Il marito di mio fratello: Recensione del primo volume di Gengoroh Tagame

Una storia semplice e toccante sui pregiudizi contro l'amore omosessuale e la famiglia non tradizionale: la nuova opera di Gengoroh Tagame.

recensione Il marito di mio fratello: Recensione del primo volume di Gengoroh Tagame
Articolo a cura di

Gengoroh Tagame è un autore decisamente sui generis, almeno nel nostro mercato. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un mangaka autore di diverse opere che trattano l'omosessualità. Egli in primis è apertamente gay e, negli anni, ha scritto perlopiù opere a sfondo erotico non senza precludersi storie nelle quali è stato dato più spazio al lato sentimentale: tra queste, ad esempio, annoveriamo L'inverno del pescatore del 2011. La nuova opera di Tagame si chiama Il marito di mio fratello, recentemente edito in Italia da Planet Manga: una storia toccante, fatta di innocenza e lotta contro i pregiudizi, il tutto visto dagli occhi di una bimba e del suo pensieroso padre.

Ricordi dolorosi

Yaichi è un giovane padre che vive da solo con sua figlia Kana, occupandosi sia della bimba che della casa con grande amore e dedizione. Il protagonista della storia si porta dentro più di qualche dolore, a partire dall'assenza di una figura materna in casa fino al complicato rapporto con suo fratello gemello Ryoji: retroscena, questi, che il lettore avrà modo e piacere di scoprire nel corso della lettura del primo volume de Il marito di mio fratello. La vita di Yaichi e Kana viene sconvolta dall'arrivo di Mike, un nerboruto omone canadese dichiaratamente gay arrivato in Giappone per scoprire le origini di suo marito. Com'è facilmente intuibile dal titolo dell'opera, il marito in questione è proprio Ryoji, il fratello gemello perduto di Yaichi: attraverso le pagine del manga sarà possibile capire i motivi del distacco dei due fratelli e il tormento di Yaichi nell'avere in casa un uomo dai principi completamente opposti al suo. Il marito di mio fratello riesce a raccontare tutti i più grandi stereotipi dell'omofobia attraverso i pensieri di Yaichi e le parole della sua piccola e innocente figlioletta: Kana, infatti, porrà costantemente domande al padre sui matrimoni gay, sulle relazioni omosessuali e sul perché l'amore tra due persone dello stesso sesso viene visto con diffidenza dalla società. Quesiti ai quali il padre, un uomo adulto che in gioventù non ha saputo accettare il coming out di suo fratello, riuscirà a rispondere solo in parte: la soluzione arriverà proprio grazie alla convivenza con Mike, che si rivelerà una persona incredibilmente buona, innocente e comprensiva nei confronti del prossimo.

Divertente e riflessivo

Il marito di mio fratello affronta temi piuttosto usuali in questo ambito, ponendo a volte questioni e riflessioni importanti ma che possono apparire banali: l'escamotage di guardare il tutto con gli occhi di una bimba e con la mente di un adulto omofobo rende comunque la trama interessante anche se i temi trattati, alle volte, possono apparire scontati. L'opera di Tagame è una storia toccante, fatta di tanti rimorsi e ricordi dolorosi: un ottimo spunto, in futuro, per trasporre dai due volumi che completano il manga un buon film di riflessione sull'amore omosessuale e sull'accettazione delle unioni civili, nonché sull'abbattimento di ogni pregiudizio sulla famiglia non convenzionale. Il marito di mio fratello è un lavoro, dal punto di vista meramente grafico, piuttosto semplice, fatto di modelli non particolarmente dettagliati e di un tratto delicato: il marchio di fabbrica dell'autore sta nella rappresentazione dei corpi maschili, che in alcune scene di nudo soft evidenziano un tratto decisamente più marcato, dettagliato e attento ai particolari, al fine di mettere in risalto ogni singola fibra muscolare dei corpi dei protagonisti. La lettura di opere che trattano temi del genere, solitamente, sono da consigliare a un pubblico più maturo e riflessivo, ma il successo di critica e pubblico riscontrati in terra nipponica da Il marito di mio fratello evidenziano quanto il manga di Gengoroh Tagame sia capace di rendersi accessibile a tutti i lettori: questo grazie alla semplicità dei suoi personaggi, alla leggerezza di certe situazioni che riescono a spiegare e raccontare in maniera genuina - perché, in fondo, è proprio una bambina a dover capire come sia "possibile" che l'amore riesca a infrangere qualunque barriera convenzionale - un tema così delicato, a volte riuscendo anche a strappare più di qualche sorriso di fronte all'ingenuità di Kana e all'imbarazzo del protagonista.


Il marito di mio fratello Gengoroh Tagame confeziona quella che potrebbe rivelarsi la sua opera di maggiore impatto, capace di divertire ma anche di far riflettere: Il marito di mio fratello è una storia toccante ma che riesce anche a non prendersi sul serio in diversi frangenti, utilizzando l'escamotage dell'innocenza di una bimba per porre quesiti - e successivamente provare a spiegarli grazie ai pensieri di un padre inizialmente omofobo - sul significato dell'amore. Il messaggio che traspare è che ovviamente l'amore è in grado di abbattere ogni pregiudizio, ma perché si arrivi al lieto fine sarà necessario affrontare con coraggio l'ostilità e la diffidenza di chi si affida soltanto alle apparenze: in tal senso, aspettiamo che la trama decolli nel secondo volume per esprimere un giudizio molto più esaustivo sull'opera non convenzionale di Tagame.

7.5