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Fate/EXTRA Last: Encore, recensione della Parte 2 presente su Netflix

Con Fate/EXTRA Last Encore: Geocentrismo Illustre si conclude la scalata di Hakuno e Saber per raggiungere il Santo Graal.

recensione Fate/EXTRA Last: Encore, recensione della Parte 2 presente su Netflix
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Sono trascorsi diversi mesi dall'uscita su Netflix di Fate/EXTRA: Last Encore e, dopo tutto questo tempo, potrebbe essere arduo ricordare gli eventi che si sono susseguiti; ma cerchiamo, comunque, di rispolverare cosa è accaduto nelle puntate precedenti, evitando ogni tipo di spoiler. Fate/EXTRA: Last Encore si svolge in un cyberspazio artificiale situato sulla superficie lunare, chiamato SE.RA.PH, ideato da un potente computer, il Moon Cell, il quale l'ha creato ad immagine e somiglianza della Terra, raccogliendo dati sul genere umano. In questa realtà alternativa vengono spediti tutti coloro che sono predisposti a diventare Master. Tra questi vi è lo studente Hakuno Kishinami, il quale, dopo aver assistito alla morte di molti suoi amici nel corso di una battle royale, si allea con un Servant, una Saber (il nome preferiamo non rivelarlo), per prendere parte ad un nuovo tipo di Guerra per il Santo Graal. Questa guerra è diversa da quella che conosciamo perché la sacra reliquia è il Moon Cell. Hakuno apprende che in passato ci sono state altri scontri simili, ma questo a cui sta prendendo parte ha regole totalmente diverse, a causa del Chakravartin, un misterioso cerchio aureo apparso nei cieli di SE.RA.PH che potrebbe distruggere il mondo artificiale. Hakuno e Saber dovranno scalare sei piani, affrontare i rispettivi Master e Servant, per raggiungere il settimo strato dove giace il Moon Cell.
Fate/EXTRA: Last Encore è la trasposizione animata del GDR Fate/EXTRA, facente parte del franchise della Type-Moon nato dalla mente visionaria di Kinoko Nasu e dall'estro artistico di Takashi Takeuchi, Fate/stay night. La serie è prodotta dall'Aniplex, e realizzata dallo studio d'animazione Shaft; a partire dal 30 giugno è possibile guardare su Netflix la prima parte.
Finalmente è disponibile, da pochi giorni, anche la seconda parte di Fate/EXTRA: Last Encore - Geocentrismo Illustre, che pone fine al viaggio di Hakuno e Saber. Tuttavia non riesce a farlo nel migliore dei modi.

Un passo alla vittoria

La prima stagione di Fate/EXTRA: Last Encore ci ha lasciati con un po' di amaro in bocca: è vero, molto viene spiegato, con interessanti rivelazioni come la vera identità di Saber e quella di Hakuno Kishinami, ma l'episodio 10, l'ultimo della stagione, è palesemente inconcludente, lasciando la storia incompleta e ancora qualche domanda aperta. Finalmente abbiamo modo di vedere come terminano le peripezie di Saber ed Hakuno. I due, accompagnati da Rin Tohsaka, hanno raggiunto il settimo livello, dove dovranno affrontare l'ultimo Floor Master, il più forte di tutti, Leonardo "Leo" Bistario Harwey, prima di poter ottenere il Santo Graal. Leo sembra non essere presente; al suo posto vi è il suo Servant, il Saber Gawain. Questi rivela loro che il suo signore, dopo essere stato sconfitto nel corso della Guerra del Santo Graal svoltasi 1000 anni prima, abbracciò gli ideali del folle Twice Pieceman (antagonista principale della serie), il quale vuole annientare l'umanità facendo collassare il SE.RA.PH, attraverso il chakravartin. Leonardo è diventato un nemico dei pochi esseri umani sopravvissuti e che ambiscono al Graal. Questa sua condizione è durata solo per i primi cento anni: resosi conto che non c'erano più sfide al suo livello è andato in un lungo letargo, aspettando il giorno in cui si mostrassero dei degni avversari. Quei contendenti sono proprio Hakuno e Saber.
Il cavaliere scorta i tre dove riposa il suo padrone, nel punto più alto del livello, per poter iniziare una nuova battaglia. Durante il tragitto i protagonisti apprendono che le guerre del Graal svoltesi in precedenza non hanno mai avuto un vincitore effettivo, perché Twice li ha eliminati per conquistare il Moon Cell. Inoltre scoprono che, in origine, i principi di Leo erano ben diversi da quelli di Twice, sebbene entrambi volessero ottenere lo stesso risultato, ma seguendo strade diverse: Leo, qualora avesse vinto la guerra, avrebbe cercato in tutti i modi di salvare l'umanità raggiungendo uno status quo, ma questo avrebbe lentamente portato al declino del genere umano; Twice, invece, vuole semplicemente condannare l'umanità per tutte le guerre e le morti che si sono verificate in millenni d'esistenza, un percorso che l'ha condotta verso l'autodistruzione.

