Garo: Vanishing Line, recensione della serie su Amazon Prime Video

È disponibile su Amazon Prime Video Garo: Vanishing Line, ultima trasposizione animata dedicata al cavaliere dorato Garo.

recensione Garo: Vanishing Line, recensione della serie su Amazon Prime Video
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El Dorado è un paese ricco di oro e pietre preziose, che secondo le leggende è situato in America Meridionale. Il desiderio di ottenere le innumerevoli ricchezze della civiltà perduta ha spinto molti esploratori a raggiungere le coste meridionali del continente americano, ma sono pochi quelli che sono riusciti a fare ritorno a casa in grado di raccontare cosa hanno visto. Non a caso parliamo di El Dorado perché è al centro delle vicende di Garo: Vanishing Line, anime del 2017 dello studio MAPPA ispirato al "supereroe" Giapponese Garo.

Garo, il cavaliere dall'armatura dorata dalle sembianze di lupo, è un personaggio nato nel 2005 dalla penna di Keita Amemiya, uno degli autori più influenti in Giappone per quanto riguarda i tokusatsu (genere di film e serie tv nipponici di stampo sci-fi, fantasy, e horror) e il suo sottogenere super sentai, i cui protagonisti sono eroi che indossano sgargianti armature (per conoscere meglio un vero super sentai vi rimandiamo alla nostra recensione di Ultraman). Questa volta, il nuovo eroe che ha ereditato il potere della spada di Garo dovrà trovare la fantomatica El Dorado, ben diversa da quella che conosciamo tutti, che sembra essere legata ad alcune sparizioni.

Amore fraterno: la leggenda del cavaliere mistico

Prima di iniziare la nostra disamina, vorremmo fare ancora qualche chiarimento: benché prima della serie del 2017 ce ne siano altre, Garo: Vanishing Line ha pochi collegamenti con gli altri adattamenti animati in quanto, pur essendo ambientato nello stesso universo, ha una trama del tutto indipendente che non preclude la visione ai neofiti.

Tuttavia, nel corso delle puntate ricorrono alcune terminologie chiave di Garo (non presenti nell'adattamento italiano), ma di cui basta avere anche una semplice infarinatura per non sentirsi del tutto spaesati. Avremmo preferito, però, che gli autori si dilungassero in approfondimenti che ci potessero aiutare a comprendere alcuni elementi chiave della sceneggiatura, in modo da immergerci meglio nelle vicende narrate. Arrivati ai titoli di coda, è evidente come molto di ciò che non viene detto sia riservato solo a chi segue con costanza la serie TV.
Gli Horror sono creature simil demoniache che si nascondano tra gli umani ed agiscono al calare delle tenebre per nutrirsi della loro carne; a volte corrompono le persone che si lasciano dominare da emozioni negative come desiderio, gelosia, odio, e disperazione, e che diventano a loro volta Horror. Un'organizzazione dal nome sconosciuto (chi segue Garo sa che si tratta dell'Ordine Makai) ha il compito di eliminare gli Horror, cercando di non coinvolgere vittime innocenti. Gli eventi di Vanishing Line iniziano a Russel City, dove opera il Cavaliere Mistico (Makai Kishi in originale) Sword, il quale perlustra la città a bordo di una sgargiante due ruote e con l'aiuto dell'inseparabile "amico" Zaruba, un anello parlante che gli rivela la presenza delle creature demoniache.

Quando i mostri sono troppo ostici da eliminare, l'eroe brandisce la sua fedele spada ed indossa l'armatura di Garo. Un giorno, Sword salva la vita a Sophie, in pericolo a causa dell'ennesimo essere divora-uomini che ha messo gli occhi su di lei.

Sophie è un'orfana il cui fratello è misteriosamente scomparso e l'unico indizio a sua disposizione che possa aiutarla a ritrovarlo è la parola El Dorado. Seguendo questa pista, grazie anche all'aiuto di amici conosciuti su internet, Sophie ha iniziato a cercare informazioni in tutta Russel City. L'incontro con Sword segna per lei una svolta, poiché anche l'uomo vuole scoprire che cosa sia effettivamente El Dorado, essendo in qualche modo legato al suo passato.

