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Karakai Jozu no Takagi-san 2: recensione della seconda stagione su Netflix

La seconda stagione di Karakai Jozu no Takagi-san non si distacca molto dalla prima, ma risulta monotona e poco coinvolgente.

recensione Karakai Jozu no Takagi-san 2: recensione della seconda stagione su Netflix
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Karakai Jozu no Takagi-san si presenta come uno slice of life con una storia d'amore atipica, in cui lui e lei si punzecchiano in continuazione. Viste queste premesse insolite, abbiamo deciso di recuperare la prima stagione dell'adattamento del manga di Soichiro Yamamoto su Crunchyroll, disponibile in giapponese e con i sottotitoli in italiano: al netto di qualche inciampo nella sceneggiatura, è riuscita ad emozionarci e ad incuriosirci. La seconda stagione, disponibile su Netflix anche con doppiaggio italiano, invece, non ci ha entusiasmati, perché a livello narrativo non si distacca molto dalla prima e non sviluppa ulteriormente la love story.

Tenersi per mano

Come abbiamo potuto vedere nella prima stagione, Karakai Jozu no Takagi-san ha una narrazione non lineare, caratterizzata da brevi storie incentrate sul legame-rivalità tra i due studenti delle medie Takagi e Nishikata. Per questo motivo non è semplice delineare una trama ben precisa.

L'ultima puntata della scorsa stagione ci aveva mostrato il primo incontro tra Takagi e Nishikata durante la cerimonia d'apertura della scuola, lasciandoci capire che la "rivalità" ha avuto inizio quel giorno, anche se come conseguenza involontaria di un malinteso: Nishikata è arrivato in ritardo poiché ha trovato un fazzoletto appartenente a Takagi. Proprio quel lembo di stoffa ha segnato il finale di stagione, ma anche l'inizio della loro relazione. Nel giorno in cui la classe deve cambiare la disposizione degli studenti, i due sono costretti a separarsi, e Nishikata si rende conto che, nonostante le continue scaramucce, avrebbe voluto essere ancora vicino alla compagna. Lo studente coglie questa occasione per restituire il fazzoletto che lei aveva usato per fasciargli una ferita al ginocchio. Una volta tornata a casa, Takagi legge un biglietto di Nishikata, arrossisce e sprofonda la testa nel cuscino, colma di gioia: lei è innamorata del compagno che si diverte tanto a tormentare.
La seconda tornata di puntate non si distacca stilisticamente dalla prima: il racconto si sviluppa ancora in episodi suddivisi in brevi storie, ma questa volta ci sono due puntate dall'andamento più uniforme.

Ora Takagi e Nishikata frequentano il secondo anno delle medie, ma la loro relazione non ha subito alcun cambiamento: lei continua a stuzzicarlo e a fargli degli scherzi, solo per trascorrere le giornate insieme; Nishikata cerca costantemente di non essere più vittima delle burle di Takagi e di ribaltare la situazione, almeno una volta, ma senza successo.

In fondo, anche se non riesce ad ammetterlo a se stesso, anche lui approfitta di questi momenti per stare in sua compagnia.
Non potevano mancare i gradevoli intermezzi con Minae, Yukari e Sanae, le tre studentesse, compagne di classe dei protagonisti, tanto diverse tra loro, ma inseparabili amiche. Nuovamente la loro presenza si pone come una piacevole pausa nelle vicende dei due innamorati, e rendono la produzione ancora più vivace e divertente.

Attraversare la Via Lattea

Karakai Jozu no Takagi-san ha una narrazione atipica per essere uno slice of life scolastico, e ad un primo approccio potrebbe incuriosire: invece di essere un racconto lineare, è suddiviso in brevi segmenti, così da non appesantire la visione.

Questo, però, è anche il punto debole della produzione: se nella prima stagione il tipo di narrazione era accettabile, in quanto faceva leva sulla curiosità e sulla novità, nella seconda stagione ci è sembrato che potesse venire facilmente a noia, sia perché a lungo andare potrebbe risultare ridondante e monotono, sia perché alcuni segmenti rielaborano situazioni già viste nella prima parte, ma denotano una mancanza di originalità. L'idea è interessante, ma Karakai Jozu no Takagi-san 2 non sembra voler proporre una svolta significativa nella sceneggiatura: la relazione tra Takagi e Nishikata è statica e non si concretizza. Abbiamo avuto l'impressione che gli eventi della prima parte non abbiano avuto alcuna influenza sui protagonisti, e non abbiano cambiato in alcun modo le dinamiche del loro rapporto, che è nuovamente ancorato alle scaramucce per attirare le attenzioni reciproche: Takagi è timida e continua a "giocare" con Nishikata non solo per trascorrere le giornate insieme, ma anche per attirare la sua attenzione e per essere sicura che sia innamorato di lei, prima di aprirsi; a tratti, però, il suo comportamento di superiorità la rende odiosa.

Nishikata non riesce a sentire i propri sentimenti, e non si rende conto che con i suoi tentativi di vendicarsi o di cercare di vincere almeno una sfida contro la compagna trascorre il tempo libero con lei; lo studente non capisce che quando arrossisce, perché la sua rivale cerca il contatto fisico o lo mette in imbarazzo, in realtà le sue emozioni stanno cercando di spingerlo a comprendere che è innamorato di lei.

