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High-Rise Invasion: recensione della nuova serie anime Netflix

High-Rise Invasion è un concentrato di violenza e sangue, ma è privo di fascino: scopriamo meglio la nuova produzione Netflix.

High-Rise Invasion: recensione della nuova serie anime Netflix
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Tra i vari anime targati Netflix in arrivo in questo 2021, quello che ha attirato la nostra attenzione è stato High-Rise Invasion, trasposizione del manga di Tsuina Miura e Takahiro Hoba (edito in Italia da Panini Comics). Quando abbiamo visto il trailer di annuncio, siamo rimasti colpiti dall'eccessiva violenza e dai tanti misteri che emergevano in ogni sequenza: ciò è stato sufficiente per far nascere in noi il desiderio di approfondire di più il titolo; in poche parole, un isekai horror, con tanto sangue ed interrogativi.

È bastato solo questo per convincerci a seguire la serie, ma dopo una puntata iniziale che ci ha delusi su diversi fronti (se volete scoprire cosa non ci ha convinto vi rimandiamo alla nostra anteprima di High-Rise Invasion), le nostre aspettative si sono abbassate drasticamente.

Serial Killer ovunque

Yuri Honjo sta seguendo una lezione in classe, quando nota una torre che spicca al di sopra dello skyline della città e si ritrova improvvisamente su un tetto di un grattacielo: ha raggiunto quella che sembra essere una versione alternativa del Giappone, dove è possibile spostarsi, però, solo sui tetti dei grattacieli.

Gli alti palazzi hanno gli accessi alle scale inferiori e agli ascensori bloccati, rendendo impossibile raggiungere il piano terra, ma sono collegati tra di loro attraverso lunghi ponti di legno; al centro della città vi è la misteriosa torre. Questa, però, non è l'unica stranezza: in quel mondo ci sono uomini armati che indossano maschere bianche per lo più sorridenti, chiamate semplicemente Maschere, che eseguono l'ordine di qualcuno non ben identificato di indurre le persone alla disperazione e al suicidio; qualora non dovessero riuscirci possono uccidere la vittima. Yuri, ritrovatasi bloccata in questo mondo distopico, riesce a contattare solo il fratello Rika, il quale la invita a mantenere la calma, rassicurandola che si sarebbero ricongiunti e si sarebbero messi in salvo insieme. Il pensiero di potersi riunire a suo fratello dà alla studentessa la grinta necessaria per proseguire: a seguito di una serie di eventi che la porteranno a perdere l'unico mezzo di comunicazione, la ragazza si ritrova ad essere tenuta sotto tiro da un infallibile cecchino mascherato, da cui riesce a fuggire facilmente, così da raggiungere il palazzo dove è atterrato un elicottero, unica via di fuga da quel folle mondo.

Qui, Yuri incontra Mayuko Nise, una studentessa dal carattere aggressivo che è armata fino ai denti ed è disposta a tutto pur di salire sull'elicottero. Come prevedibile, l'incontro tra le due non è facile, ma formano un'alleanza per scappare dal tiratore scelto. Quando raggiungono il tetto dell'edificio, le due scoprono che l'elicottero decolla anche senza alcun superstite quando cala la sera: Yuri decide di formare un'alleanza con altri superstiti per conquistare il mezzo di trasporto e fuggire con suo fratello. La strada per raggiungere il suo obiettivo sarà ostacolata da altri esseri umani e dalle Maschere.

Tuttavia, il racconto non si focalizza unicamente su Yuri, ma anche sul cecchino, il quale sente di avere un particolare legame con Rika, dopo aver riottenuto il controllo dei pensieri e dei ricordi nel momento in cui la maschera si è incrinata a seguito dello scontro con Yuri e Mayuko. Per questo motivo, Maschera Cecchino segue un proprio percorso per ritrovare il giovane, con la speranza che possa scoprire di più sul suo passato; il suo percorso si incrocerà con quello della giovane Kuon Shinzaki, un'altra superstite.

