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Hi Score Girl Recensione: un amore nato con Street Fighter

Hi Score Girl è una storia d'amore singolare e magnetica, che fa vibrare le corde del cuore, e ci porta a rivivere gli arcade.

recensione Hi Score Girl Recensione: un amore nato con Street Fighter
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Nel periodo tra gli anni ‘80 e i ‘90 in Italia spopolavano le sale giochi: luoghi magici in cui si veniva investiti da suoni assordanti e luci psichedeliche, che risvegliavano i sensi, segnando così la vita di milioni di ragazzini. Purtroppo, con il passare degli anni, questa magia svanì: le sale giochi iniziarono a chiudere, e quelle poche che resistettero non si aggiornarono. Fu un duro colpo per tutti coloro che avevano trovato una nuova grande passione. Gli arcade games ebbero grande diffusione anche in Giappone, dove la sorte fu più favorevole: non scomparvero, ma si adattarono in base all'utenza e alle esigenze.

Nato alla fine degli anni ‘70, il mangaka Rensuke Oshikiri ha vissuto la propria adolescenza nell'epoca d'oro delle sale giochi, e per questo le ha scelte come ambientazione del suo High Score Girl, pubblicato nel 2010 da Square-Enix. Purtroppo il manga ha subito un'improvvisa battuta d'arresto, poiché la software house SNK ha intentato causa alla compagnia per violazione dei diritti; fortunatamente il tutto si è risolto nel migliore dei modi, e Oshikiri ha portato a termine la pubblicazione nel Settembre 2018. Lo studio d'animazione J.C. Staff, riconoscendo il grande potenziale dell'opera, ne ha realizzato un anime, approdato sulle emittenti nipponiche nell'estate del 2018; la serie è incompleta, in quanto pubblicata prima della conclusione del manga, ma a Marzo 2019 saranno diffusi tre OVA che chiuderanno la storia. Il 24 dicembre ha debuttato qui da noi, grazie a Netflix, questa atipica love story nata in una sala giochi, davanti ad un "cassone".

Press 1P Start

Nel 1991 esce il cabinato di Street Fighter II. Yaguchi Haruo è già in sala giochi al momento della distribuzione, pronto a mettervi mano. Non sa che, da quel momento in poi, la sua vita è destinata a cambiare.

Haruo è uno studente delle elementari che non eccelle né a scuola, né nella vita privata, ma grazie alla sua incontrollabile passione per i videogiochi si rinchiude per ore intere nelle sale giochi per allontanarsi da una vita non perfetta. Il suo genere preferito è quello dei picchiaduro, con cui può competere con altri giocatori, ma non è ancora riuscito a trovare qualcuno che gli tenga testa; eccelle particolarmente in Street Fighter II, di cui conosce a menadito ogni singola mossa e strategia di vittoria. Nonostante la sua abilità con i fighting games, è un esperto anche in diversi titoli arcade quali Ghost n' Goblins, Splatter House, Final Fight, e a casa ha una console TurboGrafx-16, con cui gioca a China Warrior, Altered Beast, e molti altri. Haruo si considera un esperto indiscusso sia di videogiochi che di console. Un giorno, come da consuetudine, al termine delle lezioni, raggiunge una sala giochi, e si fionda subito su Street Fighter II, eliminando uno dietro l'altro gli avversari che lo sfidano. La serie di vittorie viene improvvisamente interrotta dalla compagna di classe Akira Ono. Lei è gentile, bella, ricca, intelligente, popolare, e, come se non bastasse, è un'esperta videogiocatrice, all'insaputa di tutti. Haruo non gradisce di essere stato battuto da una persona migliore di lui in tutto, persino negli arcade game, e per questo la sfida nuovamente, disposto ad imbrogliare pur di vincere, usando mosse "proibite" nelle leali competizioni.

Solo in questo modo riesce a vincere. Ono, non accettando di aver perso in questo modo, gli sferra un pugno potente quanto lo Shoryuken, mettendolo K.O. Haruo ha trovato finalmente un degno avversario.

Il giovane videogiocatore vede la sua vita rovinata, quando ritrova sempre la rivale in ogni sala giochi che frequenta, a sfoggiare una maestria superiore alla sua. Questa perpetua contesa li fa avvicinare sempre di più, fino a creare un indissolubile legame di amore ed odio. Haruo, messa da parte la rivalità, e vedendo in Ono un'amica con cui parlare di videogiochi, si rende conto che la compagna, a dispetto di quello che possa dare a vedere, non è affatto felice: i genitori esigono il massimo da lei, affidandola ad una severa istitutrice, che le vieta ogni forma di divertimento.

Haruo le fa una promessa solenne: finché saranno insieme l'aiuterà a divertirsi, facendola fuggire da una vita di oppressioni. Tuttavia, questo impegno non potrà essere mantenuto, perché Ono deve lasciare il Paese per continuare gli studi. Il giorno della partenza il giovane raggiunge l'amica per darle un ultimo saluto ed un regalo per ricordare i momenti trascorsi insieme.

Questo è ciò che accade nei primi episodi, lasciando del tutto spiazzato chiunque si aspetti che la produzione segua dei canoni prestabiliti. Nel corso dell'anime assisteremo ad una crescita del protagonista che, dopo aver perso l'unica vera amica, decide di allenarsi costantemente con la speranza di affrontarla nuovamente al suo ritorno. In questo periodo conosce Koharu Hidaka, compagna di classe delle medie, che s'innamora di lui, e che cerca di avvicinarsi condividendo la sua stessa passione. Haruo non ricambia, perché pensa ai suoi amati videogame, ma a volte, quando vede Hidaka giocare, non può fare a meno di ricordarsi di Ono, a causa di un'incredibile somiglianza tra le due (una somiglianza voluta anche per la resa del character design) e di quel periodo che non dimenticherà mai.