Questi ideali contorti hanno portato il Moon Cell a convincersi che gli ultimi mille anni dell'umanità sono stati caratterizzati solo da distruzione. Hakuno Kishinami capisce che il suo desiderio, una volta raggiunto l'obiettivo, è di resettare il Moon Cell, per salvare il genere umano.
Il gruppo raggiunge il punto più alto del piano, dove c'è una tomba; il cavaliere, congedatosi dagli ospiti, risveglia il suo signore. Ha così il via lo scontro tra Hakuno e Leonardo, che deciderà il destino del mondo.
Meglio fermarsi qua perché questa seconda stagione è composta da soli tre episodi, e potremmo rivelare troppo di quel che accade. Tuttavia, possiamo dire che la storia giungerà a termine, anche se non in maniera soddisfacente.

La fine della guerra

Sebbene sia accreditata come seconda stagione, non può essere considerata in tutto e per tutto tale, ma andrebbe intesa più come un effettivo finale di un'opera incompiuta, perché giunti all'episodio conclusivo della parte precedente si è pervasi dalla sensazione che debba necessariamente continuare, terminando come fosse una puntata normale. Al termine di questi tre episodi (di cui l'ultimo ha una durata superiore, di circa 48 minuti) non abbiamo potuto fare a meno di chiederci come mai gli autori non abbiano deciso di realizzare un'unica stagione, ma meglio gestita. Tuttavia, queste puntate conclusive riescono a compensare in parte ai difetti riscontrati nella prima metà. I primi due episodi, da un lato, consolidano ulteriormente il legame tra Hakuno e Saber; ma dall'altro cercano di focalizzarsi sulla figura di Leonardo, ma non riescono a renderlo un personaggio rimarchevole, essendo sviluppato superficialmente, di cui si conosce solo lo stretto indispensabile, senza indagare più in profondità sul suo lato psicologico, colpevole anche il poco tempo a disposizione. Diversamente, Olympia Plaudere (la puntata conclusiva) è gestita in modo tale da dare giustizia a un antagonista che, nel corso dell'intera serie, è stato poco presente: viene analizzato attentamente il background della nemesi, tanto quanto basta per giustificare e accettare il suo folle piano di distruzione del mondo; sicuramente questo è stato agevolato da un minutaggio maggiore, con cui è stato possibile sviluppare dettagliatamente il personaggio. Tuttavia, nonostante l'esaustiva costruzione di Twice Pieceman, così da renderlo carismatico quanto basta, non ci è sembrato essere un nemico degno di nota e potremo dimenticarlo difficilmente, perché non si allontana di molto da altre nemesi di altre produzioni, che vogliono distruggere il genere umano inorriditi da esso. Attraverso gli occhi e l'esperienza di Twice, d'altronde, ci vengono proposte critiche ed analisi sul genere umano e sulle continue guerre che scoppiano, che lentamente lo stanno corrompendo e stanno distruggendo il pianeta: riteniamo che se l'intera serie (la prima e la seconda parte) si fosse focalizzata maggiormente su questi concetti (anche mostrando flashback di cosa è accaduto negli ultimi anni) avrebbe potuto offrire molto di più. Il finale, di per sé, è esaustivo, riuscendo a dare una risposta a parte delle domande rimaste aperte nel corso della serie, lasciando poche vie da esplorare per un eventuale seguito, anche con una scena piuttosto criptica dopo i titoli di coda.

