Katsugeki Touken Ranbu Recensione: l'anime dai creatori di Demon Slayer

Con Katsugeki Touken Ranbu, ufotable ha realizzato un'opera che mescola storia giapponese e fantasy, ma che non riesce a spiccare.

recensione Katsugeki Touken Ranbu Recensione: l'anime dai creatori di Demon Slayer
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Cosa accade ad un'arma quando il suo onorevole padrone muore, oltre a non essere più brandita? La software house Nitroplus, nota soprattutto per visual novel come Steins;Gate, ha cercato di dare una risposta a questa domanda, con il browser game Touken Ranbu: il videogioco immagina che le armi possano essere ancora utili anche dopo aver perso il loro proprietario. Touken Ranbu ha riscosso un enorme successo in Giappone, tanto che sono stati realizzati due adattamenti animati: Touken Ranbu: Hanamaru, dello studio Doga Kobo, e Katsugeki Touken Ranbu di ufotable (lo studio che ha realizzato Demon Slayer).

In Italia sono arrivate entrambe le produzioni: Hanamaru ha debuttato sulla piattaforma streaming Daisuki, mentre Katsugeki è approdato su VVVVID, con sottotitoli in italiano. Di recente, la seconda trasposizione si è aggiunta al catalogo di Amazon Prime Video. Nonostante le interessanti premesse e l'egregio lavoro svolto da ufotable, Katsugeki Touken Ranbu non è però riuscito a convincerci.

Guardiani del destino

La trama di Katsugeki Touken Ranbu parte da un presupposto molto semplice: se la storia dovesse essere riscritta, cambierebbe anche il futuro. Per evitare che ciò accada, nel 2205 Saniwa invia guerrieri in diverse epoche del Giappone per combattere i Crono-Regressori.

Questi sono esseri dalle origini ignote che cercano di alterare il normale corso degli eventi, disposti sia ad uccidere personalità influenti, sia a scatenare guerre; difficilmente agiscono in prima persona, preferendo manipolare i cittadini affinché commettano dei crimini non previsti. I Regressori sanno che cambiando un singolo tassello, riuscirebbero ad alterare il destino della nazione.
La serie si apre mostrandoci Izuminokami Kane, un esperto spadaccino, e Kunihiro Horikawa, alla sua prima campagna, affrontare un gruppo di Regressori che ha rubato un carro pieno d'oro: senza difficoltà, portano a termine l'obiettivo, ma vengono subito contattati da Saniwa che vuole che raggiungano il 1863, terzo anno dell'era Bunkyu. Prima di entrare in azione, i due chiedono aiuto alla piccola volpe parlante Kennosuke, che li accompagna in ogni missione, per trovare i personaggi più influenti che potrebbero essere vittima dei revisionisti. Izuminokami e Horikawa scoprono che i Regressori hanno deciso di attaccare un castello, ma si ritrovano ad affrontare un numero troppo elevato di nemici.

In soccorso dei due arriva Saniwa in persona, accompagnato da altri prodi guerrieri: Tonbokiri, che combatte brandendo una lancia; Mutsunokami Yoshiyuki, armato di katana e di pistola; e Yagen Toushirou, che affronta i nemici con un tanto, un'arma bianca dalla lama corta.

Dopo aver sventato l'attentato al castello, Saniwa, prima di fare ritorno al presente, organizza il secondo plotone, mettendo al comando Izuminokami. Nel tentativo di sventare una guerra, allo schieramento di eroi si aggiunge anche lo spadaccino Tsurumaru Kuninaga. Il nuovo gruppo dovrà viaggiare attraverso le ere più significative del Giappone, al fine di evitare che il futuro possa essere alterato.

Ben presto si scopre che i protagonisti in passato erano armi appartenute a noti samurai: dopo aver servito e difeso con onore i loro padroni, ora con sembianze umane ne servono uno nuovo.
Nel corso delle puntate vedremo Izuminokami, Horikawa, Tonbokiri, Masunokami, Yagen, e Tsurumaru affrontare gli schieramenti dell'esercito dei Crono-Regressori che tentato di cambiare il passato; a volte verranno messi dinanzi alla dura scelta morale di non agire dinanzi ad un tragico evento, pur di non modificare il passato.

Più onorevole...

Dobbiamo ammettere che quando ci siamo approcciati a Katsugeki Touken Ranbu ci siamo sentiti alquanto disorientati. Durante la visione di Discesa in campo, l'episodio introduttivo, ci vengono date varie informazioni che in un primo momento ci sono sembrate confusionarie, al punto che quando ci viene detto che il compito dei protagonisti è di proteggere la storia dai Crono-Regressori, eravamo convinti che gli eroi fossero dei viaggiatori temporali. Mano a mano che il racconto si dipana, inizia a prendere forma e diventa più chiaro, facendo diradare l'alone di mistero che aleggia nei primi minuti. Purtroppo, iniziano ad emergere i primi problemi che non permettono di apprezzare le vicende fino in fondo. Come si evince sin da subito, la sceneggiatura è troppo legata agli eventi storici che hanno segnato il Giappone, e proprio per questo motivo è difficile seguirla con interesse. Quando gli eroi raggiungono una determinata epoca, vengono date indicazioni scarne sugli avvenimenti e sulle figure influenti del periodo in cui si trovano; questo non ci ha permesso di comprendere in che modo un eventuale cambio dei fatti potrebbe alterare il corso degli eventi.

