I Tre Adolf: la Recensione del manga politico di Osamu Tezuka

Entrata di diritto tra i più grandi classici della letteratura, l'opera targata J-POP si afferma ancora oggi come il lavoro più intenso del Dio del Manga.

recensione I Tre Adolf: la Recensione del manga politico di Osamu Tezuka
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Se oggi Osamu Tezuka fosse qui e potesse guardare il modo in cui la concezione moderna della guerra e del conflitto politico si sono evoluti, probabilmente spingerebbe più che favorevolmente la riedizione di quello che possiamo considerare uno dei thriller politici e degli inni contro la guerra più importanti di tutti i tempi. I Tre Adolf, opera conosciuta anche come La Storia dei Tre Adolf, è una serie manga imponente, mastodontica per i suoi contenuti e per lo spessore della sua scrittura. Pubblicato tra il 1983 e il 1985 sulla rivista Shukan Bunshun, e insignito poi nel 1986 con il premio Kodansha Manga Award, si tratta di una delle ultime opere realizzate dall'universalmente riconosciuto Dio del Manga prima della sua morte nel 1989. E difatti il fumetto, edito da J-POP Manga tra ottobre e novembre 2018 in due eleganti volumi da libreria e rientrante tra i primi titoli della nuova Osamushi Collection, è anche uno dei lavori più maturi e intensi del leggendario sensei. Un viaggio drammatico attraverso la Seconda Guerra Mondiale, un ritratto tremendo della follia umana e dell'ondata di violenza tipica del Novecento; un inno contro il razzismo, un canto a favore della libertà. Un'opera superiore che tutti, appassionati di manga e non, dovrebbero leggere.

Ritratto del Novecento

Nel 1936 si svolgevano le Olimpiadi di Berlino. Atleti provenienti da tutto il mondo si esibivano in una patria che in quegli anni aveva affermato la propria supremazia politica e militare, riconoscendo nel partito nazionalsocialista e nella figura di Adolf Hitler la figura più cupa, controversa e pericolosa di tutto il mondo civilizzato, fino a quel momento. Berlino era, ed è, un crocevia culturale ed economico: un ponte importante tra Paesi alleati come Germania e Giappone, in cui non era difficile imbattersi in cittadini provenienti dalla terra del Sol Levante.

La tragica parabola di Sohei Toge, un reporter nipponico con un ottimo fiuto per lo scoop, inizia con un avvenimento drammatico: la morte di suo fratello Isao, un omicidio politico avvenuto per mano dei nazisti perché il giovane orientale apparteneva a una cellula d'opposizione comunista. Il ragazzo era in possesso di informazioni preziose che, in futuro avrebbero cambiato per sempre il mondo e posto fine sia al nazismo che alla Seconda Guerra Mondiale. Le conseguenze del gesto di Isao ricadono sul povero Sohei, che si ritrova braccato dai servizi segreti tedeschi e, tassello dopo tassello, si ritrova a scoprire la verità racchiusa in quei documenti. Fogli che diventano ben presto il deus ex machina di tutto il racconto, la cui protezione dà vita a una trama che, partendo dalle sventure di Toge, attraversano un intero decennio di conflitti e atrocità e si fanno portatori di un messaggio che passa attraverso tre individui di nome Adolf.

Il primo porta il cognome di Kaufmann: giovane rampollo tedesco di padre e giapponese di madre, figlio di uno strenuo sostenitore del Terzo Reich e destinato a frequentare il migliore istituto predisposto alla formazione della Hitler-Jugend, l'organizzazione giovanile istituita dal Partito del Lavoro del movimento nazionalsocialista tedesco: il piccolo esercito composto da giovani adoratori del fuhrer, che il dittatore stesso guidava nella formazione di ideali distorti in nome della superiorità della razza ariana. Il secondo Adolf porta il cognome di Kamil, e in tenera età era il migliore amico di Adolf Kaufmann.

