Netflix

Full Metal Panic: recensione della serie anime disponibile su Netflix

Riscopriamo insieme una delle serie più amate del programma Anime Night trasmessa circa dieci anni fa su MTV, ora disponibile anche su Netflix.

recensione Full Metal Panic: recensione della serie anime disponibile su Netflix
Articolo a cura di

Full Metal Panic!, insieme di light novel create da Shoji Gato e disegnate da Shikidouji a partire dal 1998, ha riscosso un successo tale da essere adattato anche in versione anime e manga, in maniera analoga a molti altri franchise di successo. L'opera, seppur in Italia non sia riuscita a raggiungere lo stesso seguito, è comunque rimasta nel cuore di molti appassionati grazie alla sua struttura narrativa atipica capace di mescolare al suo interno vari generi, dal mecha alla commedia sentimentale.

Nel nostro paese la serie è stata trasmessa per la prima volta all'interno del noto programma Anime Night su MTV, che probabilmente molti ragazzi nati negli anni '90 ricorderanno con nostalgia per l'elevata qualità (e varietà) dei prodotti proposti. Vista la recente pubblicazione della prima stagione di Full Metal Panic! su Netflix, andiamo a scoprire insieme gli aspetti salienti dell'anime.

Voglio proteggerti

Le vicende si svolgono in un universo alternativo al nostro, in cui la guerra fredda non è mai giunta al termine e in cui alcune organizzazioni private hanno iniziato a fronteggiarsi senza soluzione di continuità.
Al fine di mantenere un clima di pace duraturo, si è deciso quindi di istituire una corporation speciale non governativa di allineamento neutrale, la Mithril, a cui spetta il difficile compito di non far piombare il mondo nel caos.

Sousuke Sagara, il promettente sergente di sedici anni protagonista della storia, viene incaricato dalla sua stessa organizzazione di difendere a tutti i costi la svampita studentessa Kaname Chidori, inconsapevole di essere una Whispered, cioè un individuo dotato di poteri speciali capaci di sovvertire le sorti della guerra.

L'anime, pur prendendosi tutto il tempo necessario per entrare nel vivo dell'azione, riesce comunque a risultare godibile dall'inizio alla fine, non solo grazie alle sequenze action ben gestite ma anche per merito di una commistione di generi non così scontata.
Il ritmo degli eventi è infatti ben calibrato, grazie a momenti maggiormente riflessivi in cui è anche presente una leggera linea romance tra il protagonista e Kaname che, seppur in un primo momento possa apparire leggermente fuori contesto, in realtà con il proseguire della storia assume una maggior importanza.

L'opera, che strizza l'occhio in più occasioni al genere mecha, pur senza rielaborarlo con trovate particolarmente innovative, riesce a risultare interessante per il taglio a cavallo tra commedia sentimentale, action militaresco e racconto sci-fi.

Questa riuscita commistione di generi trova il suo apice soprattutto durante la prima metà dell'opera, in cui vediamo il protagonista intento a mimetizzarsi forzatamente tra i suoi coetanei (all'interno di un liceo) per svolgere al meglio il suo ruolo di guardia del corpo, supportato al meglio dai suoi alleati Melissa Mao e Kurtz Weber.

La parte centrale della serie è forse quella più pesante da seguire, soprattutto per l'assenza di un villain carismatico e per la mancanza generale di novità rilevanti anche a livello narrativo, dato che i momenti action si alternano a sequenze compassate in modo via via sempre più prevedibile.
Fortunatamente lo stallo contenutistico non si protrae più di tanto, così da permettere alla serie di risollevarsi pian piano anche grazie al ritorno di un iconico villain capace di mettere in seria difficoltà i protagonisti.

La guerra ai tempi del liceo

Probabilmente l'aspetto migliore dell'opera è quello legato alla caratterizzazione di Sousuke Sagara; quest'ultimo infatti si rende protagonista di spassosi siparietti comici (in realtà mai realmente invasivi) in cui la sua indole estremamente professionale - che sfocia però nella paranoia - lo porta a recepire come minaccia qualsiasi cosa, anche le azioni più comuni compiute dagli ignari civili.

L'incapacità di Sousuke di rapportarsi in maniera normale alla società - perché il suo trascorso passato lo ha visto impegnato solo in terribili scenari di guerra - dona all'intera opera una vera e propria nota dolceamara in grado di far sorridere (ma al tempo stesso riflettere) lo spettatore su molteplici questioni, tra cui le inevitabili e terribili conseguenze provocate dai conflitti armati.

La stessa Kaname, che in apparenza appare come una ragazza irrequieta, incosciente e con la testa sempre tra le nuvole, in realtà in più occasioni si dimostra anche una persona matura, capace di accettare Sousuke nonostante tutte le sue numerose manie.

Anche Gauron, lo spietato terrorista villain principale dell'anime, risulta ben caratterizzato, soprattutto per via dell'animo folle che lo contraddistingue, capace di renderlo a tutti gli effetti una scheggia impazzita le cui azioni non si possono prevedere in alcun modo.
A livello tecnico, l'anime si difende ancora oggi molto bene, grazie soprattutto alla qualità delle animazioni durante gli scontri tra mecha, in cui sia gli effetti delle armi da fuoco che le esplosioni risultano ottimamente realizzate.
Di pregevole fattura anche il mecha design, così come quello dei protagonisti, in cui a svettare è sicuramente la bella co-protagonista Kaname Chidori, riconoscibile in qualsiasi frangente per la sua sfavillante capigliatura blu elettrico.

Full Metal Panic Full Metal Panic! è in definitiva un'opera godibile che, pur senza innovare in maniera marcata il genere mecha, risulta capace di catturare l'attenzione dello spettatore grazie a un riuscito mix di generi all'apparenza molto distanti tra loro, tra cui lo sci-fi e il romance. A fronte di una parte centrale leggermente sottotono, la serie nel suo complesso riesce a intrattenere tanto nelle soddisfacenti sequenze action a bordo dei mecha, quanto nelle sequenze maggiormente introspettive.

7.5