Keep Your Hands Off Eizouken!: recensione del meta anime di Yuasa

La nostra analisi dell'ennesimo capolavoro firmato Yuasa, un imperdibile meta anime disponibile su Crunchyroll.

recensione Keep Your Hands Off Eizouken!: recensione del meta anime di Yuasa
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Il nome di Masaaki Yuasa è certamente fra i più noti agli appassionati di animazione. Il celebre regista è infatti riuscito ad emergere come una delle più importanti personalità del medium di riferimento, grazie ad una serie di opere in grado di spiccare per l'elevata qualità generale nonché per la capacità di distinguersi dalla maggioranza delle produzioni animate, sorprendendo di volta in volta gli spettatori con espedienti narrativi peculiari, capovolgendo gli stilemi tipici del genere d'appartenenza o sperimentando soluzioni inedite nel comparto visivo. Uno sperimentalismo mai fine a se stesso che ha reso anime come The Tatami Galaxy (che figura tra le uscite Netflix di luglio) o Ping Pong the Animation dei veri e propri classici dell'animazione giapponese.

Simili premesse chiariscono quanto cocente possa essere stata la nostra delusione nell'approcciarsi all'ultimo anime prodotto con il coinvolgimento di Yuasa, ovvero il recente Japan Sinks 2020, che si è purtroppo rivelato soltanto discreto, come potete leggere nella nostra recensione di Japan Sinks 2020. Eppure, nonostante l'anime tratto dal romanzo di Sakyo Komatsu non si sia di certo dimostrato il capolavoro che molti attendevano con trepidazione, anche quest'anno il regista di Mind Game è riuscito nell'impresa di dare vita ad un'ulteriore produzione in grado di conquistare i consensi di pubblico e critica, come dimostra il trionfo ai Galaxy award 2020. Non potevamo dunque esimerci dall'analizzare in maniera approfondita Keep Your Hands Off Eizuoken! (in originale Eizoken ni wa te o dasu na!), una delle opere più interessanti del catalogo della piattaforma di streaming Crunchyroll, oltre che tra i migliori anime della passata stagione invernale.

Il sogno di Midori

La piccola Midori Asakusa osserva il mondo con accesa curiosità e sogna di vivere una vita costellata di straordinarie avventure. Una luce sembra brillare nei suoi occhi e non può che splendere con maggiore ardore alla vista della peculiare struttura urbana che circonda; quella che presto sarà la sua nuova dimora. L'entusiasmo della bambina per il dedalo di vicoli di Shibahama, città dove la sua famiglia si trasferisce durante la prima puntata dell'anime, è talmente intenso da spingerla ad esplorarne ogni anfratto riproducendone i dettagli tra le pagine di alcuni quaderni da lei soprannominati "diari d'avventura".

Ma anche un'impavida avventuriera come Midori è costretta a sospendere la sua attività di esplorazione quando la pioggia imperversa . Quello che si prospettava come un piovoso pomeriggio del tutto ordinario si trasforma viceversa in una vera e propria svolta per la vita della giovane protagonista e tutto grazie ad un anime - nonostante non si tratti di un'opera qualunque, ma del capolavoro di Miyazaki (realizzato in collaborazione con Hayakawa e Takahata) "Conan, il ragazzo del futuro". Mentre le immagini scorrono sullo schermo meraviglia e stupore si impossessano di Midori insieme alla consapevolezza di osservare per la prima volta quella che è a tutti gli effetti una rappresentazione del mondo avventure da sempre sognato.

Creare personalmente un anime diventa dunque la principale aspirazione di Asakusa, un sogno che certamente non può essere realizzato unicamente con le proprie forze, e solo alcuni anni dopo il trasferimento a Shibahama, quando la protagonista ormai non più bambina inizia a frequentare le superiori, l'impresa non potrà più dirsi irrealizzabile, grazie alla concretezza dell'amica Sayaka Kanamori e all'inaspettato incontro con l'aspirante animatrice Tsubame Mizusaki.

