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Dragon Quest: Your Story Recensione, il film in CGI sbarca su Netflix

Ispirato al leggendario Dragon Quest V: La Sposa del Destino, il nuovo film d'animazione nipponica è finalmente approdato su Netflix.

recensione Dragon Quest: Your Story Recensione, il film in CGI sbarca su Netflix
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Qualora ci ritrovassimo nella delicata posizione di dover redigere una classifica completa delle migliori storie raccontate finora dalla celebre saga di giochi di ruolo targata Square Enix, Dragon Quest V: La sposa del destino si ritaglierebbe immediatamente un posto sul podio, al fianco dell'ottava e undicesima incarnazione del brand. Il più rivoluzionario dei "vecchi" Dragon Quest vantava infatti un cast di avventurieri magistralmente caratterizzati, e soprattutto si distingueva dagli altri RPG del proprio tempo per via di una meccanica alquanto originale e audace: il vero e proprio eroe del gioco non era l'avatar iniziale del giocatore, bensì il figlio che questi avrebbe avuto nel corso dell'avventura, dopo aver scelto la propria consorte fra le due (tre nel remake per Nintendo DS) fanciulle selezionabili. Piccole differenze narrative, di conseguenza, rendevano assolutamente irresistibile il fattore rigiocabilità di un titolo già superbo e coinvolgente.

A poco meno di due decenni dall'uscita di Dragon Quest V sull'immortale SNES, la trama del videogioco entrato di diritto nella leggenda ha recentemente ispirato un film d'animazione in 3D. Co-prodotto da Shirogumi Inc. e Robot Communications, Dragon Quest: Your Story è ora disponibile in esclusiva su Netflix (come avvenuto, lo scorso mese, per il lungometraggio ispirato alla serie Ni no Kuni), ragion per cui ci siamo tuffati ancora una volta nella drammatica epopea fantasy vissuta da Luca, Bianca, Nera e dagli altri valenti protagonisti di Dragon Quest V. Di seguito ve ne proponiamo le nostre consolidate impressioni.

Alla ricerca dell'Eroe Zenithiano

Così come il gioco originale da cui è tratta, la trama di Dragon Quest: Your Story si apre con la nascita del piccolo Luca, primogenito di Re Russel e sua moglie Mada. Come prevedibile, la felicità dell'allegra famigliola appena formatasi è però di breve durata, poiché le orde demoniache capeggiate dal Gran Maestro Skriterioska, intenzionate a rapire Mada, attaccano e distruggono l'intero regno di Denim.

La bella regina discende infatti dal popolo di Zenithia e pertanto è l'unica a conoscere il portentoso incantesimo indispensabile per spalancare i Cancelli di Nadiria e permettere al mostruoso Nimzo di tornare a flagellare il mondo umano. Mentre la donna cade inesorabilmente tra le grinfie del diabolico Gran Maestro, Russel dunque è costretto a fuggire assieme al figlio, affinché questi possa diventare un grande guerriero e aiutarlo, un giorno, a liberare la sventurata sovrana. Non tutto andrà esattamente come pianificato da Russel, poiché questi perirà per mano dello stesso Skriterioska, mentre il figlioletto ne diverrà lo schiavo per circa dieci anni. Se i momenti più salienti dell'infanzia di Luca (un fondamentale arco narrativo di Dragon Quest V) vengono appena accennati attraverso un flashback piuttosto spiccio e confusionario, la trama vera e propria del lungometraggio ha inizio dopo un poderoso salto temporale, quando Luca e un altro schiavo, stanchi degli interminabili anni di prigionia, riescono a fuggire dal tempio situato sulla cima del Monte Azimuth.

Spaesato e per la prima volta da solo in un mondo gigantesco e terrificante, Luca torna quindi nella baita di montagna in cui aveva vissuto col padre, ritrovandovi non solo l'amico di famiglia Sancho, ma anche il diario dello stesso Russel, contenente preziose informazioni circa la mitica Spada Zenithianata e sul presunto destino del giovane uomo. Ricordando la promessa fatta al padre, che a quanto pare era convinto di aver messo al mondo l'eroe della profezia, un Luca determinato a ritrovare la propria madre si rimette quindi in cammino per affrontare l'immenso esercito al servizio di Skriterioska, ignorando quale sia il suo vero ruolo nella battaglia tra le forze del bene e l'armata del male.

Non è tutto oro quel che luccica

Nonostante il canovaccio narrativo di Dragon Quest: Your Story si rifaccia (quasi) fedelmente all'indimenticabile trama di Dragon Quest V, ci duole constatare quanto la storia sia forse il principale punto debole della pellicola. I produttori hanno infatti cercato di riassumere e condensare in appena cento minuti di film la trama di un RPG che, già al tempo della versione originale per SNES, teneva incollati allo schermo per almeno trenta ore.

Come risultato, nel lungometraggio proposto da Netflix accade tutto molto in fretta, le scene più drammatiche ed evocative della vicenda falliscono nel tentativo di coinvolgere emotivamente il pubblico e, soprattutto, vi sono dei tagli sbalorditivi e ingiustifibili. Poiché l'intera infanzia del protagonista è raccontata attraverso un misero flashback, l'assenza di eventi fondamentali come il recupero del Globo d'Oro, nonché il primo incontro con Bianca, Nera e non per ultimo il Koguar soprannominato Maculas, impattano in maniera negativa sull'evoluzione del racconto e sulle relazioni tra i personaggi.