You Win

Hi Score Girl è un'opera che cresce e matura assieme ai protagonisti e all'evoluzione dei videogiochi, che non sono ridotti ad essere un semplice elemento secondario. Lo spettatore viene accompagnato in una storia d'amore originale e fine, che non ricerca colpi di scena elaborati ed eclatanti, ma che vuole far breccia nell'animo del pubblico.

Inizialmente si vivono le vicende attraverso gli occhi di un Haruo bambino che non ha ancora piena consapevolezza dei propri sentimenti e di cosa sia l'amore, ed è per questo che vede Ono come una compagna con cui parlare di un hobby in comune; ma quando deve dirle addio, inizia a comprendere, seppur non del tutto, di star abbandonando una parte importante della sua vita. Gli autori sono riusciti a tratteggiare con estrema maestria, nell'arco di poche battute, il forte legame nato tra i due, in modo da trasmettere a chi guarda quella profonda tristezza che si prova quando ci si separa da una persona cara, temendo di non rivederla più. La CGI, utilizzata per la resa degli attori, non rovina le situazioni più emotive, ma a volte riesce anche ad accentuarle. La computer grafica, sebbene a volte spicchi troppo per la rigidità delle animazioni, è resa in modo tale da passare quasi inosservata, sposandosi magistralmente con il tratto manuale dei fondali, e riesce ugualmente a mettere in evidenza le emozioni del cast. Con la lenta e graduale crescita del protagonista, scopriamo come egli abbia le idee sempre più chiare su ciò che effettivamente provava nei confronti della compagna, senza mai riuscire ad esprimere apertamente i suoi sentimenti, che vanno di pari passo con la sua maturazione e che diventano, poco alla volta, sempre più incontrollabili. Haruo inizia a comprendere cosa sia l'amore quando, in un periodo in cui la passione per i videogiochi è degenerata (passa intere giornata davanti ai cabinati), per colmare un vuoto nel cuore.

Poi incontra Hidaka, con cui cerca di rimpiazzare l'amica persa, anche se inconsciamente. In questo caso si evidenzia un risvolto psicologico della sua folle passione, essendo chiaro sin da subito che il suo desiderio di giocare continuamente sia un disperato tentativo di non dimenticare l'amica persa. Da questo momento si viene travolti da un turbine di emozioni che riesce a far battere i cuori e, empatizzando con gli eroi, a far commuovere a più riprese.

Il tutto è agevolato da un filo invisibile che congiunge Ono a Hidaka: entrambe provano qualcosa per il giovane, ed il gioco che le ha spinte ad avvicinarsi a lui è stato proprio quel magico e maledetto Street Fighter II. Le due si ritrovano, spesso, a vivere situazioni molto simili tra di loro; questo può essere visto, inizialmente, come un riciclo di idee degli sceneggiatori, ma in realtà deve essere interpretato come un passaggio di testimone da Ono a Hidaka.

L'unica differenza che intercorre tra le due è il tipo di rapporto che hanno con Haruo: Ono era un'esperta negli arcade games e con il videogiocatore protagonista ha instaurato un legame di rivalità e passione comune; invece, Hidaka non è una grande amante dei cabinati e si sforza di ammirare il passatempo del compagno di classe, con tutti i suoi difetti, sperando di poter attirare la sua attenzione, anche se sa che è un vano tentativo. La similitudine tra i due personaggi femminili si riflette anche sul character design: sebbene presentino delle evidenti differenze, in alcuni frangenti si possono notare delle somiglianza tra le due; ma quella

che potrebbe sembrare una mancanza di originalità da parte dei disegnatori, in realtà è una scelta oculata, che ha lo scopo di dare al giovane e allo spettatore la sensazione di avere comunque davanti una persona familiare. In una produzione del genere, in cui si assiste ad un cambiamento degli amori dei protagonisti, i videogiochi ricoprono un ruolo chiave, in quanto sono un mezzo di comunicazione. Questi sono visti come un veicolo per esternare i sentimenti non espressi: attraverso le partite ai cabinati, con cui riuscire a comunicare anche senza usare le parole. Come nel caso di Ono che, essendo taciturna, usa i videogiochi per "parlare"; in questi frangenti è possibile ammirare immagini di repertorio dei titoli dell'epoca, che fanno venire a galla i ricordi di gioventù, con un pizzico di malinconia. Oppure, con le manifestazioni di personaggi videoludici, quali rappresentazioni del subconscio dei protagonisti, e di ciò che non riescono a dire e a fare apertamente. A dominare la scena sui videogame mostrati e citati è proprio Street Fighter II: non solo perché ha dato il via ad una storia travolgente ed emozionante, ma anche perché è utilizzato come metafora per esporre gli amori, le gioie, e le tristezze che "lottano" costantemente all'interno dei personaggi, cercando in tutti i modi di uscire.

Hi Score Girl Hi Score Girl è una produzione che colpisce dritta al cuore di chi guarda. Viene raccontata una love story che nasce inconsapevolmente in una sala giochi, e che si evolve poco alla volta con i protagonisti. Ci si lega inevitabilmente a tutti gli attori principali: si vivono le loro turbe, le loro preoccupazioni, e i loro dolori, grazie anche ad un buon utilizzo della CGI, che non rovina i momenti più toccanti, facendo sorvolare sulle sporadiche animazioni legnose. Hi Score Girl è un’opera elegante, in cui i videogiochi non sono delle “comparse”, ma prendono vita come espressione del subconscio degli interpreti, abbattendosi sul pubblico con una micidiale combo che potrebbe decretare la fine della partita.

7.3