Infinity Countdown: Recensione della mini-serie cosmica Marvel Comics

Gerry 'Deadpool & Guardians' Duggan guida un grande preambolo a Infinity Wars: le Gemme dell'Infinito sono tornate, chi le proteggerà?

recensione Infinity Countdown: Recensione della mini-serie cosmica Marvel Comics
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All'alba dell'universo l'esplosione primordiale diede vita a sei gemme dal potere incredibile. Ciascuna di essa era in grado di convogliare in sé la forza ancestrale di vari aspetti della realtà. Le Gemme dell'Infinito sono state al centro di alcuni dei più grandi eventi Marvel degli ultimi anni. Dai fumetti agli adattamenti cinematografici, le saghe cosmiche della Casa delle Idee hanno più volte imbrigliato il concetto alla base dei più antichi e pericolosi tesori del cosmo: da Infinity Gauntlet a Infinity War, il cinecomic Marvel Studios dedicato alla guerra tra gli Avengers e Thanos, gli eroi più potenti della Terra hanno sempre lottato per proteggere le Gemme dall'incedere dei malvagi.

Con le gesta dei Vendicatori che hanno raggiunto anche il grande schermo, in un dittico di pellicole volte a concludere la battaglia per la conquista degli oggetti, inevitabilmente anche la Casa delle Idee sul versante fumettistico ha deciso di portarci nuovamente tra le stelle. Lo ha fatto, fino a questo momento, con Infinity Countdown, una mini-serie in 6 numeri pubblicata come sempre da Panini Comics e a cura di Gerry Duggan - che ha curato le più recenti run di Deadpool e Guardiani della Galassia - che spiana la strada a un maxi-evento Marvel ben più roboante. Ma procediamo con ordine.

Riunire i pezzi

Giunti alla fine della lettura di questa mini-serie, infatti, ci si accorge che Infinity Countdown altro non è che un grande ed esplosivo prologo a infinity Wars (da non confondere con il quasi omonimo titolo cinematografico diretto dai fratelli Russo), la vera saga crossover cosmica in cui tutto il potere delle Gemme dell'Infinito si prepara a esplodere con forza già dal mese di gennaio 2019. Non bisogna però fraintendere, le due saghe hanno un'identità precisa distinta e separata e persino Infinity Countdown, pur svolgendo il suo ruolo di incipit, possiede una certa autonomia narrativa, anche se non sempre possiamo considerarla del tutto a fuoco.

Il motivo di quanto affermato nelle righe precedenti sta nel fatto che la mini-serie di Duggan non è semplicemente un crossover tra gli eroi più potenti della Terra e dell'Universo, ma anche una naturale conclusione dell'ultimo ciclo di storie dedicate agli scapestrati Guardians of the Galaxy. Tutte le vicende narrate nel mensile con protagonisti Star Lord, Gamora, Drax, Rocket e Groot convogliano infatti tra gli eventi di Infinity Countdown, insinuandosi con forza nella sceneggiatura e amalgamandola con la moltitudine di vicende che si susseguono nel corso dell'avventura.

Tutto parte, in fondo, da un terribile e lucido incipit: la fine dell'universo è vicina. Kang il Conquistatore, entità in grado di spostarsi nel tempo e ben nota ai Vendicatori per le sue malefatte, ha visto che in un futuro prossimo il cosmo cadrà sull'orlo del collasso e neanche gli Avengers riusciranno a fermare un nemico dall'identità sconosciuta ma dal potere infinito.

Per questo il villain decide di richiamare un personaggio che risulta noto ai fan di vecchia data, amanti delle epopee cosmiche dell'era Starlin: Adam Warlock, il potentissimo giustiziere spaziale che in passato maneggiò persino il Guanto dell'Infinito. Schiuso dal suo bozzolo, il guerriero riceve l'incarico di viaggiare nel tempo e trovare la Gemma dell'Anima, vero e proprio fulcro degli eventi. In cambio, Adam dovrà dare a Kang la Gemma del Tempo, che si trova in possesso di Stephen Strange.

L'inizio della fine?

