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Food Wars, la recensione della prima stagione dell'anime

In occasione dell'arrivo della serie su Netflix, abbiamo (ri)guardato per voi la prima stagione di Food Wars!. Eccovi le nostre considerazioni.

recensione Food Wars, la recensione della prima stagione dell'anime
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Riuscire a inventarsi qualcosa di nuovo, e che funzioni, nel panorama moderno degli shonen non è un'impresa da poco, eppure a volte il miracolo è proprio dietro l'angolo. È ciò che è accaduto ai mangaka Yuuto Tsukuda e Shun Saeki nel momento in cui hanno dato vita alla loro creatura più importante, quel Shokugeki no Soma - da noi noto come Food Wars! - che ha riscosso un successo impressionante sia in patria sia nel resto del mondo. E così, a distanza di tre anni dall'inizio della serializzazione del manga, iniziata nel novembre del 2012, è arrivata la tanto attesa trasposizione animata dell'opera, giunta in Italia quasi subito, grazie anche al "simulcast" offerto dalle varie piattaforme streaming come Crunchyroll. L'opera si è presentata, sin dalle prime battute, come un prodotto dalle grandi qualità e dalle ottime prospettive. In vista del recente approdo sulla piattaforma di streaming Netflix, che negli ultimi periodi sta riservando un'attenzione sempre maggiore all'industria dell'animazione giapponese, abbiamo riguardato la Prima Stagione per voi, e ci ha convinti ancora una volta. Il motivo è presto detto.

Battaglie... culinarie!

In apertura, vi abbiamo parlato di manga di "combattimento" e qua risalta subito la prima - enorme - peculiarità dell'opera. Food Wars, lo dice il titolo stesso, narra sì di battaglie e scontri all'ultimo respiro. Tuttavia non sono le spade, le arti marziali o dei poteri paranormali a fungere da strumento di guerra: i grandi duelli avvengono a suon di primi piatti, secondi piatti, contorni e dessert.

La trama dell'anime ci racconta le vicende del giovane Souma (o Soma) Yukihira, cresciuto col padre, Joichiro, tra le mura della tavola calda che quest'ultimo gestisce. Durante tutto l'arco della sua giovane vita, l'aspirante cuoco dai capelli rossi ha aiutato il padre a mandare avanti l'attività di famiglia, tra una sfida e l'altra - che l'hanno sempre visto uscire sconfitto - ma con la volontà di imparare sempre di più e sempre nuove cose. Il grande legame che unisce il giovane protagonista col padre è uno dei punti focali di tutta la produzione, nonché incipit di buona parte degli avvenimenti che si susseguiranno di lì in avanti.

Proprio Joichiro, di punto in bianco, decide di iscrivere il proprio figlio - senza consulto né preavviso - alla prestigiosa accademia culinaria Tootsuki, nota per rigidezza e prestigio, da cui soltanto pochissimi eletti riescono ad uscire diplomati. Dato l'elevatissimo livello di concorrenza, questi quasi sempre finiscono col diventare tra i migliori cuochi al mondo.

Una volta varcato il cancello d'ingresso dell'accademia, per il nostro eroe inizia un vero e proprio turbinio infinito di eventi, a metà tra il tragico, il comico e situazioni volutamente esagerate, accompagnate da una sottile e piacevole vena Ecchi. Durante le numerose battaglie culinarie che si susseguiranno durante questa prima stagione dell'anime, infatti, si assiste spesso alla creazione di piatti spettacolari e appetitosi, e le reazioni di giudici, cuochi rivali e assaggiatori vari sarà una delle cose più divertenti e meglio ideate di tutta la produzione, capace di strappare più di un sorriso durante la visione dei 24 episodi che compongono la "prima portata" della storia.

Tutti a cucinare!

Di pari passo con la beltà narrativa dell'opera, che riesce egregiamente a trasmettere tutta la passione per la cucina insita all'interno dei protagonisti, vi è anche un character design eccezionale.Le vicende di Soma sono legate indissolubilmente a quelle di tutti gli altri studenti dell'accademia, con alcuni dei quali finirà per stringere un rapporto di amicizia profonda e sincera. Comprimari, alleati, rivali, docenti, e più in generale tutto il cast di Food Wars, convincono appieno, grazie alla capacità di creare personaggi profondi e completamente fuori di testa, così come il protagonista e tutta l'opera in generale.

Tra questi spiccano la bella (e diabolica) Erina Nakiri, una sorta di "boss finale" che troneggia in cima all'lìte della scuola. Dotata del cosiddetto "palato divino", capace di donarle una qualità senza pari nel valutare e nel creare pietanze che rasentano la perfezione, la bionda nipote del preside della Tootsuki sarà uno degli antagonisti principali, una vera e propria spina nel fianco per il nostro Soma.

