Harmony: recensione del lungometraggio animato sci-fi su Prime Video

Harmony, lungometraggio animato basato sul romanzo di Project Itoh, arriva su Amazon Prime Video grazie a Koch Media. Ecco la nostra recensione.

recensione Harmony: recensione del lungometraggio animato sci-fi su Prime Video
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Gli appassionati di sci-fi nipponico conoscono bene il nome Project Itoh. Pseudonimo di Satoshi Ito, classe 1974, è ritenuto uno dei migliori scrittori di fantascienza della sua generazione, giunto purtroppo a una morte prematura nel 2009 a soli 34 anni, a causa di un cancro ai polmoni. Grande amico personale di Hideo Kojima, per il quale scrisse l'adattamento letterario del quarto capitolo della saga Metal Gear Solid, Project Itoh è l'autore dei romanzi Genocidal Organ (2007), Harmony (2008) e il postumo The Empire of Corpses (2012), terminato dal collega Toh Enjoe. La notorietà di questo autore è salita alla ribalta negli ultimi anni grazie alla realizzazione di tre lungometraggi animati basati sui suoi lavori, ad opera di tre differenti studi d'animazione.

In questo articolo vi parleremo del secondo (in ordine cronologico) di questi film, Harmony, uscito nel 2015 e arrivato nel nostro paese solo cinque anni più tardi grazie a Koch Media. Un'opera che dimostra il grande talento dello scrittore nella creazione di scenari futuribili complessi e affascinanti e nell'analisi di temi importanti e mai banali, ma che purtroppo non riesce a esprimere appieno il suo potenziale a causa di alcuni evidenti limiti.

Una società troppo perfetta

L'annuncio dell'adattamento animato di Harmony è arrivato, assieme a quello degli altri due romanzi di Itoh sopracitati, nel marzo del 2014 ad opera di noitaminA, il celebre contenitore anime dell'emittente televisivo giapponese Fuji TV. Rilasciato nei cinema giapponesi il 13 novembre 2015, il film è stato distribuito solo quattro anni più tardi nel nostro Paese da Koch Media, che ha reso Harmony disponibile su Amazon Prime Video a partire dall'8 luglio 2020. Dal 27 agosto uscirà anche sul mercato home video in dvd e blu-ray.

Il film, realizzato da Studio 4°C (Berserk - L'epoca d'oro, I Figli del Mare) e diretto da Takashi Nakamura e Michael Arias (Tekkonkinkreet), è ambientato in un futuro prossimo dove, a seguito di una catastrofe globale, l'umanità si è divisa in due. Da una parte le popolazioni più povere e lontane dal progresso e dalla civiltà, dall'altra (la maggioranza) tutti coloro che hanno accettato di vivere in una società dominata dalle nanotecnologie.

Grazie ad un sistema di controllo centrale chiamato WatchMe, i pensieri e le emozioni di tutte le persone sono connessi fra loro e questo ha eliminato molti problemi come le guerre e le malattie, creando un mondo all'apparenza quasi perfetto. In questo contesto facciamo la conoscenza della protagonista Tuan Kirie, una giovane donna giapponese membro dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che in passato, assieme alle sue amiche e compagne di classe Mihie Miach e Cian Reikado, ha tentato di suicidarsi come forma estrema di opposizione a questo totalitarismo del benessere. Richiamata al suo paese natale dai superiori, Tuan Kirie si ritroverà coinvolta in un'improvvisa minaccia globale legata al misterioso programma "Harmony".

Un film profondo e riflessivo

Project Itoh è un autore che nel corso della sua carriera ha sempre cercato di parlare di temi complessi e riguardanti i più svariati aspetti della moderna società; pensiamo alla politica, all'economia, alle questioni sociali e alla psicologia. Una tendenza che si è potuta constatare sin dal suo primo romanzo Genocidal Organ, e che traspare in maniera ancora più evidente proprio in Harmony.

Adattamento fedele dell'opera letteraria, il film potrebbe trarre in inganno lo spettatore nei primi minuti, dove ci viene mostrata una sequenza d'azione in uno scenario bellico. In realtà, Harmony è una pellicola dal ritmo molto lento e dilatato, un noir fantascientifico che richiama capisaldi del genere come Blade Runner e dove a dominare sono i dialoghi fra i personaggi e i monologhi interiori della carismatica e convincente protagonista, che riguardano tutti i dilemmi etici e filosofici legati alla natura del mondo in cui vive.

