Happy Sugar Life: recensione della serie disponibile su Prime Video

Happy Sugar Life si presenta come un tradizionale slice of life dolce, ma nasconde una natura dal retrogusto amaro.

recensione Happy Sugar Life: recensione della serie disponibile su Prime Video
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Quando ci siamo approcciati ad Happy Sugar Life non avevamo molte aspettative, in parte influenzati dall'immagine promozionale che ritrae due ragazze distese su un letto: eravamo convinti che si trattasse di una nuova love story incentrata sulla vita quotidiana delle due protagoniste, con personaggi secondari che le aiutano ad affrontare la giornata.

Eppure, la serie tratta dall'omonimo manga di Tomiyaki Kagisora e realizzata dall'emergente studio d'animazione Ezo'la, disponibile in lingua originale su Prime Video, è il perfetto esempio dell'espressione "Non giudicare un libro dalla copertina". Il titolo potrebbe sorprendere i curiosi che sperano di trovare uno specifico prodotto, perché Happy Sugar Life ha ben poco di dolce.

Barattolo di dolcetti

Il titolo Happy Sugar Life lascia facilmente intuire che l'opera possa essere un classico slice of life. Come ci viene detto nel primo episodio, infatti, è una storia sulla costante ricerca dell'amore e del suo significato. La protagonista è Satou Matsuzaka, una ragazza cresciuta con la zia dopo aver perso i genitori, ma ora è finalmente autonoma: è una studentessa diligente, vive in un appartamento tutto suo, e lavora part-time come cameriera.

Grazie alla sua gentilezza ed allegria, Satou è riuscita ad ambientarsi bene a lavoro e a trovare una buona amica in Shoko. Benché sia apparentemente felice, la giovane da tempo è alla ricerca del vero amore: ha frequentato molti coetanei, ma nessuno è riuscito a fare breccia nel suo cuore. Eppure, un giorno qualcuno riesce a conquistarla: nella sua vita entra la giovane Shio. Questa è teneramente ingenua, innocente, solare, e quando parla trasmette gioia e serenità; Satou è rimasta folgorata dal suo carattere fanciullesco e se ne è innamorata a prima vista. Le due ora vivono insieme e per rafforzare i loro sentimenti, ogni sera, prima di andare a letto, si scambiano voti nuziali: in questo modo svaniscono lo stress e le preoccupazioni accumulati durante la giornata. Shio è a tutti gli effetti l'angelo di Satou. La studentessa vorrebbe trascorrere il resto della vita con l'amata, ma ben presto deve fare i conti con le prime difficoltà finanziarie: non è affatto facile riuscire a convivere in due in un appartamento.
Per questo motivo decide di lavorare sodo, facendosi assumere in un nuovo ristorante. Qui incontra il giovane Taiyo Mitsuboshi, il quale s'innamora subito di Satou, ma viene respinto.

Sebbene il nuovo lavoro sia ben retribuito, la protagonista non si sente a proprio agio, a causa degli straordinari che la costringono a tornare tardi a casa e a non poter stare in compagnia della sua partner. Satou preferisce quindi ritornare al suo vecchio incarico, pur di rincasare in tempo e di trascorrere il resto della serata con Shio.

Proprio come un classico slice of life, nel corso degli episodi avremo modo di conoscere meglio il rapporto tra le due, e di renderci conto di cosa sia disposta a fare Satou in nome dell'amore che è riuscita finalmente a trovare. Infine, la vita della protagonista si intreccerà con quella di un ragazzo che è alla ricerca della sorella scomparsa da tempo.

Al netto di quello che possa trasparire dalla sinossi, la gioia è solo un'apparente facciata di un racconto che assume tinte diverse da come possa sembrare ad un primo approccio.

Sugar Girl

Lo stesso titolo che ci aveva trasmesso allegria e che ci aveva indotto a pensare che Happy Sugar Life fosse uno slice of life come tanti ci ha tratti in inganno.