Accanto a Erina, troviamo la sua fedelissima assistente, Hisako Arato, anch'ella dotata di un grande talento per la cucina e che si rivelerà sin da subito ostile nei confronti di Soma e di tutti i personaggi "buoni" dell'opera. Buoni e cattivi, certo, perché anche se si parla di cucina, la natura da "battle shonen" si palesa proprio in questo modo. Come spesso accade in storie di questo tipo, i protagonisti necessitano di scalare una sorta di scala gerarchica per approdare in cima e sconfiggere il male primordiale. In Food Wars! "il male" sembra rappresentato da Erina stessa e dagli altri "Dieci Eletti" dell'accademia, simbolo di una visione oligarchica votata a far trionfare solo pochissimi, ritenuti degni di rimanere nella Tootsuki e di conseguenza di diventare cuochi d'eccellenza.

Non fa parte di questa schiera, chiaramente, il nostro Soma, deriso e denigrato per le sue umili origini, ma non ne fanno nemmeno parte gli altri membri del dormitorio "Stella Polare", un tempo sede dei migliori studenti della scuola ed ora "punto di raccolta" in cui vengono accorpati tutti i peggiori elementi - o comunque quelli ritenuti tali - dell'istituto, tra cui il nostro eroe.

Un prodotto appetitoso

Una volta stanziatosi nel peggior dormitorio della scuola, Soma farà la conoscenza di quelli che saranno i suoi principali alleati - ma non soltanto - durante tutto il corso della storia. Su tutti spiccano figure come quella di Megumi Tadokoro, cuoca a primo acchito modesta e dalle umilissimi origini, che stringerà immediatamente un buon rapporto con il protagonista, con cui finirà spesso anche per collaborare durante le numerose prove, esami e sfide svolte nelle ore scolastiche.

Non meno importanti sono i fratelli Aldini, due dei migliori cuochi dell'istituto, dalle origini italiane e che, nonostante la giovane età, collaborano attivamente nella trattoria di famiglia trattoria nel Bel Paese. Soprattutto Takumi, quello più "dotato" dei due, svilupperà un fortissimo sentimento di rivalità con nostro Soma, una competizione onesta e produttiva e mai motivata da scopi loschi o secondi fini. Di grande rilievo sono anche Akira Hayama e Ryo Kurokiba, due talenti incredibilmente diversi tra loro: da una parte un maestro nell'utilizzo delle spezie come strumento di creazione di piatti prelibati ed elitari, dall'altra un utilizzatore più "rozzo" degli ingredienti e possessore di una visione totalmente diversa dell'arte culinaria.

Questi ultimi si rivelano essere tra gli avversari più ostici per Soma e per tutti gli altri studenti. E poi c'è Alice... Nakiri! Cugina di Erina, un altro grandissimo talento della Tootsuki, è un personaggio di grande rilievo all'interno delle vicende della prima stagione, e non soltanto. Tutto questo senza dimenticare la bella e prosperosa Ikumi Mito, soprannominata "Nikumi", per un gioco di parole che enfatizza la sua peculiarità nel saper riconoscere e lavorare la carne migliore.

Ci sono, infine, tutti gli altri "ospiti" del dormitorio "Stella Polare" che, nonostante la loro ben marcata natura di comprimari, sono comunque ben rappresentati e caratterizzati. Non soltanto gli studenti, però, fanno la loro bella figura: anche il corpo docenti è ben nutrito di elementi di spicco, spesso rappresentati da ex-studenti dalle grandissime qualità e chef di fama mondiale.

È il caso, ad esempio, del capo chef dell'albergo utilizzato dall'accademia, Gin Dojima, ex primo seggio dei "Dieci Eletti" e cuoco di fama mondiale, o di Kojiro Shinomiya, uno dei selezionatori designati per l'ingrato compito di sfoltire il più possibile il numero di studenti. Quest'ultimo è riuscito, dopo tantissimi sacrifici, a diventare uno degli chef più famosi e apprezzati al mondo, tanto da guadagnarsi la possibilità di gestire un ristorante tutto suo in Francia, patria della cucina d'alta classe. Ed occhio anche al preside Senzaemon Nakiri: seppur di poche parole, non mancherà mai di risultare un elemento chiave in più di un occasione.

Una dura selezione

Sopravvivere all'interno della Tootsuki, l'avevamo già accennato, non è un'impresa facile. Sin dalle primissime battute, la scuola metterà a dura prova gli studenti, specie quelli del primo anno, costretti a sottostare a un regime durissimo fatto di prove impossibili, scadenze rigide e test continui, volto a far dimostrare di avere la stoffa per continuare la permanenza nella prestigiosa accademia alberghiera.