Se da un lato nel caso di avvenimenti di grande rilevanza, come lo scoppio di guerre o l'uccisione di mediatori di pace, è facile intuire cosa potrebbe accadere se dovessero cambiare, dall'altro lato, invece, non siamo riusciti a comprendere che tipo di impatto avrebbero situazioni all'apparenza poco importanti ed influenti, come la morte di un samurai.

Sembra che gli autori di Katsugeki Touken Ranbu abbiano dato molto per scontato, rivolgendosi soprattutto ad un pubblico giapponese o a chi conosce bene la storia della nazione, senza entrare troppo nel dettaglio di quanto è accaduto nei vari periodi in cui i protagonisti affrontano i Regressori.

Avremmo preferito che la serie si dilungasse di più in spiegazioni che potessero aiutare ad avere almeno un'infarinatura sul contesto storico in cui si svolgono le vicende, anche a discapito di dilatare la durata complessiva; questo ci ha costretti a sospendere momentaneamente la visione per informarci ed avere così un quadro generale sugli eventi chiave del Giappone.

Sebbene l'idea di partenza sia interessante, anche se non facile da seguire, si sente la mancanza di un antagonista principale che giustifichi i continui tentativi di cambiare il corso degli eventi; in un primo momento eravamo convinti che i Crono-Regressori fossero marionette controllate da qualcuno che si sarebbe mostrato dopo i primi episodi, ma a lungo andare si sono rivelati semplici nemici (alcuni più ostici in grado di mettere in difficoltà i protagonisti), di cui comunque non sono spiegati gli obiettivi. Nel corso dell'avventura non viene mai chiarito cosa sia successo nel futuro e per quale motivo i Crono-Regressori vogliano alterare il normale corso degli eventi. Da contraltare, vi è una buona analisi degli eroi principali, anche se poco accurata. Se in passato i membri del secondo plotone erano solo oggetti, ora sono umani e devono fare i conti con le emozioni: per questo non riescono ad essere impassibili dinanzi alla morte di innocenti causata da incendi o guerre, sentendosi anche in colpa consapevoli di non poter intervenire.

Questi valori vengono incarnati soprattutto da Izuminokami, Kunihiro, e Mutsunokami, i quali vorrebbero aiutare gli altri compagni e gli umani che rischiano la vita, ma si rendono conto di essere impotenti e di dover accettare i propri limiti. Gli altri comprimari, invece, sono poco delineati: basti pensare che di alcuni di loro non viene rivelato neanche il padrone originale.

Benché gli eroi siano ben caratterizzati e carismatici, ci sono sembrati stereotipati e di conseguenza non affascinanti come avremmo voluto: come ad esempio Yegen, che è il classico personaggio misterioso e cupo; o Mutsunokami che è irruento, sempre affamato e sorridente, e spesso litiga con il suo comandante.

Al termine della visione, ci siamo resi conto che la serie avrebbe potuto offrire molto di più se avesse rifinito meglio alcuni particolari inerenti alla trama e se avesse offerto un cast di attori più accattivante.

...di un vero guerriero

Una trama confusionaria e non facile da seguire non riesce a dare il giusto rilievo all'impianto artistico: ancora una volta, ufotable è riuscita a confezionare un prodotto che è un piacere per gli occhi. Katsugeki Touken Ranbu si fregia di un disegno ben curato sotto vari aspetti, sia nei primi piani, sia nelle riprese più distanti, in cui a stento si notano imperfezioni, sia nella resa delle armi e delle armature dei "samurai", in cui si nota una cura quasi maniacale per i dettagli.

Non è da meno la resa ambientale con una fotografia che riesce ad adattarsi bene alle singole sequenze, e con scorci paesaggistici in cui salta all'occhio un tratto che si mantiene pulito e chiaro, anche con gli elementi più distanti. Il comparto visivo è affascinante, al netto, però, di un character design che non spicca in originalità, in quanto si può notare un'influenza da altri titoli realizzati dallo studio stesso, tra cui Fate/stay night e Tales of Zestiria: The X.

Il tratto manuale certosino e piacevole riesce a mettere in secondo piano una CGI che sebbene si amalgami al disegno classico, a volte è sin troppo riconoscibile.

Quando la computer grafica viene utilizzata per la resa dei nemici risulta legnosa nei movimenti; diversamente, quando viene utilizzata per il fuoco e l'acqua, è riuscita a darci la sensazione che fossero reali. Quando Izuminokami, Kunihiro, Mutsunokami, Yegen, Tonbokiri e Tsurumaru sfoderano le loro armi per affrontare i Regressori, saltano all'occhio animazioni fluide, che rendono ancora più affascinanti e coinvolgenti i combattimenti all'arma bianca.

Katsugeki Touken Ranbu Katsugeki Touken Ranbu avrebbe potuto essere più interessante, se non si rivolgesse unicamente a chi ha una buona conoscenza del passato del Giappone. La trama è troppo legata alla storia e non permette di comprendere quanto potrebbero essere significativi i cambiamenti che verrebbero apportati. Questo è aggravato anche dall’assenza di una mente dietro le azioni dei Regressori, che si riducono ad essere banali nemici. Gli eroi, benché mostrino umanità dinanzi alle tragedie, non spiccano per originalità, risultando stereotipati. L'elemento che spicca maggiormente è il comparto grafico: al netto di un character design non originale che si rifà ad altri titoli e di una computer grafica non sempre eccelsa, ufotable è riuscita a realizzare nuovamente un’opera visivamente impeccabile.

6.7