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La Via del Grembiule 2 recensione: lo yakuza casalingo colpisce ancora

La sezione anime di Netflix inaugura il 2023 con la seconda stagione de La Via del Grembiule, ecco il nostro parere sul ritorno del mitico Tatsu.

La Via del Grembiule 2 recensione: lo yakuza casalingo colpisce ancora
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L'offerta di Netflix relativa ai cartoni animati giapponesi è ormai ampia e variegata e capace di soddisfare tutti i palati, dallo spettatore casuale all'appassionato più esigente. Nel campo delle produzioni esclusive, il colosso dello streaming ha deciso di inaugurare il 2023 con il rilascio della seconda stagione de La Via del Grembiule, adattamento animato dell'omonimo manga di grande successo di Kousuke Ono pubblicato nel nostro paese da J-Pop. Il pubblico può dunque rivivere anche sul piccolo schermo il prosieguo delle disavventure quotidiane dell'adorabile Tatsu e dei suoi compagni.

I cinque episodi che compongono questa nuova parte della serie (a proposito, se siete curiosi recuperate anche la nostra recensione della prima stagione de La Via del Grembiule) sono disponibili su Netflix a partire dal 1° gennaio 2023, anche doppiati in italiano. Ecco il nostro parere su un seguito che ricalca perfettamente la scia del predecessore, con tutte le conseguenze, positive ma soprattutto negative, del caso.

Essere casalinghi è una cosa seria

Senza troppe sorprese, anche questa stagione replica la medesima modalità di adattamento, ovvero puntate di durata leggermente inferiore allo standard (17-18 minuti) che contengono in media 4-5 sketch dell'opera cartacea.

I capitoli trasposti fino a questo momento diventano perciò 90, un numero che porta l'anime a essere quasi in pari con il manga, ma tenendo conto del ritmo di serializzazione di quest'ultimo siamo abbastanza certi che un seguito non tarderà ad arrivare. Ribadiamo le nostre perplessità in merito alla scelta di condensare più sketch all'interno di un singolo episodio, laddove la serie avrebbe reso molto meglio nella forma di corti animati, ma arrivati a questo punto la cosa non ci stupisce. E trattandosi di un adattamento fedele del fumetto da cui trae origine, anche la struttura narrativa non cambia di una virgola. Le esilaranti vicende quotidiane dello yakuza casalingo Tatsu L'Immortale, di sua moglie Miku e del resto del cast mantengono la loro forma di commedia slice of life pura, intrinsecamente episodica e priva di qualsivoglia trama orizzontale o approfondimento dei personaggi (se si eccettuano alcuni brevi e sporadici flashback).

Nel complesso, se avete apprezzato la prima stagione, queste nuove puntate risultano sempre spassose e perfette per staccare la spina in un momento di pausa, ma sfortunatamente confermano anche uno dei timori che avevamo evidenziato nelle nostre precedenti analisi, ovvero l'accentuarsi della sensazione di ripetitività. Dopo 60 e passa sketch comici, non è più sufficiente introdurre nuovi personaggi e nuove location per donare varietà alle situazioni proposte, e non ci vuole molto per capire che la serie ha ormai perso quasi del tutto la freschezza e l'originalità degli esordi.

Intendiamoci, l'opera originale nasce come un prodotto puramente seriale su Kurage Bunch, rivista online dell'editore Shinchosha destinata a un pubblico di lettori adulti. Ma anche tenendo conto di questo, e delle conseguenze negative delle scelte di adattamento sopra menzionate, è difficile nascondere il disappunto per un titolo partito benissimo ma che non sembra essere riuscito a confermare la sua tenuta nel tempo, perdendosi lungo la strada.

Nessun passo avanti

Se dal punto dei vista dei contenuti la seconda stagione de La Via del Grembiule inizia a mostrare i suoi limiti, ma nel complesso si mantiene su livelli quantomeno accettabili, dal punto di vista tecnico ci troviamo nuovamente di fronte a un adattamento che nega quasi del tutto il concetto stesso di animazione, riproponendo una tecnica simil motion comic che appiattisce la resa su schermo dell'opera originale, e che si può paragonare a una vera e propria sequenza di diapositive. Espressione severa, ma giusta, utilizzata non a caso dalla quasi totalità di pubblico e critica sin dai primissimi trailer promozionali di questo adattamento.

Ancora una volta, il vero problema non sta nell'utilizzo di tale tecnica in sé e per sé - il motion comic è presente da tempo immemore nell'industria e la regista Chiaki Kon non si può certo definire una novellina - quanto nel come essa è stata impiegata. A dimostrarlo sono i disegni di mediocre qualità, l'utilizzo della telecamera e dello zoom come unici strumenti per ricreare la sensazione di movimento, ma soprattutto la regia inefficace e priva di guizzi.

Anche in questo caso, aspettarsi dei miglioramenti sostanziali dopo la prima stagione era alquanto irrealistico, ma ciò non attenua in alcun modo la sensazione di amarezza per un prodotto che avrebbe meritato sin da subito un trattamento migliore.

Non bastano a risollevare, anche solo in parte, la situazione un comparto sonoro di discreta fattura, nel quale ritroviamo le ottime sigle di chiusura e di apertura della band punk rock Uchikubi Gokumon Doukoukai, e il famosissimo attore e doppiatore Kenjiro Tsuda nei panni del protagonista: per alcuni la sua presenza potrebbe essere un motivo più che sufficiente per recuperare la serie. Confermiamo inoltre la bontà del doppiaggio italiano, dove l'interprete di Tatsu (Riccardo Scarafoni) rende abbastanza bene il carattere eccentrico e sopra le righe del personaggio, e che pecca solo nella scelta di alcune voci secondarie.

La via del grembiule Il lupo perde il pelo ma non il vizio. È con questo celebre detto che possiamo riassumere in poche parole l’essenza della seconda stagione de La Via del Grembiule. Oltre a mettere nuovamente in mostra le ben note mancanze tecniche e le discutibili scelte di adattamento dei singoli sketch, questi nuovi episodi vengono penalizzati anche dall’evidente ripetitività della struttura di fondo, dove la freschezza del concept originale è ormai solo un lontano ricordo. Se avete già portato a termine la prima stagione sapete a cosa andate incontro, ma anche in questo caso vi consigliamo comunque di abbassare le vostre aspettative.

5.5