Gun Frontier: Recensione dell'anime tratto dal manga di Leiji Matsumoto

La serie tratta dal manga western di Leiji Matsumoto soffre delle stesse ombre dell'opera cartacea: tanto fascinosa quanto imperfetta.

recensione Gun Frontier: Recensione dell'anime tratto dal manga di Leiji Matsumoto
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Gun Frontier è un posto strano. Qui, al chiaro di luna e al sibilare del vento, all'ululato dei coyote e all'incedere della polvere che copre ogni atrocità commessa, si consumano storie di ogni tipo. Pistoleri e samurai incrociano il proprio acciaio in una terra che accoglie popoli da ogni dove, ma ne accetta solo pochi. Dietro l'epopea di uomini incredibili si nasconde una denuncia all'odio e al razzismo, una critica agli orrori della guerra e della violenza: temi che non potrebbero provenire da altri se non da Leiji Matsumoto, il maestro che tra il 1973 e il 1975 produsse un manga western che sarebbe stato il padre spirituale di Capitan Harlock, Galaxy Express 999 e tanti altri. Un manga da cui soltanto nel 2002 lo studio di Vega Entertainment trasse un adattamento anime, arrivato in Italia grazie a Yamato Video soltanto in tempi recenti - così come pure l'opera cartacea, grazie a Goen. Diretto da Soichiro Zen, con la supervisione di Matsumoto stesso, l'anime traspone i tre volumi di cui si compone l'opera cartacea ed è stato recentemente edito in un box DVD distribuito da Koch Media.

Il Western di Matsumoto

In un Far West selvaggio e desolato, due figure erranti viaggiano di città in città spostandosi laddove li porta il vento. Sono Franklin Harlock Jr., un pistolero dalla mira infallibile, e Tochiro, un individuo basso e con le gambe storte, dai tratti asiatici e con una pessima vista, un handicap compensato da un'abilità senza pari nell'uso della spada. Gun Frontier è il luogo in cui si svolge l'avventura di due protagonisti che, ai fan più puristi delle opere di Leiji Matsumoto, ricorderanno palesemente gli eroi più iconici creati dal sensei. Anzi, c'è da dire che - così come avviene nella maggior parte del multiverso matsumotiano - il design dei protagonisti di Gun Frontier ha gettato le basi per permettere al sensei di modellare le fattezze dei protagonisti di grandi capolavori come Capitan Harlock e Galaxy Express.
Ogni episodio dell'anime costituisce, nella maggior parte dei casi, una storia autoconclusiva che viaggia sul filo conduttore di un grande plot principale: la ricerca delle proprie origini. Harlock e Tochiro sono infatti sulle tracce della tribù del piccolo asiatico, un popolo di samurai che fu torturato e cacciato dai coloni americani, che devastarono i loro territori e li costrinsero a un esodo senza fine. I due sono legati da un rapporto intenso dovuto a trascorsi dolorosi che soltanto l'incedere del racconto potrà svelare allo spettatore; un'amicizia profonda e sincera, mai intaccata, ma messa alla prova dall'avvento di Sinunora: una giovane donna dai tratti europei, bionda, formosa, bellissima.

La donna che tutti vorrebbero, tranne Harlock e Tochiro: due eroi solitari per i quali la lealtà e la giustizia, a dispetto dei loro metodi grotteschi e poco ortodossi, conta più di ogni altra cosa. I tre, dopo essersi conosciuti nel primo dei tredici episodi di cui si compone la produzione, viaggeranno per le lande di Gun Frontier e incontreranno orrori di ogni tipo, perpetuati da una misteriosa organizzazione che sembra legata a doppio filo alla scomparsa dei cari di Tochiro: la frontiera americana dipinta da Leiji Matsumoto è un luogo in cui le situazioni e i personaggi più assurdi si mescolano ad atrocità indicibili. Nell'arco di uno scarso minutaggio, ogni puntata dell'anime riesce a metterci davanti una certa dose di comicità mista a temi forti come la guerra e lo stupro: un esodo, fatto di oscurità e sofferenza, di ricerca e speranza. Pur focalizzando tutta la narrazione sui tre eclettici protagonisti, Gun Frontier è un affresco culturale e tematico, che dipinge ora la forza dell'amore, ora il fascino della morte.

