Fragments of Horror: recensione della raccolta di Junji Ito

Una collezione di storie brevi dal più grande sensei della narrativa horror nipponica, rigorosamente edita da Star Comics per la collana Umami.

recensione Fragments of Horror: recensione della raccolta di Junji Ito
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Junji Ito è un vero e proprio gigante della narrativa horror giapponese. Vero e proprio pilastro del genere, la sua carriera parla da sola e annovera alcune tra le opere più influenti nel panorama dell'orrido orientale. Se già sul finire degli anni Novanta l'autore si è fatto conoscere con un capolavoro di nome Uzumaki - Spirale, l'attività del mangaka non si è mai fermata e continua ancora oggi, peraltro rafforzata da una serie di animazione antologica chiamata Junji Ito Collection, che viene trasmessa in Giappone a partire da gennaio 2018. Tra l'aprile del 2013 e il febbraio del 2014, inoltre, Ito pubblicò una serie di storie brevi sulla rivista Nemuki, una serie di one-shot presenti anche nella serie anime attualmente in corso: in seguito, queste storie furono raccolte da VIZ Media in un tankobon chiamato Fragments of Horror, che finalmente Edizioni Star Comics ha portato sui nostri scaffali in versione italiana. L'opera rappresenta il quarto volume della splendida collezione Umami, tramite la quale l'editore perugino pubblica nel nostro Paese dei classici del fumetto giapponese in un elegante rilegatura da libreria. Proprio la Umami ha visto, nelle sue due prime incarnazioni, l'esordio di Uzumaki per la prima volta in Italia, mentre il terzo appuntamento è stato dedicato alla raccolta Comic? Atsushi Kaneko Extra Works. Ora si torna dalle parti di Junji Ito, che sarà peraltro ospite esclusivo di Star Comics durante Lucca Comics & Games 2018: andiamo alla scoperta degli anfratti più oscuri dell'orrido con Fragments of Horror.

I frammenti dell'Orrore

La raccolta include, come già detto, una serie di storie brevi che affondano le proprie radici in diversi sottogeneri della narrativa dell'orrido, esplorando tanto lo splatter e arrivando fino a un horror prettamente più psicologico e dalle tinte drammatiche. Sono 8 i one-shot racchiusi nelle oltre 200 pagine di cui si compone Fragments of Horror: i titoli sono, in ordine di apparizione, Futon, Il mistero della casa di legno, Tomio - Il dolcevita rosso, Separazione graduale, Bisturina, L'uccello nero, Magami Nanakuse, La donna che bisbiglia all'orecchio.
In Futon abbiamo due fidanzati legati da un incubo: misteriose e inquietanti allucinazioni rendono un ragazzo talmente inquieto da decidere di non uscire mai più da sotto il Futon, ovvero il tradizionale materasso pieghevole proprio della cultura casalinga giapponese; Ne Il mistero della casa di legno abbiamo un padre ossessionato dall'amore verso la sua casa e una figlia che, col tempo, scopre un segreto terribile e oscuro celato tra le travi dell'abitazione, costruita interamente in legno; Tomio - Il dolcevita rosso suggestiona fortemente per i suoi toni splatter, derivati da una megera che maledice un povero giovane, il quale deve mantenersi costantemente la testa per evitare che essa si stacchi dal collo, recidendo ogni collegamento nervoso e provocandone la morte istantanea; allo stesso modo Bisturina è un viaggio rivoltante nelle perversioni di una giovane che si eccita nel dissezionare gli esseri viventi. Separazione graduale, così come La donna che bisbiglia all'orecchio, sono due racconti estremamente toccanti e malinconici, basati sul valore dell'appartenenza e sul dolore derivato da una perdita. Se nella prima si esplora a fondo l'amore per i propri defunti, nella seconda invece si mettono a nudo le ossessioni e le necessità dell'animo umano. E infine, storie come L'uccello nero e Magami Nanakuse strizzano l'occhio alle ambiguità e alle stranezze della natura e dell'uomo.

Il maestro dell'orrore

Leggendo qualunque storia scritta e disegnata da Junji Ito ci si accorge facilmente perché è considerato il sensei della narrativa horror giapponese. Ogni elemento della sua poetica, che sia narrativo, stilistico o visivo, colpisce profondamente l'animo del lettore come un violento pugno nello stomaco, sia nella reazione alla rappresentazione dell'orrido che sul piano emotivo, poiché molto spesso la morale di fondo delle storie del maestro conducono verso epiloghi dalle tinte fortemente drammatiche.

Il tratto pulito e lineare dell'autore fa da contraltare alle aberrazioni partorite dalla sua mente, un mosaico di figure deformate di stampo decisamente nagaiano soprattutto nelle tavole più estreme. Che sia attraverso l'esercizio del sangue o le ambiguità della mente, Fragments of Horror è un viaggio a tappe attraverso pulsioni mostruose e vicende costantemente in bilico tra il razionale e il soprannaturale, in cui il filo conduttore è uno soltanto; l'esaltazione sfrenata dell'orrido nella sua forma più pura.
Nelle storie di Fragments of Horror manca, forse, l'estro di un'opera sontuosa e solida come Uzumaki, in cui la costruzione episodica delle vicende trovava ampio respiro in un continuum narrativo appassionante e tortuoso. Inoltre, sul piano puramente visivo, lo stile di Junji Ito sembra essersi eccessivamente appiattito col passare degli anni, presentandoci un character design pressoché identico in ogni storia, al punto che i personaggi sembrano soltanto dei "doppioni" di altri provenienti dai restanti one-shot o addirittura da opere precedenti dell'autore: una linea di continuità stilistica che, se da un lato può prestare il fianco a una certa ripetitività visiva, dall'altro possiamo ormai definirla come un marchio di fabbrica dell'artista, un'impronta fortemente autoriale che si riconosce in un disegno fatto di linee chiare, pulite e dai connotati realistici, al punto da avvicinare il tratto di Junji Ito a una rappresentazione iconografica più vicina ai tratti occidentali che a quelli stilizzati e stereotipati dell'immaginario culturale nipponico.

Fragments of Horror Le opere di Junji Ito, siano esse storie brevi o racconti più lunghi, parlano da sole. Che sia in un capolavoro come Uzumaki o in brevi one-shot più recenti come Fragments of Horror, tutta la poetica del sensei si gioca nel contrasto tra il suo stile pulito (seppur un pelo stereotipato) e le deformità derivate dalle perversioni che animano le sue narrazioni. Il quarto volume della collana Umami di Edizioni Star Comics è dedicato a una piccola antologia, un mosaico di "Frammenti dell'Orrore" che esplorano linguaggi diversi della narrativa horror: tutti, a modo loro, talmente intensi da risultare capaci di colpire il lettore come un pugno allo stomaco.

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