Un prologo del genere basterebbe a un autore per intessere una vera e propria epopea cosmica, che si rifletterebbe nell'incredibile viaggio di Warlock alla scoperta dell'ubicazione della Gemma, oltre che in un incredibile duello con Ultron e un colpo di scena che riscrive ancora una volta lo status quo di un certo Celestiale divorapianeti. Tutto questo, però, non rappresenta che una parte della trama imbastita da Duggan in Infinity Countdown. A momenti alterni, infatti, la saga si focalizza su diversi protagonisti dell'attuale universo Marvel, ciascuno di essi in possesso di una delle Gemme dell'Infinito. Oltre alle pietre dell'Anima e del Tempo, rispettivamente nelle mani dell'ibrido tra Ultron e Hank Pym e del Doctor Strange, abbiamo la Gemma della Realtà in possesso di Capitan Marvel e la Gemma della Mente in possesso del criminale Turk Barrett. La Gemma dello Spazio, invece, è custodita da un redivivo Wolverine, che ne affida successivamente il fardello a un'altrettanta rediviva Vedova Nera.

Intanto c'è quello che possiamo considerare il filone principale della vicenda: i Guardiani della Galassia, divisi in una doppia e mortale battaglia destinata a convergere. Da un lato gli eroi, supportati dal Corpo Nova, sono posti a protezione di un'inedita e gigantesca versione della Gemma del Potere dalle grinfie di Chitauri e Raptor, dall'altro devono affrontare la minaccia del Giardinerie, un antico essere che ha corrotto i simili di Groot.

È proprio in questo versante della sceneggiatura che Duggan mescola il naturale svolgersi di Infinity Countdown con il culmine della sua personale run dedicata ai simpatici eroi galattici portati sul grande schermo da James Gunn. Ed è forse uno degli elementi maggiormente ambigui di tutto il racconto imbastito dall'autore: il convergere di storie, personaggi, eventi e colpi di scena in una successione che alle volte potrebbe risultare troppo rocambolesca o frettolosa.

L'ordito di Infinity Countdown diventa un susseguirsi di battaglie incredibili senza che la scrittura sia del tutto a fuoco, pur rimanendo sontuosa e solenne in alcuni momenti specifici del racconto - su tutti, il risveglio di Adam Warlock, il suo confronto con Ultron o le spettacolari battaglie che coinvolgono Peter Quill, Drax e gli altri.

Per fortuna, in aiuto di un comparto narrativo che a tratti può essere traballante, giunge un team creativo talentuoso. Supportato da artisti come Michael Allred, Aaron Kuder e Mike Deodato Jr, Infinity Countdown mette in scena un comparto visivo mozzafiato, psichedelico e caleidoscopico. Colori molto accesi dominano splash page dal grande impatto, ora durante momenti introspettivi, ora durante sequenze action discretamente spettacolari.

La bellezza cromatica di certe tavole fa chiudere un occhio su un character deisgn non sempre impeccabile, figlio di un tratto volutamente approssimativo in favore di uno stile marcato e deciso, esplicitamente povero di dettagli. Eppure la grafica della mini-saga pubblicata da Panini Comics piace e, in certi momenti, recupera un retrogusto vintage degna di un assetto artistico in pieno stile anni Novanta, che tanto nelle inquadrature quanto nella solennità dei dialoghi cerca di proporsi ai lettori con un certo citazionismo ai virtuosismi passati.

Infinity Countdown - Marvel Comics Se volete dare completezza a un racconto che funge da incipit verso un ciclo successivo, il nostro consiglio è di unire la lettura dei sei albi di Infinity Countdown a un ulteriore volume: Infinity Countdown: Le Gemme dell'Infinito, un brossurato da fumetteria che getta le basi per ulteriori sottotrame. Ritroverete i Champions alle prese niente di meno che con Thanos (il Folle Titano è chiaramente al centro degli eventi in Infinity Wars), ma anche alcuni eroi alle prese con l'eredità delle rispettive pietre in loro possesso. Nel complesso, tutto l'universo che ruota attorno al fenomeno di Infinity Countdown si conferma un meccanismo frammentato e non sempre ben oliato nei suoi meccanismi di scrittura. Leggere la mini-serie di Gerry Duggan senza aver bene a mente le passate gesta dei Guardiani della Galassia potrebbe risultare ostico: se pure, in apertura del primo albo, l'autore fornisce un eclettico riassunto del più recente ciclo narrativo dedicato agli scapestrati protettori del cosmo, Infinity Countdown resta un crossover estremamente legato alle testate fumettistiche associate. Sull'altro piatto della bilancia abbiamo una messa in scena dignitosa, grandi ritorni e colpi di scena piuttosto d'impatto, che si concretizzano in un comparto visivo discretamente spettacolare.

6.7