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Flavours of Youth: la recensione del film di CoMix Wave su Netflix

Flavours of Youth: International Version verrà distribuito per 3 settimane da Netflix in tutto il mondo. Ecco la nostra recensione.

recensione Flavours of Youth: la recensione del film di CoMix Wave su Netflix
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Makoto Shinkai e la CoMix Wave Films ci hanno mostrato, nel corso degli anni, che il mondo dell'animazione giapponese può raggiungere i più disparati gusti, parlando anche a quella fetta di pubblico che solitamente guarda al genere con un velo di pregiudizio: lavori come 5 cm per second, Il giardino delle parole, e il più recente Your Name, film che ha consacrato in tutto il mondo il lavoro del regista giapponese, hanno contribuito a diffondere ancor di più quest' arte. Perché parliamo di Makoto Shinkai nonostante questo non sia un suo film? Ci spieghiamo meglio: Flavors of Youth è stato prodotto in collaborazione da Haoliners Animation League (studio d'animazione cinese fondato da Li Haoling) e CoMix Wave (storica casa di produzione che ha contribuito a tutti i lavori di Makoto Shinkai); i due studi di animazione hanno realizzato un progetto congiunto su un film antologico composto da tre cortometraggi ambientati in tre diverse città cinesi; il film prende a piene mani dallo stile di Shinkai: la struttura narrativa, l'animazione, perfino i temi trattati riconducono in un certo qual modo alle atmosfere proposte dal regista nelle sue opere. CoMix Wave e Haoliners affidano la realizzazione nelle mani di tre registi distinti che caratterizzano ognuna delle tre parti con i temi del cibo, della moda e della casa, uniti insieme da un'unica sensazione di malinconia, portata tramite i ricordi della loro giovinezza, persa ormai da tempo, e che associano a tre differenti tipi di oggetti, utili poi per il loro cammino di maturazione e accettazione. Flavors of youth: International Version è distribuito in contemporanea con il Giappone da Netflix sulla sua piattaforma di streaming, anche con doppiaggio italiano, tedesco, francese e inglese.

Spaghetti di riso: un dolce ricordo

'Gli Spaghetti di Riso' (Hidamari no Choshoku, in lingua originale) è il titolo dato al primo dei tre cortometraggi diretto da Jiaoshou Yi Xiaoxing ed è incentrato sul personaggio di Xiao Ming, giovane trasferito a Pechino per lavoro, che si ritrova vittima di una malsana routine quotidiana che da tempo gli ha fatto ricordare con nostalgia ciò che amava mangiare nel luogo in cui era nato: gli spaghetti di riso con la verdura di stagione (San Xian, il nome cinese del piatto). Le estati passate nel suo paese natale, trascorse con la nonna e gli amici, lo perseguitano attraverso quei sapori riportati a galla dal ricordo del piatto tanto amato, e che ricerca ossessivamente. Costruito attorno all'utilizzo della voce narrante (nella versione originale, dall'attore Taito Ban), il primo corto è anche quello più interessante, nonché quello più introspettivo dei tre. In questa parte la distanza dalla propria casa, gli affetti da cui era circondato e che sente lontani, si tramutano inconsciamente a memorie antiche legate oramai ad un gusto idealizzato, distante dai propri ricordi; questo è l'oggetto che Xiao Ming usa per creare una connessione con il suo passato, e questo è l'oggetto che servirà a fargli aprire gli occhi, mostrandogli che i propri passi non possono essere più ripercorsi, ma che il presente e il futuro possono regalare altrettanto gusto alla sua vita.

Tra passerelle e abiti, le sfilate di Canton.

'Una piccola sfilata di moda' (Chiisana Fashion Show, titolo originale) è la seconda parte del film diretta da Yoshitaka Takeuchi, responsabile delle scene 3DCG (3D computer graphics) in molte delle pellicole di Makoto Shinkai, ed ora alla sua prima prova come regista. Questa parte ha come protagonista Yi Lin, celebre modella di Canton che abita con la sorella minore Lulu, di cui si occupa da tempo dopo essere rimaste orfane. La vita di Yi Lin inizia a cambiare dal momento in cui si prende cura di lei; nasce in lei un senso di responsabilità verso Lulu, tanto da decidere in tutti i modi di mantenere la sua popolarità come modella e, al contempo, essere una sorella maggiore che possa essere un punto di riferimento da seguire. La ragazza inizia a lavorare grazie alla sua passione per i vestiti, che coltiva spensieratamente sin da piccola , mentre crescendo le responsabilità addossate sono sempre maggiori, proprio come le delusioni. La bellezza non è per sempre: è questa la paura che affligge la protagonista, che si vede sorpassare, giorno dopo giorno, da ragazze sempre più giovani. Yi Lin non ha più tempo per considerare il suo lavoro una passione, così si sforza fisicamente e mentalmente pur di continuare la sua carriera; tuttavia, accecata dall'idea di non avere talento e di avere successo soltanto per il fatto di essere molto alta, la ragazza cerca inutilmente - tramite comportamenti sconsiderati e autodistruttivi - di non crollare sotto le pressioni che comporta il suo ruolo. In questo secondo cortometraggio l'abito viene scelto come pretesto per raccontare il percorso della donna: da spensierata bambina a giovane responsabile afflitta da problemi esistenziali, frutto di decisioni egoistiche, che trascurano e mettono in difficoltà chi gli è più vicino. Servirà Lulu a farle cambiare idea, grazie alla sua qualità come sarta, realizzando un vestito che ricorda a Yi Lin l'abito rosso fatto dalla madre quando era piccola (un ricordo a cui la protagonista si aggrappa per rivangare ciò che una volta apprezzava e che ora non riesce più a godersi), capendo di non essere sola e che vicino a lei ha delle persone pronte a sostenerla. In generale questa parte del film è la più debole delle tre: presta infatti il fianco a un racconto che non trova nella passione della ragazza un vero e proprio perno capace di rendere la storia interessante, dovuto forse ad una regia meno curata e più banale, su alcuni aspetti, rispetto alle altre due proposte.

