Host Club - Amore in affitto: recensione dello shojo su Netflix

È disponibile in esclusiva su Netflix Host Club - Amore in affitto: un anime che si è mantenuto divertente e originale.

Host Club - Amore in affitto: recensione dello shojo su Netflix
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Prima del debutto a settembre su Netflix (non perdete gli anime Netflix di ottobre 2022), in giapponese con sottotitoli, non avevamo ancora visto Host Club - Amore in affitto (titolo italiano del manga Ouran High School Host Club di Bisco Hatori), anche perché è stato inedito in Italia per ben 16 anni. Dopo aver assistito al primo episodio, temevamo di avere davanti l'ennesima commedia romantica studentesca che avesse poco da offrire. Eppure, continuando la visione ci siamo dovuti ricredere, perché Host Club - Amore in affitto si è dimostrato una gradevole e inaspettata sorpresa: ogni puntata ci ha intrattenuto con un umorismo che nasconde un retrogusto amaro.

Parco giochi per ricchissimi

La Ouran è un istituto privato riservato ai rampolli della nobiltà e ai figli di famiglie benestanti. Qui ha sede l'Host Club, uno dei club più in voga e prestigiosi della scuola: i membri sono giovani belli e ricchi, che corteggiano e rendono felici le clienti, anche loro giovani e ricche.

Haruhi Fujioka è tra i nuovi iscritti alla Ouran per meriti nello studio, anche se la sua famiglia non è benestante. La vita di Haruhi cambia quando entra nella sede dell'Host Club, dove incontra Tamaki Suou, il presidente vanitoso ed egocentrico; Kyoya Otori, il vice freddo e cinico che si occupa del lato finanziario del club; gli inseparabili gemelli Hikaru e Kaoru Hitachiin, irruenti, ma anche i più divertenti della combriccola; Takashi Morinozuka, soprannominato Mori, taciturno e all'apparenza senza emozioni, che fa coppia con Mitsukuni "Honey" Haninozuka, un ragazzo-lolita che ha l'aspetto e l'atteggiamento di un bambino delle elementari con tanto di coniglio di pezza da cui non si separa, ma che è un vero prodigio nello studio. Ognuno di loro usa le proprie qualità per soddisfare i bisogni delle ospiti. Anche se la prima impressione dei membri dell'Host Club non è positiva, perché snob e presuntuosi, suo malgrado Haruhi dovrà rimanere con loro come tuttofare per aver rotto un vaso dal valore di 8 milioni di yen, almeno fino al diploma o fino a quando non riuscirà a sedurre 100 clienti.

La trama di Host Club - Amore in affitto è solo un espediente per tenere insieme i singoli episodi autoconclusivi che mostrano la giornata di Haruhi al fianco dei compagni e come poco alla volta si affezioni a loro, al punto da influenzarli e cambiarli con la sua "normalità". Al contempo, anche i ragazzi dell'Host Club riusciranno a stravolgere la sua vita.

Tutto assume un retrogusto delizioso dopo la rivelazione del primo episodio: a discapito del suo aspetto, in realtà Haruhi è una donna, a cui non dà affatto fastidio di essere riconosciuta come un uomo, perché non ha ancora la giusta consapevolezza di quale sia il suo genere. Questo crea delle nuove interessanti e spassose dinamiche fatte di incomprensioni ed equivoci.

Molto tempo libero

Se siete alla ricerca di una storia d'amore fatta di corteggiamenti e delusioni, vi basti sapere che Host Club - Amore in affitto è l'esatto opposto di quello che state cercando.

