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I cieli di Escaflowne: recensione dell'anime su Netflix e VVVVID

È approdato su Netflix I cieli di Escaflowne: un racconto di guerra ed amore, a metà tra fantasy e fantascienza.

recensione I cieli di Escaflowne: recensione dell'anime su Netflix e VVVVID
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Se ci parlassero di un fantasy di stampo classico che si mescola alla fantascienza, senza elementi videoludici, saremmo alquanto scettici. Tuttavia questa ardua impresa è stata compiuta nel 1996, grazie alla collaborazione del mecha designer Shoji Kawamori, del regista Kazuki Akane, e del character designer Nobuteru Yuki, che hanno portato alla luce I cieli di Escaflowne, arrivato in Italia solo nel 2000, su MTV. All'epoca dell'uscita, la nostra passione per gli anime era ancora agli inizi, e molto probabilmente non avremmo potuto apprezzare un'opera acclamata sia dal pubblico che dalla critica. Recentemente, però, I Cieli di Escaflowne ha arricchito la libreria Netflix, dopo la release su VVVVID, e noi abbiamo colto l'occasione per recuperare questo piccolo cult dell'animazione giapponese.

Un sogno o un'illusione?

La protagonista è Hitomi Kanzaki, che ci viene presentata come la classica liceale giapponese, membro del club di atletica leggera della scuola; la sua migliore amica è Yukari Uchida, alla quale confida i sentimenti che prova per Amano.

Hitomi sa leggere i tarocchi, riuscendo a predire il futuro, grazie ad un pendente che porta sempre con sé. Il suo dono la porterà a vivere un'avventura unica: dopo aver letto che si sarebbe separata per lungo tempo da Amano, decide di rubargli un bacio qualora dovesse vincere una gara di velocità. Durante la prova, irrompono sulla pista il giovane cavaliere Van di Fanelia ed un drago. Grazie alla preveggenza, la protagonista aiuta il ragazzo a sconfiggere la creatura. In seguito, Hitomi e Van vengono trasportati da una colonna di luce sul mondo di Gaia, terra di origine del giovane. Sopra il cielo di Gaia si stagliano due satelliti: la Luna e la Terra, chiamata la Luna delle Illusioni. Hitomi scopre che Van è principe e futuro re di Fanelia. Nel regno, la protagonista fa la conoscenza della donna gatto Merle, la quale guarda con sospetto la nuova arrivata, perché teme che possa portarle via l'amato Van.
Durante la cerimonia d'incoronazione, Fanelia viene invasa dai guymelef (simili a mecha) invisibili dell'impero di Zaibach, che in breve tempo distruggono tutto ciò che trovano sul cammino. Mentre i soldati del regno cercano di fermare l'avanzata, a Van viene consigliato di nascondersi assieme all'ospite, e in caso di pericolo di scappare a bordo del guymelef Escaflowne.

Il re, però, decide di lottare a bordo dell'Escaflowne, ma la disfatta è inevitabile, nonostante Hitomi sia in grado di vedere i nemici invisibili: Fanelia cade. Quando sembra che la vita dei due protagonisti sia giunta a termine, il potere del ciondolo li teletrasporta fuori dalla città. Vengono salvati da Allen Schezar, Cavaliere Celeste di Asturia.

Con un cambio di scena, ci vengono rivelati i piani dell'impero di Zaibach: l'imperatore Dornkirk ha ordinato ai suoi uomini di catturare il drago di Fanelia, l'Escaflowne, perché potrebbe essere una minaccia per l'impero, e perché solo il drago può risvegliare l'antico potere della civiltà perduta di Atlantide.
La salvezza di Hitomi e Van è solo temporanea: le forze del male riprendono l'avanzata, costringendoli ad un continua fuga assieme ad Allen e ai suoi fedeli uomini, e alla ritrovata Merle. I fuggitivi, però, sono visti come dei traditori che hanno attaccato l'impero di Zaibach.
Sebbene la narrazione orizzontale metta in scena alcuni stilemi tipici del genere tra tradimenti, alleanze, fratelli che hanno rinnegato la famiglia e il regno, una guerra imminente, e un triangolo amoroso, I cieli di Escaflowne non ha una trama ben delineata. L'ordito si basa sul tipico viaggio di formazione e di scoperta, attraverso cui è possibile conoscere Gaia, e scoprire cosa lega l'Escaflowne all'antica stirpe di Atlantide.

