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Fate/stay night: Heaven's Feel II. lost butterfly, recensione del film

La Guerra del Santo Graal continua, con colpi di scena e rivelazioni che portano ad un'instabilità negli schieramenti.

Fate/stay night: Heaven's Feel II. lost butterfly, recensione del film
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Quando nel 2017 è uscito Fate/stay night: Heaven's Feel I. presage flower (ecco la nostra recensione di Fate/stay night: Heaven's Feel I. presage flower), primo film di una trilogia, eravamo elettrizzati perché consapevoli che dietro la produzione c'era ufotable, lo studio che ha curato anche la trasposizione della serie Unlimited Blade Works. Heaven's Feel, però, potrebbe segnare anche la fine degli adattamenti di Fate/stay night, perché è l'ultima route giocabile dell'acclamata visual novel creata da Kinoko Nasu e Take Takeuchi.

Anche se il primo lungometraggio non ci ha convinto del tutto a causa di alcune scelte narrative degli autori, è riuscito comunque a dare inizio ad una trilogia valida. Lost butterfly riesce a migliorare notevolmente la situazione.

Uno scenario differente

Benché Fate/stay night: Heaven's Feel - I. presage flower sia un nuovo inizio, si rivolge soprattutto a chi ha già un'infarinatura sulla Guerra del Santo Graal e sugli eventi iniziali, grazie alla serie Unlimited Blade Works. A fronte di ciò, i neofiti potrebbero sentirsi disorientati perché non hanno modo di comprendere bene cosa stia accadendo, anche perché le spiegazioni fondamentali sono riservate a brevi e fugaci sequenze durante i titoli di testa. Eppure, la prima pellicola getta le basi per quella che potrebbe essere la migliore route: la quinta Guerra si dimostra diversa, non solo perché ci sono due nuovi contendenti, il Master Zoken Mato e il suo Servant Assassin, una nuova versione più spietata, ma anche perché un'ombra oscura sta decimando i cittadini di Fuyuki e si nutre dei Servant. I colpi di scena non sono affatto pochi, ma è quello finale che ribalta completamente le sorti in maniera inaspettata: Shiro non è più un Master, poiché Saber viene catturata dalla misteriosa entità ed appare una sua versione malvagia.

Lost butterfly comincia dove si è concluso presage flower. Sakura è convinta che con la scomparsa di Saber ora Shiro non sia più in pericolo, ma il giovane decide comunque continuare la Guerra: vuole eliminare l'oscura entità che sta seminando vittime in città. Visto che non è un mago molto abile e non ha più un Servant che possa proteggerlo, sfrutta l'alleanza con Rin ed Archer. I due stanno preparando un piano strategico per agire, quando Shiro scopre che Shinji ha rapito la sorella Sakura, solo con l'obiettivo di eliminarlo usando Rider.

In questo frangente viene svelato il primo dei tanti colpi di scena, che molti potrebbero aver già intuito dalle fasi finali del precedente film: sebbene Shinji utilizzi Rider, in realtà non è il Master designato dei Mato, perché il suo potere magico non è abbastanza forte, ma lo è Sakura, che ha ceduto gli Incantesimi di Comando al fratello per farlo partecipare alla Guerra al suo posto.

Proprio per questo, Shinji prova un profondo odio per la sorella, tanto da volerla uccidere: a seguito di ciò, la ragazza non riesce a controllare la magia, ferendo gravemente l'amato Shiro. Per rimediare all'errore commesso, la giovane prova a togliersi la vita.

Dopo essersi ripreso ed aver scoperto la verità su Sakura, Shiro decide di proteggerla e di aiutarla a sopportare tutte le pene che ha sofferto nel corso degli anni. Il giovane eroe vuole eliminare Zoken, probabile creatore dell'ombra, ma per farlo deve stringere un'altra alleanza, con la Master Illya von Einzbern ed il suo Servant, il nerboruto Berserker.
Preferiamo fermarci qui per evitare di cadere in sgradevoli spoiler, perché il racconto di lost butterfly, sebbene si sviluppi lentamente, ha in serbo più di una rivelazione che riesce a tenere incollati allo schermo per l'intera durata del film. Il tutto senza mettere da parte una soddisfacente costruzione dei personaggi principali, accostando gli altri, ma non rovinando la qualità complessiva dell'opera.

Una storia oscura

Lost butterfly continua sulla strada spianata da presage flower ed offre un racconto che ad un primo approccio può sembrare statico, ma che presenta numerosi colpi di scena ed informazioni che arricchiscono ulteriormente i personaggi, le loro famiglie e la sottotrama che fa da cornice: eventi e spiegazioni che confluiscono in un finale eclatante, che preannuncia un'ultima parte ancora più di impatto.

Forse, l'unico neo imputabile alla scrittura è come viene trattata un'importante rivelazione riguardante gli attori principali, che porta a seguire gli eventi futuri con occhi diversi: abbiamo avuto l'impressione che per gestire questa situazione, i ragazzi di ufotable abbiano dato per scontato che lo spettatore fosse già a conoscenza di alcuni risvolti chiave della trama, senza dargli il giusto spessore. D'altro canto, anche se non ben enfatizzato, quello che viene rivelato potrebbe riuscire comunque a stupire coloro che non conoscono i punti salienti del racconto. Questo, però, è solo un piccolo difetto di una storia cruda e "sporca", caratterizzata da situazioni niente affatto edulcorate. Si passa da una violenza ben contestualizzata da un'atmosfera lievemente orrorifica, ad alcune sequenze che sfociano nell'erotismo, fino ad arrivare ad argomenti come le pulsioni sessuali. L'atmosfera cupa riesce a mettere in evidenza i temi lugubri ed immorali dell'opera, che in diversi momenti spiazzano con cattiveria e prepotenza lo spettatore. Quando Kirei spiega a Shiro e Rei che Zoken ha sottoposto Sakura ad esperimenti magici sin da quando era una bambina, con i Vermi dell'Emblema (che hanno una forma volutamente ambigua), non a caso usa il termine "violata".

