Glitter Force Doki Doki: Recensione dell'anime disponibile su Netflix

Glitter Force Doki Doki ci porta nel regno di Splendorius, presentando un setting simile a quanto visto in passato ma con protagoniste diverse.

recensione Glitter Force Doki Doki: Recensione dell'anime disponibile su Netflix
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Izumi Todo, pseudonimo dietro il quale si celano i vari membri dello studio d'animazione Toei Animation, ha realizzato anche la decima serie dell'anime Pretty Cure, che in Giappone è riuscito via via a conquistare una nutrita schiera di fan grazie a una struttura narrativa semplice e consolidata.
L'adattamento americano dell'opera, dal titolo Glitter Force Doki Doki, è disponibile tra gli anime di Netflix dallo scorso anno, andando a rimarcare vari aspetti delle serie precedenti pur cambiando le varie protagoniste.
L'opera, che può essere accostata per certi versi alla storica serie di Sailor Moon, ha per protagoniste varie ragazzine adolescenti che, oltre a sconfiggere pericolosi avversari, devono anche cercare di superare le difficoltà della vita di tutti i giorni.

Un regno in pericolo

La trama dell'opera, fin da subito, ricalca abbastanza quella della serie precedente (vi consigliamo di leggere, se non l'avete ancora fatto, la nostra Recensione di Glitter Force), con le varie protagoniste intente a debellare numerose minacce, capitanate dal diabolico Re Mercenare, per tentare di far trionfare il bene.

Il Regno di Splendorius infatti, un posto magico dove tutti gli esseri viventi convivono in armonia, all'improvviso viene travolto da una forza malvagia che non riesce a essere arginata da nessuno. Una guerriera Glitter Force, in seguito, decide quindi di recarsi sulla Terra per cercare la propria principessa, catturata dai malvagi antagonisti.

Nel frattempo, lo spettatore fa la conoscenza di Maya Aida, una ragazza altruista che durante una gita scolastica si ritrova suo malgrado ad affrontare una creatura oscura nata dai pensieri negativi delle persone, trasformandosi così in Glitter Cuori, suo alter ego dotato di poteri magici. I primi episodi servono principalmente per presentare le varie componenti della squadra, tutte grandi amiche di Maya e dotate a loro volta di abilità speciali.

La progressione del racconto risulta spesso prevedibile, con l'antagonista di turno intento a evocare le creature oscure facendo leva sui cattivi pensieri delle persone prese di mira. Visto però il target di pubblico molto giovane a cui è rivolto l'anime, le debolezze su cui fanno leva gli antagonisti per scatenare il lato oscuro delle persone può sicuramente strappare un sorriso agli spettatori più grandi. Spesso, infatti, le varie vittime hanno dei pensieri tutto sommato innocui, come il voler saltare la fila per fare prima o abbuffarsi senza ritegno a un rinfresco senza aspettare la pausa pranzo.
Nonostante questo, a volte la struttura narrativa di alcuni episodi cambia leggermente, riuscendo talvolta a rompere la monotonia data dal ripetersi degli attacchi costanti di antagonisti come Ira e Marmo (e creature oscure annesse), presentando nuovi personaggi o spostando gli scontri dalla Terra al regno di Splendorius.

Amiche per sempre

Il ritmo dell'anime si attesta su buoni livelli, grazie a scene action implementate in maniera soddisfacente in ogni episodio, in grado di rendere la fruizione della serie tutto sommato scorrevole, anche vedendo molti episodi di fila.
In Glitter Force Doki Doki è stata data anche più importanza alla caratterizzazione dei personaggi che, pur senza toccare gradi di profondità consistenti per via delle tematiche trattate, risulta sicuramente un passo in avanti rispetto al passato.

Il macrotema dell'amicizia è uno dei punti fondamentali della serie, dato che spesso le varie protagoniste, giunte a un punto morto durante i combattimenti, capiscono di poter sconfiggere le minacce solo collaborando strenuamente tra loro, facendosi forza l'un l'altra per superare anche i momenti di maggior difficoltà.
Lo stesso personaggio di Regina, seppur non compaia subito, è uno dei comprimari dal carattere maggiormente approfondito, dato che il suo continuo dualismo introspettivo (che la porta in vari momenti a essere indecisa sulla fazione con cui schierarsi), diventa alla fine lo snodo narrativo su cui verte tutta la parte conclusiva della prima stagione.

Nell'ultimo scontro infatti, le guerriere, oltre a essere impegnate negli scontri fisici, dovranno anche dimostrare di credere davvero nel valore dell'amicizia; in particolare Maya dovrà far sfoggio del suo coraggio per dimostrare a Regina che schierarsi dalla parte del bene è senza ombra di dubbio la scelta migliore.

Sul versante tecnico, l'anime si attesta sui buoni livelli visti in precedenza, capace di dare il meglio durante le sequenze action, impostate prediligendo gli attacchi speciali a distanza senza comunque disdegnare anche i combattimenti corpo a corpo.
A fronte di un inevitabile utilizzo di asset riciclati (tipici di anime di questo tipo in cui la struttura degli episodi si somiglia molto) in generale le movenze delle guerriere, come quelle degli antagonisti, risultano ben animate e scorrevoli.
Gli stessi attacchi elementali delle protagoniste, così come i loro oggetti speciali impiegati durante i combattimenti, presentano colori estremamente vivaci in grado ancora una volta di rimarcare l'atmosfera vivace e spensierata che caratterizza questo anime.

Glitter Force Doki Doki Glitter Force Doki Doki è un'opera che non si discosta molto dagli standard del brand, continuando a riproporre una struttura consolidata perfettamente in linea con il target di pubblico a cui è rivolto. Buona, comunque, l'intenzione degli autori di voler focalizzarsi sulla caratterizzazione dei personaggi, mantenendo un'impostazione narrativa votata alla leggerezza contenutistica.

6.2