Il film viaggia su due binari paralleli. Il primo, quello principale, dove si sviluppa l'indagine di Tuan Kirie (doppiata in lingua originale da Miyuki Sawashiro) che la porterà a fare i conti con un passato che pensava essersi lasciato alle spalle. Il secondo caratterizzato dai continui flashback della protagonista nel periodo liceale; sequenze dominate dalla figura di Mihie Miach, il personaggio più affascinante e misterioso della pellicola, nonché quello attraverso cui l'autore si fa portavoce di tutte le critiche verso una società che, pur avendo risolto numerosi problemi, ne ha introdotti altri non meno insidiosi. Proprio il rapporto fra Tuan e Mihie, dove è presente un piacevole sottotesto yuri che non stona con l'atmosfera generale dell'opera, raggiungerà il suo apice in un finale inaspettato e sconvolgente che non vi lascerà di sicuro indifferenti.

Se quindi il contenuto e gli eventi narrati rappresentano il vero punto di forza di questa produzione, altrettanto non si può dire della loro esecuzione. In molti punti infatti Harmony risulta eccessivamente lento e rilassato, trasformando uno dei suoi aspetti positivi in una debolezza. Problema accentuato da una scrittura prolissa dove i dialoghi e i monologhi vengono infarciti di un'inutile complessità che vorrebbe far sembrare tutto più profondo, ma che a conti fatti sortisce l'effetto opposto. Come appare abbastanza chiaro da queste righe, Harmony è un film che va seguito con attenzione e concentrazione, ma anche in questo modo, dopo averlo concluso, numerosi aspetti della storia e del contesto non saranno proprio chiarissimi, necessitando dunque di almeno una seconda visione per poter essere apprezzati.

Problemi di personalità

Un'altra carenza di questo lungometraggio è legata al suo aspetto grafico, in particolare alla direzione artistica. Nonostante un comparto tecnico di tutto rispetto come da tradizione di Studio 4°C - lo studio d'animazione che l'anno scorso con I Figli del Mare ci ha regalato uno degli apici visivi degli ultimi anni - le ambientazioni e i paesaggi di Harmony risultano fin troppo simili a quelli di molte altre opere dello stesso genere, impedendo alla pellicola di spiccare rispetto ad esse. La stessa cosa è riscontrabile nel character design dei personaggi dove, a parte la protagonista e Mihie, abbiamo una sfilza di figure stereotipate e poco accattivanti sotto il profilo estetico.

Bisogna comunque far notare che tale mancanza di personalità è quasi sicuramente anche una scelta voluta (assieme all'uso estensivo della 3D-CGI) in modo tale da accentuare la sensazione di vuoto asettico e freddo delle ambientazioni del film, caricandole così di un'espressività che si lega bene ai temi trattati. Tuttavia, anche concedendo questa attenuante, era lecito aspettarsi di meglio da uno degli studi più in forma e più creativi del settore; un autentico pioniere nell'utilizzo delle tecniche di animazione digitale.

Harmony è disponibile in streaming in alta definizione su Amazon Prime Video con il solo doppiaggio in italiano, senza alcun sottotitolo. Una scelta dettata probabilmente dalla volontà di Koch Media di non penalizzare troppo l'edizione home video, che avrà anche l'audio originale giapponese. Nel complesso, le voci italiane ci sono sembrate più che buone: Chiara Gioncardi svolge un ruolo egregio nei panni di Tuan Kirie, mentre la giovane Agnese Marteddu è ottima nell'interpretazione - non facile - di Mihie Miach.

Harmony Tirando le somme, Harmony è una pellicola di genere fantascientifico ben oltre la sufficienza che, grazie ad una protagonista carismatica e a una storia lineare, ma molto interessante, che si interroga su questioni di natura sociale, politica e psicologica, farà felici tutti gli appassionati in cerca di qualcosa di stimolante e che vada oltre il mero intrattenimento. Purtroppo il ritmo di narrazione fin troppo dilatato, il contenuto di numerosi dialoghi e monologhi spesso fine a se stesso, così come il comparto artistico che poteva essere molto più incisivo, impediscono a Harmony di fare il salto di qualità da lavoro di buona fattura a opera imprescindibile per qualsiasi amante del genere. Un prodotto consigliato, ma di cui resta anche il rammarico per un potenziale (in parte) sprecato.

6.8