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Eroi modesti: il corto dello studio Ponoc approda su Netflix

Un film d'animazione antologico che ci narra le vicende di gente comune attraverso tre storie brevi dai risvolti sorprendenti.

recensione Eroi modesti: il corto dello studio Ponoc approda su Netflix
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Dopo aver mostrato, oltre un anno fa, nelle sale italiane Mary e il fiore della strega, lo Studio Ponoc si è rigirato le maniche producendo una serie antologica: un film di quasi 60 minuti composto da tre cortometraggi già usciti nei cinema statunitensi nello scorso gennaio ed ora disponibile per ogni abbonato Netflix sull'omonima piattaforma streaming.

Oltre al cortometraggio in tre parti, abbiamo anche la possibilità di guardare, sempre su Netflix, un'intervista ad uno dei produttori, nonché fondatori, dello Studio Ponoc: Yoshiaki Nishimura. Tra le tante cose, il produttore ci parla anche del film e di qualche aneddoto interessante accaduto durante la sua realizzazione: la scelta dei registi, dello staff, ma soprattutto del tema fondamentale, "La Vita" che ha contribuito a rendere Eroi Modesti un ottimo prodotto di cui vantarsi, un mezzo ideale per farsi notare in un ambiente che oggigiorno è fortemente competitivo.
Eroi modesti (o meglio, Chiisana Eiyuu: Kani to Tamago to Toumei Ningen), è stato girato da tre registi differenti. La scelta dei registi è dovuta allo stesso Yoshiaki Nishimura che ha affidati ai tre un tema unico, come già detto "La Vita", adattandola però al punto di forza di ogni artista incentivandone così la creatività, una vera e propria produzione all'insegna della sperimentazione.
Il risultato di questa collaborazione è stata la realizzazione dei tre corti che danno vita al film Eroi Modesti: Kanini e Kanino, Life ain't gonna lose (Samurai Egg) e ultimo per ordine ma non meno importante Invisible (Tomei ningen). Andiamo a vedere più nello specifico di cosa parlano.

Step 1. Kanini e Kanino

Due fratelli dalle sembianze umanoidi vivono sott'acqua insieme alla loro famiglia; circondati da animali comuni e creature magiche, Kanini e Kanino crescono con la loro famiglia, imparando giorno dopo giorno dai genitori i fondamenti necessari per crescere al meglio. Un giorno però, la loro madre, in attesa di altri bambini, dovrà allontanarsi dai figli per fronteggiare al meglio l'esperienza del parto.

In attesa del suo ritorno i ragazzi passano le giornate col padre, finché un determinato evento non li separerà, mettendo a rischio la vita di quest'ultimo. Starà ai due ragazzi decidere se attendere il ritorno della madre o decidere di intraprendere un viaggio alla ricerca del padre scomparso. Sicuramente molto interessante come incipit: quello di Hiromasa Yonebayashi (che in molti conosceranno per aver diretto film come Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento, Quando c'era Marnie e il più recente Mary e il fiore della strega) è un mondo molto vicino a quello più volte raccontato dallo Studio Ghibli, essendo molto vicino il rapporto di Yonebayashi con la decennale casa d'animazione di Tokyo.

Esteticamente, seppur i molti tratti comuni, il regista si allontana un pochino dalla formula utilizzata in Mary e il fiore della strega, cercando ancor di più rispetto al passato di creare un proprio stile: nel corto Kanini e Kanino ci riesce a tratti.
Davvero apprezzabile, a parer nostro, il contrasto tra computer grafica e disegno a mano: sembra quasi come che Kanini e Kanino siano dei completi estranei nel loro mondo, collocati al di fuori di ciò che li circonda. Sicuramente questo aspetto, voluto o meno, contribuisce ad arricchire ancor di più un cortometraggio che non brilla particolarmente per la narrazione, poiché racconta quel che deve senza troppe sbavature.

Step 2. Life ain't gonna lose

A differenza dell'ambientazione fantasy del precedente racconto, la storia che vede Shun e sua madre protagonisti, Life ain't gonna lose, parla di un problema piuttosto delicato che in molti al giorno d'oggi non conoscono a fondo: il pericolo delle allergie alimentari.