Gli episodi iniziali si focalizzano soprattutto sulla lotta contro gli Horror ma ci permettono di conoscere gli altri personaggi, tra cui i Monaci Mistici Luke e Gina. Dopo un particolare evento, prende forma un racconto più corposo, ma non per questo affascinante, che porterà Sword e Sophie ad intraprendere un lungo viaggio, che rivelerà un legame tra la giovane spalla ed El Dorado.

Il Lupo d'oro

Come è possibile notare, Garo: Vanishing Line ruota attorno alla classica dicotomia tra bene e male, risentendo di una scrittura che non riesce a svecchiare una tematica che con il tempo ha perso di fascino.

La prima parte di Garo: Vanishing Line è forse la meno riuscita, risultando statica, in quanto si focalizza sull'azione piuttosto che sullo svolgimento vero e proprio dell'ordito, ma è comunque una piacevole fase di rodaggio che ci permette di conoscere i protagonisti e il contesto in cui si svolgono gli eventi. I primi episodi possono risultare ripetitivi, siccome la prima metà si concentra sull'indagine del Cavaliere Mistico per scoprire l'identità delle creature a cui sta dando la caccia; mentre la seconda è dedicata al combattimento contro l'Horror. Ma quando vengono introdotti i personaggi si nota come siano stereotipati: Sophie è determinata più che mai a trovare suo fratello, ma è comunque fragile ed indifesa, rimanendo alquanto spaventata dalla realtà che è costretta ad affrontare; Sword si dimostra un vero "figo" che non teme niente e nessuno, sin da quando affetta il primo Horror nei minuti iniziali (certo, non raggiunge i livelli dell'ammazzademoni Dante, che potete approfondire nella nostra recensione dell'adattamento animato di Devil May Cry) e che si prodiga a salvare sempre i bisognosi e nel farlo cerca di comprendere cosa stiano provando. Come suo opposto c'è Luke, freddo ed impassibile e che si preoccupa solo di portare a termine la missione affidatagli senza capire i sentimenti delle persone.

Infine, Gina è forse la meno affascinante, in quanto poco caratterizzata, apparendo come la classica figura femminile di molti anime in grado di raggirare le persone con il suo fascino. Quando la serie approfondisce i protagonisti, soffermandosi sul loro passato, così da spiegare le motivazioni che li hanno portati ad affrontare i "demoni", si evidenziano i problemi legati alla gestione del cast.

Se da un lato Gina ricopre un ruolo secondario, a causa di una costruzione superficiale, dall'altro lato, la figura di Sophie risulta ben approfondita grazie al forte legame con il fratello che la spinge a non arrendersi facilmente; ma riteniamo che per sentirci maggiormente coinvolti nel loro rapporto, questo avrebbe dovuto essere al centro di più puntate. Infine, abbiamo trovato alquanto insolita la scelta degli autori di focalizzarsi di più su un comprimario come Luke, piuttosto che sull'eroe principale Sword: infatti, viene ritagliato uno spazio rilevante all'infanzia del Monaco Mistico, elemento sicuramente imprescindibile per comprendere la sua crescita emotiva; mentre il passato di Sword è appena abbozzato, sebbene giustifichi il suo desiderio di trovare El Dorado.

Nelle fasi introduttive inoltre ci viene offerta l'occasione di scoprire come opera l'organizzazione misteriosa che affronta le creature demoniache, con Diner ed altri ristoranti che fungono da basi operative; ma non viene approfondito a dovere, rimanendo una limitazione per chi non conosce la serie TV.

