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Haikyu!! La recensione della seconda stagione disponibile su Netflix

Dopo aver divorato i venticinque episodi della prima stagione, ci siamo fiondati sulla seconda, con tante aspettative. Ecco cosa ne pensiamo!

recensione Haikyu!! La recensione della seconda stagione disponibile su Netflix
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Dopo aver letteralmente divorato i venticinque episodi che compongono la prima stagione dell'adattamento anime di Haikyu!! - l'asso del Volley, ispirato all'omonimo manga del maestro Haruichi Furudate, ci siamo nuovamente addentrati nella palestra del liceo Karasuno, per vivere nuovamente le gesta di Shoyo, Kageyama e di tutti gli altri protagonisti dell'opera. Disponibile su Netflix, anche la seconda stagione - curata ancora una volta dallo studio Production I.G. - ha sbandierato con forza quello stile fresco e dinamico che ha caratterizzato i primi venticinque episodi della serie, portando su schermo un prodotto curato e soprattutto fedele alla sua controparte cartacea. Questo nuovo blocco di episodi, comunque, aveva il difficile compito di approfondire e ad evolvere tutto quanto di buono, in alcuni casi appena accennato, mostrato durante la prima stagione, entrando maggiormente nel vivo dell'azione. Ci sarà riuscita? Scopriamolo insieme in attesa della neo-annunciata Stagione 4 di Haikyu!

Continuità narrativa

La seconda stagione di Haikyu!! riprende gli eventi da dove si era conclusa la precedente, ossia con i ragazzi del club di Pallavolo del liceo Karasuno impegnati con le difficili qualificazioni per i tanto agognati tornei Nazionali. In verità, i giovani "Corvi" avevano perso l'ultimo scontro decisivo, contro i grandi rivali dell'Ahoba Josai cosa che, di fatto, ha evidenziato tutti i limiti di una squadra dal talento incredibile, ma non ancora sfruttato appieno.

Già dalle primissime battute, si nota subito quella sensazione di continuità narrativa, in cui il tema principale è quello dell'evoluzione, del migliorare sempre e comunque se stessi. Parola d'ordine, dunque, superare i propri limiti, ma non soltanto per il piccolo protagonista Shoyo Hinata, sempre costretto a dimostrare il suo grandissimo talento, a causa degli ovvi limiti dettati dalla sua statura, ma anche di tutti gli altri giocatori del Karasuno High e rivali annessi. Una seconda season, dunque, che si focalizza principalmente sul tema della crescita e dell'evoluzione, necessarie per poter perseguire i propri obiettivi, a causa anche dell'elevato tasso di sfida che man mano si palesa - inesorabilmente - davanti ai protagonisti. L'attenzione, dunque, è tutta rivolta verso il campo da gioco. Tra i classici allenamenti, quelli extra, i vari ritiri di preparazione e le immancabili amichevoli di turno, vedremo molta più azione (sicuramente di più che nella prima stagione), con i vari giocatori impegnati a sudare per portare a casa sia le loro sfide personali sia quelle in nome del gioco di squadra.

Nel corso del racconto si assiste alla lenta e faticosa ascesa di una squadra coesa, ma divisa dalle rivalità e dalle incomprensioni interne, ottimamente esplicate dalla solita cura nei dettagli e nei dialoghi, che accompagna a braccetto l'anime fino ai tanto odiati titoli di coda, che lasciano spazio al continuo di una storia che, dopo lo spettacolare match di "chiusura", sembra aver ancora tantissimo da raccontare.

Creatività limitata

I nuovi episodi di Haikyu!! - l'asso del Volley non hanno solamente posto l'accento sul tema della crescita, ma anche del superare i propri demoni interiori, le proprie paure più recondite, figlie magari di un passato che troppo spesso torna ad affacciarsi con forza. Questo aspetto viene maggiormente approfondito prendendo, in particolare, come esempio il personaggio di Kei Tsukushima, uno dei "primini" arrivati al Karasuno insieme ai protagonisti Shoyo e Kageyama.

Il ragazzo, seppur sorretto da un grande talento, sembra essere assolutamente disinteressato allo sport e all'evoluzione sia del suo gioco sia di quello della squadra, e col passare degli episodi verremo a conoscenza delle motivazioni dietro a questo vero e proprio blocco mentale. Queste motivazioni, però, sommate a tante altre piccole cose, non fanno altro che ritirare fuori con forza uno degli aspetti che meno ci hanno convinto della prima stagione e più in generale che meno apprezziamo dell'anime (e del manga) in questione: quell'eterna sensazione di deja-vu che si percepisce quasi ad ogni situazione.

