Granblue Fantasy: recensione della seconda stagione animata da MAPPA

Nonostante l'esiguo numero di episodi, la seconda stagione di Granblue Fantasy ha saputo porre rimedio ai grossolani buchi narrativi della prima.

recensione Granblue Fantasy: recensione della seconda stagione animata da MAPPA
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Mente i fan da tutto il globo attendono con ansia di poter finalmente posare le proprie avide mani sul promettente action RPG che risponde al nome di Granblue Fantasy: Relink (per maggiori informazioni sul titolo attualmente atteso in esclusiva su PlayStation 4 vi invitiamo a consultate la nostra più recente anteprima di Granblue Fantasy: Relink), lo storico sodalizio composto da Cygames e lo studio MAPPA, che già in passato aveva portato alla realizzazione delle trasposizioni animate di Zombie Land Saga e Rage of Bahamut, ha recentemente portato sui nostri schermi la seconda attesissima stagione dell'anime tratto dal celebre gacha game nipponico.

Anche e soprattutto a causa del suo eccessivamente tardivo esordio, avevamo non poche riserve sulla seconda stagione di Granblue Fantasy The Animation, che sin dai primi episodi ha sfoggiato un comparto artistico sottotono e pressoché identico a quello della prima, che nel 2017 era stata curata dallo studio A-1 Pictures. Una serie di trovate narrative ed il progressivo miglioramento delle animazioni ci hanno tuttavia permesso di ricrederci e apprezzare un prodotto ancora imperfetto, ma comunque gradevole e appassionante.

Odissea tra le nuvole

Se la prima stagione di Granblue Fantasy The Animation aveva semplicemente messo assieme l'equipaggio principale della nave volante Grancypher, alla seconda è toccato il vitale e ormai improrogabile incarico di approfondire i vari comprimari della vicenda e dar loro una concreta e convincente ragione per continuare il lungo e difficoltoso viaggio tra le nuvole, intrapreso in compagnia degli assoluti protagonisti Gran e Lyria. Chiunque abbia visto gli episodi trasmessi nel 2017, infatti, ricorderà che solo i due fanciulli e la giovane maga Io Euclase avevano ricevuto una caratterizzazione degna di tale nome, spiegando al pubblico le ragioni delle rispettive scelte e azioni. Come se non bastasse, la stagione animata da A-1 Pictures si era presa molte licenze narrative e strutturali, distaccandosi non poco dalla trama originale proposta dall'omonimo videogioco mobile. Il subentrato studio MAPPA, quindi, ha innanzitutto cercato di ricucire il tessuto narrativo del prodotto senza ricorrere a fastidiose operazioni di retcon, in modo tale da non confondere ulteriormente il pubblico casual e gli affezionati del franchise.

Al termine della stagione, non tutto è stato effettivamente "riparato" con successo - come ad esempio il ruolo della misteriosa (e ancora vagabonda) Rosetta all'interno della ciurma - ma nel complesso possiamo ritenerci più che soddisfatti degli espedienti escogitati dalla produzione per colmare i vuoti dell'intreccio e risolvere la maggior parte delle magagne lasciate in eredità dallo staff precedente.

In particolare, i ragazzi dello studio MAPPA hanno sapientemente sfruttato i tre archi narrativi della seconda stagione per esplorare il passato di attori fondamentali - eppure troppo trascurati - come Katalina e Rackam, nonché del quartetto di antagonisti capeggiato dall'agghiacciante e diabolico Cavaliere Nero al servizio dell'Impero di Erste, innestando nel racconto degli elementi originali e dunque assenti persino nel gacha game. Ad esempio, la permanenza all'interno della Cittadella di Albione ci ha permesso di scoprire le ragioni per cui la bella Katalina, ad un certo punto del proprio percorso di formazione, abbia deciso di diventare un cavaliere al servizio dei deboli, esplorando nel frattempo l'indissolubile legame con l'altrettanto amabile (ma bipolare) Vira Lillie.

I tumulti scoppiati sull'Isola di Golonzo, invece, hanno portato per una volta sotto i riflettori anche il personaggio di Rackam, dando un senso al suo esagerato e altrimenti inspiegabile attaccamento verso la nave Grancypher, nonché al radicato desiderio di farla volare ancora. Tra camei inaspettati, rivelazioni dell'ultimo minuto e gustose anticipazioni di quanto dovrà ancora accadere, è stato però l'ultimo episodio della corrente season a meravigliarci, poiché appunto ha saputo condensare in poco più di venti minuti un sorprendente quantitativo di informazioni, suggerendo l'esistenza di un legame fra il vecchio Eugen - che nella scorsa stagione si è unito senza il benché minimo motivo alla ciurma di Gran - e uno dei principali villain del racconto.

