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La Via del Grembiule Recensione: la seconda parte arriva su Netflix

Le esilaranti avventure dello yakuza casalingo Tatsu tornano su Netflix con un nuovo blocco di episodi, ecco la nostra recensione.

La Via del Grembiule Recensione: la seconda parte arriva su Netflix
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Il manga La Via del Grembiule: Lo Yakuza Casalingo - in originale Gokushufudo - di Kousuke Ono è diventato in breve tempo un successo di pubblico e critica in Giappone, dove è tuttora in corso dal 2018 sulla rivista Kurage Bunch dell'editore Shinchosha. Una popolarità che ha portato al suo annuncio in numerosi paesi (tra cui l'Italia, grazie a J-Pop) e che ha convinto il colosso dello streaming Netflix a produrne l'immancabile adattamento animato, realizzato dallo studio J.C. Staff per la regia di Chiaki Kon. Il risultato, tuttavia, non ha convinto la maggior parte degli appassionati, in particolare per la tecnica d'animazione adottata.

Dopo le prime cinque puntate rilasciate lo scorso 8 aprile (recuperate la nostra recensione de La Via del Grembiule), è arrivato il momento di un secondo blocco di episodi disponibile sulla piattaforma a partire dal 7 ottobre 2021. Ecco il nostro parere sulle nuove avventure di Tatsu L'Immortale alle prese con la sua vita da casalingo in un prosieguo che non altera lo status quo del predecessore, nel bene ma soprattutto nel male.

Dove eravamo rimasti?

Questo nuovo pacchetto di episodi, cinque di durata pari a 17-18 minuti ciascuno, non rappresenta una nuova stagione dell'anime, bensì una diretta continuazione della prima.

Ritroviamo perciò tutti i personaggi già incontrati nelle scorse puntate: il protagonista Tatsu, temutissimo ex-yakuza che ha scelto di abbandonare la via del crimine per intraprendere quella, non meno irta di ostacoli, delle faccende domestiche; la bella e dolce moglie Miku, designer e donna in carriera; l'ingenuo e sprovveduto Masa, ex-compagno della banda di Tatsu; Torajiro, vecchio rivale del protagonista che adesso possiede un chiosco-furgone dove vende crêpes; e altre figure ricorrenti come ad esempio i genitori di Miku. Anche la formula rimane esattamente la stessa. Attraverso brevi sketch di natura episodica (una decina di pagine nel manga, 3-4 minuti nell'anime), la serie intrattiene e diverte lo spettatore grazie al contrasto tra l'apparente normalità delle situazioni a schermo e il modo esagerato e fuori luogo con cui l'adorabile protagonista (ma non solo lui) si ritrova ad affrontarle.

Nonostante rappresenti una sorta di marito ideale - sa cucinare e dedicarsi al fai da te alla perfezione, è attento alle spese, premuroso e così via - Tatsu non riesce a scrollarsi di dosso le vecchie abitudini da membro della yakuza, senza dimenticare il suo aspetto minaccioso. Non cambia nemmeno il ritmo, con ciascun episodio che contiene in media cinque storie per un totale di 60 capitoli del manga adattati fino a questo momento.

Una scelta, come abbiamo già evidenziato nella precedente recensione, che non si rivela ottimale in quanto la serie avrebbe reso molto meglio nella forma di corti di breve durata (seguendo la scia di produzioni come il surreale Extra Olympia Kyklos), ma di cui comprendiamo le ragioni in quanto tale opzione sarebbe risultata poco adatta alle modalità distributive di Netflix, da sempre focalizzate sul rilascio di tutti gli episodi in contemporanea.

Esaurito l'effetto novità al termine della prima parte, il prosieguo dell'anime de La Via del Grembiule inizia però a mettere in mostra anche una certa ripetitività della struttura di fondo, complice l'assenza di un qualsiasi tipo di trama orizzontale - il manga è infatti uno slice of life puro - e di uno sviluppo della caratterizzazione dei personaggi.

Si tratta di aspetti tipici del genere in esame che ancora non inficiano la qualità della serie, grazie anche alla bravura di Kousuke Ono nel proporre una buona varietà di situazioni, ma bisognerà vedere quanto incideranno nel lungo termine, sia nel caso dell'adattamento in esame sia nell'opera originale.

Squadra che "vince" non si cambia?

Stesso discorso per quanto riguarda il comparto grafico, dove La Via del Grembiule si presenta nuovamente nel suo ibrido a metà tra motion comic e animazione tradizionale che tanto ha lasciato perplessi i fan già all'epoca dei primi trailer promozionali.

In questa occasione ci teniamo a ribadire che quella del motion comic, ovvero la trasposizione su schermo delle vignette di un fumetto con l'aggiunta di effetti sonori e di animazioni ridotte all'osso legate perlopiù ai movimenti della telecamera, è una tecnica che possiede una sua dignità artistica e che, pur nascendo come alternativa low budget all'animazione classica, si è evoluta nel corso degli anni acquisendo una propria identità. A ulteriore conferma di ciò, la regista Chiaki Kon, veterana dell'industria, ha diretto nel 2018 sempre presso lo studio J.C. Staff l'anime Back Street Girls: Gokudolls, anch'esso realizzato in modo simile a La Via del Grembiule ma con risultati decisamente migliori. Dunque non stiamo parlando di novellini del settore. Semplicemente, la tecnica in questione non era quella giusta per l'adattamento del manga di Kousuke Ono, perlomeno non con le modalità e il budget (presumiamo) esiguo con cui è stato realizzato.

La scarsa qualità dei disegni, la sensazione di movimento restituita quasi unicamente dal montaggio e la scelta di preservare il formato delle vignette con conseguente presenza di bande nere ai lati dello schermo, tutti aspetti già presenti nei primi cinque episodi, impediscono perciò alla serie di trasporre con efficacia il contenuto del manga, che risulta invece appiattito, e i relativi pregi.

Nessun cambiamento anche per quanto riguarda l'accompagnamento sonoro, dove ritroviamo le sigle di apertura e di chiusura della rock band nipponica Uchikubi Gokumon Doukoukai. Se siete estimatori del doppiaggio originale, allora La Via del Grembiule saprà esaltarvi grazie alla presenza del famosissimo attore e seiyuu Kenjiro Tsuda nei panni del protagonista Tatsu: la sua voce rauca e cavernosa è perfetta per accentuare ulteriormente l'effetto comico di ogni sketch.

E se siete dei fan di Tsudaken - questo il nome con cui viene chiamato affettuosamente - allora non potete perdervi L'Ingegno dello Yakuza Casalingo, serie TV live action sempre disponibile su Netflix che presenta numerose affinità con La Via del Grembiule. Infine, anche il doppiaggio italiano, che vede riconfermato Riccardo Scarafoni nel ruolo principale, si presenta più che discreto.

La via del grembiule La seconda parte dell’adattamento animato del manga La Via del Grembiule - Lo Yakuza Casalingo conferma, senza troppe sorprese, tutti i pregi e i difetti della prima, da noi evidenziati nella precedente recensione. Se da un lato quindi le esilaranti disavventure quotidiane di Tatsu e compagnia rappresentano un intrattenimento leggero e senza pretese, perfetto per staccare la spina, anche se non mancano i primi segnali di ripetitività della formula adottata, dall’altro la scelta del motion comic si rivela nuovamente inadatta per esprimere al meglio il potenziale della serie. Perciò, ancora una volta, dobbiamo parlare di occasione sprecata, e rimandarvi alla lettura dell’opera originale.

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