Goblin Slayer: Goblin's Crown, recensione del film sequel su Prime Video

È disponibile su Amazon Prime Video Goblin Slayer: Goblin's Crown: scopriamo come se la cava lo sterminagoblin in questa nuova avventura.

recensione Goblin Slayer: Goblin's Crown, recensione del film sequel su Prime Video
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Bassi di statura, naso adunco, orecchie a punta e pelle verde: così appaiono nell'immaginario comune i goblin. Nonostante siano tra le creature più note del mondo fantasy, spesso vengono bistrattate perché sono facili da eliminare e non rappresentano un'effettiva minaccia. In realtà, non è proprio così, perché se presi singolarmente gli esserini possono essere facili prede anche per i cavalieri di basso rango, ma quando si muovono in branco possono mettere in difficoltà persino i paladini più impavidi. Con Goblin Slayer, Kumo Kagyu e Noboru Kannetsuki hanno realizzato un'opera fantasy di stampo occidentale incentrata proprio sulla segreta pericolosità dei goblin.

Come abbiamo già detto nella nostra recensione di Goblin Slayer, il successo arriva quando il misterioso e violento Goblin Slayer prende vita e affascina tutto il mondo grazie a White Fox (lo studio dietro ad opere come Steins;Gate e Re:Zero). Negli ultimi giorni, è stato presentato il trailer di Goblin Slayer Stagione 2, di cui non conosciamo ancora la data di uscita. Recentemente, lo sterminatore è tornato ad affettare i suoi acerrimi nemici nel film sequel Goblin Slayer: Goblin's Crown, che è possibile recuperare con doppiaggio italiano esclusivamente su Amazon Prime Video. Emozionati dal recente annuncio, non potevamo certo lasciarci sfuggire l'occasione di rivedere in azione l'assassino di goblin più brutale degli ultimi tempi.

La leggenda di Orcbolg continua

Con il titolo Il diario della Sacerdotessa, i primi 25 minuti di Goblin Slayer: Goblin's Crown riassumono i momenti salienti della prima stagione, per preparaci al meglio alla visione del film vero e proprio.

La giovane protagonista è diventata finalmente Sacerdotessa per aiutare gli altri avventurieri in missione e si è da poco iscritta alla gilda dove accettare la sua prima richiesta: si unisce ad un gruppo di altri esploratori che hanno bisogno proprio di un chierico per portare a termine una missione di ripulitura di un nido di goblin. Niente di più semplice, no? In fondo i goblin sono semplici da eliminare. Quando lo sparuto gruppo entra nella tana subisce l'imboscata delle creature verdi, che non si limitano solo ad uccidere, ma divorano le carni dei morti e violentano le donne. L'unica sopravvissuta all'attacco è la Sacerdotessa che viene salvata da Goblin Slayer, un avventuriero che da più di 10 anni studia gli esserini verdi per poterli sterminare tutti. Dopo quell'evento l'incantatrice decide di allearsi con Goblin Slayer per capire come rendersi utile e anche per cercare di alleviarne le sofferenze dovute ad un passato traumatico.

Ai due, in seguito, si uniscono anche un Nano, un'Elfa Alta e un Uomo Lucertola per eliminare un Signore dei Demoni che è risorto ed è pronto a distruggere il mondo. Questa circostanza dimostra come il protagonista sia un'abile combattente anche contro altre creature che non siano unicamente goblin.

Successivamente, l'eroe deve salvare una sua amica di infanzia, e per farlo chiede aiuto ad altri avventurieri, mostrandosi come una persona in grado di mettere da parte il suo carattere distaccato in caso di bisogno. Tutte queste esperienze, poco alla volta, portano la giovane Sacerdotessa ad essere più coraggiosa.

Al termine del riepilogo, inizia l'effettivo film, della durata di un'ora, che nonostante le premesse invitanti ci ha deluso sul lato narrativo: dopo una prima stagione di presentazione, avremmo voluto assistere ad una storia più lineare ed ispirata, che potesse convincerci a seguire come si sviluppano le vicende di Orcbolg o Tagliabarba, i nomi con cui viene riconosciuto tra gli elfi ed i nani Goblin Slayer.

La Fanciulla della Spada ha un nuovo incarico per Goblin Slayer ed i suoi compagni: una Nobildonna Spadaccina ha deciso di abbandonare la sua famiglia per fare l'avventuriera ed ha accettato l'incarico di eliminare i goblin che infestavano un piccolo villaggio disperso tra i monti innevati insieme ad altri compagni. Nessuno di loro, però, ha fatto più ritorno dalla spedizione.

Il protagonista ed i suoi fedeli alleati raggiungono il villaggio in questione e dopo aver eliminato un manipolo di creaturine verdi ed aver ottenuto informazioni sul gruppo precedente, si addentrano nella tana dove scoprono che i goblin sono ben organizzati, in quanto sono comandati da un Goblin Paladino, seguace del culto della Luna Verde.

Un racconto senza grinta

Vedendo la prima stagione di Goblin Slayer, abbiamo potuto constatare che non vantasse una trama molto elaborata, e il film Goblin's Crown non è certo da meno. La pellicola, infatti, ha una scrittura molto semplice, priva di mordente, che si sviluppa in maniera lineare, senza colpi di scena o altre situazioni che possano invogliare a portare a termine la visione; in generale, fa leva sui fan che non possono certo lasciarsi sfuggire questo sequel. In fondo, una scrittura serrata non è mai stato il punto di forza di Goblin Slayer, perché l'intera produzione è supportata da un protagonista carismatico, che riesce a conquistare tutti per il suo carattere: ancora una volta, lo sterminatore di Goblin si dimostra essere il vero fulcro su cui si sorregge l'intera opera, con il suo essere serio e cupo, ma che a volte mostra un lato immaturo ed ingenuo che tende a rovinare lievemente il suo fascino truce, soprattutto quando parla solo ed unicamente di goblin; fortunatamente, nel corso del film situazioni simili sono veramente poche.

