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Fate/Zero: la recensione della serie prequel disponibile su Netflix

In una notte del 1994, un quartiere della città di Fuyuki venne distrutto. È il momento di scoprire quali furono le cause del disastro.

recensione Fate/Zero: la recensione della serie prequel disponibile su Netflix
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Vita eterna, ricchezze sconfinate, un mondo migliore. Se avessimo la possibilità di esaudire un desiderio, cosa potremmo chiedere? Saremo egoisti o altruisti? Kinoko Nasu e Takashi Takeuchi hanno cercato di rispondere a queste domande con la visual novel del 2004 Fate/stay night. Il loro intento, probabilmente, era quello di mostrare quanto gli ideali possano cambiare in guerra, quando è difficile pensare al prossimo. A seguito del successo, lo Studio Deen ha realizzato un anime che non ha convinto i fan; solo nel 2011 la Ufotable ha curato il prequel Fate/Zero, conquistando il pubblico. Grazie agli alti ascolti di Fate/Zero, lo stesso studio ha serializzato Unlimited Blade Works, e al momento è a lavoro sulla trilogia di film Heaven's Feel. Non possiamo negare che parte del successo, almeno in Italia, di Fate/stay night sia dovuto anche a VVVVID, che ha distribuito per primo Unlimited Blade Works, e a Netflix che ha diffuso in esclusiva Fate/Apocrypha. Solo recentemente si è aggiunto alla piattaforma americana il tanto acclamato prequel. Fate/Zero è la prima serie di Ufotable, tratto dall'omonima light novel (in seguito divenuto manga, edito in Italia da Edizioni Star Comics) del 2006, ed è rivolta a tutti i fan della visual novel; per questo motivo noi consigliamo almeno di vedere Unlimited Blade Works, per poter apprezzare al meglio il prequel.

L'inizio della fine

Il Santo Graal ha il potere di esaudire qualunque desiderio. Per questo motivo, più di 200 anni fa le famiglie di maghi Tohsaka, Einzbern e Makiri unirono le proprie forze per evocarlo, ma quando capirono che poteva soddisfare solo una preghiera si ribellarono l'un l'altro. Scoppiò così la prima Guerra del Santo Graal, che causò innumerevoli vittime.

Da allora, ogni 60 anni nella città di Fuyuki si tiene un conflitto: il Graal nomina Master sette maghi che ritiene più idonei a possederlo, e conferisce loro tre Sigilli di Comando. Ogni mago viene affiancato da un Servant, uno Spirito Eroico che incarna una delle classi di guerriero principali: Saber, Archer, Lancer, Rider, Assassin, Berserker, e Caster. Per poter evocare gli Eroi, i Master devono usare una reliquia come catalizzatore, e con i Sigilli possono impartire loro ordini. Il vincitore otterrà il Graal. Per evitare spargimenti di sangue, la Guerra si svolge in segretezza, e per far rispettare questa regola la Chiesa nomina un Supervisore.
Per vincere la quarta Guerra, gli Einzbern hanno assoldato Kiritsugu Emiya, l'Assassino di Maghi.

Segnato da una vita che lo ha portato ad assistere alla morte di innocenti e persone a lui care, Kiritsugu è un uomo vuoto e cinico, che agisce con meticolosità, disposto a tutto pur di vincere. Per siglare l'accordo, l'uomo ha sposato Irisviel Einzbern, unica figlia della casata. Dalla loro unione nasce Illyasviel. Kiritsugu accetta di partecipare alla Guerra per realizzare il desiderio di un mondo in cui nessuno dovrà più soffrire. Il mago diviene Master di Saber, la spadaccina. Kiritsugu troverà una nemesi in Kirei Kotomine.