Giapponese ebreo e vicino di casa del giovane rampollo, stringe con il suo omonimo un rapporto di profonda amicizia e affetto reciproco. Una relazione destinata spezzarsi molto presto a causa degli ideali che dividono le due famiglie e che porteranno Kaufmann lontano da Kamil e dal Giappone per unirsi all'esercito nazista. Il terzo Adolf è chiaramente Lui. Il comandante supremo della Germania nazionalsocialista, il persecutore degli ebrei, la figura che condusse il popolo tedesco alla massima espressione del patriottismo e dell'autocelebrazione in nome della superiorità di razza. Simbolo di razzismo, di violenza e di follia. Tezuka dipinse Hitler come una figura enigmatica, inizialmente lontana, rappresentata dal punto di vista del popolo, ma poi più vicina grazie alla prospettiva del giovane Kaufmann. Inizialmente un eroe e un leader ma in seguito un uomo paranoico e ossessivo, il cui decadimento psicologico e morale accompagna il racconto come una parabola discendente, facendosi metafora del declino politico e militare della Germania sul finire della Seconda Guerra Mondiale.

L'orrore dagli occhi di Tezuka

I Tre Adolf è un thriller politico dai toni oscuri, dalla scrittura sublime, dal messaggio importante. Osamu Tezuka dipinse gli orrori della guerra, dell'intrigo, del tradimento e del razzismo con il chiaro obiettivo di denunciare tutto l'orrore e il lato oscuro dell'umanità. L'opera edita J-POP non è, tuttavia, una mera opera di denuncia che attraverso l'esercizio di stile vuol dipingere una realtà crudele e insensata.

Non vuole soltanto colpire al cuore dei lettori con le immagini forti, con i temi delicati, con la violenza e con l'orrore. Vuol essere anche prodotto artistico sopraffino, opera fuori dagli schemi e in grado di abbattere le barriere del tempo: superbo sul piano della scrittura, ineccepibile su quello dell'intreccio, il manga più oscuro e decadentista di Osamu Tezuka è ancora oggi un gigante dell'editoria moderna, un'opera non leggera e chiaramente non alla portata di tutti. Ma è una storia necessaria, che merita di classificarsi al pari dei più grandi classici letterari a sfondo storico; un lavoro che, come nelle firme più blasonate della scrittura novecentesca, soffre delle sue flessioni narrative, si prende i propri tempi, ma cura l'intreccio con fare maniacale, che unisce sapientemente lo sviluppo ben oliato della trama con la trasmissione di un messaggio importante.

Un messaggio apparentemente banale ma necessario. Quello del bene che deve vincere il male, nonostante tutto e a ogni costo. Quello della luce dopo il tunnel. Della vita dopo e oltre la morte. Del bisogno di credere in un domani migliore, del rialzarsi dopo una caduta. Parabola che passa attraverso i protagonisti dell'opera: per il candore di ragazze innocenti, per la purezza di un'amicizia che travalica politica e religione, per il coraggio di un giornalista tenace e di un fratello coraggioso. Il racconto de I Tre Adolf si fa simbolo della condizione dell'umanità durante e dopo la grande guerra. Interi popoli che ricominciano dopo aver assistito e vissuto al più grande orrore che l'uomo abbia mai concepito. Non la pistola, non la bomba atomica. Il razzismo.

I Tre Adolf I Tre Adolf è il ritratto più cupo e violento che Osamu Tezuka decise di dare del mondo che aveva conosciuto. Una storia oscura, un thriller politico sublime, una tremenda parabola di un popolo vissuta attraverso le vicende di personaggi che si fanno portatori delle turbe del mondo civilizzato. Un'opera totale, I Tre Adolf, un romanzo classico su vignetta che merita di posizionarsi tra i più grandi lavori letterari del Novecento. Un'opera non esente da flessioni narrative, non digeribile da tutti. Ma anche quella che tutti coloro che masticano fumetto dovrebbero leggere una volta nella vita.

9.5

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