Sebbene High-Rise Invasion presenti una trama molto semplice, ci sono degli interessanti risvolti che fanno sorgere sempre più domande: senza rivelare troppo sugli sviluppi, ci limitiamo a dire che esistono quattro diverse tipologie di maschere, una delle quali è in grado di rendere le persone simili a Dio. Sembra, infatti, che i prescelti siano stati portati nel nuovo mondo per diventare Dio e controllare le altre maschere, ma può esistere una sola divinità che può portare la pace o la distruzione; in questo contesto, le maschere ricoprono il ruolo di Angeli. Ci sono dunque molti elementi che potrebbero rendere il nuovo anime targato Netflix interessante, ma che non sono comunque riusciti a convincerci del tutto.

Il fascino dell'inspiegabile

Nonostante le invitanti premesse che all'inizio sono riuscite a catturare la nostra curiosità, High-Rise Invasion ci ha lasciati con l'amaro in bocca. La trama non ci ha coinvolti al punto da proseguire la visione con piacere: la serie si focalizza unicamente sul tentativo della protagonista di sopravvivere in un mondo folle e distopico, ma in compenso ci sono alcuni interessanti risvolti narrativi.

Uno dei problemi principali che rendono la visione poco piacevole è l'atmosfera cupa che viene rovinata da una comicità frivola, data anche da elementi ecchi e da alcuni dialoghi privi di logica, che alterano completamente i toni della produzione tanto da renderla quasi una parodia. In aggiunta, alcuni personaggi sono troppo sopra le righe e sono veramente pochi quelli che abbiamo trovato interessanti, ma non la protagonista. Nell'anteprima avevamo evidenziato come non ci avesse convinto l'improvviso cambiamento di carattere di Yuri in poche battute, ma proseguendo la visione ci siamo resi conto come questa fosse una peculiarità dell'eroina: tende a cambiare umore in pochi attimi; ad esempio, passa dalla spensieratezza alla serietà, senza soluzione di continuità. In compenso, però, si nota in lei una crescita emotiva legata alle esperienze che sta vivendo, che la portano a prendere decisioni drastiche come uccidere degli esseri umani pur di sopravvivere. Tuttavia, l'eroina ci è apparsa poco approfondita: ci viene ripetuto costantemente che ha un forte legame con il fratello, ma non ci vengono offerti scorci sul loro passato che possano approfondire il rapporto che li unisce.

Sarebbe bastato che la serie si soffermasse per pochi attimi sulla relazione tra fratello e sorella per apprezzare le scelte intraprese dalla protagonista, similmente a come avviene con Mayuko: attraverso brevi sequenze incentrate sul suo passato, possiamo comprendere come sin da bambina fosse circondata da persone che la disprezzavano e come questo l'abbia portata a provare odio nei confronti del prossimo, sebbene l'incontro con Yuri rappresenti una svolta anche per il suo sviluppo.

Interessante, invece, la puntata che vede come protagonista Rika, che ci permette di approfondire il personaggio e il suo modus operandi, cauto e determinato. Tra i vari interpreti, quello che ci ha affascinati di più è sicuramente il Cecchino: una volta ritornato umano, vuole redimersi aiutando Kuon e prosegue la sua missione solo per incontrare il fratello di Yuri e scoprire chi sia.

Questo è forse l'unico motivo che ci ha spinti a proseguire la visione, anche se abbiamo trovato alquanto insolita la scelta degli autori di nascondere il volto del cecchino, diversamente da molti altri nemici. Sebbene sia evidente che l'intento fosse quello di creare un alone di mistero attorno alla figura, in diverse situazioni abbiamo avuto la sensazione che il rivelare il suo aspetto fosse alla base del colpo di scena che spiega il legame con Rika Honjo, ma a conti fatti non è così.