Le tre ragazze decidono infatti di unire i loro differenti talenti per fondare l'Eizouken, club scolastico ufficialmente destinato alla ricerca e produzione cinematografica, ma in realtà dedicato alla creazione di anime. Così, da un logoro deposito abbandonato che la scuola assegna come sede ufficiale del club, ha inizio l'avventura di Midori, Tsubame e Sayaka nel mondo dell'animazione. Un appassionante viaggio segnato da mirabolanti peripezie al confine tra realtà e immaginazione, in grado di suscitare nello spettatore il medesimo sentimento di stupore e meraviglia provato da Asakusa alla vista del suo primo anime.

Un anime sugli anime e molto più

Definire in maniera rigida il genere di appartenenza di Keep Your Hands Off Eizouken! non renderebbe certo giustizia alla complessità dell'opera e alla capacità di alternare svariati registri narrativi senza alcuna forzatura, dando vita ad un prodotto estremamente sfaccettato, nonostante i soli 12 episodi. Tuttavia, nel caso in cui si desideri ricondurre l'anime tratto dal manga di Sumito Owara ad una categoria specifica, l'etichetta più adatta ad evidenziare alcune delle caratteristiche peculiari è probabilmente quella di opera di meta animazione ovverosia di un anime incentrato sull'animazione stessa.

Seppure, così come per il cinema o per la letteratura, non manchino esempi di altre opere che affrontano, in maniera più o meno ampia, tematiche inerenti al medesimo mezzo espressivo di riferimento, ciò che eleva Keep Your Hands Off Eizouken! rispetto ad altre opere di meta animazione è la capacità di configurarsi come un vero e proprio atto d'amore nei confronti dell'animazione e non soltanto come uno straordinario viaggio attraverso i processi creativi e realizzativi legati all'universo degli anime.

Quello tracciato da Yuasa è in particolare un percorso che vezzeggia gli intenditori con citazioni e rimandi e prende per mano i meno esperti, rendendo quanto mai interessanti anche gli aspetti apparentemente più marginali dell'animazione, come quelli legati agli effetti sonori. Questioni estremamente concrete e vere e proprie esplosioni di creatività e fantasia coesistono in perfetto equilibrio, lasciando spazio anche ad una serie di critiche più o meno velate alle ben note problematiche dell'attuale industria dell'animazione giapponese, senza che tuttavia tali aspetti monopolizzino l'attenzione dello spettatore distogliendolo da un'opera che più che criticare il mondo degli anime si propone, come già detto, di celebrarlo.

Il segreto che si cela dietro la facilità con la quale Keep Your Hands off Eizuoken! riesce nell'intento di convogliare l'attenzione dello spettatore anche nei momenti durante i quali la narrazione si focalizza su argomenti prettamente tecnici e specialistici dell'animazione, risiede in quello che è da sempre Il modo più efficace per rendere comprensibile e interessante un argomento, ossia far trasparire la passione che si prova nei confronti di ciò che si desidera rappresentare e veicolare. Keep Your Hands Off Eizouken! non è infatti solo un anime sugli anime, è la narrazione dell'intensità di una passione; il racconto della graduale realizzazione di un sogno nel quale tutti i sognatori non possono fare a meno di riconoscersi.

Una squadra vincente

Gran parte del merito del bilanciamento quasi perfetto dell'opera risiede anche nei suoi protagonisti ed in particolare nel trio composto da Midori Asakusa, Sayaka Kanamori e Tsubame Mizusaki. I caratteri dei tre personaggi sono perfettamente definiti, pur senza l'ausilio di complesse analisi psicologiche e, benché si faccia talvolta ricorso ad alcune necessarie semplificazioni, ciò non inficia in alcun modo il sentimento di empatia che le tre ragazze riescono a suscitare nei confronti dello spettatore. La totale verosimiglianza dei personaggi non è certo l'obiettivo a cui si è puntato, preferendo estremizzare talvolta alcuni aspetti caratteriali dei protagonisti, ma curandone a tal punto la messa in scena e i dialoghi da dare vita a scene e personaggi che possiamo definire, in definitiva, memorabili.