Kirei Kotomine è un uomo di Chiesa, figlio di Risei, il Supervisore. Kirei, dopo essere stato scelto come Master, viene convocato, assieme a suo padre, da Tokiomi Tohsaka, il quale gli spiega quale sarà il suo ruolo: dovrà allearsi segretamente con la famiglia, affinché questa possa ottenere il Graal, per raggiungere la Radice; ma per fare ciò, Kotomine dovrà studiare magia, per essere un degno Master. Kirei accetta le condizioni. I Servant evocati da Kirei e Tokiomi sono rispettivamente Assassin e Archer. Kirei vuole capire come mai è stato scelto per la Guerra.

In Inghilterra, nella Torre dell'Orologio, vi è la sede dell'associazione dei maghi, dove insegna il professore Kayneth El-Melloi Archibald, discendente di una nobile casata; tra i suoi studenti vi è Waver Velvet, convinto che la grandezza di un mago non dipenda solo dalle sue origini.

Entrambi ambiscono al Santo Graal: Kayneth ha evocato Lancer; Waver, invece, Rider. Mentre il professore partecipa per portare alto il suo nome, il ragazzo vuole ottenere rispetto e considerazione.
La guerra si svolgerà nella città di Fuyuki, sede della famiglia Matou. Kariya Matou ha abbandonato la casata inorridito dai suoi ideali; ma quando scopre che la figlia minore di Aoi Tohsaka, sua amica e moglie di Tokiomi, è stata adottata dai Matou, mette da parte i rancori per salvarla. La bambina è stata affidata a Zouken Matou, che l'ha sottoposta alla magia del controllo dei vermi, che aumenta il potenziale magico, affinché un giorno possa partorire un figlio per vincere le future Guerre. Per porre fine a questa atrocità e restituire una vita alla figlia di Aoi, Kariya accetta di diventare il Master di Berserker.

Ultimo Master è Ryunosuke Uryu, giovane serial killer di bambini, affiancato da Caster, anch'esso un efferato assassino. Ryunosuke e Caster non hanno un desiderio, ed usano il tempo a disposizione per seminare morte in città. Per questo motivo, il Supervisore decide di cambiare brevemente le regole affinché venga eliminato Caster.
Tra alleanze, scontri al cardiopalma e tradimenti avremo modo di conoscere meglio l'intero cast, e di scoprire per quale motivo Shirou Emiya (protagonista di Fate/stay night) ammira Kiritsugu.

Codice cavalleresco

L'impresa più ardua per gli sceneggiatori di Fate/Zero è gestire un cast così complesso e variegato, ed offrire un ordito che riesca a catturare sin dalle prime fasi. Fate/Zero è a tutti gli effetti un'opera corale, in cui nessun attore cerca di dominare la scena, con un canovaccio che sacrifica colpi di scena eclatanti per essere coinvolgente e per far riflettere. Dopo un pilot molto esaustivo e chiaro, in cui vengono esposte le meccaniche e le regole della Guerra, viene dato spazio ai personaggi.

Nel corso degli episodi vengono analizzati i vari attori, in modo da poter comprendere meglio la graduale maturazione a seguito della guerra, e come questa li segni inevitabilmente. Soffermandosi sui protagonisti, viene messo in risalto uno degli elementi caratteristici dell'opera di Nasu e Takeuchi, ripreso anche nel prequel: una particolare attenzione riposta nella realizzazione dei Servant, in quanto figure storiche, mitologiche e leggendarie. Gli autori hanno svolto accurate ricerche sugli eroi affinché le controparti animate fossero il più fedeli possibili, rispettando anche le ideologie dell'epoca in cui sono vissuti, e affinché lo spettatore potesse riconoscerli facilmente.