Un indizio di ciò che avrebbe potuto essere la serie ci viene dato nell'incipit: Satou e Shio sono in cima ad un palazzina avvolta dalle fiamme, mentre la prima spiega i suoi problemi nel non riuscire a provare e a comprendere l'amore; ma ad un primo approccio abbiamo pensato che quella scena fosse un semplice sogno che incarnava i sentimenti, soprattutto perché, al termine della sequenza, si vedono le due cadere dal palazzo abbracciate, mentre sullo sfondo appaiono grandi stelle. Non avremmo mai immaginato che quello che avremmo visto sarebbe stato completamente diverso: non un inno all'amore idilliaco, ma disturbato e controverso. Il primo elemento che ci indica la natura della serie è proprio Shio: sebbene la sua età non venga specificata, appare chiaro che si tratti di una bambina. Questo dettaglio pone in una luce completamente diversa i sentimenti che Satou prova per lei, rendendo questo "slice of life" molto più distorto. Una volta arrivati a metà del primo episodio, l'atmosfera cambia, diventando più cupa e mettendo in risalto la natura da thriller psicologico della produzione: quando la protagonista decide di parlare con la nuova direttrice, per la paga non retribuita, si scopre che questa pretende che i suoi dipendenti la amino, ma quando le attenzioni di Taiyo sono ricadute su Satou, lo ha raggirato per violentarlo sessualmente.

Questo, però, è solo l'inizio di quello che è realmente Happy Sugar Life: nelle battute finali dell'episodio d'apertura, scopriamo che la ragazza ha ucciso l'inquilino dell'appartamento dove abita e ha rapito Shio.

In questo modo si dipana un racconto di violenza e perversione in cui i vari personaggi sono privi di morale. La protagonista è una manipolatrice che cerca di distruggere ciò che ritiene sgradevole: per questo vuole punire chiunque abbia una visione distorta dell'amore, che sia possessivo al punto da chiedere con la forza qualcosa in cambio, o rivolto a più persone, senza provare alcun sentimento.

Ogni volta che scopre che una persona ha commesso un crimine, la ragazza sente che il suo cuore va lentamente in frantumi e non può permettere che ciò accada, altrimenti impazzirebbe. Satou è disposta a tutto pur di difendere la sua relazione con Shio, persino ricattare ed uccidere.

Nel corso delle puntate, attraverso alcuni flashback ci viene presentata la zia della protagonista: una figura negativa, che l'ha cresciuta con la concezione di un amore violento; per questo Satou ne ha cercato uno differente, senza rendersi conto che anche il suo ideale è distorto. Questo fa emergere un aspetto controverso dell'anime, che potrebbe far discutere alcuni spettatori: sembra quasi che gli autori vogliano giustificare le azioni criminose dei personaggi, solo perché hanno subito violenze in passato. Un esempio può essere Taiyo, il quale, dopo essere stato molestato, non riesce ad avere alcun tipo di rapporto con donne adulte, motivo che lo ha spinto a maturare un'insana e perversa passione per Shio, da quando ha visto i manifesti che il fratello distribuisce in città.

La considera come un angelo e pensa che il suo tocco possa aiutarlo ad affrontare le paure e a purificare la sua anima: un modo edulcorato (forse non più di tanto) per lasciar intendere che a seguito dello shock che ha subito è diventato un pedofilo.

Purtroppo, questo non ci ha permesso di legare con alcuni attori, soprattutto perché consapevoli che le loro azioni criminali non sono giustificabili; altri "interpreti", come Shoko, invece, sono poco presenti e non sono riusciti a colpirci del tutto, risultando dei semplici contorni. A tal proposito, avremmo preferito che la figura di Asahi, fratello di Shio, fosse più presente e si intrecciasse meglio con la vita di Satou, poiché solo nelle battute finali riesce a trovare il proprio spazio.

