I.L - La ragazza dai mille volti, Recensione del manga di Osamu Tezuka

J-POP inaugura la Osamushi Collection con I.L - La ragazza dai mille volti, opera del 1969 del leggendario Osamu Tezuka.

recensione I.L - La ragazza dai mille volti, Recensione del manga di Osamu Tezuka
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Quando si parla di Osamu Tezuka, molto spesso, si associa la figura di questo leggendario sensei del fumetto orientale solo ai suoi prodotti più mainstream, da Astro Boy a Kimba. Eppure, colui che viene universalmente riconosciuto come il Dio dei Manga conta nel suo operato una vastità di opere immense. Lavori più o meno conosciuti che hanno scavato a fondo nella realtà sociale e politica del loro tempo, andando a classificarsi come vero e proprio fumetto d'autore piuttosto che come opere di culto destinate a un pubblico di massa. Per celebrare i 90 anni che Tezuka avrebbe compiuto il 3 novembre 2018, J-POP Manga ha sancito la nascita della Osamushi Collection, una rassegna di pubblicazioni volte a portare nel nostro Paese molte opere del sensei, sia conosciute sia inedite, forti di una rinnovata veste grafica ed editoriale. Uno dei primi appuntamenti con il ritorno di Tezuka, se così possiamo definirlo, è I.L. - La ragazza dai mille volti. Opera intensa e sfaccettata, capace di riflettere su temi così diversi come amore, guerra e politica, il volume è attualmente disponibile in tutte le fumetterie e librerie, oltre che ovviamente sullo shop digitale di J-POP.

La ragazza dei sogni

Daisuke Imari è un regista fallito. Ha provato a sfondare nel mondo del cinema, ma le opere che confeziona non riescono a sfondare nell'industria che conta, cadendo in un vortice di banalità e anonimato che stanno pian piano schiacciando l'autostima del protagonista, oltre al fatto di portarlo inesorabilmente sul lastrico. Come se non bastasse, Daisuke è stato lasciato da sua moglie e si ritrova, all'inizio del racconto, alla deriva umana più totale: solo, senza lavoro e prossimo alla disperazione. La fortuna busserà alla sua porta proprio nel momento più opportuno: incalzato da un misterioso benefattore, Imari trova una nuova sistemazione in una vecchia villa abbandonata, un luogo dall'aspetto sinistro e oscuro che sembra celare segreti indicibili. Giunto al suo interno, il protagonista (con suo immenso stupore) fa la conoscenza di una comunità di vampiri, il cui leader gli fa dono di una bara con all'interno... una donna. La non-morta, che ben presto assume il nome di I.L. è un'abile mutaforma e possiede la capacità di trasformarsi in qualunque essere ella desideri. Perché ciò sia possibile ha bisogno, chiaramente, di vedere con i suoi occhi il soggetto designato, o semplicemente di conoscerlo a fondo tramite ricordi o descrizioni particolarmente accurate.
Imari, omino scaltro e interessato a scalare nuovamente i vertici della società che a suo parere gli spettano, decide di sfruttare le abilità della sua nuova compagna a proprio fare, commissionandole attività e lavori di ogni tipo che, molto spesso, sfociano nell'illegalità.
I.L., creatura inizialmente e apparentemente priva di vita o di una morale propria, accetta gli incarichi del suo padrone con servilismo e buon grado, ma non senza iniziare a covare dei dubbi sulla natura dell'animo umano e sul valore dei sentimenti.

Così facendo, quella che col passare degli episodi diventa una protagonista a tutto tondo inizia pian piano a esplorare i recessi del proprio animo: attraverso i suoi viaggi, I.L. entra in contatto con storie e vissuti differenti, arrivando a comprendere il significato dell'amore o il dolore di una perdita, ma soprattutto iniziando a soppesare concretamente Bene e Male, Giusto o Sbagliato, imparando pian piano a conoscere luci e ombre di un'umanità dilaniata dalle passioni, positive o negative che siano.

La visione della vita

Attraverso i 14 capitoli di cui si compone, il racconto si snoda attraverso episodi autoconclusivi ma inscritti in un unico e preciso filo conduttore, percorso dalla figura della particolare protagonista. L'opera di Tezuka, così facendo, vuol essere un compendio di riflessioni sulla condizione dell'uomo e sulle contraddizioni del proprio operato attraverso la storia. I.L. - La ragazza dai mille volti si fa portatrice di una costante vena critica che l'autore scaglia senza troppe riserve allo star system dell'entertainment mondiale e alla disparità sociale, spaziando attraverso la politica e la guerra con racconti che si districano tra le lande ghiacciate del nord-est europeo e le distese deserte del Vietnam: le parole e i sentimenti di I.L. si fanno portatori della visione pacifista di Tezuka, che tuttavia racconta con occhi crudeli e spaventati gli orrori causati dalla violenza e dalla corruzione. Il manga mette in scena un racconto figlio del proprio tempo, in cui i riferimenti alle dinamiche socio-politiche dell'epoca si sprecano attraverso le pagine scritte e illustrate dall'autore. Non un semplice divertissement in cui serio e faceto si incontrano nel segno del classico equivoco che deriva dai giochi di ruolo. Quelli espressi ne La ragazza dai mille volti sono temi importanti, delicati e d'impatto, che quasi stridono con il tratto minimalista - e a tratti vicino all'estetica cartoon - dell'autore, costantemente diviso tra la finzione scenica e un realismo crudo, maturo, sanguinolento. Un vortice di violenza ma anche di seduzione, esplicato dalle sinuosità dei corpi femminili di cui proprio I.L. si fa portatrice. Mutevole e sfaccettata, una creatura morta che pian piano inizia a scoprire la vita. Solo per smascherarne ombre, crudeltà e contraddizioni.

I.L - La ragazza dai mille volti I.L - La ragazza dai mille volti è un compendio di storie tragicomiche e d'impatto, che trovano nella loro atipica protagonista un filo conduttore alla scoperta delle mostruosità e delle contraddizioni della società moderna. In quest'opera Osamu Tezuka riversa tutta la sua critica nei confronti della guerra e della politica: l'epopea di I.L e del suo egoistico "padrone" è anche un inno alla vita e ai sentimenti, valori che paradossalmente iniziano a sbocciare in un essere "non vivo" e che sembrano mancare in gran parte dell'umanità.

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