Entrando più nel dettaglio, Asakusa non è particolarmente a suo agio nei rapporti sociali, ma cela in sé una grande vitalità e una viva curiosità verso il mondo che la circonda, nonostante la paura talvolta freni la sua impetuosità. Mizusaki è invece una gioviale e celebre modella, ma il volto che l'ha resa celebre è solo una maschera che i genitori le hanno cucito addosso, dietro la quale si cela il desiderio di farsi notare, più che con la sua bellezza, impressionando con la perfezione con la quale è in grado di catturare e riprodurre il movimento con le animazioni da lei realizzate. Kanamori è infine il personaggio di cui si è probabilmente scelto di sottolineare maggiormente le peculiarità e, nello specifico, la natura calcolatrice, disillusa, cinica, ma anche l'infallibile fiuto per gli affari e la capacità di manovrare persone e situazioni riuscendo a cavarsela e ad imporre il proprio volere anche nelle circostanze apparentemente più complesse.

Da una simile descrizione si potrebbe essere indotti a interrogarsi sulle ragioni che leghino Kanamori alle altre protagonista ed in particolare all'amica di lunga data Midori. La soluzione di un simile quesito può essere rivelata osservando l'amicizia che lega le tre ragazze da una prospettiva che evidenzi la complementarietà dei caratteri piuttosto che la divergenza, in modo da evidenziare la presenza di quella che possiamo definire come una sorta di simbiosi, che fa di Kanamori, che riveste il ruolo della produttrice e manager dell'Eizouken - occupandosi di tutti gli aspetti legati al finanziamento, promozione e vendita delle opere - il contrappeso alla spensierata fantasia o al perfezionismo compiaciuto delle due coetanee.

La consapevolezza di questo particolare rapporto e l'intuizione di essere vere e proprie anime affini, come affermato dalla stessa Mizusaki, è solo una delle molte le tappe di un più ampio processo di maturazione e autoconsapevolezza che si dipana attraverso la graduale scoperta delle proprie capacità ed il complessivo distacco dal microcosmo della scuola verso il mondo reale. Durante tale percorso le nostre eroine si misurano con le sfide concrete dell'industria dell'animazione, affrontano paure, affermano la loro identità e, nonostante svariati ostacoli si frappongano sul loro cammino, non abbandonano mai il proposito di realizzare il loro sogno.

A fare da sfondo ai voli pindarici di Asakusa e Mizusaki o all'impareggiabile uso dell'arte oratoria di Kanamori, condita da un pizzico di intimidazione, è la città immaginaria di Shibahama. Si tratta di un'ambientazione estremamente evocativa, caratterizzata da un fitto dedalo di corsi d'acqua e gallerie sotterrane che attraversano i differenti livelli, prodotti da uno sviluppo urbano apparentemente caotico eppure denso di una certa poeticità amplificata, per di più, dall'alone di mistero che circonda alcune strutture architettoniche.

Tutto è curato nei minimi dettagli e le varie spedizioni di esplorazione della città, compiute dai personaggi alla ricerca di ispirazione, si trasformano in un viaggio che stimola la curiosità e il senso di scoperta dello spettatore. Non sarebbe dunque troppo azzardato affermare che Shibahama sia il quarto protagonista dell'anime, oltre che il catalizzatore perfetto per la fantasia di Asakusa e Mizusaki, in grado di riempiere il vuoto lasciato volutamente sulla natura o l'origine di alcuni luoghi.