Dalla seconda stagione di Karakai Jozu no Takagi-san ci saremmo aspettati qualcosa di diverso, un cambiamento inaspettato nella relazione tra i due; le uniche differenze che siamo riusciti a riscontrare sono nella narrazione, ma sono poco significative e non apportano alcuna miglioria all'opera.

Nella seconda stagione viene dato più spazio a personaggi che prima avevano un mero ruolo di contorno, come Mano e Nakai o Kimura e Takao, compagni di classe ed amici dei due attori principali, e a new entry, tra cui Hojo e Hamaguchi, una nuova coppia che aspetta di nascere; i momenti a loro dedicati sono sporadici e fugaci, non aggiungono molto alla sceneggiatura, ma riescono ad arricchire comunque il cast.

Nuovamente, i segmenti in cui Mina, Yukari e Sanae sono protagoniste mostrano come siano un gruppo unito, nonostante abbiano caratteri diversi: Mina è sempre giocosa e solare; Yukari è la più dedita allo studio; Sanae appare un po' distaccata, ma in realtà si diverte in compagnia delle sue migliori amiche. A differenza della prima stagione, possiamo ritrovare il trio interagire di più nelle vicende che coinvolgono Nishikata e Takagi: ciò fa capire che sono compagne di classe non del tutto estranee a ciò che accade tra i banchi di scuola. Infine, le storie di Nishikata e Takagi sono più interconnesse tra loro: a differenza della prima stagione, in cui le varie vicende seguivano un ordine cronologico, ma erano slegate, nelle 12 puntate della seconda stagione, invece, sono legate tra loro da un filo logico, a volte anche consequenziali. Da questa scelta stilistica si può percepire come gli autori abbiano cercato di mettere in ordine i vari racconti, con l'intento di dare al prodotto una parvenza di trama, ma risulta comunque monotona e priva di un effettivo sviluppo degli eventi; il tentativo di voler delineare un racconto lo si nota anche nella scelta di inserire due episodi più lineari, con un'alternanza di punti di vista, e benché possano sembrare interessanti, non riescono ad aggiungere i miglioramenti di cui necessita l'ordito.

Questo, però, non ci ha precluso di apprezzare alcuni intermezzi, come quello dello "starnuto", che ruota attorno alla tradizione giapponese secondo cui se si starnutisce qualcuno sta parlando di noi: di starnuto in starnuto la scena si sposta sui singoli personaggi, partendo da Nishikata, fino ad arrivare a Takagi.

Anche se la sceneggiatura suddivisa in brevi racconti non è riuscita ad appassionarci come nella prima stagione, dobbiamo ammettere che ha l'insolito pregio di rendere la serie apprezzabile anche ad eventuali neofiti: dato che gli eventi dei primi 12 episodi non hanno una forte influenza sui nuovi, non si sente il peso di non aver conosciuto sin dall'inizio i due studenti che si punzecchiano quotidianamente.

Vedendo solo la seconda stagione, non ci si sente spaesati, forse non si coglierebbero riferimenti su alcuni avvenimenti passati, ma si potrebbero interpretare come accaduti un anno prima. La seconda stagione risulta accessibile a tutti, anche perché nel corso delle puntate si ha modo di conoscere bene i vari personaggi, la loro quotidianità, e di essere comunque coinvolti poco alla volta nella relazione inconsueta di Nishikata e Takagi.

Mettersi in gioco

Il comparto tecnico di Karakai jozu no Takagi-san 2 è rimasto inalterato. Il tratto utilizzato è arrotondato e delicato, in modo da trasmettere meglio la dolcezza che caratterizza i vari personaggi; sono pochi i momenti in cui abbiamo notato delle imperfezioni, in particolar modo quando la telecamera si allontana dagli attori, per cercare di catturarli in un'unica ripresa, ma passano in secondo piano perché nel complesso il lato artistico è più che piacevole alla vista.

I disegni mettono in risalto un character design sobrio, con poche alterazioni che enfatizzano la comicità, e che ben si adatta ai personaggi: Nishikata è costretto a subire ogni scherzo e a perdere costantemente le sfide, per questo le sue espressioni tendono ad essere il più delle volte lievemente esagerate, permettendo così da rendere ben visibili le emozioni sul suo volto.

Takagi invece non viene mai rappresentata scomposta o imperfetta con un disegno più caricaturale, eccezion fatta nelle fantasia del compagno di banco: un tratto morbido e senza alterazioni lascia trasparire la timidezza, la gentilezza e l'innocenza di Takagi, anche se continua a sfidare e a tormentare Nishikata, pur di stare al suo fianco ogni minuto.

Karakai Jozu no Takagi-san - Stagione 2 La seconda stagione di Karakai Jozu no Takagi-san non riesce a spiccare particolarmente a causa di una narrazione che potrebbe stancare facilmente, soprattutto dopo aver seguito con interesse la prima stagione, sia perché in alcuni punti riadatta eventi già visti, sia perché non si assiste ad una svolta nella trama: sembra quasi che quello che è accaduto nella prima metà non abbia avuto alcun effetto nella vita dei due studenti. Da contraltare, lo stile narrativo atipico e una sceneggiatura che non si concretizza permette di essere apprezzabile anche da chiunque si voglia approcciare per la prima volta alla serie, senza sentire il peso di non aver seguito le vicende dall’inizio. La serie è impreziosita da un comparto tecnico con poche sbavature, che riesce a mettere in risalto le emozioni di Nishikata e Takagi, quando trascorrono le giornate insieme, tra una sfida e un’altra.

6.5