Netflix

Kemono Jihen Recensione: un anime piacevole su Netflix

Disponibile da Gennaio 2021 su VVVVID, la versione animata di Kemono Jihen arriva ora su Netflix con doppiaggio in italiano.

Kemono Jihen Recensione: un anime piacevole su Netflix
Articolo a cura di

Tra i nuovi anime Netflix di Dicembre 2021, abbiamo scovato Kemono Jihen. È il titolo di un manga sul soprannaturale edito nel 2016 dalla casa Shueisha, scritto da Sho Aimoto per la rivista Jump Square. Dello shonen esiste un'edizione italiana ad opera della Edizioni BD - J-POP che risale a 4 anni dopo l'originale. Per ora sono 15 i volumi disponibili, ma il manga è ancora in corso. All'inizio del 2021 lo studio Ajia-do Animation Works ne produce una versione anime, diretta da Masaya Fujimori. Finora il pubblico ha potuto godere della serie su VVVVID con sottotitoli in italiano; a partire dal 1 Dicembre Netflix ha distribuito la versione doppiata di Kemono Jihen.

Creature e leggende

I 12 episodi, dalla durata di circa 20-25 minuti ciascuno, narrano la storia di Kabane, un ragazzino soprannominato Dorota-bou che vive lontano dalla grande città. L'incontro con Inugami, investigatore dell'occulto, sarà decisivo per il suo futuro. Diventando assistente nell'agenzia del suo nuovo compagno di avventura nella città di Tokyo, incontra Shiki e Akira che presto saranno i suoi migliori migliori amici. Tra un caso e l'altro da risolvere, Kabane si avvicinerà sempre più al mondo delle creature oscure e mostruose, prendendo anche consapevolezza di sé e della propria natura.

Kemono Jihen è innanzitutto una storia di mistero e di oscurità. Molti sono gli esseri sovrannaturali che incontriamo e impariamo a conoscere. Sono creature che appartengono alla cultura giapponese, come i ghoul e i mezzi ghoul, già incontrati nell'universo di Tokyo Ghoul. Vampiri, creature ragno o creature insetto, kitsune e tanto altro ancora: essi vivono camuffandosi tra gli esseri umani, proprio come tutti i membri dell'agenzia di investigazione. L'attenzione per la descrizione della storia di gran parte di queste creature è sicuramente da apprezzare: con degli escamotage a livello narrativo, esse vengono presentate allo spettatore, senza dare nulla per scontato. Akira, per esempio, appartiene al popolo delle creature del ghiaccio, di cui più volte viene narrata la leggenda, arricchendosi di dettagli e di oscuri segreti.

L'idea di aprire delle finestre molto ampie su alcune realtà che coesistono all'interno di Kemono Jihen, servendosi del background dei personaggi principali, è una trovata che riesce, in qualche modo, ad illustrare le varie sottotrame separatamente. I 12 episodi riescono, infatti, a sviluppare le vicende di Shiki e Akira, con l'espediente del passato misterioso. I tre amici e assistenti di Inugami sono accomunati dalla ricerca della propria famiglia, obiettivo che per Kabane sembra essere ancora lontano.

L'anime, infatti, si interrompe in corrispondenza di un turning point essenziale, ma di fatto gli spettatori saranno divorati dalla curiosità per un bel po'. I plot secondari, a loro volta, creano l'occasione per arricchire la sfera di personaggi, soprattutto temporanei antagonisti che, spinti dalla follia e dall'ossessione per il potere sovrannaturale, cercheranno di ostacolare i nostri protagonisti.

Un horror dal cuore tenero

Man mano che si prosegue con la visione, Kemono Jihen acquista un carattere sempre più cupo e macabro. Come spesso accade per manga e anime di questo genere, un inizio alquanto leggero e sulla scia della commedia lascia poi spazio ad un'atmosfera diversa, più pesante e più ricca di dettagli prettamente horror.