Luci e ombre di Gun Frontier

Gun Frontier vive di una doppia anima. Da un lato abbiamo protagonisti carismatici, dal background tragico, abbiamo una scrittura che ruota prepotentemente attorno alla psicologia di Harlock, Sinunora e soprattutto del piccolo Tochiro. Sull'altro piatto della bilancia, però, la trama inciampa fin troppe volte in comprimari inesistenti e antagonisti poco incisivi, senza contare un finale fin troppo aperto che vorrebbe sapere di agrodolce ma, alla fin fine, lascia una sensazione di netta incompletezza. Per questo motivo, e per diverse scelte di sceneggiatura, l'anime finisce per sdoppiarsi in maniera ambigua tra una visione crudele (ma anche critica) del razzismo e delle discriminazioni, ma anche in un amalgama di risvolti al limite del grottesco che, in più di un'occasione, finiscono per diventare parodia di loro stessi.

La morte finisce col diventare un banale gioco al limite dello spericolato, la violenza sessuale si trasforma in barzelletta per il numero esageratamente alto di situazioni scabrose in cui Sinunora - sinuosa e ambigua rappresentazione della figura femminile, forse lontana dall'ideale che in seguito ha sviluppato Matsumoto - finisce vittima degli abusi più crudeli. L'eccessiva ciclicità del racconto, poi, rende la scrittura fin troppo ripetitiva: lo schema narrativo si ripete per 13 episodi con crismi piuttosto simili tra loro e la sensazione, insomma, è che il fascinoso immaginario western sia stato (in alcuni punti) bellamente sprecato da una mente geniale come quella del sensei Matsumoto.
Va detto che anche sul piano visivo l'anime soffre di alcune flessioni: tolto il design dei protagonisti, tutto il resto del worldbuilding imbastisce delle fattezze mediocri.

Il box home videoEdito da Yamato Video e distribuito sul mercato da Koch Media, il box DVD di Gun Frontier offre il solito cofanetto cartonato, che include la confezione contenente in tutto 5 dischi. Allegato al packaging troviamo il solito booklet, con all'interno sinossi degli episodi, character design e curiosità sulla serie anime. Il comparto estetico, pur non soffrendo di sbavature a livello di risoluzione, offre una visuale in 4:3. La generale pulizia visiva, però, permette di non soffrire dell'assenza del 16:9.

Comprimari e antagonisti sono fin troppo abbozzati, così come i fondali e la profondità di campo non restituiscono sempre una sensazione di coerenza e dinamismo. In ciò, l'adattamento di Vega Entertainment è una riproposizione 1:1 della versione cartacea, semplice e imperfetta esattamente come la grafica della serie anime, a cui va il merito di essere un pelo più dettagliata rispetto al manga - probabilmente perché agevolata anche dall'utilizzo dei colori. Sul fronte delle animazioni, invece, la produzione risulta piuttosto anacronistica, nonostante agli inizi del nuovo millennio (ma già durante gli anni Novanta) l'industria dell'entertainment nipponico ci ha regalato esempi ben più fulgidi. In tal senso, Gun Frontier rispecchia l'anima del prodotto originale: vuole essere "vecchio", narratore di un racconto fuori dal tempo. Nonostante i difetti tecnici, e un design che vi ricorderà fin troppo quello dei veri capolavori di Matsumoto (attenzione, però: il manga di Gun Frontier è antecedente ai lavori più noti del sensei), nell'epopea western di Harlock e Tochiro si riconosce l'anima di Leiji-sama, il suo rigetto per la violenza, la sofferenza di un popolo sperduto e senza una casa. Temi che, ancora oggi, sono attualissimi: riecheggiano nei decenni, esattamente come le urla di dolore che si levano tra le dune di Gun Frontier.

Gun Frontier Gun Frontier è un'opera ambigua: abbiamo, da un lato, una visione western oscura e violenta accompagnata da protagonisti carismatici, ma dall'altro un worldbuilding superficiale e un ritmo eccessivamente ciclico e ripetitivo del racconto. Si avverte, forte, una denuncia di Leiji Matsumoto al razzismo e alla violenza, temi che tuttavia finiscono con l'essere esasperati diventando parodia di loro stessi. L'adattamento animato soffre degli stessi problemi dell'omonimo manga originale, ma in generale la produzione non può mancare dagli scaffali dei veri appassionati alle opere del sensei: si può grazie al lavoro di editing di Yamato video e alla distribuzione di Koch Media del box DVD, che senza sbavature propone contenuti che riteniamo soddisfacenti ai fini della fruizione casalinga. Gun Frontier è un prodotto per i fan accaniti di Matsumoto, che riusciranno in qualche modo ad apprezzarlo e a scorgervi al suo interno una miriade di riferimenti.

6.7