Haikyu!! Recensione della prima parte della quarta stagione

La prima parte della quarta stagione di Haikyu!! è archiviata: ecco il nostro giudizio in vista della seconda, che si preannuncia spettacolare.

Haikyu!! Recensione della prima parte della quarta stagione
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I sogni, specialmente quando si parla di anime e manga giapponesi, sono fatti per essere realizzati. A qualunque costo. La cultura tramandata da questo messaggio è intima, profonda e assoluta ma allo stesso tempo cinica e spietata poiché gli stessi sogni rischiano di infrangersi in un istante contro le granitiche rocce della realtà. La prima parte della quarta stagione di Haikyu!! é riassumibile proprio in tal modo. Daichi, Asahi e Ashashi, i tre studenti all'ultimo anno del Liceo Karasuno, ce l'hanno fatta. L'obiettivo, impensabile fino a quel momento, di raggiungere i campionati nazionali liceali è stato incredibilmente raggiunto, grazie all'aiuto dei giovani e arrembanti "primini", Tobio Kegeyama, Hinata Shoyo e Kei Tsukishima, per i quali lo stesso sogno pulsa forte nelle vene, seppur con motivazioni e un'identità se vogliamo diversa.

Questa prima tornata di episodi (in simulcast italiano grazie a Yamato Animation e Paramount Network), il cui finale rimanda con forza e decisione alla prossima, si sofferma in particolare proprio sulla crescita e sulla maturazione di ogni elemento, ognuno di essi decisamente insostituibile e fondamentale ai fini della continuazione di un sogno divenuto ormai realtà ma ancora tutto da vivere e da difendere. Come dice il titolo stesso, del resto, i giovani "Corvi" viaggiano verso la cima (To the Top), ma la strada per il successo è tutt'altro che semplice da percorrere.

Uno per tutti...

Dopo aver sovvertito tutti i pronostici negativi, battendo nella finalissima per le qualificazioni ai Nazionali i super favoriti dello Shiratorizawa, gli atleti del Karasuno sono pronti a vivere per la prima volta un'esperienza unica, indimenticabile ma allo stesso tempo formativa, una tappa quasi obbligatoria per il raggiungimento di uno status successivo per la propria carriera ma anche più semplicemente della propria vita.

Ancora una volta, infatti, questi ultimi partono con il favore del pronostico decisamente ostile, non potendo contare su un organico da top team, non per forza di cose un limite fino a quel momento, ma che rischia di rivelarsi un fattore determinante a certi livelli. Lo sanno bene il coach Ukai e il manager della squadra Takeda, i quali organizzano un vero e proprio tour de force per cercare di arrivare il più preparati possibile all'importantissimo appuntamento, che per i tre studenti dell'ultimo anno (i già citati Sugawara, Azai e Daichi) rappresenta la prima e l'ultima possibilità di vivere un'esperienza indimenticabile, qualunque sia il futuro scelto dai giovani atleti.

Si tratta, come dicevamo in apertura, di un vero e proprio sogno ad occhi aperti, raggiunto però con ogni singola briciola di forza di ogni singolo elemento della rosa, i cui sforzi, in qualche modo, vengono premiati non soltanto sul piano corale ma in alcuni casi anche analizzando il singolo.

Tobio e Tsukishima, ma in qualche modo anche Hinata (non vogliamo anticiparvi nulla), sono stati selezionati per un raduno o, per meglio dire, due raduni diversi, riservati ai giocatori più promettenti del Paese, messi insieme per lavorare a stretto contatto per diverse settimane sotto gli occhi dei più grandi esperti del settore. Ciò, chiaramente, rappresenta un'occasione unica per i tre giovani, ma anche un problema nell'economia generale della squadra, costretta a preparare il difficilissimo esordio ai Campionati Nazionali senza tre degli elementi cardine di una team costruito in modo repentino e in cui questi ultimi, tra gli ultimi innesti, risultano fondamentali.

Buona parte della stagione, o meglio della prima parte di essa, segue proprio la preparazione al tanto agognato torneo Nazionale, vero e proprio apice di una stagione fatta di grandi successi e di traguardi centrati con tanta fatica e dedizione.

Tutto questo culmina negli ultimi episodi in cui, finalmente, la squadra si ricompone per dare il via alle danze, in un inizio di torneo che pone rapidamente i nostri eroi di fronte ad un avversario praticamente impossibile da superare. Sulla strada del Karasuno, infatti, si pone il temibile Inarizaki, seconda forza a livello nazionale, ma per scoprire come andrà a finire l'arduo scontro bisognerà attendere la seconda parte di stagione, prevista indicativamente per il prossimo autunno.

Meno azione, più introspezione

L'importanza capitale del momento, in cui ogni singola partita potrebbe risultare la fine di un sogno, di un percorso che per alcuni è l'ultima possibilità prima dell'inevitabile e spaventosa crescita, rappresentata dal passaggio all'università, si riflette anche sulla direzione in sé della serie, decisamente meno frenetica rispetto alle precedenti e che si focalizza maggiormente su elementi quali il dialogo, la riflessione e l'introspezione.

