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High School DxD Born Recensione: demoni e fanservice

Issey Hyodo torna a vivere una serie di avventure sconclusionate a base di demoni, angeli caduti e tanto fanservice.

recensione High School DxD Born Recensione: demoni e fanservice
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High School DxD è un franchise composto da varie light novel, manga e anime appartenenti al sottogenere harem, in cui il protagonista si ritrova molto spesso circondato da giovani e avvenenti ragazze che puntano a conquistare il suo cuore con ogni mezzo a loro disposizione.
High School DxD BorN, la terza stagione dell'anime sviluppato dallo studio di produzione TNK, è stata distribuita per la prima volta nel corso del 2015 e recentemente pubblicata anche sulla piattaforma di streaming Netflix.
L'opera, che conta in tutto dodici episodi dalla durata di circa venti minuti l'uno, può essere considerata alla stregua di una pessima fan fiction per via di una cura per i dettagli praticamente inesistente.
Di seguito andremo quindi ad analizzare la serie cercando di comprendere tutto ciò che non ha funzionato sia a livello stilistico che narrativo.

Vacanze infernali

La trama dell'intera serie ruota attorno a Issey Hyodo, un giovane ragazzo che muore durante un incontro con un angelo caduto, salvo poi venir rianimato dal demone Rias Gremory, che lo trasforma in suo servo.
Il primo enorme problema della produzione (purtroppo solo uno dei tanti) risiede proprio nella progressione narrativa degli eventi.

Infatti, fin dai primi episodi, risulta difficile comprendere in che direzione intende muoversi questa stagione, che sfortunatamente diventa sempre più tortuosa e confusionaria. Ogni puntata sembra quasi una sorta di collage di situazioni a tratti scollegate, in cui si passa da improbabili allenamenti - a cui devono sottoporsi i protagonisti per ragioni non del tutto chiare - fino ad arrivare a scontri con nemici semplicemente inutili ai fini della trama.

La battaglia tra il clan Gremory (di cui fa parte la presidentessa Rias, legata indissolubilmente al protagonista) e quello della Chaos Brigade guidata da Vali non è in grado in nessun modo di appassionare lo spettatore, per via di combattimenti solo accennati - e mai sviluppati nella loro interezza - oltretutto gestiti in maniera estremamente superficiale.

A rendere il tutto ancora più caotico ci pensano poi i vari antagonisti dell'anime, un vero e proprio concentrato di dei, demoni e angeli caduti inseriti in modo spesso addirittura casuale.

Nell'opera, infatti, compaiono sia personalità legate al pantheon degli dei norreni come Loki e Odino, sia personaggi connessi alla letteratura cinese come Sun Wukong, privi tuttavia di un background stlistico/narrativo quantomeno accettabile e usati come semplice riempitivo per far proseguire la storia.

Lo stesso Issey ci è parso un protagonista dal carisma inesistente per via di una pessima caratterizzazione che lo porta, sia durante le sequenze di dialogo che nel corso dei combattimenti, a risultare semplicemente anonimo.

Come se non bastasse, anche i poteri dei vari personaggi sono stati concepiti in maniera scialba; infatti, in tutte le fasi action, non viene mai spiegato nel dettaglio la tecnica adottata dai comprimari, i quali tendono ad utilizzare colpi a energia assolutamente privi di qualsiasi forma di caratterizzazione stilistica.
Per tutto l'arco dei dodici episodi si ha quindi davvero l'impressione di trovarsi di fronte a una fanfiction estremamente scadente, in cui non si riesce a comprendere il fulcro centrale di una trama sviluppata in modo troppo frammentato e banale.

Draghi, seni e insensatezze

Oltre ai disastrosi problemi narrativi dell'opera presa in esame, a colpire in negativo è sicuramente anche l'utilizzo del registro comico all'interno delle puntate.
Trattandosi infatti di un anime appartenente al sottogenere harem, in cui è presente quindi una sottile linea erotica, il protagonista viene considerato come un inguaribile "allupato" incapace di resistere a qualunque tipo di avance da parte delle prosperose ragazze coprotagoniste.

High School DxD Born non riesce però mai a sfruttare sapientemente quello che dovrebbe essere il suo punto di forza, limitandosi a riproporre stancamente - dall'inizio alla fine - la solita sequenza in cui una delle ragazze chiede a Issey di toccarle il seno, puntando su un tipo di comicità tremendamente infantile che stanca quasi subito.

La componente erotica è stata inserita semplicemente in funzione del fanservice, dimostrandosi in molti casi semplicemente fuori luogo e senza senso (pur trattandosi di un anime harem) per via di situazioni mal sfruttate o spesso incoerenti.
Dopo poco tempo si ha come l'impressione che la serie voglia infatti puntare su un numero di registri narrativi sempre diversi senza però approfondirne nessuno, spaziando da momenti ultra trash e di pessimo gusto a sequenze più vicine a un registro epico o romantico.

Le parti maggiormente comiche/erotiche si basano tutte sulla stessa identica gag (in cui il protagonista è intento a premere i capezzoli delle ragazze che lo circondano), mentre le scene leggermente più seriose sono incastrate in maniera forzata all'interno degli episodi e sviluppate in modo pessimo e inconcludente.
Purtroppo, neanche i disegni riescono a salvarsi dal baratro della mediocrità dato che - a fronte del character design abbastanza curato con cui sono stati realizzati i personaggi femminili - gli ambienti e gli effetti particellari relativi ai colpi risultano inscenati in maniera davvero blanda e insoddisfacente.

High School DxD BorN High School DxD BorN è fondamentalmente quanto di peggio si possa pretendere da una serie anime, simile in tutto e per tutto alle innumerevoli fan fiction di serie z che una decina d'anni fa imperversavano nei forum dedicati all'animazione giapponese. Un'opera davvero pessima sotto praticamente qualunque punto di vista, incapace oltretutto di sfruttare i propri punti di forza, cercando di mescolare insieme una varietà impressionante di influenze stilistiche senza svilupparne nessuna in maniera adeguata.

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