Kakegurui: recensione del primo volume del manga di Kawamoto e Naomura

In attesa di poterne ammirare l'anime su Netflix, ci siamo lasciati coinvolgere dal primo volume cartaceo del nuovo thriller psicologico proposto da J-Pop.

recensione Kakegurui: recensione del primo volume del manga di Kawamoto e Naomura
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Antonello "Kirito" Bello è un Monster Hunter di professione, nonché accumulatore seriale di videogiochi di produzione rigorosamente giapponese. Pare si sia autoesiliato in una dimensione alternativa in cui le personificazioni di SQUARE ENIX, BANDAI NAMCO Entertainment e CyberConnect2 sono sue compagne d’arme nella sanguinosa lotta contro l'odiato dio degli FPS e gli infedeli al suo seguito. Per qualche strana ragione, ha un’evidente ossessione per le spade e sogna di governare Gamindustri. Purché non sia completamente infognato con qualche JRPG, potete contattarlo via Facebook.

Scritto e disegnato rispettivamente da Homura Kawamoto e Toru Naomura, Kakegurui: Gambling School è un manga serializzato in Giappone dal 2014. Nonostante gli autori siano ancora sconosciuti nel Bel Paese, questo intrigante thriller psicologico ha subito catturato la nostra attenzione grazie alle tematiche innovative e al pregevole tratto del sensei Naomura, capace di esprimere con grande precisione i repentini sbalzi di umore che caratterizzano i vari personaggi coinvolti nell'inusuale vicenda. In attesa che Netflix ci proponga l'omonimo anime, attualmente previsto il 2018, abbiamo esaminato il primo volume del manga, recentemente edito in Italia da J-POP.

Benvenuti all'Istituto Hyakkao

Il complesso canovaccio narrativo di Kakegurui: Gambling School ruota attorno al prestigioso Istituto Hyakkao, una scuola frequentata principalmente dai rampolli della classe politica e finanziaria, i quali, una volta terminate le lezioni, sono soliti dilettarsi col gioco d'azzardo. Nell'istituto, infatti, la popolarità degli studenti non è determinata dai meriti accademici o sportivi, bensì dall'abilità nella divina arte del bluff, nel mercanteggiare, nel prevedere le mosse altrui, e soprattutto nel saper reggere il gioco anche quando la situazione sembra sfuggire di mano. Come se non bastasse, il crudele sistema gerarchico instaurato dal Consiglio Studentesco - che fra le altre cose regolamenta tutto il gioco d'azzardo - costringe gli studenti a pagare degli ingenti tributi monetari a cadenza regolare: non solo i 100 studenti "colpevoli" di aver versato la cifra più bassa vengono declassati a "bestiame" e trattati come schiavi dai compagni più facoltosi, ma addirittura si ritrovano ribattezzati in "pochi" se maschi o "mike" se femmine. Avendo contratto un debito di oltre cinque milioni di yen, Ryota Suzui, il narratore della vicenda, è appunto diventato un "pochi" e si ritrova praticamente impossibilitato a risalire la scala gerarchica che lo vede in ultima posizione. La sua vita, così come quella di tutti gli altri allievi, sarà sconvolta già nel primo capitolo dell'opera dall'arrivo di una nuova studentessa di nome Yumeko Jabami. All'apparenza gentile e un po' ingenua, la fanciulla nasconde infatti un'irrefrenabile ossessione per il gioco d'azzardo che la spinge a rischiare non solo cifre che superano il proprio patrimonio monetario, ma persino lesioni e danni corporali!

Scommettiamo come pazzi!

Proprio la curiosa caratterizzazione della protagonista Yumeko è il perno su cui poggia sull'intera opera. Segnata da un misterioso passato che sarà esplorato nei successivi volumi del manga, la fanciulla possiede una personalità bipolare: lontano dai tavoli da gioco, questa si traduce in un'innocua pacatezza, ma nel pieno dell'azione trasforma la protagonista in una giocatrice compulsiva di rara abilità. Questa figura centrale, inoltre, non solo dispone di un'intelligenza fuori dal comune, che le permette di ribaltare situazioni disastrose e memorizzare già al primo tentativo le regole degli articolati giochi introdotti dal manga, ma dimostra di possedere una radicata avversione verso i bari e le ingiustizie - una caratteristica che la porterà a sfidare il regno di terrore instaurato dalla presidentessa del Consiglio Studentesco, Kirari Momobami. L'opera di Kawamoto e Naomura è pertanto un continuo susseguirsi di emozioni contrastanti, dovute all'angosciosa situazione in cui versano il giovane narratore e molti altri personaggi della serie, ma soprattutto agli esiti sempre incerti delle pericolose scommesse compiute da una Yumeko sempre splendida e incurante del pericolo. Non solo i superbi disegni del sensei Naomura (come accennato nella nostra introduzione) descrivono in maniera alquanto certosina i sentimenti mutevoli dei personaggi ed i loro stati d'animo, ma anche i vari passaggi degli originali giochi da tavolo partoriti dalla sfrenata fantasia del collega Kawamoto.

Ma se da una parte il gioco d'azzardo rappresenta uno degli aspetti più riusciti ed importanti del pacchetto, dall'altro l'eccessiva attenzione attribuita a ciascuna partita sottrae dello spazio prezioso alla caratterizzazione dei personaggi secondari, talvolta degradati a mere comparse una tantum, e di conseguenza poco interessanti. Trattandosi di un complesso thriller psicologico, Kakegurui: Gambling School è dunque consigliato ad un pubblico maturo e attento ai dettagli, che possa apprezzarne non solo le delicate tematiche sociali, ma anche i costanti giochetti mentali adoperati dagli attori principali dell'opera.

Kakegurui Questo primo volume di Kakegurui: Gambling School ci ha dunque ammaliati con le curate fattezze degli attori principali e le delicate tematiche sociali affrontate dai suoi autori. L'abile connubio ha difatti saputo imbastire una storia coinvolgente e misteriosa, che ruota attorno alla riuscita figura di Yumeko Jabami: una prestante maestra di inganni e strategia dalle molteplici sfaccettature, che siamo certi saprà travolgere il pubblico adulto cui l'opera è rivolta. Augurandoci che il prossimo volume esplori adeguatamente il passato della fanciulla e riveli magari le origini della sua smisurata passione per il gioco d'azzardo, non possiamo che premiare e ritenerci soddisfatti dalle convincenti premesse offerte da questo più che gustoso albo.

7.4