General Daimos: Recensione dell'anime mecha di Toei Animation e Sunrise

Una vecchia gloria degli anime di genere mecha, disponibile in edizione home video grazie a Koch Media e Yamato.

recensione General Daimos: Recensione dell'anime mecha di Toei Animation e Sunrise
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Gli anni a cavallo tra la fine dei Settanta e l'inizio degli Ottanta hanno visto pochi e indiscussi capisaldi tra i generi che hanno dominato il panorama dell'industria d'intrattenimento giapponese. Il genere mecha aveva ormai trovato nel sottotesto dei real robot un esponente di assoluto spessore. Erano gli anni di UFO Robot Goldrake, Mazinga e soci, ma anche periodo di esperimenti. Tra questi ricordiamo General Daimos, produzione realizzata in collaborazione tra l'odierna Sunrise e la blasonata Toei Animation, la compagnia che ha plasmato grandi cult del settore anime (Dragon Ball, I Cavalieri dello Zodiaco) e massimi esponenti del panorama moderno (ONE PIECE, tra gli altri). Erede spirituale, tra l'altro, di grandi serie mecha come Combattler V e Vultus V, concepite dalla mente dello stesso creatore: Tadao Nagahama.

Chi ha vissuto già l'epopea di Daimos e dei suoi compagni sa bene quali sono i temi che tocca la produzione; chi, invece, volesse approcciarvisi al giorno d'oggi può farlo partendo da alcune importanti consapevolezze. La prima è che General Daimos cercò di riprendere tutti i crismi, concettuali e narrativi dei suoi predecessori, al tempo stesso unificandoli in un prodotto che cercava di essere visivamente sontuoso; la seconda è che oggi la serie anime, composta di 44 episodi inclusi alcuni OVA, è recuperabile grazie a un cofanetto DVD distribuito da Koch Media ed edito da Yamato Video.

Umani e Baamesi

General Daimos fu trasmesso in Giappone tra il 1978 e il 1979 - negli anni successivi solo pochi altri Paesi in tutto il mondo, tra cui l'Italia, esportarono la produzioni fuori dai confini orientali - eppure la sua storia si svolge in un setting caro a tutte le space opera che, sulla scia del grande cinema hollywoodiano, cercavano in quegli anni di unire l'epica cavalleresca e l'onore dei pistoleri al fascino della frontiera e dell'ignoto. In realtà General Daimos è un storia più profonda di quanto non voglia dare a vedere.

I Baamesi, abitanti del lontano pianeta Baam che hanno sembianze antropomorfe dotate di grandi ali da angelo, sono prossimi all'estinzione, poiché il loro mondo sta per essere disintegrato. Sperduti e allo sbando, dopo aver trovato diverse sistemazioni di fortuna in cerca di riparo, l'intero popolo ripone le ultime speranze per la propria sopravvivenza sul pianeta Terra, che viene reputato adatto per il trasferimento dei misteriosi alieni.

Tuttavia gli accordi di pace con l'umanità non vanno come dovrebbero e i due popoli danno vita a una pericolosa e spietata guerra intergalattica. In mezzo a questi due fuochi si staglia la figura del protagonista, Kazuya, figlio di uno degli ambasciatori della razza umana che durante una missione contro un mostro Baam si ritrova costretto ad accogliere l'eredità di suo padre: indossa così l'armatura Daimos, che gli consente di governare un immenso mecha dall'alto potere distruttivo.

Se da un lato l'incipit di questo racconto potrà ricordare non poco lo stesso di Tekkaman, celebre serie anime della Tatsunoko che a suo modo, diversi anni prima, fu seminale e atipica per il genere di appartenenza, dall'altro è il suo svolgimento a risultare originale e costellato di tinte drammatiche. Durante una delle sue prime missioni a bordo del possente Daimos, infatti, Kazuya si imbatte in Erika, una ragazza Baamese di origini sconosciute. I due si innamorano perdutamente, ma il passato oscuro della giovane e soprattutto le loro rispettive razze di appartenenza li costringono a separarsi e a covare, per gran parte di tutta la sceneggiatura, uno struggente amore proibito.