Come dicevamo, High-Rise Invasion non ha una trama coinvolgente, ma bastano pochi attimi per rendersi conto che vuole fare leva piuttosto sui continui colpi di scena, con annesse rivelazioni.

Sin dal primo episodio ci vengono fornite informazioni che ci hanno permesso di iniziare a comprendere cosa stesse accadendo e cosa fossero le maschere; ma, nonostante gli autori abbiano cercato di non farci sentire del tutto spaesati, avremmo preferito che il pilot non offrisse alcun dettaglio sulle maschere e che continuasse a ruotare attorno alla curiosità, al senso di confusione e al desiderio di scoperta che si crea nei primi minuti.

Solo una volta arrivati al secondo episodio la serie avrebbe potuto iniziare a fornire alcune spiegazioni sufficienti per ravvivare il nostro interesse. Il fascino della scoperta viene rovinato soprattutto dalla durata complessiva dell'anime di 12 episodi, che si sono rivelati pochi per creare quell'atmosfera di curiosità e allo stesso tempo per dare spiegazioni soddisfacenti; proprio per questo, molto viene rivelato in poche battute, facendo solo sorgere continue domande.

Nel corso delle puntate veniamo inondati da numerosi dettagli su cosa siano le maschere, ma non si ha il tempo di metabolizzare bene il tutto, a causa soprattutto di un ritmo sempre più incalzante, che offre solo pochi attimi di respiro: ad esempio, si passa in pochissimi episodi dallo scoprire che le maschere controllano gli esseri umani attraverso dei codici, alla possibilità di diventare Dio indossando particolari maschere. Sicuramente sono dettagli che impreziosiscono l'universo ed incuriosiscono, ma avremmo preferito che ci fosse una pausa tra una rivelazione ed un'altra, almeno per fare mente locale. Fortunatamente, tutto ciò che ci viene detto non crea molta confusione, anche se, come temevamo, sono troppi gli interrogativi ancora senza risposta. Sicuramente questo apre le porte per una seconda stagione, anche grazie ad un cliffhanger finale, ma le premesse per seguirla non ci sono, soprattutto se non verranno corretti gli errori della prima.

Fiumi di sangue

Se sul lato narrativo High-Rise Invasion non è riuscito ad appassionarci, lo ha fatto su quello artistico. Il tratto è molto pulito e dettagliato, anche se in alcune sequenze si notano degli inciampi stilistici, che passano del tutto in secondo piano, così come la CGI che viene utilizzata per la resa di elementi secondari come i ponti che collegano i tetti, l'elicottero e ad altri.

Benché in alcune sequenze salti all'occhio la differenza tra computer grafica e tratto manuale, abbiamo apprezzato come lo staff creativo abbia cercato di rendere lo stacco il meno evidente possibile.

Inaspettatamente abbiamo trovato una buona dose di combattimenti adrenalinici, resi così non solo per il tratto certosino, ma anche per le animazioni fluide che non ne rovinano la complessità, per una colonna sonora sempre più incalzante e per l'immancabile violenza, vero tratto distintivo dell'anime: anche se il sangue c'è sembrato essere troppo chiaro, più simile a salsa di pomodoro, i momenti più cruenti sono ben realizzati proprio grazie ad un buon comparto tecnico che rendono High-Rise Invasion uno splatter.

High-Rise Invasion High-Rise Invasion non vanta certo una trama coinvolgente: fornisce tante informazioni in poche battute, utili per comprendere cosa sta accadendo, ma non si ha il tempo necessario per metabolizzarne una che subito se ne riceve un’altra. Ad aggravare il tutto vi è un’atmosfera caratterizzata da una comicità banale, che smorza troppo i toni cupi della serie. I personaggi non riescono ad affascinare, salvo alcuni, a partire dalla protagonista che risulta essere poco approfondita. Sicuramente, il comparto artistico è la parte più interessante della produzione, con un disegno ben curato che permette di apprezzare i momenti in cui sgorgano litri di sangue.

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