L'arco narrativo in questione, adattato ancora una volta per il piccolo schermo dallo studio Production I.G., risulta decisamente più intimo, più maturo, più profondo ma allo stesso tempo, per certi versi, più lento e macchinoso. Durante la stagione, infatti, i momenti "morti" sono sempre ridotti all'osso ma risultano comunque una costante, a causa appunto della scelta di focalizzarsi a volte troppo su quelle che sono le sensazioni e le emozioni non soltanto degli atleti del Liceo Karasuno, ma anche quelle dei tanti antagonisti illustri della serie, il cui bagaglio tematico viene approfondito per offrire una visione più a trecentosessanta gradi di ciò che ruota intorno al gigantesco cast dell'opera di Furudate.

Proprio la gestione del cast, ora più che mai, rappresenta uno dei punti più alti a livello qualitativo della serie, che oltre ad impreziosire e ad ampliare la conoscenza dello spettatore su ciò che sono i personaggi principali e che abbiamo già imparato a conoscere in questi ultimi anni, si arricchisce anche di nuovi volti decisamente interessanti e che sembrano avere le carte in regola per risultare degli antagonisti ancor più validi di quelli già incontrati finora.

È il caso, su tutti, di Korai Hoshiumi, che condivide col protagonista Hinata la stessa "sfortuna" sul piano fisico (è alto poco più di un metro e sessanta) ma allo stesso tempo la stessa esplosività fisica e forse anche superiore, che gli ha garantito un posto nell'elite nazionale nonostante gli ovvi limiti fisici. La bontà di un cast già di per sé eccellente e curato nelle sue sfaccettature si amplia con l'introduzione di quelli che sembrano i "boss finali" di turno, ossia i gemelli Osamu e Atsumu Miya. In particolare quest'ultimo, considerato tra i migliori cinque giocatori a livello nazionale, arriva sullo schermo con una carica stilistica e tematica inebriante, tipica di tutti quei "villain" difficili da dimenticare e per i quali quasi si parteggia a discapito degli stessi protagonisti.

Va detto però che i nuovi innesti hanno ancora molto da dire e con ogni probabilità li rivedremo meglio in azione nella seconda parte dello show, che sembra destinata ad essere l'antitesi della proverbiale quiete dopo la tempesta di questa prima tornata di episodi.

Ci ha colpito, però, vedere il lato umano di ogni singolo giocatore del Karasuno. Ci ha divertito, ad esempio, vedere un Tanaka super impacciato alle prese con la sua prima vera cotta o l'assistere alle scene quasi caricaturali di un Hinata sempre più goffo al netto del grande talento, ma anche quel rimarcare sempre più il passato dei tre studenti dell'ultimo anno e il come sono arrivati al raggiungimento di un obiettivo che sembrava destinato a rimanere soltanto un sogno.

Tutto cambia, certo, e la vita avanti: il messaggio di fondo sembra voler essere questo, ma con la consapevolezze di non perdere mai di vista quelli che sono i propri sogni, nonostante rischino rimanere tali, nella maggior parte dei casi.

Tecnicamente imponente

Come già accennato nel corso del nostro primo sguardo ad Haikyuu 4, in occasione del primissimo contatto con la serie, il confronto con l'opera di Furudate si avverte con forza sin dalle primissime battute.

Se aspetti quali le animazioni, sempre molto credibili e curate nel minimo dettaglio, seppur in alcuni casi costrette a mostrare il fianco ad alcuni movimenti innaturali e svarioni minori, e in generale la resa complessiva rimangono aspetti quasi inattaccabili di uno show da sempre tecnicamente sugli scudi, a sorprendere e convincere è la nuova cura data alla realizzazione di un character design sempre più encomiabile. I nuovi modelli "poligonali" dei vari personaggi, sia dei protagonisti sia degli antagonisti ma anche di tutti quegli elementi di contorno, risultano ora caratterizzati da una veste grafica ancor più curata e convincente.

I modelli stessi sono accompagnati da un tratto armonioso, delicato, e soprattutto da un'esplosione cromatica inebriante, in cui ogni singolo pigmento sembra letteralmente fuoriuscire con forza dallo schermo. Ciò contribuisce pesantemente alla differenziazione sempre più evidente di un cast imponente anche sul fronte artistico, sicuramente uno dei più variegati e stratificati del panorama.

Il lavoro svolto dallo studio è accompagnato da un ottimo comparto sonoro, ancora una volta decisamente in linea con gli elevati standard a cui la serie ci ha abituati, su cui però aleggia qualche dubbio per quanto concerne il doppiaggio di alcuni personaggi. Come vi accennammo già nel nostro first look, continua a non convincerci il doppiatore del protagonista Hinata Shoyo, a volte quasi fuori luogo e poco a suo agio nel ruolo di un personaggio tutto sommato semplice da interpretare.

Haikyu!! La prima parte della quarta stagione di Haikyu!! ci ha convinti nel complesso, seppur troviamo condivisibile soltanto in parte la scelta di dare uno spazio predominante al dialogo e all’introspezione a discapito della pallavolo “giocata”, relegata agli ultimi episodi, fatta eccezione per allenamenti e alcune amichevoli abbastanza dimenticabili. In attesa della seconda parte, che si prospetta di grande interesse, poiché ormai i Campionati Nazionali sono entrati nel vivo, ci sentiamo comunque di premiare questa prima tornata di episodi fondamentalmente introduttivi e preparatori, ma ci aspettiamo una spinta nettamente più feroce per il futuro. Del resto, la quiete prima della tempesta è sempre destinata a finire, così come alcuni sogni sono destinati a scontrarsi con la dura realtà. O forse no?