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Erased: Recensione dell'anime di A-1 Pictures disponibile su Netflix

Un racconto che ci porta a scoprire l'ineluttabilità del destino e le conseguenze delle proprie azioni, tingendo un thriller di fantasy e critica sociale.

recensione Erased: Recensione dell'anime di A-1 Pictures disponibile su Netflix
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Nel 2012, sulle pagine della rivista seinen Young Ace di Kadokawa Shoten, esordiva Boku dake ga inai machi: il titolo si traduce nella nostra lingua, letteralmente, con "La città in cui io non ci sono", ma in territorio occidentale sbarcò in fumetteria con il più semplice nome di Erased. L'autore era Kei Sanbe, artista mai banale con opere intense e in grado di contaminare in esse più generi e sottogeneri di tutto il panorama dell'intrattenimento, e non semplicemente quelli nipponici. Erased fu poi portato in Italia da Edizioni Star Comics e non ci volle molto perché la serie, che in formato cartaceo si dipana in 8 volumi, ispirasse spin-off e romanzi, fino all'inevitabile tuffo nel panorama dell'animazione con un adattamento televisivo, sfociato poi anche in un live-action. La serie anime è firmata da A-1 Pictures, talentuoso staff che nel suo palmares può contare prodotti come Sword Art Online, Fairy Tail, Fate/Apocrypha, Darling in the FranXX e una pletora di produzioni. Erased è tra le uscite presenti nel catalogo di Luglio 2018 su Netflix e finalmente, dopo aver visionato il primo episodio e sviscerato le sensazioni in una disamina preliminare, siamo pronti per un giudizio completo ed esaustivo sull'anime tratto dal manga di Kei Sanbe.

La città in cui io non ci sono

Nel 2006 si giocavano i Mondiali di calcio in Germania, in cui peraltro l'Italia trionfò al termine di un campionato a dir poco stellare. Satoru Fujinuma ascolta alla radio la telecronaca di una partita durante il torneo, guardando il soffitto e sprofondando sempre di più in un'apatia che sembra aver invaso sempre più la sua vita, divisa tra un insuccesso e l'altro in quello che considera il lavoro dei suoi sogni e la frustrazione di dover sbarcare il lunario lavorando come fattorino in una pizzeria da asporto, ritrovandosi tra i piedi una ragazza liceale molto più giovane di lui nei confronti della quale cerca di convincersi di non provare alcun tipo di attrazione. Erased è ambientato in un mondo come quello appena descritto, perfettamente normale e quanto di più vicino esista alla realtà: Satoru ha 29 anni ed è un mangaka fallito, vive da solo ed è insoddisfatto della sua vita, inoltre non sopporta sua madre, una "strega", una giornalista che dimostra meno anni di quanti ne abbia in realtà e che, da un giorno all'altro, invade casa di suo figlio per assisterlo nella convalescenza dopo un incidente. Eppure, anche se non sembra, in Erased c'è spazio anche per il soprannaturale, perché è ciò che accade periodicamente al nostro Satoru: ci sono dei momenti, infatti, in cui il protagonista assume la capacità di riavvolgere il tempo di pochi secondi, una durata sufficiente per permettergli di prevenire incidenti sia piccoli che grandi, ma che il più delle volte si risolvono a suo discapito.

Ed è proprio in una di queste occasioni, quando finisce investito da un camion mentre si trova a bordo del suo motorino, che la sua vita finisce in tumulto, intrecciandosi con quella di Airi, la ragazza liceale che sembra nutrire un grande rispetto nei suoi confronti, e con sua madre Sachiko: una serie di avvenimenti sconvolgenti riportano a galla ricordi dolorosi e, di fronte a un grave delitto che lo scuote prepotentemente, Satoru dà nuovamente vita a quelli che lui chiama Revival. Ma, all'ennesimo viaggio nel tempo, il protagonista si risveglia in un corpo molto più piccolo di quanto ricordi e, quando si rende conto di trovarsi nel 1988, capisce di essere tornato a quando era bambino.
L'occasione, per Satoru, si trasforma in una seconda chance per rimediare a un antico rimorso che ha portato sulle proprie spalle per tutta la sua esistenza: salvare una bambina, Kayo Hinazuki, dalle grinfie di un misterioso aguzzino che le tolse la vita all'età di 10 anni. Avvalendosi dell'aiuto di sua madre e dei suoi amici delle elementari, Fujinuma dedica tutto il tempo del suo Revival a conquistare la fiducia della piccola Kayo, proteggendola dai pericoli con un solo obiettivo nella sua mente: non lasciarla mai sola, come accadde secondo il regolare svolgersi degli eventi.