Credere ai desideri

Alcuni fantasy che hanno come tema principale il viaggio mettono da parte la trama per focalizzarsi sulla caratterizzazione dei personaggi e del mondo creato. I cieli di Escaflowne ne è un esempio: si sente la mancanza di una sceneggiatura coinvolgente, che possa valorizzare i colpi di scena e le rivelazioni, che ci permettono di avere un quadro completo sul mondo di Gaia e sui vari protagonisti.

Quando Van e Hitomi raggiungono Fanelia, quello che ci ha colpiti maggiormente è la somiglianza tra il regno ed il Giappone feudale, tanto che i cavalieri sono chiamati samurai. Infatti, molte delle città che i nostri visitano sono ispirate a luoghi reali, rispecchiandone l'architettura e le tradizioni. A Fanelia vi è l'occasione di vedere in azione l'Escaflowne, e in questa circostanza abbiamo notato il grande estro artistico dei disegnatori, nel trovare un perfetto equilibrio tra la fantascienza, espressa dai mecha, e il fantasy di stampo classico. Per riuscire nell'impresa, gli autori hanno sostituito le componenti elettroniche tipiche dei "robottoni" con una cabina di pilotaggio in cui ingranaggi e manopole sono ben visibili, azionata da una minima parte di magia e dalla forza vapore; questo dà all'anime qualità tipiche dello steampunk, un ideale punto d'incontro tra i due differenti generi. Tuttavia, i mecha non sono gli unici elementi fantascientifici: l'impero di Zaibach è la rappresentazione più esplicita dell'immaginario comune dello sci-fi, essendo una megalopoli futuristica, caotica, ricoperta da una fitta coltre di smog. Proprio per la sua natura, abbiamo colto quello che potrebbe essere un gradevole omaggio a Blade Runner: il palazzo reale ci ha ricordato la Tyrell Corporation.

Agglomerati urbani ispirati a luoghi reali e il fantasy che si unisce allo sci-fi costituiscono solo la superficie di qualcosa di ben più complesso: vi è uno strato più profondo che ci permette di comprendere meglio le origini del pianeta. Se ad un approccio iniziale abbiamo avuto l'impressione che la storia del mondo, caratterizzata da miti e leggende, costituisse solo uno sfondo, poco alla volta è diventata una parte integrante della sceneggiatura.

Conoscere il passato del mondo ci ha permesso di scoprire le inaspettate origini di Gaia, capendo meglio perché è devastata dalla guerra. Infatti, il tema dei conflitti è ricorrente ne I cieli di Escaflowne: viene mossa una critica riflessiva su quanto inutile possa essere un'ostilità, in quanto è solo causa di dolore e sofferenza, e cerca di far ragionare sull'assurdità di ricercare la pace versando il sangue. Questa riflessione lascia intendere che nell'uomo è recondito il desiderio di combattere, anche senza apparente motivo.

Come nella realtà, la guerra mostrata nella serie non è solo fisica, ma anche emotiva, portando a cambiare i personaggi. Nel corso delle puntate abbiamo modo di approfondire gli eroi, anche attraverso dei flashback, così da poter apprezzare la loro evoluzione psicologica.