Questa serie, però, ha una particolarità: non si tratta di un vero e proprio climax uniforme, ma di volta in volta ci sono specifici momenti che, susseguendosi, risultano sempre più raccapriccianti. Durante i combattimenti, non manca occasione di guardare corpi feriti o mutilati. Alcune pratiche come torture e violenze, seppur edulcorate, contribuiscono a creare un clima disturbante. A porre lo spettatore in una situazione di inquietudine sono, inoltre, particolari scene che si servono non solo di mezzi prettamente narrativi o visivi. Il suono in Kemono Jihen svolge un ruolo fondamentale: troviamo soundtrack di atmosfera ma anche rumori e versi raccapriccianti o ancora voci distorte.

Il carattere horror è smorzato da momenti estremamente dolci. Amicizia, amore materno, attrazione sentimentale, gelosia infantile: sono temi che tornano spesso e che vengono trattati con una buona dose di tenerezza. Anche la comicità non manca, elemento fondamentale per equilibrare l'opera che, altrimenti, risulterebbe eccessivamente cupa, soprattutto nella seconda metà di episodi.

Poca credibilità

Kanabe, un po' per la sua natura un po' perché isolato dal resto del mondo fino al suo arrivo a Tokyo, si affaccia su tutto ciò che lo circonda con una buona dose d'ingenuità e di spontaneità. Insieme ai suoi nuovi amici impara cose nuove, soprattutto riguardo i sentimenti e le emozioni. Più volte, per esempio, egli si interroga sul concetto di amore, non avendo alcun ricordo di quello della sua famiglia. Pur essendo il più ingenuo di tutti, dimostra una grande maturità in alcune scelte particolari, persino di vita o di morte.

Una maturità che, da parte di un ragazzino di 13 anni che non ha avuto occasioni di interfacciarsi con gli altri e col resto del mondo, risulta forse insolita. Egli possiede delle consapevolezze nell'affrontare la realtà che mancano un po' di credibilità e coerenza con il personaggio. Questo duplice livello, tuttavia, non rovina l'ammirazione per un protagonista tanto misterioso quanto amato dal pubblico.

Altro piccolo elemento che fa storcere il naso è l'innesco per le due sottotrame principali. È normale che il caso sia il motore per questo tipo di storytelling, tuttavia questi momenti decisivi - generalmente incontri inaspettati - sono estremamente inverosimili; una chiara esigenza narrativa che però non coincide esattamente con l'idea di credibilità.

Animazione e doppiaggio

L'anime di Kemono Jihen gode di un'animazione estremamente piacevole che riesce in qualche modo ad assecondare quel connubio di dolcezza e azione. Qualche scena lascia un po' a desiderare, come quelle in automobile: sono macchinose e ricordano un po' la tecnica rudimentale dei film in bianco e nero. Una piccola svista a confronto di tutto il resto che, invece, ha una qualità notevole.

La versione italiana di Netflix sceglie voci molto note, soprattutto nel mondo dell'animazione. Tra queste troviamo quella di Alberto Bognanni per il detective Inugami. Crediamo che la voce piuttosto matura di Kabane faccia perdere al personaggio quell'ingenuità che lo contraddistingue e quella dolcezza che egli mostra verso i suoi amici e verso Kon, giovane kitsune con cui ha un rapporto speciale. Altro passo falso per Akira: la voce italiana appare quasi scimmiottata, rischiando di ridicolizzare un personaggio che, nella versione originale, possiede una sonorità molto soave che corrisponde alla sua delicatezza. Questa e quella di Kabane, inoltre, non rispecchiano nemmeno loro età. Non è la prima volta che questo accade negli anime, ma di fatto resta un elemento assai disturbante.

Kemono Jihen L'anime di Kemono Jihen risulta un prodotto piacevole da guardare. All'azione e ai tratti particolarmente horror si uniscono momenti pieni di tenerezza, donando leggerezza alla vicenda. Una storia di mostri dal sapore dolce che perde un po' di magia originaria nel momento del doppiaggio, che rischia talvolta di ridicolizzare alcuni personaggi.

7