Viene introdotto un tema controverso come quello degli abusi sui minori, affrontato senza essere troppo esplicito e gravoso, ma lasciando comunque capire che cosa sia successo, così da far provare disagio per le violenze subite da Sakura. La co-protagonista stessa afferma di non essere più pura, lasciando intuire che possa essere stata violentata anche dal fratello.

A fronte di ciò, lo spettatore è portato a provare compassione ed empatia per lei e per ciò che ha dovuto sopportare, al punto da voler giustificare le sue azioni. Sakura è stata privata della sua infanzia ed innocenza per l'avidità del nonno, tanto da logorarle l'anima: veniva trattata come un oggetto e non come un essere umano. Il forte shock che ha subito l'ha portata ad un collasso emotivo e psicologico che l'ha resa vuota e spaventata, ed ora la giovane non riesce a controllare la magia e tutto ciò che le è stato fatto emerge con un'incontrollabile potenza distruttiva e autodistruttiva. L'unico momento in cui si è sentita veramente felice è stato il tempo trascorso con Shiro.

Dal canto suo, l'eroe riesce a capire il dolore e le sofferenze che Sakura ha dovuto sopportare negli anni, e cerca di esserle vicino, non come un semplice amico, con l'intento di alleggerire le sue sofferenze, accettando il suo lato più cupo e malvagio.

Si evince dunque che il rapporto tra i due sia il punto focale delle vicende: da un lato Shiro che vuole vincere la Guerra per liberare Sakura dal suo dolore, dall'altro, la studentessa ha paura di perdere il suo amato. La particolare cura riposta nello sviluppo della relazione tra Shiro e Sakura compensa una costruzione appena accennata di alcuni comprimari, ma che sono comunque carismatici e ben caratterizzati.

Questo, però, non è da considerarsi come un errore di scrittura, ma una scelta narrativa: laddove Unlimited Blade Works si concentrava sulla relazione tra Shiro e Rin, mettendo da parte gli altri interpreti, Heaven's Feel accosta gli altri Master e Servant per porre al centro della scena il turbinio di emozioni che travolge Shiro e Sakura.

Ufotable alla massima potenza

Ancora una volta, ufotable ha sfoggiato un comparto artistico in grado di offrire un meraviglioso colpo d'occhio. Le scene sono caratterizzate da un taglio prettamente cinematografico e vantano un disegno impeccabile e sopraffino, privo di sbavature, sia per la resa dei personaggi che dell'ambientazione, con una cura maniacale anche per i piccoli dettagli. Il tratto certosino riesce a rappresentare al meglio le emozioni dei personaggi: ad esempio, è possibile notare la disperazione di Sakura nei suoi occhi ormai vuoti. Il comparto visivo complesso ed accurato riesce a far dimenticare una CGI che risulta essere secondaria, anche se in alcuni frangenti spicca particolarmente: unico difetto imputabile alla produzione.

La componente artistica vanta animazioni fluide e una colonna sonora adatta ad ogni singola sequenza, grazie al lavoro svolto dalla compositrice Yuki Kajiura, che ha già collaborato con lo studio per Fate/Zero e Unlimited Blade Works. I ragazzi di ufotable hanno convogliato tutto il loro estro artistico nel fantastico e galvanizzante scontro tra la versione corrotta di Saber e Berserker.

Sebbene possa sembrare un po' lungo, anche se inframmezzato da momenti meno movimentati, il duello è imponente, con un disegno che permette di distinguere nitidamente i due contendenti in ogni inquadratura, con una regia frenetica e animazioni fluide che lo rendono adrenalinico ed esplosivo. La colonna sonora simil-lirica è incalzante e dà ancora più enfasi ad una contesa già di per sé sensazionale.

Fate/stay night: Heaven's Feel II. lost butterfly Fate/stay night: Heaven’s Feel II. lost butterfly è, almeno per il momento, il capitolo migliore della trilogia. La trama è ricca di colpi di scena che stravolgono il racconto e allo stesso tempo lo approfondiscono, anche se alcuni momenti risultano essere poco enfatizzati, soprattutto per chi conosce già determinati sviluppi; in compenso, chi è all’oscuro di tutto potrebbe aspettarsi qualche rivelazione importante. Questo è solo una minuzia, perché la seconda pellicola affronta una tematica controversa che riesce a colpire lo spettatore. Allo stesso tempo la sceneggiatura analizza come le esperienze traumatiche segnino le persone, attraverso gli occhi di Sakura, che è riuscita a trovare finalmente la felicità con Shiro. Ciò si collega a doppio filo all’analisi del rapporto controverso di amore tra Shiro e Sakura; da contraltare, vi è una costruzione meno dettagliata degli altri comprimari, ma a conti fatti è una scelta registica. Con il comparto grafico, ufotable si dimostra essere uno dei migliori studi d’animazione degli ultimi anni: sfoggia un disegno certosino che lascia sbalorditi, soprattutto con l’epico scontro tra Saber e Berserker, in cui lo staff creativo ha dato il massimo per creare qualcosa di unico ed indimenticabile.

8.3