La doppia anima di Daimos

In mezzo a guerre galattiche, complotti e politica, quindi, la sceneggiatura di General Daimos ci pone di fronte al peso e alle conseguenze di un amore impossibile, i cui risvolti sono legati a doppio filo non soltanto al destino di Kazuya ed Erika, ma (ovviamente) anche alle origini del conflitto tra umani e baamesi.

Pur costellando la trama di una discreta dose di drammaturgia, General Daimos riesce anche a non prendersi sul serio. La serie targata Sunrise e Toei Animation propone un vortice di personaggi secondari e sottotrame in grado di incastrarsi sapientemente nel quadro degli eventi principali, bilanciando adeguatamente il peso e il lato più tragico della sua storia con delle ponderate spalle comiche o personalità in grado di spostare i temi del racconto verso altri lidi.

Dal punto di vista concettuale è soprattutto questa varietà nella scrittura a risultare interessante e ad essere capace di tenere incollato lo spettatore davanti allo schermo per la durata dei suoi quasi 50 episodi. Il cast di personaggi che ruota attorno a Kazuya ed Erika è composto da simpatiche e buffe controparti, seriosi aiutanti (anche in tal senso una spalla come il buon Kyoshiro sembra decisamente ispirata all'Andro Umeda di Tekkaman) e figure dalla spiccata vena comica destinate a spezzare il ritmo serioso della narrazione.

Il box DVDIl box confezionato da Yamato Video e Koch Media include i 44 episodi che compongono la serie anime, escluse le puntate speciali raccolte negli OVA. La struttura del cofanetto si presenta nel solito packaging: la confezione è racchiusa nel solito cartonato e comprende in tutto 11 dischi da 4 episodi ciascuno. A corredare il tutto interviene il solito e sontuoso booklet, che include le sinossi delle puntate e alcuni splendidi disegni preparatori, sketch e bozze riguardanti i protagonisti di General Daimos. L'edizione, infine, comprende le due solite tracce sonore: lo storico doppiaggio italiano - che include Alessio Cigliano, la prima voce di Kenshiro, nei panni di Kazuya - e l'audio originale, corredato di sottotitoli italiani e sigle giapponesi.

Sull'altro piatto della bilancia abbiamo un villain carismatico e convincente qual è Rikiter, erede della dinastia Baam e figura in grado di portare sulle proprie spalle tutto il peso e la sofferenza di un popolo dai caratteri ambigui. General Daimos viene messo in scena con una potenza visiva notevole, il mecha design si accompagna a un comparto artistico che attinge soprattutto dalla grande fantascienza di genere, unendo tutti i crismi della space opera con quelli dei real robot figli degli anni e della cultura di riferimento. È soprattutto l'ottimo character design di Akihiro Kanayama, ben implementato in un comparto di animazioni e un tratto di disegno sontuoso, mai sporco e sempre dettagliato, a rendere il comparto visivo della serie anime davvero convincente; iconica, al pari dell'estetica, anche la colonna sonora, composta di sigle e brani strumentali dai toni estremamente roboanti ed epici, che accompagnano il colossale Daimos agli squilli di altisonanti trombe.

General Daimos General Daimos appartiene, apparentemente, a una generazione di tempi andati. Eppure, riscoprire oggi la serie mecha permette di ritrovarsi davanti una storia condita di drammaturgia e divertimento, impreziosita da un comparto estetico e grafico che per l'epoca possiamo considerare ottimo. La serie di Tadao Nagahama rischia certamente di perdersi nel marasma di produzioni di genere mecha, sfornate proprio in quegli anni e da cui sono emersi alcuni mostri sacri sopravvissuti all'incedere degli anni. Non per questo, tuttavia, Daimos e i suoi alleati perdono terreno: si difendono a spada tratta, scudi alzati, pronti a combattere all'urlo di "Just in!".

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