Per tal motivo, proprio sul finire della prima stagione, gli studenti saranno costretti a sostenere una durissima selezione, con palati altrettanto duri - i giudici di gara - da soddisfare. In occasione dell'importante evento, durante le vacanze estive, i ragazzi partiranno per mete diverse, visitando luoghi e ristoranti di ogni genere, con la speranza di assimilare il più possibile il segreto del saper lavorare col curry, "argomento" designato per la prova finale, nella quale studenti come Hayama appaiono già ampiamente favoriti.

Per il nostro Soma, quindi, inizia una vera propria lotta contro il tempo, contro Erina - da sempre desiderosa di vederlo fallire e abbondare la scuola - e contro se stesso e i suoi limiti. Ogni prova, specialmente quelle finali, avrà una doppia valenza: far migliorare i ragazzi e, soprattutto, unire personalità all'apparenza incompatibili. Non vi sorprenderà vedere Soma e Hayama festeggiare insieme o Megumi finire col familiarizzare con la sua rivale. Come nel più classico degli shonen, in cui i sentimenti di rivalità e di amicizia cresceranno in maniera esponenziale, sarà straordinario apprezzare anche le tantissime "skill" culinarie che verranno man mano apprese e ostentate dai numerosi contendenti al ruolo di miglior cuoco dell'accademia: una sorta di livello di combattimento ai fornelli, quindi, che spesso e volentieri si conclude con una stretta di mano, una camicia che esplode tant'è la bontà della pietanza presentata - e qui vengono fuori tutti gli elementi Ecchi di cui vi parlavamo - e con il classico "imparare dagli errori" stampato sul volto di un po' tutti gli attori in gioco.

Uno spettacolo visivo: anche l'occhio vuole la sua parte!

Tale è la bellezza, o, è il caso di dirlo, la bontà della trama e dei personaggi, che la qualità tecnica non poteva non essere eccelsa. Il character design: basta vedere anche solo un personaggio negli occhi per scorgervi tutti gli elementi che lo caratterizzano. Una particolarità che eleva Food Wars! un gradino sopra a molte produzioni: quasi nessun personaggio risulta assomigliare a un altro, fatta eccezione per i membri della stessa famiglia (si vede, ad esempio, la leggera somiglianza tra Erina e Alice, o quella più marcata tra Soma e suo padre).

Anche la caratterizzazione del mondo in cui i personaggi sono immersi è di ottimo livello: i vari luoghi si presentano ricchi di dettagli, con alcuni scorci veramente memorabili. Ma il vero punto forte a livello tecnico è la realizzazione delle varie pietanze messe in campo: sono così ben realizzate che a volte sembrano quasi "uscire dallo schermo", facendo venire l'acquolina a chi le sta guardando.

Proprio nella realizzazione delle pietanze traspare la collaborazione con la chef Yuri Morisaki: tantissime e tutte realizzate stupendamente sono le ricette che Food Wars! ci mostra (e mai abbiamo visto una reiterazione), mettendo in scena i vari passaggi della preparazione in modo encomiabile. Risulta ottimo il lavoro dagli addetti di J.C.Staff, che si sono occupati dalla trasposizione animata con grande meticolosità: colori vividi, ottime animazioni e giochi di luci e ombre trasformano dei "semplici" piatti disegnati quasi in fotografie. Le cromature accese non fanno che accentuare, ancora, la volontà di rendere più "appariscenti" che mai i piatti portati sulla scena. Un plauso va fatto anche ai doppiatori: un ottimo cast, che svolge ottimamente il suo lavoro, dando la giusta voce e intonazione ai vari personaggi, seppur con alcune eccezioni. Nulla, tuttavia, che riesca a inficiare la qualità complessiva della prod

Food Wars! Shokugeki no Soma La prima stagione dell’anime di Food Wars! - Shokugeki no Soma riesce in una duplice missione: rendere merito al materiale originale ed ergersi come una delle migliori trasposizioni animate degli ultimi anni. Il ritmo degli episodi, seppur dando vita a momenti “morti” tra un arco narrativo e l’altro, è sempre ben scandito e piacevole. Non ci è mai capitato di annoiarci, nemmeno per un secondo. La storia di base è di ottima qualità e questa “prima portata” ripercorre ottimamente gli eventi iniziali di un racconto inaspettatamente più profondo di quel che potrebbe sembrare, data la natura scanzonata e la presenza di numerosi risvolti Ecchi su cui si basano molte situazioni. Ci troviamo di fronte a una sorta di rivisitazione in salsa (è il caso di dirlo) culinaria di un battle shonen nudo e crudo. L’esperimento di portare il lavoro di Yuto Tsukuda e Shun Saeki sui nostri schermi, ci sentiamo di dirlo, è pienamente riuscito, grazie all’ottimo lavoro eseguito da J.C.Staff: una produzione, quindi, pienamente all’altezza della sua controparte cartacea e che anzi, grazie agli splendidi disegni e alle ottime animazioni, ne esalta ancor di più i punti di forza. Mettetevi comodi: “Il pranzo è servito”!

8.4