In questa nuova avventura, inoltre, il cambiamento dell'eroe a cui abbiamo potuto assistere nel corso della serie principale è ancora presente: questo lo si nota soprattutto nel legame che ha con i suoi compagni, di cui ora riesce a fidarsi ancora di più, sapendo di poter fare affidamento su di loro anche nelle situazioni più difficili.

Tuttavia, il rapporto instaurato tra i vari membri del gruppo rimane alquanto statico e non si assiste ad un effettivo sviluppo. Ciò potrebbe essere dovuto anche all'assenza di una buona caratterizzazione degli altri comprimari: ancora una volta, l'Elfa, il Nano e l'Uomo Lucertola risultano piatti e molto semplici, tanto da darci la sensazione che ricoprissero ruoli poco incisivi.

Questo, però, potrebbe essere interpretato come una scelta narrativa, in quanto l'eroe principale non ha mai provato ad avvicinarsi veramente ai vari membri della compagnia, eccezion fatta per la Sacerdotessa, a causa del suo carattere poco socievole. A fronte di ciò, però, avremmo preferito che nel corso della pellicola venissero sviluppati meglio i tre comprimari, anche perché ormai è abbastanza evidente che non siano più dei semplici ruoli di contorno, ma una parte integrante del racconto.

Per quanto riguarda la Sacerdotessa, invece, c'è veramente poco da dire, non essendo cambiata molto rispetto a come l'avevamo lasciata nel finale di stagione: infatti, la giovane chierica è più sicura di sé e non ha paura di affrontare orde di goblin, riuscendo ad essere utile ai suoi compagni con le sue magie difensive o di guarigione.

Inoltre, la giovane curatrice cerca di essere anche un buon sostegno morale per il resto del gruppo: questo lo si nota, ad esempio, nel modo in cui si approccia alla Nobildonna Spadaccina, cercando di non farla sentire esclusa dal resto della compagnia, ma come membro a tutti gli effetti. A tal proposito, vorremmo soffermarci sulla new entry temporanea, la giovane da salvare: una volta arrivati a circa metà film la narrazione si interrompe momentaneamente per mostrarci cosa sia accaduto alla spedizione precedente, come la Nobildonna sia stata rapita dai goblin e cosa abbia dovuto sopportare come loro prigioniera.

La ragazza porta ancora i segni di ciò che ha vissuto, tanto da rimanerne profondamente traumatizzata, ma abbiamo avuto la sensazione che i suoi sentimenti a riguardo fossero sviluppati a stento.

Sebbene nel corso della visione sia abbastanza evidente come la giovane soffra per la perdita dei compagni e per le torture subite, il tutto viene trattato in maniera troppo sbrigativa e superficiale, tanto da non lasciarci comprendere appieno come le torture subite l'abbiano particolarmente segnata. Avremmo preferito che la storia offrisse una costruzione più particolareggiata della Nobildonna Spadaccina e non solo attraverso poche sequenze, in modo da poter comprendere meglio cosa prova quando vede i goblin.

Lande innevate

Messa da parte una trama non molto convincente ed una scarsa costruzione dei personaggi, resta il vero punto focale di Goblin Slayer: Goblin's Crown: le sequenze crude, come le torture e le nudità, che permettono di capire fin dove si spingono i goblin, e le scene violente, che spesso sfociano nel gore.

Questo è reso anche grazie ad un impianto visivo di buona fattura: nonostante non raggiunga la qualità artistica che ci si aspetterebbe da un lungometraggio, in quanto è molto più simile a quello utilizzato nella serie, il disegno è certosino, molto attento ai particolari, anche se nelle riprese più larghe si notano sgradevoli imperfezioni. Da contraltare, in alcune sequenze salta all'occhio una CGI sin troppo evidente e legnosa.

Gli scontri con spade e magie vantano animazioni fluide, che non spezzano il ritmo sempre più incalzante, e in alcuni frangenti si notano dei brevi piani sequenza che li rendono ancora più adrenalinici.

I combattimenti riescono a convincere anche per l'estrema violenza che non disturba, ma che ben si adatta al tipo di produzione: proprio perché non ha una trama ben sviluppata, il titolo cerca di attirare le attenzioni proprio con quelle situazioni in cui Goblin Slayer si avventa con estrema cattiveria su ogni tipologia di goblin, imbrattando la neve con il loro sangue.

Goblin Slayer: Goblin's Crown La scrittura di Goblin Slayer: Goblin’s Crown è molto simile a quella della serie, non vantando particolari guizzi narrativi che possano invogliare a scoprire come proseguono le vicende. Diversamente, il film si sorregge sulla caratterizzazione del protagonista, che riesce ancora ad affascinare per il suo essere misterioso e aggressivo, ma ora è più aperto nei confronti degli altri compagni. Purtroppo, alcuni di questi sono poco sviluppati, nonostante non siano del tutto secondari; invece la co-protagonista è rimasta invariata dal finale di stagione. I vari problemi legati alla trama vengono in parte compensati da una componente tecnica che, al netto di alcuni inciampi e di una CGI poco gradevole, sfoggia un disegno certosino che permette di apprezzare ancora di più i momenti in cui Goblin Slayer affetta le piccole creature verdi, perché l’unico goblin buono è un goblin morto.

6.3