Molto presto, il canovaccio diventa solo un mero pretesto per un racconto corale, che non si focalizza su una complessa love story tra studenti. La serie ha una trama verticale, con poche puntate collegate tra loro: gli unici elementi ricorrenti sono i protagonisti. Gli episodi non si limitano solo a mostrarci i membri dell'Host Club che allietano le giornate delle clienti con eleganti costumi tematici sempre stravaganti (kimono, armature da cavalieri, uniformi di forze dell'ordine e molti altri), ma anche come risolvono i problemi di cuore o personali degli studenti. Su questo fronte, l'anime si dimostra decisamente più interessante, perché fa capire che gli iscritti del club non sono i classici ricchi insensibili e indifferenti. Tra le varie puntate, non mancano quelle che ci danno un'infarinatura generale sui vari protagonisti: Tamaki è quasi sempre un ingenuo che vive in un mondo tutto suo, pieno di fantasticherie, ma nei momenti opportuni si dimostra serio e determinato.

Kyoya è meticoloso, freddo, e non ci pensa due volte a vendere oggetti del club (ottenuti anche impropriamente) pur di rimpinguare le casse; Mitsukuni appare dolce e carino, ma è un temibile combattente; Takashi ha un animo da samurai, tanto da punirsi se non riesce a proteggere Honey, diventando goffo e impacciato; Hikaru e Kaoru sono molto legati, facendo praticamente tutto insieme; Haruhi è indipendente, e cerca di affrontare ogni situazione senza chiedere aiuto a nessuno, anche quelle più difficili.

Siccome le puntate sono diverse l'una dalle altre, con risvolti divertenti, lo spettatore è quasi invogliato a scegliere la preferita, anche se vista la qualità di alcune potrebbe essere difficile trovarne solo una. A parer nostro, tra 26 episodi totali, uno dei migliori è il decimo.

Mentre nelle precedenti puntate Haurhi deve sopportare tutte le stravaganze dei compagni che ostentano le proprie ricchezze e si stupiscono di cose semplici come il caffè solubile o il sushi a poco prezzo, offendendo inconsciamente le abitudini di quelli che considerano "comuni", nella storia in questione c'è un ribaltamento delle dinamiche.

I ragazzi dell'Host Club vanno a fare visita ad Haruhi perché Tamaki teme che possa vivere una vita indigente. È quasi superfluo dire che assisteremo a situazioni esilaranti dovute ai tentativi dei gemelli e del presidente del club di non creare situazioni spiacevoli o che possano essere in qualche modo offensive, e all'incontro con Ranka, il padre di Haruhi, a seguito di un equivoco, che preferiamo non svelare per non rovinarvi una piacevole risata.

Riso dolceamaro

Non a caso consideriamo l'episodio 10 uno dei migliori, perché funge da spartiacque tra una prima parte introduttiva, ed una seconda dalle sfumature più introspettive.

Infatti, gli episodi successivi si soffermano ad analizzare i singoli protagonisti, con storie agrodolci. Senza dilungarci su tutti, essendo tanti e per non svelare troppo, ci limiteremo a prenderne in esame solo alcuni: i gemelli Hitachiin sono sempre stati insieme, perché convinti di essere superiori agli altri e approfittavano del fatto che nessuno riuscisse a riconoscerli per chiudersi sempre più a riccio e ad isolarsi dagli altri, ma allo stesso tempo soffrivano della mancanza di amicizie. Kyoya è il terzogenito della sua famiglia, ed è consapevole di non poter ereditare la società, ma ciò non gli ha impedito di dover sopportare il peso delle pressioni del padre che voleva da lui sempre il massimo e che instaurasse rapporti con i figli delle famiglie benestanti: per questo tutto ciò che fa lo fa solo per un proprio tornaconto. Mitsukuni ha dovuto rinunciare alla sua infanzia sin troppo presto, a causa delle persone che parlavano del suo aspetto, per diventare più mascolino, in quanto erede di una famiglia di spicco. Bastano questi esempi per capire che dietro l'atteggiamento allegro e spensierato dei membri del club si celano storie drammatiche.

Tutti, comunque, sono stati aiutati da Tamaki: uno dei personaggi più complessi, il cui passato si scopre solo alla fine, ma che non ha mai perso il sorriso, riuscendo così a dare la possibilità ai compagni di essere per la prima volta se stessi, liberandoli dal peso di vite piene di sofferenze e sacrifici.