Questo, ovviamente, è riferito, in particolare, a tutti coloro conoscono la storia di Hanamichi Sakuragi e di tutti i protagonisti di Slam Dunk, spokon pilastro dell'industria degli anime e manga giapponesi, a cui, onestamente, Haikyu!! sembra ispirarsi a volte in modo eccessivo. Nonostante l'ottimo lavoro in termini di character design, anche considerando le nuove - riuscite - aggiunte al cast, come la dolce aspirante manager Hitoka Yachi, l'esuberante sorella maggiore di Tanaka, Saeko, e tutti i nuovi giocatori rivali introdotti man mano, durante le numerose partite giocate, la sensazione di fondo è sempre quella di un eccessivo riciclo di situazioni già viste e sentite in altre produzioni, Slam Dunk su tutte.

L'incedere generale della storia, dai dialoghi all'evoluzione dei rapporti interpersonali, sino all'esito dei vari incontri e alla loro rappresentazione, appare eccessivamente telefonato, quasi come se lo spettatore sapesse già cosa accadrà di lì a poco. Questa sensazione, purtroppo, non abbandona mai la produzione, azzerando al minimo il fattore sorpresa che non guasta mai.

Ciò non vuol dire assolutamente che Haikyu!! non sia un prodotto qualitativo e da guardare, anzi. I nuovi episodi, grazie anche - come dicevamo poc'anzi - ad una maggiore spinta sull'azione rispetto a quella narrativo-riflessiva, risultano ancor più godibili di quelli della prima stagione, contornata da non pochi momenti in cui tifare con forza per i giovani "Corvi" appare praticamente doveroso.

Colorate espressioni

Ciò che di questo nuovo adattamento animato di Haikyu!! rimane intoccabile è sicuramente il fattore audiovisivo, ancora una volta di primissimo livello. Lo studio Production I.G. ha saputo nuovamente replicare nel migliore dei modi le gesta di Shoyo e di tutti protagonisti della storia, grazie ad un lavoro qualitativamente encomiabile in termini di realizzazione tecnica. Sia i disegni, apparsi però in alcuni tratti meno precisi e convincenti rispetto al passo, sia le animazioni - sempre eccelse e capaci di trasmettere appieno tutta la dinamicità delle situazioni, specialmente quelle in campo - risultano ancora di altissimo livello e difficilmente ritrovabili altrove. Una cura a tratti maniacale, da questo punto di vista, che si avverte specialmente, come dicevamo poc'anzi, nelle sequenze di gioco. In alcuni passaggi ci è sembrato di assistere ad una vera partita di pallavolo, tant'è la fedeltà e la parsimonia con la quale ogni tavola è stata replicata per il "grande schermo".

Questo, comunque, è anche merito dell'ottimo materiale di partenza da cui attingere a piene mani, reso ancor più prezioso da un character design importante non soltanto in termini - come già vi abbiamo detto più volte - contenutistici, ma anche e soprattutto estetico. Risulta veramente difficile trovare quel fastidioso effetto "copia-incolla" nei modelli dei (tanti) giocatori in campo, e anche quelli meno importanti sono comunque (quasi) sempre ben caratterizzati e differenziati tra loro.

Niente da dire nemmeno sul comparto audio. Le due opening "I'm a Believer" e "FLY HIGH!!", interpretate rispettivamente delle band nipponiche SPAYIR e BRUNOUT SYNDROMS, sono di tutto rispetto e riescono a trasmettere senza troppi affanni la stessa dinamicità dell'anime. Stessa cosa può dirsi, seppur con tematiche diverse, delle due ending "Climber" (interpretata dalla band Galileo Galilei) e "Hatsunetsu" (a cura di Tacica), che accompagnano dolcemente verso il finale di ogni episodio, generando nello spettatore quel sano istinto nostalgico che spinge a fiondarsi voracemente sull'episodio successivo.

Haikyu!! La seconda stagione di Haikyu!! ci è piaciuta più della prima su certi aspetti e forse leggermente di meno su altri. Complessivamente, comunque, la forte accelerata sul ritmo generale ha una marcia in più, portando su schermo una dinamicità nettamente più elevata, capace di dar vita ad episodi molto più freschi e godibili. Il tutto, però, senza mai accantonare l’importanza dei dialoghi e dei confronti, necessari ai fini di quello che è stato il tema principale della stagione: l’evoluzione. Peccato, come già accadeva in precedenza, per una vena derivativa eccessivamente marcata in cui, troppo spesso, le similitudini con opere come Slam Dunk appaiono fin troppo evidenti. Niente da dire sul comparto audiovisivo: sempre al top e dal sicuro affidamento. Production I.G. ha saputo bissare il successo della prima stagione, mantenendosi sugli ottimi standard cui ci aveva abituato con il primo blocco di episodi.

8