Narrativamente parlando, l'unico vero passo falso compiuto da Cygames e dallo studio MAPPA è rappresentato purtroppo dall'esigua longevità della stagione appena conclusa, che anche stavolta si è composta di dodici episodi soltanto (più uno speciale che verrà trasmesso soltanto nel mese di marzo). Poiché la sua realizzazione aveva richiesto addirittura due anni, era più che lecito aspettarsi che questa seconda carrellata di puntate avrebbe trasposto in animazione una porzione di storia molto più vasta. Anche perché, matematicamente parlando, finora Granblue Fantasy The Animation ha adattato soltanto i primi 28 capitoli del gioco originale, la cui trama vanta ormai la bellezza di 132 capitoli e ancora non sembra disposta a far calare il sipario sul viaggio di Gran.

Non solo una stagione più corposa avrebbe permesso di esaminare ulteriormente l'affascinante lore e il variegato cast di Granblue Fantasy, ma soprattutto avrebbe garantito un senso di continuità alla trama principale della vicenda, che troppo spesso, nel passaggio da un'isola all'altra, tende invece a finire in secondo piano o a scomparire del tutto dai radar.

Un poderoso salto di qualità

Come anticipato nella nostra introduzione e nell'anteprima della seconda stagione di Granblue Fantasy The Animation, i primi episodi del pacchetto ci avevano lasciati piuttosto interdetti, almeno per quanto concerneva la resa visiva del prodotto. Settimana dopo settimana, invece, abbiamo assistito ad un progressivo miglioramento, che si è tradotto con animazioni molto più fluide di un tempo, fondali maestosi e ricchi di dettagli, nonché un'opportuna attenzione verso le delicate proporzioni dei personaggi al centro della scena. Al netto di una partenza non proprio esemplare, lo studio MAPPA ha quindi recuperato terreno durante la corsa, elevando notevolmente la resa finale. Non è chiaro se la costante evoluzione delle animazioni sia dovuta o meno alla volontà di Cygames non creare un palese e netto gap qualitativo fra la prima e seconda stagione di Granblue Fantasy, ma il subentro di MAPPA allo studio A-1 Pictures ha sicuramente giovato molto alla componente artistica della serie.

Certo, il cambio di character design ha sensibilmente alterato l'aspetto di alcuni protagonisti (l'angolo della mascella di Gran, ad esempio, appare molto più accentuato di un tempo, mentre Katalina sembrerebbe invecchiata di qualche anno rispetto alla prima stagione), ma si tratta di compromessi assolutamente accettabili.

Dal punto di vista sonoro, è opportuno segnalare l'assenza di Nobuo Uematsu, che purtroppo non ha contribuito anche alla seconda stagione animata del prodotto. In compenso, Tsutomu Narita e Yasunori Nishiki hanno svolto un lavoro ineccepibile, componendo melodie accattivanti e sempre in grado di trasmettere in maniera efficace gli stati di allegria, allarme o addirittura disperazione, a seconda dei toni assunti dalla narrazione.

Ben recitato e convincente, l'ottimo doppiaggio originale nipponico ha goduto stavolta della presenza di star del calibro di Keiji Fujiwara, voce originale di Eugen, ma che purtroppo dovette saltare la prima stagione a causa di un congedo medico, e soprattutto di Asami Imai (Kurisu Makise in Steins;Gate, Noire / Black Heart nello strampalato franchise di Hyperdimension Neptunia), che ci ha donato una superba interpretazione della piacente Vira Lillie.

Granblue Fantasy: The Animation Sin dal primo episodio, la seconda stagione di Granblue Fantasy The Animation ci è parsa estremamente determinata a espandere e “risanare” la narrazione del prodotto, offrendoci importanti retroscena sui personaggi chiave della vicenda e gustosi dettagli inediti sul sempre più vasto immaginario Cygames. Il cambio di studio di animazione, inoltre, ha giovato non poco alla resa visiva del prodotto, che oggi vanta animazioni nettamente superiori e un privilegiato livello di dettagli. Sia dal punto di vista narrativo che artistico, insomma, studio MAPPA ha saputo imbastire una trasposizione animata finalmente degna della notorietà di cui il franchise gode in tutto il globo. L’unico effettivo difetto del prodotto è rappresentato da una longevità insoddisfacente e inspiegabile, soprattutto dopo gli interminabili tempi di gestazione richiesti dalla stagione appena terminata. Augurandoci che questa stagione piuttosto contenuta sia servita allo staff di MAPPA per metabolizzare l’universo di Granblue Fantasy, al fine di poterne mettere in cantiere una più ricca ed esaustiva, non possiamo che ritenerci soddisfatti del lavoro compiuto finora. Se questa season voleva (e doveva) simboleggiare un nuovo punto di partenza, l'obiettivo è stato centrato in pieno.

7.5