11 viene condotta da Toyotaro in maniera un po' più sbrigativa. Non temete, però: il pathos non manca e, in tal senso, potete prendere gli eventi dell'opera cartacea come un'alternativa a quelli dell'anime televisivo. La differenza sta nel fatto che lo sblocco della Quintessenza dell'Istinto (Ultra Istinto, nell'anime) avviene soltanto nelle battute finali del Torneo, pur rispettando gli stadi evolutivi del Migatte no Gokui (dapprima in versione Omen, con capelli bianchi e occhi d'argento, e poi completo, con capigliatura interamente argentata).

Lo stato che soltanto gli angeli riescono a controllare, però, dura poco, ed ecco che Vegeta propone un'inedita alleanza con Kakaroth: i due saiyan combattono spalla a spalla contro Jiren (nell'anime una scena simile avviene solo marginalmente), sfoderando un colpo di Ki combinato che unisce Kamehameha e Gamma Burst Flash. Jiren, però, non si fa sopraffare e scaraventa il principe dei saiyan fuori dal ring. Quando tutto sembra perduto, poiché Son-kun sta per soccombere sotto la potenza illimitata del suo nemico, lord Freezer spunta dalle macerie e sorprende Jiren di spalle, facendo cadere dal ring sia Goku, sia Jiren sia se stesso. L'Universo 7 si aggiudica il Torneo della Potenza poiché, dai detriti dell'arena, emerge un redivivo Numero 17, che aveva finto l'autoesplosione per disorientare i suoi nemici.

Anche in tal caso, comunque, Jiren il Grigio comprende il significato dell'amicizia e del lavoro di squadra e, ugualmente, C-17 chiede a Super Shenron di ripristinare tutti gli universi cancellati. La Sopravvivenza degli Universi termina in lieto fine proprio come nell'anime, catapultandoci però già dalle pagine successive in un nuovo arco narrativo.

Molo, lo stregone millenario

Saltando a piè pari le vicende legate al ritorno di Broly (che comunque potrete rivivere anche in formato cartaceo con l'anime comic di Dragon Ball Super: Broly), nel volume 9 di Dragon Ball Super inizia anche l'arco narrativo del Prigioniero Galattico, finora mai trasposto in nessun film o serie animata.

Tutto comincia quando alcuni galactic patroller rapiscono Majin Bu (ancora in letargo) dall'abitazione di Mr. Satan. I protagonisti vengono introdotti alla Pattuglia Galattica al gran completo, facendo la conoscenza di svariati poliziotti intergalattici. Tra questi c'è Merus, il numero uno del corpo di pattugliamento, un individuo misterioso che sembra nascondere abilità in combattimento di gran lunga superiori a ciò che esterna. I nuovi personaggi spiegato a Goku e Vegeta che un pericoloso prigioniero è riuscito ad evadere dalla prigione della Galactic Patrol: il suo nome è Molo ed è un essere millenario in grado di assorbire l'energia vitale da qualunque essere vivente, finanche i pianeti.

Molo è vissuto dieci milioni di anni fa, ma fu sigillato grazie all'intervento dell'allora Grande Kaioshin - lo stesso che, attualmente, dimora nel corpo di Bu, poiché il demone rosa comparve 5 milioni di anni dopo la sconfitta di Molo e riuscì ad assorbire la divinità, assumendo l'aspetto paffuto di oggi. Il nuovo villain ha atteso eoni prima che il suo potere magico si manifestasse di nuovo e adesso, grazie all'aiuto di un ex membro dell'esercito galattico di Freezer, è di nuovo in libertà, in direzione del nuovo pianeta Namecc per trovare le Sfere del Drago ed esprimere un misterioso desiderio.

Ignorando gli avvertimenti dei pattugliatori, Goku e Vegeta si teletrasportano su Neo Namecc giusto in tempo per assistere allo sbarco di Molo. I due saiyan decidono di ingaggiare un duello con lo stregone, ma è Vegeta a farsi avanti per primo: il tankobon numero 9 di Dragon Ball Super termina con il principe dei saiyan pronto a fare sul serio, dopo che lo stesso Molo ha saggiato la sua forza. I due eroi, però, ignorano che sta per abbattersi su di loro la potenza di un nemico mai visto prima...

Qualche appunto finale

Come al solito, in calce al nostro racconto, raccogliamo qualche considerazione aggiuntiva sul manga e sull'edizione italiana: il Torneo della Potenza si conclude, classificandosi come un'alternativa (meglio scritta, a nostro parere) agli eventi della serie TV, ma al tempo stesso proponendo una sceneggiatura un po' più frettolosa. Toyotaro ci ha regalato, però, momenti altrettanto epici, basti pensare alla rivalsa di Gohan, che nel fumetto ha addirittura combattuto alla pari con la potente Kafla.

Possiamo dirvi, comunque, che l'arco narrativo di Molo promette essere il più avvincente di tutta l'opera: in primis perché è un racconto originale, e non teme quindi il confronto con l'anime per la prima volta dal suo debutto su V-Jump, e in secondo luogo perché leggerete (nei prossimi albi) soluzioni narrative che strizzano l'occhio ai gloriosi fasti del passato di Dragon Ball, a cominciare da un nemico intelligentemente depotenziato rispetto agli ultimi villain ma non per questo meno pericoloso.

Star Comics, infine, continua a proporre soluzioni di adattamento diverse rispetto alla serie TV: confermiamo la traduzione del Migatte no Gokui in Quintessenza dell'Istinto, così come alcuni nomi propri quali Bermod (e non Belmod), Gitchen (e non Gicchin) o lo stesso Molo al posto di Moro (che invece sarà la pronuncia nipponica che, probabilmente, ascolteremmo in un futuro anime, se mai Molo comparirà).