Un'ulteriore aiuto lo hanno da Haruhi, il cui background è sulla stessa lunghezza d'onda degli altri: dopo la morte della madre, ha sempre fatto tutto in totale autonomia (dalle faccende di casa, al compilare i moduli per l'ammissione a scuola), per non essere un peso per gli altri, diventando così forte e indipendente, ma a volte la mancanza della figura materna diventa opprimente.

Eppure, grazie al suo carattere solare e alla sua influenza, Haruhi riesce a far maturare i compagni, facendo emergere con il tempo la loro vera natura: se non è molto evidente in Honey, Mori, e Kyoya, è più palese in Hikaru e Kaoru, che finalmente iniziano ad aprirsi agli altri e a non essere più troppo legati tra loro, e in Tamaki che poco alla volta smette di essere ingenuo e capisce cosa prova veramente.

Al netto di ciò, la serie non perde mai la peculiarità di lasciare allo spettatore il dubbio su alcune situazioni che sono in bilico tra storia d'amore e amicizia, senza mai chiarirle del tutto; eccezion fatta per il finale, che vuole essere più un contentino per chi cerca un lieto fine.

A fronte di quanto detto, la comicità continua ad essere una costante, e anzi, in questi frangenti si dimostra persino più efficace, rendendo tutto più dolce: siparietti comici, situazioni goliardiche, citazionismo, equivoci, scritte a schermo che descrivono stati d'animo (anche se non sempre sono tradotti da Netflix, quindi bisogna andare ad intuito), rottura della quarta parete e teatro nel teatro, e molto altro ancora. A questo si devono aggiungere i metodi di corteggiamento dei membri del club, che sono assurdi e eccessivi, ruotando attorno ai più tipici moe di un tempo, e personaggi secondari bizzarri: come Renge, una studentessa che ogni tanto emerge dal pavimento (non importa dove si trovi) per dare consigli ai protagonisti e per rivolgersi indirettamente al pubblico. Tutti fattori che rendono Host Club - Amore in affitto una commedia leggera anche nel 2022.

Fuori moda, ma ancora piacevole

Host Club - Amore in affitto è uscito nel 2006, ma il lavoro svolto dallo studio Bones lo rende pienamente godibile ancora oggi, anche se lo stile artistico è ormai datato. A volte le proporzioni sono un po' fuori scala e le comparse e i protagonisti non sono molto variegati: unico elemento che li differenzia è il tipo di capigliatura. Una particolare attenzione l'abbiamo notata nel design di Mitsukuni e Haruhi: nel primo caso il tratto leggermente delicato cattura la sua natura bambinesca, per poi diventare spigoloso nei momenti in cui la sceneggiatura assume tonalità seriose.

Haruhi, invece, ha un design che nei primi minuti inganna lo spettatore: morbido, con curve poco accentuate che potrebbe indurre a pensare che si tratti di un ragazzo, anche per via dei capelli corti; ma il taglio degli occhi è arrotondato, come la maggior parte dei personaggi femminili. Nonostante il comparto artistico risenta del peso degli anni, i disegni sono ben realizzati, con una particolare cura nelle ambientazioni, e senza troppe sbavature, tanto nelle inquadrature ravvicinate, quanto in quelle con più attori in scena. Il tratto realistico si affianca ad uno caricaturale e deformato, che mette in risalto le situazioni più divertenti che coinvolgono l'Host Club.

Host Club - Amore in affitto (anime) Host Club - Amore in affitto ha una doppia natura: allegra e introspettiva. Mentre la prima metà è solo una fase introduttiva, la seconda mostra i lati più intimi dei vari attori, lasciando in diversi momenti anche un po’ di amaro in bocca. Ad alleggerire questi frangenti c’è una comicità che riesce ancora a far ridere, anche a distanza di 16 anni. Il tutto è accompagnato da un comparto artistico non più “giovane”, ma comunque curato, che dà il giusto rilievo sia ai momenti spensierati, che a quelli agrodolci.

7.7