Jujutsu Kaisen Recensione: l'anime super di Studio MAPPA su Crunchyroll

Giunti al termine dei 24 episodi della prima stagione, possiamo confermarvi che Jujutsu Kaisen è un anime di combattimento coi fiocchi.

Jujutsu Kaisen Recensione: l'anime super di Studio MAPPA su Crunchyroll
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Dopo 24 episodi interrotti solo da una breve pausa alla fine dello scorso anno, è da poco giunta al termine la trasmissione dell'adattamento animato di Jujutsu Kaisen, basato su uno degli ultimi successi della scuderia manga di Weekly Shonen Jump. Un prodotto che ha avuto un'accoglienza stellare da parte del pubblico, capace di entrare in tendenza su tutti i principali social network subito dopo ogni puntata e di dare un boost incredibile alle vendite dell'opera originale.

Stando agli ultimi dati, infatti, nel mese di marzo 2020 il manga di Jujutsu Kaisen ha raggiunto le 40 milioni di copie in circolazione, con il traguardo delle 50 assolutamente fattibile entro l'estate. A dimostrazione di quanto un buon adattamento possa fare la differenza, proprio come accaduto con Demon Slayer.

Ma come se la cava, in definitiva, la trasposizione del manga di Gege Akutami ad opera dell'occupatissimo ma affidabile studio MAPPA? Scopriamolo assieme nella recensione finale della prima stagione di Jujutsu Kaisen, che potete trovare in streaming sulla piattaforma Crunchyroll sottotitolata in italiano.

Team Tokyo vs Team Kyoto

Al termine della prima parte della stagione ci eravamo lasciati con un evento dal grande impatto emotivo (che ovviamente non vi riveliamo) e con uno Yuji Itadori, il protagonista, più determinato e combattivo che mai nonché pronto a rientrare in squadra dopo un allontanamento forzato. Nella seconda metà, tuttavia, invece di proseguire sulla medesima strada degli episodi precedenti, la serie esordisce con un arco narrativo incentrato su un espediente che gli appassionati di battle shonen troveranno sicuramente familiare: il torneo. O, per essere più precisi, uno scontro fra scuole rivali. In occasione di un incontro di scambio, il team di giovani stregoni di Tokyo di cui fanno parte Yuji, Megumi e Nobara, capitanato dall'apparentemente irresponsabile Satoru Gojo, dovrà affrontare gli allievi dell'istituto di Kyoto, dei quali fa parte (tra gli altri) Mai, l'affascinante e pericolosa sorella gemella di Maki Zenin. Ben presto però, la tranquillità di questo evento sarà disturbata da alcuni ospiti indesiderati.

Narrativamente parlando, la seconda metà dell'adattamento animato di Jujutsu Kaisen è senza dubbio inferiore alla prima. Gran parte delle premesse aperte con quest'ultima e la caratterizzazione dell'affascinante background dell'opera trovano infatti poco spazio negli episodi che vanno dal 14 al 24, con la trama principale - se così possiamo chiamare quella riguardante le macchinazioni del villain Mahito e dei suoi collaboratori - che avanza a piccoli passi senza fomentare troppo l'interesse dello spettatore.

Problematica che si riflette in una parte conclusiva che, al netto della sua spettacolarità visiva (come avremo modo di parlarvi fra poco) non ha assolutamente il sapore di un finale di stagione, e che rimanda tutto quanto a un seguito non ancora annunciato, ma assai probabile.

Non si tratta comunque di una mancanza troppo grave che incide sulla qualità complessiva del prodotto. I punti di forza di Jujutsu Kaisen sono ben altri e la storia, pur piena di ottimi spunti, è ancora nelle sue fasi introduttive. L'anime adatta infatti il contenuto dei primi 63 capitoli del manga, e siamo certi che quello che abbiamo visto in queste 24 puntate è solamente un (gustoso) assaggio di tutto quello che verrà.

Uno shonen diverso ma non troppo

Gli aspetti in cui la serie si rivela davvero brillante, già evidenziati nel nostro midseason di Jujutsu Kaisen, sono sostanzialmente due: i personaggi e i combattimenti. In parole povere, le solide fondamenta di qualunque battle shonen di scuola Jump, e non solo. Se l'opera di Akutami è riuscita a catalizzare le attenzioni del pubblico di appassionati sin dai primi episodi, è merito senza dubbio del suo sorprendente cast. Un insieme di figure che, prese separatamente, non presenta chissà quale approfondimento (almeno finora), ma che si rivela ben caratterizzato e capace di imprimersi nella mente dello spettatore già dai primi istanti. Nel corso del secondo cour approfondiamo la conoscenza degli altri membri del team di giovani stregoni di Tokyo, dove spiccano il mitico Panda-senpai e la tostissima Maki Zenin (protagonista di una delle sequenze a più alto tasso di adrenalina della stagione), e ci viene introdotto quello di Kyoto, altrettanto pieno di personaggi strambi ed eccentrici come a volerne rappresentare una sorta di duale.

Impossibile non decretare come vincitore assoluto, in questo variegato insieme, l'imponente Aoi Todo, un energumeno dal carattere irascibile ma dall'animo nobile e tenero che instaurerà con il protagonista un inaspettato legame di amicizia dai risvolti davvero esilaranti.