Ricordi dolci e amari. Shanghai, amore e musicassette.

‘Amore a Shanghai' (Shanghai Koi, in originale) è l'ultima parte del lungometraggio dello studio d'animazione CoMix Wave, diretta da Haoiling Li (anche direttore del progetto), nonché un omaggio al film 5 cm per second di Makoto Shinkai. Il corto è ambientato a Shanghai nel 2008 e racconta la storia di Li Mo. Il protagonista a causa di problemi con il lavoro, decide di getto di andare ad abitare a Shanghai e di lasciare la casa dei genitori. Negli scatoloni durante il trasloco, Li Mo e il suo amico Pan - lì per aiutare con gli spostamenti - ritrovano una vecchia musicassetta impolverata e diretta al ragazzo da parte di una loro vecchia amica d'infanzia: Xiao Yu, nonché primo amore mai dichiarato di Li Mo. Vengono quindi ripercorsi i passi dei ragazzi per mezzo di una serie di flashback che ci riportano negli anni '90, durante la loro infanzia nella vecchia area Shikumen, dove il ragazzo abitava con i genitori e i nonni. La cassetta serve a mettere in moto tutti gli avvenimenti della storia, dove Li Mo in preda alla nostalgia e pur di ascoltarne il contenuto, torna nel quartiere che aveva lasciato alle sue spalle molto tempo prima. Si accorge quindi di cosa ha perso, intraprendendo testardamente una strada che non faceva per lui: un percorso di studi e un trasferimento svolti inutilmente per stare vicino alla ragazza che amava, la distanza creata da quel momento con la vita precedente, gli amori perduti, le amicizie lontane e il suo lavoro da cui non si sente gratificato, annichilito dal suo capo, spinto ad andare avanti solamente dal suo carattere immaturo e orgoglioso che non accetta di aver fallito, nonostante sappia dentro di se che quella non è la vita che aveva sempre sognato.

La cassetta di Xiao Yu aiuterà il ragazzo ad aprire gli occhi, mettendolo di fronte ad una scottante verità che gli farà fare un passo indietro per poi riprendere la giusta carreggiata. Il lavoro svolto in questa terzo episodio è ben più articolato rispetto ai precedenti: l'ambientazione che viene mostrata, il background dei personaggi, i dialoghi e i rapporti tra di essi sono ben realizzati, sicuramente più nelle corde dalla maggior parte degli spettatori. La storia d'amore agrodolce dei due personaggi è esaltata da un buon utilizzo della regia, da parte delle inesperte mani di Haoiling Li, riuscendo ad utilizzare abilmente una storia che nella sua semplicità riesce a rattristare, ma allo stesso tempo rallegrare, anche gli animi più duri.

Flavors of Youth (film) Il lavoro svolto dalla CoMix Wave e dai tre registi è a tratti ottimo: l’idea di non collegare direttamente i personaggi, ma di unire le loro storie tramite delle difficoltà quotidiane, permette un po' a tutti di rispecchiarsi in essi. Questa nuova produzione, acquisita in esclusiva internazionale da parte di Netflix, è una gioia per gli occhi: Flavors of Youth è un buon film d’animazione, che contribuisce ad allargare il catalogo di una delle piattaforme di streaming più importanti in tutto il mondo, che negli ultimi anni sta contribuendo alla diffusione di prodotti di alta qualità che in paesi come il nostro non trovano spazio nei palinsesti cinematografici. Per i fan di Makoto Shinkai, e anche per chi non lo ha mai sentito nominare, è un’occasione per godere di un buon film che omaggia i lavori del regista di your name, in attesa dell’uscita del suo nuovo progetto previsto per il prossimo anno.

7.8