Inoltre, si ha modo di vedere come agiscono i vari Horror, che cercano di corrompere gli uomini dalla volontà debole, giocando con i loro desideri più reconditi, per impossessarsi del loro corpo; a volte, però, sono gli esseri umani a voler utilizzare le creature simil-demoni per i propri tornaconti. Su questo fronte, Garo: Vanishing Line si pone la classica domanda su chi sia effettivamente un mostro, se un Horror che corrompe e si nutre di umani, o un uomo che è disposto a tutto pur di ottenere ciò che più brama.

Questa morale ricorre spesso nel corso delle puntate, ma non riesce a sensibilizzare e a stimolare lo spettatore, perché è sin troppo abusata in numerose produzioni simili e non presenta alcuna variazione. A seguito del traumatico evento che stravolge la vita di Sophie nel settimo episodio, si delinea un racconto che abbandona i monotoni canoni iniziali, per offrire qualcosa di diverso, ma che non riesce comunque ad appassionare a dovere, tanto che persino il desiderio di scoprire cosa sia El Dorado e quale sia il legame con Sophie risultano poco stimolanti a proseguire la visione. Purtroppo, benché le risposte che ci vengono date possano essere interessanti, in realtà ci sono sembrate banali e non ci hanno trasmesso l'effetto sorpresa e meraviglia che ci si aspetterebbe da una rivelazione legata alla trama. Ad aggravare il tutto, vi sono domande che restano aperte.

Con l'espediente del viaggio si assiste ad una lenta maturazione della giovane co-protagonista a causa delle varie situazioni che è costretta ad affrontare, diventando sempre più sicura di sé, tanto da essere disposta a sacrificare ciò che più ama pur di salvare il mondo.

È palese come gli autori abbiano cercato di creare un legame padre-figlia tra Sword e Sophie che potesse coinvolgere anche lo spettatore, ma non ci sono riusciti a dovere: sono pochi i momenti in cui è possibile vivere il rapporto tra i due, tanto da non sentirci partecipi della relazione che li unisce, che risulta superficiale, semplice, e poco d'impatto. Questo non riesce a dare il giusto rilievo ad un finale che è comunque delizioso e in alcuni momenti anche emozionante.

A fil di spada

Garo: Vanishing Line ha un comparto grafico ben curato, con un disegno certosino che riesce a creare un piacevole colpo d'occhio, nonostante non sia perfetto a causa di sbavature ben visibili in alcune inquadrature, ma mette in risalto un character design variegato. Il tratto manuale è affiancato da una CGI per la resa di orde di Horror, dell'armatura scintillante e della motocicletta di Sword; anche se non riesce ad amalgamarsi a dovere al tratto manuale, la computer grafica è piacevole, grazie ad animazioni non troppo rigide che non rovinano eccessivamente le situazioni più concitate.

A tal proposito, i combattimenti sono la parte più interessante di Garo: Vanishing Line, caratterizzati da una giusta dose di violenza, che non sfocia quasi mai nello splatter, e da animazioni fluide. Ma alcuni scontri adoperano una telecamera tremolante che dovrebbe enfatizzare le sequenze movimentate, ma che stanca (e disturba), non permettendo di apprezzarli appieno. I duelli sono comunque scanditi da un accompagnamento musicale rock che li rende adrenalinici e spettacolari.

Garo: Vanishing Line Garo: Vanishing Line è forse troppo legato all’universo di appartenenza, non essendo molto accessibile a chi non lo conosce, per cui una preparazione base potrebbe aiutare. In aggiunta, la sceneggiatura risulta poco ispirata, con personaggi mal gestiti, e uno svolgimento che non riesce a catturare l’attenzione necessaria per proseguire. Una volta arrivati ai titoli di coda, dopo un finale piacevole, si ha la sensazione che le risposte date non abbiano avuto il giusto impatto. Da contraltare vi è un impianto artistico ben realizzato, che riesce a rendere imponenti, al netto di qualche imperfezione, i momenti in cui Sword brandisce la sua spada, crea un cerchio a mezz’aria, ed indossa l’armatura dorata di Garo.

6.5