I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del Paradiso, la Recensione del 5° film

Edito in Italia da Yamato Video, Tenkai-hen non ebbe la fortuna sperata, ma torna in formato DVD e Blu-Ray per ricordarci il suo potenziale.

recensione I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del Paradiso, la Recensione del 5° film
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Quello de I Cavalieri dello Zodiaco è un brand complicato, con una storia travagliata da svariati decenni di progetti incompiuti, spin-off fuori continuity e una difficile collocazione temporale di molte delle opere tratte dal manga cult di Masami Kurumada. Tutti conosciamo la storia della serie classica di Saint Seiya, interrotta prima del tempo alla Saga di Poseidone; il progetto fu ripreso all'inizio degli anni 2000, con la trasposizione animata de I Capitoli di Ade, ma seppure le avventure di Pegasus e dei suoi compagni sembravano tragicamente giunte al termine, i fan sanno bene che non era affatto così. Esattamente come nei piani iniziali del creatore di Saint Seiya, infatti, il franchise di animazione sarebbe dovuto continuare con una serie di film e OVA dedicati alla Saga del Regno dei Cieli, di cui il primo capitolo fu I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del Paradiso.

Il film, diretto da Shigeyasu Yamauchi, vide la partecipazione del leggendario Shingo Araki a capo del character design: un'impronta che, come avremo modo di vedere, rimane del tutto indelebile sul comparto artistico di una pellicola che purtroppo non ebbe grande fortuna. Al di là dello scarso successo commerciale, lo stesso Kurumada lo disconobbe dal canone della saga a causa di divergenze creative con la produzione. Una scelta che gettò la cosiddetta Saga di Zeus, di cui Le pote del Paradiso era un interessante prologo, nell'oblio più totale, facendolo rimanere nulla più che un progetto mai portato a termine. Nonostante le critiche rivolte alla produzione, il film (che in giapponese si intitola Saint Seiya Tenkai-hen Jousou - Overture) è ora disponibile in una nuova edizione DVD e Blu-Ray grazie a Yamato Video.

Il risveglio

Pegasus dorme. È in stato catatonico, su una sedia a rotelle, accudito con amore da Lady Isabel (Saori Kido, per gli amanti della versione originale) in una tranquilla baia di montagna. Come molti sapranno, Le porte del paradiso si colloca cronologicamente dopo i drammatici eventi della Saga di Hades. Il nostro Seiya, quindi, è caduto in un sonno profondo in seguito allo scontro con il dio dell'Oltretomba, mentre i suoi compagni sembrano essere svaniti per sempre insieme ai leggendari Cavalieri d'Oro posti a protezione del Santuario.

La dea Atena è invece riuscita a sopravvivere al collasso dell'Elisio, portando Pegasus con sé. Il passato, tuttavia, non ci mette troppo a bussare nuovamente alla porta dei nostri eroi: Saori si ritrova a dover difendere il suo guerriero più valoroso dall'attacco di tre misteriosi angeli guerrieri, che solo in seguito si riveleranno essere gli araldi della dea Artemide, sorella di Atena. Artemide ha il compito di uccidere tutti i mortali che hanno osato affrontare e uccidere divinità come Nettuno e Ade, ragion per cui proprio il nostro Seiya rappresenta il principale obiettivo della donna.
Isabel riesce però a salvare la vita del giovane, offrendo in cambio ad Artemide i suoi stessi poteri divini e cedendo alla sorella il dominio sugli uomini e la reggenza del Santuario.

Quando, dunque, Pegasus si risveglia dal suo sonno, depotenziato e senza la sua preziosa armatura, dovrà fare i conti con un mondo molto diverso da quello che conosceva: senza la sua Isabel, dispersa, il giovane inizia un cammino di rinascita e redenzione, alla ricerca dei compagni perduti con il disperato tentativo di salvare la sua amata dea protettrice dalle grinfie degli abitanti del Regno dei Cieli.

A lungo si è discusso sulle potenzialità della trama de Le porte del paradiso. Sulle sue contraddizioni, sui suoi punti oscuri e sulle perplessità che caratterizzavano la scrittura della pellicola. Sì, Tenkai-hen è un film estremamente controverso e non bisogna stupirsi della volontà di Kurumada di disconoscerlo dalla continuity principale della sua opera più importante. In fondo, la sceneggiatura de Le porte del paradiso risulta tragicamente spaccata in due direzioni ben precise. Da un lato, la voglia di introdurre qualcosa di narrativamente nuovo, il tentativo di dare alla trama dei toni molto più maturi e impreziositi da una morale di fondo che interseca le sue radici sulla filosofia e sulla religione, proponendo al pubblico una parabola mistica fondata sul conflitto tra uomo e dio, nonché sull'ineluttabilità del destino di un mortale di fronte a qualcosa di superiore, come le divinità o il Fato stesso (elemento molto caro, in fondo, alla mitologia greca, di cui proprio I Cavalieri dello Zodiaco è elemento così fulgido).