Eppure risente di due gravi difetti, che sono lasciti della prima metà: una sceneggiatura complessa e in alcuni punti non facile da seguire, che richiede un'attenzione particolare per non perdere le informazioni che vengono fornite sui vari personaggi, sul mondo virtuale e quello reale, che dopo un lungo periodo di pausa potrebbe risultare difficile da ricordare nella sua totalità; una volta giunti al finale si è spinti a recuperare gli episodi precedenti per rinfrescare la memoria. Il secondo difetto è una mal strutturazione di tutti i secondari presentati, a cui non si è riusciti a legarsi, e di cui ci si è dimenticati facilmente, e che non trasmettono una sensazione di effettivo abbandono, una volta ai titoli di coda. Inoltre, avremmo apprezzato maggiormente assistere ad uno scontro finale degno di nota, che si è fatto attendere a lungo: sarebbe stato più interessante avere davanti un'avvincente lotta tra Master e tra Servant, in grado di lasciare con il fiato sospeso; ma alla fine risulta essere una semplice attuazione di un piano per fermare il chakravartin, senza un vero faccia a faccia con Twice. Un dispiacere dopo aver apprezzato il precedente duello tra Hakuno e Leo, e Saber e Gawain, che si è dimostrato molto travolgente, lasciando ben sperare nello scontro finale.

Come abbiamo detto la conclusione non riesce a rispondere a tutti gli enigmi sorti in precedenza, ma forse il più grave è quello mostratoci nel pilot: nella scena post credit del primo episodio, infatti, appare un enigmatico personaggio, che i fan della saga sicuramente riconosceranno essere Kirei Kotomine (anche per il design), che nella serie principale era osservatore e giudice della Guerra. In Fate/EXTRA: Last Encore scompare subito dopo aver pronunciato una frase incentrata sul fato del protagonista, senza essere ripreso più avanti, e non neghiamo che nel corso della visione avremmo gradito che gli venisse dato più spazio o che si scoprisse che ruolo avesse negli eventi; ma in definitiva si è ridotto ad essere solo un mero fan service. Nonostante tutti questi difetti di sceneggiatura, situazione ben differente riguarda il comparto tecnico, che non si distacca da quello che abbiamo avuto modo di analizzare durante la visione della prima parte. I disegni si mantengono puliti in ogni situazione, in particolar modo nei primi piani, anche se con qualche sporadica imperfezione, soprattutto nei momenti in cui la ripresa è più lontana e cerca di catturare più attori contemporaneamente. Lo stile artistico mostra i muscoli durante i combattimenti: questi riescono ad essere chiari e non confusionari, persino nelle situazioni più concitate, con un buon gioco di luci, con animazioni fluide, con cura dei dettagli delle armi e di alcuni elementi scenici come le magie o elementi futuristici, di onde d'urto ed esplosioni, che riescono a rendere le contese avvincenti ed imponenti, a cui non si può fare a meno di assistere e di prendere parte.

Fate/EXTRA Last Encore Fate/EXTRA Last Encore: Geocentrismo Illustre chiude la storia iniziata 13 episodi prima, ma non riesce a farlo a dovere. Sono ancora molte le domande rimaste aperte, lasciando un senso di delusione nello spettatore che sperava di avere un quadro completo e chiaro su quanto assistito. Inoltre si avverto fin troppo il peso di una sceneggiatura intricata e complessa, sospesa per lungo tempo, costringendo così il pubblico a una seconda visione delle puntate precedenti. Il finale, comunque, cerca di essere il più esaustivo possibile, ma delude sul versante della “spettacolarità”: sfrutta ancora una componente artistica non molto elaborata, che si lascia andare a imperfezioni a cui è possibile chiudere un occhio, ma è quasi del tutto assente un effettivo scontro, che tutti aspettavano, con il boss finale.

6.6