L'effetto A-1

Quella che Satoru accoglie come una vera e propria missione, diventa ben presto un viaggio tortuoso tra intrighi, indagini e rivelazioni, una storia in cui l'autore originale ha riversato tenerezza e atrocità al tempo stesso, tingendo il tutto in una tinta che amalgama sapientemente lo sci-fi e il thriller.

Proseguendo nella sua crociata, infatti, il protagonista non soltanto viene a conoscenza di una serie di retroscena, arrivando a capire la verità dietro una serie di eventi accaduti anni prima, ma capisce che quanto accaduto alla piccola Hinazuki 18 anni prima gli eventi del presente non è altro che l'inizio di una serie di accadimenti terribili: nei 12 episodi in cui si dirama la narrazione, Erased propone intense riflessioni sull'ineluttabilità del destino, sulle conseguenze che un gesto può provocare nei riguardi di un individuo secondo la più classica concezione dell'effetto farfalla, ma anche una non troppo velata denuncia nei confronti della violenza sessuale e della pedofilia, una palese critica al mondo degli adulti (freddo, noncurante e minaccioso) contro il candido, innocente e coraggioso mondo dei più piccoli.

Il racconto imbastito da Sanbe e messo in scena dagli animatori di A-1 Pictures è una storia toccante, delicata e intensa, avvolta in un velo di mistero che - perlomeno per una decina di episodi - tiene lo spettatore incollato allo schermo, invogliandolo a proseguire nella visione di un racconto stratificato, non lineare e che si compone di strutture sempre più complesse.
La sceneggiatura, tuttavia, subisce un brusco calo proprio negli episodi finali, quando cioè ogni nodo deve necessariamente venire al pettine e la trasposizione dal manga all'anime inizia a diventare più superficiale e frettolosa. Tralasciando la grande rivelazione sull'identità dell'assassino, a nostro parere piuttosto prevedibile, in un paio di soli episodi che conducono alla conclusione della serie lo staff di produzione ha cercato di convogliare diversi elementi del finale del manga, tagliando considerevolmente un'intera sezione del racconto e modificando addirittura alcuni dettagli della sceneggiatura per rendere la trama più scorrevole e facilmente conducibile verso la risoluzione. Il risultato non snatura eccessivamente la produzione, ma rende il finale eccessivamente e palesemente frettoloso, sacrificando la coerenza del racconto e, in alcuni casi, anche la caratterizzazione di alcuni personaggi.
Il lavoro di adattamento di A-1 Pictures vive così di una doppia anima: da un lato abbiamo il comparto visivo, ben realizzato e capace di dare riconoscibilità a un character design molto peculiare ma eccessivamente omologato ad altre opere dell'autore.

L'utilizzo dei colori, i dettagli e le animazioni rispettano gli standard cui la compagnia ci ha abituato, inscenando anche una serie di virtuosismi estetici come la raffigurazione delle scene ambientate durante i Revival, che risultano inscritte tra due bande nere orizzontali a emulare il formato cinematografico. Dall'altro lato, invece, abbiamo una trasposizione eccessivamente sbrigativa soprattutto nella seconda metà della serie, culminando in un finale fin troppo superficiale rispetto alla cura posta in una parte della sceneggiatura. Un elemento, questo, che rende Erased un prodotto decisamente discreto, di ottimo intrattenimento e capace di far riflettere su una serie di temi filosofici e sociali, ma anche un adattamento lontano dal piccolo capolavoro che avrebbe potuto essere.

Erased A-1 Pictures mette in scena una delle opere più importanti e intense di Kei Sanbe: un viaggio tortuoso districato tra le pieghe del tempo e negli angoli del cuore. un racconto che mescola sapientemente il fantasy con il thriller, criticando non troppo velatamente gli abusi (anche fisici ed espliciti) che il mondo adulto spesso rivolge a quello dei più piccoli. Eppure, si giunge al finale di serie con un pizzico di amarezza, che non può soddisfare chi ha apprezzato i capitoli finali del manga originale a causa di un drastico taglio del racconto che rende la narrazione scialba e sbrigativa. In realtà, anche per i neofiti l'adattamento anime di Erased risulterà nulla di più di un prodotto discreto e ben confezionato sul versante visivo, ma a tratti anche prevedibile e frettoloso senza riuscire a incarnare il capolavoro delicato che vorrebbe essere.

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