D'altro canto, però, era indubbio che una produzione del genere dovesse sempre e comunque parlare un linguaggio tipico per un target shonen, finendo quindi con il cadere in una serie di facili cliché e in qualche risvolto di trama piuttosto discutibile, soprattutto se rapportato alla caratterizzazione dei protagonisti. Da questo miscuglio ne è risultato un film maturo, e per certi versi sconvolgente, che tuttavia finisce col prendere direzioni inspiegabili, provando sia a chiudere un cerchio (I capitoli di Ade) sia ad aprirne uno nuovo (quello di Zeus), ma finendo anche col tradire in alcuni casi la mitologia creata in origine da Masami Kurumada.

Un Cosmo spezzato

È indubbio, insomma, come dal punto di vista concettuale I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del Paradiso sia un film estremamente difficile da gestire e fruire, in cui probabilmente non è stata sufficiente un'ora e venti di pellicola per spianare sufficientemente la strada a un progetto più che ambizioso (l'apertura, cioè, di una nuova grande saga per i Saint di Atena). E possiamo dire che. anche sul versante visivo. l'opera risulta così peculiare da rimanere comunque impressa nei cuori di tutto il fandom.

La messinscena, infatti, è poderosa, solenne, sacrale: un continuo alternarsi tra realtà e sequenze oniriche, il tutto immerso in una quiete di fondo dal forte significato poetico. Non c'è mai, in Tenkai-hen, l'azione roboante tipica di uno shonen, il richiamo epico e cavalleresco che muove le gesta dei Saint: ogni singolo atto del film è scandito da un silenzio sacro, coadiuvato da inquadrature che esaltano la semplicità dei paesaggi, i dettagli della natura, l'anima sospesa di questa storia.

La regia di Yamauchi è poi supportata dai disegni sempre incredibili di Shingo Araki, affiancato a capo del design dall'ottimo Michi Himeno: un tratto che, col passare dei decenni, si è attualizzato, rendendo ancora più morbidi e dolci i lineamenti dei protagonisti, eppure riuscendo a mantenere la stessa identica direzione artistica di trent'anni fa. In questo discorso va ad inserirsi un uso non proprio ottimale della tecnica digitale, che soprattutto sui fondali non riesce ad esprimersi esattamente al meglio di sé.

Eravamo nel 2004, erano in fondo altri tempi, ma soprattutto in quegli anni l'animazione andava contaminandosi con la CGI soltanto in via del tutto sperimentale: considerata la regia, la poetica e i colori proposti da Le porte del paradiso, i pochi difetti visivi sono (a parer nostro) assolutamente superflui.

Il recente lavoro di editing svolto da Yamato Video su questa edizione home video de I Cavalieri de Lo Zodiaco: Le porte del Paradiso ci ha soddisfatti ampiamente, per non dire quasi del tutto. Sul fronte dei contenuti l'editore ha cercato, come sempre, di accontentare gran parte dei fan, proponendo per il formato DVD e Blu-Ray di Tenkai-hen due tracce audio ben differenti: quella che include l'ormai classico doppiaggio italiano e quella dedicata al sonoro originale, comprensivo di sottotitoli in italiano che seguono una traduzione fedele di testi e nomi giapponesi (in cui, quindi, i personaggi si chiamano Seiya, Shiryu, Hyoga, Shu, Ikki e via dicendo, le armature si chiamato cloth e così via).

Per quanto riguarda la conversione video del prodotto, l'operazione di rifinitura delle texture rispetto alla versione originale del 2004 è piuttosto evidente. In formato Blu-Ray, soprattutto, la qualità grafica è eccezionale e dà il meglio di sé soprattutto in occasione di primi piani particolarmente intensi. La risoluzione soffre giusto di qualche calo qualitativo in qualche campo largo, o in occasione di animazioni particolarmente elaborate. Uno stacco che, in qualche frangente, abbiamo avvertito, ma che non intacca in alcun modo la godibilità generale del prodotto, venduto nel consueto package che include un box cartonato ad avvolgere la confezione e l'immancabile booklet da collezione comprensivo di bozze e modelli del leggendario character design del compianto maestro Shingo Araki.

I Cavalieri dello Zodiaco: Le porte del Paradiso Le porte del paradiso è un film controverso, sfortunato, ma anche per questo resta un progetto dall'indubbio fascino artistico e concettuale. Narrativamente non proprio brillante, ma intenso, delicato e sospeso, impreziosito dai disegni leggendari del sensei Araki, offre ancora oggi un degno spettacolo visivo per tutti gli estimatori del brand Saint Seiya. Grazie all'edizione home video di Yamato, d'ora in poi, l'ultimo grande film de I Cavalieri dello Zodiaco trova nuova linfa per ricordare a tutti gli appassionati il suo potenziale.

7.5