Tra violenze domestiche, pedofilia, e molestie sessuali, i ragazzi dello studio Ezo'la cercano di farci capire come il mondo sia crudele e come anche le persone di cui dovremmo fidarci possano nascondere un'indole oscura che potrebbe sorprenderci.

Dobbiamo precisare, però, che ciò che ci viene mostrato nella serie è volutamente esagerato, in quanto i vari interpreti ed i ruoli di contorno sono quasi tutti cinici, menefreghisti, e crudeli; solo pochi sembrano avere un comportamento normale. A fronte di quanto visto, in Happy Sugar Life si crea un insolito equilibrio tra dramma e commedia, ma nessuno dei due domina sull'altro: l'atmosfera cupa è compensata da una più spensierata, che emerge soprattutto nei momenti di vita quotidiana e quando Satou mostra il suo affetto per Shio. Il lato più gioioso si limita ad alleggerire temporaneamente la tensione che aleggia nel corso della visione, ma i toni cambiano quasi subito, quando emerge la crudezza. Il dualismo che si crea, oltre ad essere un riflesso della natura ambivalente dei personaggi, rende il titolo ancora più "folle". Al termine della visione, abbiamo avuto la sensazione che queste caratteristiche fossero poco valorizzate da una trama non molto convincente, di cui non è ben chiaro il focus principale, e che sembra essere solo secondaria, come se fosse un semplice pretesto per presentare la crudeltà e la follia umana.

Avremmo preferito vedere una scrittura più serrata e coinvolgente, che avrebbe potuto dare il giusto rilievo ad una costante tensione che aleggia nelle puntate - scaturita dalla consapevolezza che chi si avvicina troppo alla verità potrebbe morire - ad alcuni colpi di scena che fanno vedere con occhi diversi i membri del cast e le loro scelte, e ad un finale spiazzante e dal gusto amaro.

Girare intorno alla luna

Il dualismo che caratterizza Happy Sugar Life trova espressione anche nella componente tecnica. Quando nelle scene si respira un'aria più scanzonata, il disegno delicato e curato diventa caricaturale, per trasmettere meglio la sensazione di spensieratezza e per ingannare lo spettatore, convincendolo che la serie sia allegra.

Questo anche grazie ad alcune sequenze più fanciullesche, caratterizzate da sfondi e cornici dai colori vivaci. Il tutto è impreziosito da una colonna sonora allegra e da un'immagine satura che riesce a creare un'atmosfera pacifica. La situazione cambia, invece, quando emerge il lato oscuro della serie: il tratto rimane inalterato, risultando lievemente più certosino, ma alcune inquadrature sono inclinate per enfatizzare gli intermezzi dark.

Proprio per rappresentare meglio la natura ambivalente della produzione, quando i protagonisti hanno fantasie insane, queste sono caratterizzate da sfondi e contorni scuri.

I flashback hanno un'immagine prevalentemente distorta, con un filtro rovinato, per mettere in risalto il passato difficile degli attori. La collera che domina i personaggi, in genere, viene raffigurata come una serie di linee nere confuse che occupano lo schermo. La musica è più tesa e la fotografia diventa più cupa: in questi intermezzi a volte vengono messi in risalto i colori degli occhi dei personaggi che assumono espressioni folli e inquietanti.

Happy Sugar Life Happy Sugar Life è uno slice of life atipico ed inaspettato: inizialmente si presenta come un’opera simile ad altre, incentrata sulla vita quotidiana di Satou; ma improvvisamente cambia per diventare un thriller psicologico, dalle tematiche forti, che potrebbero far discutere. Il tutto, però, sembra essere in parte sminuito da una trama che risente di una scrittura poco convincente, anche se presenta momenti carichi di tensione. Il comparto artistico riesce ad adattarsi bene sia all’atmosfera più allegra, sia a quella più cupa, in cui emerge la follia umana.

7.2