Un indubbio pregio di Jujutsu Kaisen, in questo ambito, è quello di presentare allo spettatore numerosi personaggi femminili forti, tenaci e indipendenti. A differenza di quanto affermato da molti in rete, non si tratta certamente del primo battle shonen a fare ciò, tuttavia è innegabile che le ragazze nate dalla penna di Akutami hanno decisamente una marcia in più rispetto alla media dei titoli di questa categoria, e non possiamo che augurarci che sempre più mangaka seguano il suo esempio.

In particolare, degna di lode è ancora una volta la caratterizzazione di Nobara Kugisaki, personaggio che ribalta completamente lo stereotipo della spalla femminile del gruppo (qualcuno ha detto Sakura di Naruto?) grazie al suo carattere sboccato, egocentrico e irascibile, e che proprio per questo motivo si rivela uno dei più riusciti della serie, se non il più riuscito in assoluto.

Paradossalmente, ma neanche troppo visto che la stessa cosa è già successa anche in opere simili come Tower of God, è proprio il protagonista Yuji Itadori a risultare quello meno incisivo, a causa dell'assenza di nuovi sviluppi caratteriali e di un'aderenza ai canoni del genere che gli impediscono di raggiungere il medesimo carisma dei suoi compagni.

Non aiuta, inoltre, il fatto che in questa seconda tranche di episodi l'interessante figura di Ryomen Sukuna sia stata un po' messa da parte. Anche qui non ci troviamo di fronte a nulla di irreparabile, ma è lecito aspettarsi qualcosa di più nelle successive iterazioni animate del franchise.

L'ennesimo centro di MAPPA

È impossibile parlare della seconda carta vincente di Jujutsu Kaisen, i combattimenti, senza riferirsi al comparto tecnico. E qui, ancora una volta, MAPPA smentisce tutti gli scettici dimostrandosi in grado di garantire un'elevata qualità visiva pur con un carico di lavoro sopra la media (ricordiamo infatti che lo studio si è occupato anche della Final Season de L'Attacco dei Giganti).

Se nella prima parte Jujutsu Kaisen si era contraddistinto per un comparto grafico costante, ma senza picchi davvero elevati, il prosieguo è caratterizzato da alcuni alti e bassi. I secondi, per fortuna, sono pochi e circoscritti, mentre i primi riescono a raggiungere degli apici notevoli, che confermano questa serie come uno dei prodotti meglio animati dell'ultimo periodo.

Le animazioni supervisionate da Tadashi Hiramatsu (FLCL, Yuri!!! On Ice, Maquia), character designer veterano dell'industria, e la regia di Seong-Hu Park (The God of High School) traspongono alla perfezione il movimento e l'adrenalina delle battaglie del manga, rafforzate da disegni di ottima qualità e da una palette cromatica che accentua il tono dark e più cupo (rispetto alla media) dell'opera. In particolare, come già fatto notare nei nostri precedenti articoli a riguardo, la resa visiva delle maledizioni e delle varie tecniche utilizzate dai personaggi è a dir poco superlativa.

I combattimenti di Jujutsu Kaisen, oltre ai meriti più tecnici, beneficiano anche di un perfetto equilibrio tra immediatezza e strategia, con gli spiegoni sulla natura e sui vari punti di forza e debolezza di ogni abilità, tipici di molte serie simili, ridotti al minimo indispensabile per favorire il ritmo della narrazione.

Una scelta che inevitabilmente lascerà scontenti gli appassionati di battle shonen che prediligono una grande attenzione verso questa tipologia di dettagli, ma che a lungo termine si rivela vincente, grazie anche all'assenza di deus ex machina o forzature non richieste (se si eccettua forse l'intervento di un personaggio particolarmente OP in una determinata sequenza) e che dimostra che Gege Akutami sa fare bene i suoi compiti.

A livello sonoro, infine, Jujutsu Kaisen si caratterizza per un accompagnamento musicale potente e in linea con l'atmosfera del titolo, con melodie rock e affini capaci di esaltare lo spettatore nei momenti giusti. Un discorso a parte va riservato per la coppia opening-ending.

Era davvero difficile pensare di poter bissare il successo di quella della prima parte, una delle migliori in assoluto degli ultimi anni, eppure anche a questo giro lo staff di MAPPA riesce a compiere un piccolo miracolo replicando la stessa magia. In particolare, la sigla di apertura VIVID VICE di Who-ya Extended è l'ennesimo, spettacolare capolavoro visivo dell'animatore Shingo Yamashita, mentre quella di chiusura (Give it Back, di Co shu Nie) riesce a scaldare anche il più freddo dei cuori.

Jujutsu Kaisen Jujutsu Kaisen contiene tutto quello che un appassionato di anime battle shonen può desiderare, e anche di più. Dopo una prima metà sorprendente e ricca di soluzioni narrative inaspettate, la seconda parte della serie si adagia su territori più confortevoli senza però perdere di vista il suo obiettivo principale, quello di regalare combattimenti spettacolari e adrenalinici. E grazie all’ottimo comparto tecnico di MAPPA e a un cast di personaggi ben caratterizzati - chi più, chi meno - Jujutsu Kaisen centra il bersaglio dimostrandosi il miglior adattamento che il manga di Gege Akutami potesse ricevere. In attesa del già annunciato film prequel e di novità su un’eventuale seconda stagione, non possiamo fare altro che raccomandarvelo.

8.3