Shun è un bambino nato con una pericolosa allergia alle uova. Ciò lo costringe ovviamente a vivere diversamente dai suoi compagni di scuola, lo shock che ne consegue dall'ingestione di alimenti con tracce di uovo può portare il bambino alla morte, persino il contatto può essergli fatale. Nonostante ciò, la madre si barcamena tra la sua carriera di ballerina ed uno stile di vita atipico del figlio, tutto mirato a non far sentire diverso il piccolo Shun nonostante i suoi problemi.

In sintesi, Life ain't gonna lose è uno spaccato di vita quotidiana ben realizzato; tra alti e bassi, il cortometraggio diretto questa volta dallo storico animatore dello Studio Ghibli Yoshiyuki Momose (più che altro attivo in campo televisivo, e regista del film Ni no Kuni ispirato all'omonimo videogioco), si propone di mostrare allo spettatore il rapporto tra una madre e un figlio, riuscendo a cogliere a pieno le scene in cui il giovane è in pericolo di vita, innalzandole con un'impronta molto personale che differisce dal resto del racconto: quando Shun si sente male la vista si offusca, lo spazio diventa confuso, si contorce fino quasi a scomparire, ed un lancinante dolore sopraggiunge cancellando tutto ciò che lo circonda. La scena finale è realizzata alla perfezione: la narrazione delle immagini segue perfettamente le sensazioni provate dal ragazzo, collegandole perfettamente al tema principale dell'opera, Vita e Morte.

Step 3. Invisible

Se i due cortometraggi precedenti sono dei buoni prodotti con ottimi momenti, Invisible è invece un'ottima produzione che non perde di mordente dall'inizio alla fine.

Un salaryman ignorato dalla società, si mostra pienamente per come viene visto dagli altri, un uomo invisibile. Che sia in un supermercato o in un faccia a faccia, l'uomo viene completamente scavalcato, lasciato da parte da persone cieche che non mostrano alcun interesse per chi gli sta intorno. Una condizione che estranea l'uomo, tanto da renderlo evanescente, così leggero da dover camminare con un estintore con una tracolla per non volar via. Tutto ciò cambierà nel momento in cui avverrà un incontro molto particolare.

Yoshiaki Nishimura, il più volte citato produttore del progetto, ha pensato bene di dare la possibilità di dirigere un cortometraggio su un uomo invisibile a Akihiko Yamashita, uno degli animatori e character designer fondamentali dello Studio Ghibli, conosciuto principalmente per il suo lavoro ne Il Castello errante di Howl ma anche per altri prodotti come Giant Robo. Al suo primo tentativo come regista, Yamashita non è di certo l'ultimo arrivato nel mondo dell'animazione giapponese, ma Invisible, o meglio Tomei Ningen, ha dimostrato a tutti l'enorme talento di questo veterano. Per un artista, cercare di animare un corpo senza che questo risulti visibile deve essere stata un'impresa a dir poco ardua. I risultati si sono visti, scene e inquadrature sono state studiate a menadito, la narrazione scavalca la mera interpretazione tramite i dialoghi riuscendo ad essere comprensibile tramite le immagini. Tristezza, angoscia, disperazione, sono tutti sentimenti che trapelano dal viso assente dell'uomo; i suoi movimenti, i gesti delle mani, tutto quel che ingabbia la figura vuota del protagonista serve a dargli spessore.

Eroi modesti - Ponoc Short Films Theatre Studio Ponoc ci mette del suo, in un prodotto ambizioso che mostra i denti senza troppe sbavature. Le tre parti del cortometraggio non hanno una narrazione sequenziale, tutte parlano della Vita ma ognuno lo fa a suo modo: il film cerca quindi di riprendere tutte le sue fasi, sia che si parli di nascita, sia che si parli di morte. Il lavoro svolto da Nishimura, Yonebayashi, Momose e Yamashita è un bel modo di sperimentare attraverso l’utilizzo di cortometraggi d’animazione, tant’è vero che i registi riescono a far respirare a pieni polmoni l’autorialità del proprio lavoro a chilometri di distanza. Nonostante tutto, però, saper sintetizzare i concetti per esprimerli al meglio in un lasso di tempo decisamente ridotto rispetto a quello del classico lungometraggio è una qualità che va affinata col tempo, e non certo una dote innata a cui attingere quando c'è bisogno. Fiduciosi più che a sufficienza del nuovo progetto di casa Ponoc, non possiamo far altro che sperare in prodotti sempre migliori in prospettiva futura; uno studio d’animazione pieno di talento che, molto probabilmente, proverà a lasciare una sua impronta nel panorama dell'intrattenimento mondiale.

7.6