Il percorso che i protagonisti devono affrontare è tortuoso, ma li porta a maturare e a prendere coscienza dei propri limiti. Van appare come il classico protagonista immaturo, che pensa di agire per il bene altrui, senza preoccuparsi di mettere a repentaglio la vita di chi gli è vicino, convinto che un re debba difendere a qualunque costo i bisognosi. Nel momento in cui toglie la vita ad un nemico, mostra un lato insicuro, tormentato dalle sue azioni e dai fantasmi delle persone che ha ucciso, ma con il sostegno dei compagni riesce a reagire e a limare il suo carattere impulsivo. La stessa Hitomi inizialmente è descritta come indifesa, ma ben presto si rivela coraggiosa e grintosa, cercando di essere un collante tra i vari attori, convincendoli ad andare avanti. Eppure, quando viene messa dinanzi ad una verità destabilizzante, inizia a titubare sul proprio operato e sulle conseguenze che potrebbero verificarsi. Unico difetto che abbiamo riscontrato nella costruzione dell'eroina è che non sembra avere una reazione umana a quanto le sta accadendo: invece di sentirsi spaventata e confusa nel ritrovarsi in un nuovo mondo, affronta la situazione come se fosse normale.

L'intero cast è costruito in modo certosino, senza che nessuno venga lasciato indietro, sia i ruoli più rimarchevoli che i secondari: come Allen, che incarna lo spirito cavalleresco; Dilandau, delle schiere nemiche, il quale sembra un generale privo di cuore e senza scrupoli, ma mostra umanità e considera fratelli i suoi compagni, conoscendo il nome di ognuno di loro; fino ad arrivare a Folken, traditore della patria, odiato dal fratello per essersi alleato con Zaibach; infine Dornkirk, dipinto come un uomo ossessionato dal suo desiderio di controllare e di cambiare il fato.

Dietro la figura dell'imperatore è possibile scorgere considerazioni su come il desiderio di raggiungere i propri scopi possa, a volte, corrompere l'animo dell'uomo, al punto da spingerlo a compiere azioni malvagie, come iniziare una guerra. Sebbene possa sembrare banale, l'unico raggio di luce che può sopprimere l'oscurità è l'amore: benché nei primi episodi la love story sia superficiale, diventa sempre più importante, tanto che nelle puntate conclusive influenza maggiormente gli eventi. È possibile capire, quindi, che l'amore è l'unica forza in grado di contrastare l'odio.

La visione di un angelo

I cieli di Escaflowne è una produzione del 1996, ma può fregiarsi di una componente tecnica valida ancora oggi, al netto, però, di un'immagine sporca e di animazioni ripetute, difetti dovuti proprio all'epoca di uscita. Il tratto utilizzato è ben curato, con animazioni fluide e chiare, soprattutto nei momenti più concitati, o quando scendono in campo i guymelef.

Di contro, il mecha design si presenta statico, e tra guymelef troppo simili tra loro, gli unici a spiccare sono l'Escaflowne e lo Scherazade: complessi nello stile, in modo da essere maestosi, imponenti ed eleganti.

Il character design, invece, è più variegato, adattandosi tanto al contesto fantasy, quanto a quello sci-fi; l'unico design che potrebbe risultare fuori luogo è quello di Hitomi, ma rimarca le sue origini terrestri, e lascia intendere che dovrebbe far ritorno a casa. Unico neo cha abbiamo riscontrato nel design è nel naso troppo accentuato, che benché possa essere un elemento di poco conto, è fuori luogo: passa del tutto inosservato nelle riprese frontali, ma in quelle di profilo spicca, rovinando i disegni.

Degna di nota la colonna sonora, che in diversi momenti ci ha ricordato i canti gregoriani medievali, riuscendo a scandire bene sia i momenti più introspettivi, sia gli intermezzi in cui imperversano lotte senza fine.

I Cieli di Escaflowne L’unico difetto imputabile a I cieli di Escaflowne è l’assenza di una trama che valorizzi una produzione che si preoccupa di essere il più completa possibile. Infatti, l’anime offre un’attenta costruzione sia del mondo, analizzandone nel dettaglio il passato e i retroscena, che dell’intero cast, sviluppandone il lato psicologico ed emotivo, senza che nulla venga tralasciato o passi in secondo piano. Vi è anche spazio a riflessioni sull'inutilità delle guerre. Il tutto è impreziosito da un comparto tecnico che risulta essere tuttora valido e stabile, e da una soundtrack incalzante.

7.8

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