Non neghiamo che più volte abbiamo sospeso la visione per informarci sulle identità dei guerrieri, affascinati da come siano stati riproposti quasi fedelmente. Tuttavia, alcuni Servant hanno subito modifiche, soprattutto quelli provenienti dal folklore, per accostarsi alle numerose interpretazioni che hanno subito negli anni, e per poter offrire originalità al prodotto. Con il trascorrere dei giorni, il legame tra Master e Servant si consolida sempre più, mostrando come la decisione di unire maghi e "servitori" non sia casuale. Ogni coppia incarna valori, ideali e tematiche differenti: si passa da un legame basilare come quello di Rider che cerca di essere un supporto morale per il suo "padrone", incoraggiandolo ad avere più fiducia in se stesso; a Kariya e Berserker che raffigurano l'odio e la vendetta; a Kirei ed Assasin, simboli dei sotterfugi. Fino a giungere a qualcosa di ben più profondo come Saber e Kiritsugu, due facce della stessa medaglia: lo spirito dei cavalieri di cui si fa portavoce Saber entra in contrasto con le ideologie di Kiritsugu, disposto a tutto per la vittoria, a discapito di onore e orgoglio, perché sa che in ogni guerra i vincitori trionfano sul sangue versato dai vinti.

Non potevano certo mancare gli scontri. Questi sono roboanti, con animazioni fluide, e con un disegno sempre chiaro e pulito. I duelli non sono mai fisici, ma ponderati e ragionati, in cui a vincere il più delle volte è chi ha una strategia migliore. Alcuni combattimenti tra i Servant sono leali, senza colpi bassi, lasciando assaporare l'onore dei cavalieri nella sua interezza.

Un ruolo chiave lo ricopre un character design ben realizzato e variegato: mentre i Master hanno un design semplice e basilare, quello dei Servant è più elaborato e complesso; ma quando l'azione rallenta, i "servitori" hanno uno stile più sobrio, quasi a voler far capire che sono prima di tutto esseri umani. È proprio nei momenti di quiete che è possibile percepire come Fate/Zero invogli il pubblico a prendere una pausa per riflettere su cosa accade nel mondo, affrontando tematiche sempre attuali come le violenze perpetrate in tempi di guerra.

Questo viene espresso mostrando un conflitto la cui unica regola è non coinvolgere i cittadini, e attraverso azioni e decisioni intraprese dai vari personaggi. L'ordine inizia a vacillare quando Caster e Ryunosuke infrangono le regole, uccidendo bambini, con piacere e sadismo. Questa efferata brutalità (le scene di violenza lasciano poco all'immaginazione) colpisce sia allo stomaco, che alla mente, con l'intento di far capire come in guerra vengano coinvolte vittime estranee agli eventi.

Inoltre, la produzione affronta un'altra tematica viscerale e psicologica: cerca di far capire fin dove l'uomo sia disposto a spingersi per raggiungere un bene superiore e per perseguire i propri ideali, anche a discapito della vita di altre persone.

È possibile vivere in prima persona tutti questi temi grazie alla minuziosa costruzione dei singoli partecipanti, che riesce a coinvolgere lo spettatore, che non può fare a meno di legare con uno degli sfaccettati protagonisti. Forse gli unici ad essere poco approfonditi sono Caster e Ryunosuke, ma potrebbe essere una scelta narrativa, poiché i due non sono interessati alla coppa, preferendo lasciare dietro di sé una scia di cadaveri. Questa cura nei personaggi continua anche nella seconda stagione (o parte in quanto è un'unica storia), che è forse più interessante della prima, poiché cerca di rispondere ai quesiti aperti sia nel corso della serie, che in Fate/stay night. Sebbene verso le battute finali l'anime diventi un po' criptico, spiega magistralmente quali sono state le cause che hanno portato alla distruzione di Fuyuki, e all'incontro tra Shirou e Kiritsugu, decretando il fato del protagonista di Fate/stay night.

Fate/Zero Fate/Zero è un’opera ben costruita sotto l’aspetto narrativo. Riesce ad essere corale, con un cast di attori variegato ed originale, a cui è difficile non legarsi; inoltre offre una profonda analisi di tutte le conseguenze che comporta una guerra, e di quali sono i limiti del genere umano in determinate situazioni. Il tutto è accompagnato da duelli al cardiopalma, grazie ad animazioni sempre chiare e fluide. Fate/Zero riesce nel difficile compito di chiudere un cerchio che è rimasto a lungo aperto.

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