Qualora lo spettatore non ne conosca già la caratterizzazione originale, le azioni di attori importanti - qui ridotti a mere comparse - appaiono quindi incomprensibili e immotivate, come ad esempio il profondo e sincero amore che Bianca e Nera nutrono per Luca da tempo immemore. Un minutaggio superiore o, meglio ancora, la scelta di scindere e raccontare la vita dell'eroe attraverso due film separati, avrebbe sicuramente giovato al ritmo forsennato assunto stavolta dalla narrazione.

Se la caratterizzazione dei comprimari sembra aver perso il proprio lustro nel passaggio da videogioco a film d'animazione, lo stesso non si può dire per il protagonista Luca, che in Dragon Quest V era rigorosamente muto. Potendo trasmettere le proprie emozioni ed essendo in grado di esprimersi liberamente, Luca di Dragon Quest: Your Story ci ha infatti permesso di ammirare alcune sfaccettature assolutamente inedite dell'avventuriero: determinato e addirittura pieno di sé quando circondato da mostri di ogni genere, il ragazzo è invece diventato incredibilmente goffo e impacciato in presenza di una Nera più affascinante che mai, dando vita a siparietti divertenti e un tantino imbarazzanti. È stato impossibile, quindi, non apprezzare la serie di aspetti e situazioni che hanno saputo rendere Luca un protagonista più "umano" e credibile di quanto ricordassimo, scacciando invece l'ormai superata e spesso insopportabile figura dell'eroe infallibile e tutto d'un pezzo.

Dragon Quest V in 3DCG

Da estimatori decennali della serie Dragon Quest, non eravamo certi che la decisione di animare Dragon Quest: Your Story in computer grafica 3D si sarebbe rivelata vincente o, comunque, soddisfacente. Sebbene il character design sia quanto di più lontano dai personaggi creati originariamente da Akira Toriyama - che infatti ha contribuito a ogni singolo episodio del brand, spin-off inclusi - i modelli ci sono parsi più convincenti e dettagliati del previsto, anche grazie a chiaroscuri e tinte di colore estremamente efficaci.

Se il tenero Slime chiamato Goccino ci ha conquistati con la semi-trasparenza che caratterizza il proprio corpo (quando gli Slime, in genere, sono misere gelatine opache), il Koguar al servizio di Luca è forse il modello più irresistibile e meglio realizzato di tutti, poiché la sua folta pelliccia trasmette allo spettatore una piacevole sensazione di morbidezza, soprattutto nelle scene più luminose e soleggiate del lungometraggio. In ogni caso, sia i mostri che gli esseri umani sono caratterizzati da movimenti estremamente fluidi e accurati, soprattutto nelle chiassose fasi di combattimento, dove gli effetti speciali si accumulano e mescolano per dar vita a scambi di colpi sensazionali. Quantomeno sotto il profilo sonoro, Dragon Quest: Your Story è un prodotto inattaccabile, poiché attinge a più riprese alle solenni e magnifiche tracce composte dal maestro Koichi Sugiyama, autore della storica colonna sonora del franchise. Ogni singola scena della pellicola è puntualmente accompagnata da un brano attento a sottolineare con forza o delicatezza i vari toni assunti dalla narrazione, alternando vivaci fanfare di vittoria a sinfonie ben più drammatiche e potenti.

Per quanto concerne invece il doppiaggio, ci troviamo dinanzi a uno di quei rari (per non dire rarissimi) casi in cui la traccia nostrana risulta più soddisfacente di quella originale. Per qualche curiosa ragione, infatti, il cast giapponese non ha visto la partecipazione di doppiatori professionisti, ma è stato interamente composto da famosi attori di live-action, scatenando la ragionevole furia dei fan nipponici più esigenti. Anche grazie ad accostamenti ragionati e alla straordinaria performance dei doppiatori italiani, invece, la traccia in lingua italiana vanta un livello di recitazione a dir poco impeccabile. Peccato soltanto per alcune scelte di adattamento non troppo felici, che hanno portato, ad esempio, ad abbandonare i nomi originali degli incantesimi elementali, qui sostituiti con dei banali "Vento" o "Bufera".

Dragon Quest: Your Story Nonostante la scelta di abbandonare completamente il character design di Akira Toriyama, Dragon Quest: Your Story aveva realmente tutte le carte in regola per diventare un prodotto travolgente e sensazionale. La scellerata decisione di raccontare la trama principale di un prodotto longevo e particolare quanto Dragon Quest V: La Sposa del Destino attraverso un unico film da 100 minuti circa, invece, ha imposto tagli opinabili e ritmi intransigenti. Come risultato, l’intreccio narrativo appare lacunoso, confusionario e a tratti persino forzato, trasmettendo allo spettatore l’irritante sensazione di star visionando un prodotto dozzinale e sbrigativo. In compenso il film realizzato in computer grafica 3D può contare su una resa visiva notevole ed estremamente fluida, per non parlare della magistrale colonna sonora storica del franchise. Al netto delle sopracitate imperfezioni, Dragon Quest: Your Story rimane comunque un’alternativa quantomeno accettabile per chiunque voglia conoscere la tumultuosa avventura di Luca senza passare uno spropositato quantitativo di ore in compagnia delle versioni SNES o Nintendo DS di Dragon Quest V. Per i fan storici, invece, il film sarà l’occasione propizia per poter ammirare finalmente in 3D i vari protagonisti di un intramontabile classico degli anni ’90.

6.5