Con gli occhi della fantasia

Il già citato tema della coesistenza fra nature diverse, la cui divergenza è frutto dell'adattamento a differenti contesti, viene affrontato anche mediante una delle opere realizzata dalle tre ragazze; un piccolo anime dentro l'anime di rara poeticità e profondità che spicca tra le varie opere realizzate dall'Eizouken, ma del quale preferiamo non rivelare ulteriori dettagli per lasciare al lettore il piacere della scoperta. Eppure, nonostante il valore di tale opera e delle riflessioni ad essa connesse, il messaggio più intenso e riuscito della serie è probabilmente da ricercare altrove. Forse nelle molte occasioni durante le quali si riflette sul rapporto tra realtà e finzione? O magari su questioni più specifiche e sempre dibattute come quella della relazione che intercorre tra arte e pubblico?

La risposta risiede a nostro parere nelle sequenze che rendono del tutto unico l'anime di Yuasa, ovverosia tutte quelle scene durante le quali il mondo interiore di Asakusa e Mizusaki prende letteralmente vita, travolgendo lo spettatore in un irresistibile carosello di suoni e colori, rendendolo quanto mai vicino ai personaggi e alla loro sfrenata fantasia e passione. A dare forma a questo mondo sono proprio i disegni e le animazioni realizzati dalle due ragazze con un gioco metanarrativo estremamente originale e coinvolgente che celebra non solo l'animazione come mezzo espressivo in senso stretto, ma anche ogni forma d'arte, trasformando Keep Your Hands off Eizouken! in un autentico inno alla creatività e alla fantasia e forse in un invito a riflettere sul valore e sull'importanza di ciò che definiamo immaginario.

Appurato dunque il valore generale dell'anime disponibile su Crunchyroll, occorre a questo punto segnalare come le notevoli ambizioni dell'opera siano state egregiamente supportate da un comparto artistico e tecnico di eccellente livello, con animazioni che rispettano gli alti standard qualitativi raggiunti dallo studio Science Saru. Si noti inoltre che, nonostante l'intenzionale contrasto tra la spigolosità del design dei personaggi e la cura certosina con la quale sono stati realizzati i fondali e la presenza delle già citate sequenze che traducono in immagini il mondo interiore delle protagoniste, ci troviamo al cospetto di una delle opere di Yuasa forse meno atipiche dal punto di vista visivo, a supporto di una maggiore accessibilità generale dell'opera rispetto agli standard del regista.

Gli alti standard qualitativi di Keep Your Hands off Eizouken! coinvolgono, oltre alle animazioni, anche il comparto sonoro, che sfoggia effetti di prim'ordine e musiche estremamente godibili. "Eazy Breazy" , l'opening realizzata dal rapper Chelmico, è un vero e proprio concentrato unico di stile, oltre che la perfetta introduzione alle avventure dello scalmanato trio di ragazze.

Eizouken ni wa Te o Dasu na! Keep Your Hands off Eizouken! è una conferma dell’abilità dello studio Scienze Saru e del mai troppo lodato Masaaki Yuasa, che confeziona un’opera pregna di significato ma al contempo dotata di una certa leggerezza; complessa eppure accessibile, didattica ma non didascalica, concepita con il duplice obiettivo di soddisfare chi già ama e conosce il mondo dell’animazione e incuriosire e appassionare chi vi si approcci per la prima volta. In ultima analisi, l’anime tratto dal manga di Sumito Owara esprime un'accorata esaltazione della passione e dell’immaginazione, nonché una celebrazione della capacità dell’animazione e dell’arte di esprimere e rendere intellegibile l’interiorità e la passione dell’artista. E lo fa con una scrittura dei dialoghi brillante, un mondo e dei personaggi splendidamente caratterizzati e un comparto artistico e sonoro di prim'ordine. Consigliato senza riserve a tutti coloro che desiderino approcciarsi per la prima volta alle opere di Yuasa, a chi nutre uno smisurato amore per il mondo dell’animazione giapponese, a chi ama volare sulle ali della fantasia e ad ogni sognatore.

8.5