Ken il Guerriero La Leggenda di Julia, Recensione del film su Hokuto no Ken

La Leggenda di Julia è il secondo capitolo della pentalogia cinematografica su Ken il Guerriero, disponibile in Blu-Ray e DVD grazie a Koch Media.

recensione Ken il Guerriero La Leggenda di Julia, Recensione del film su Hokuto no Ken
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Sappiamo tutti quanto sia longeva la saga di Ken il Guerriero. Con i suoi oltre 150 episodi l'epopea di Kenshiro ci accompagna dagli anni Ottanta ancora oggi attraverso prequel, riedizioni e probabili sequel di Hokuto no Ken. L'opera magna di Tetsuo Hara e Buronson, per tutti coloro che non riuscirebbero a recuperare l'intera e leggendaria serie animata degli anni Ottanta (anche se potete farlo facilmente grazie ai cofanetti DVD di Ken il Guerriero) potrebbero però optare per Ken il Guerriero - La Leggenda, una pentalogia di lungometraggi realizzati tra il 2006 e il 2008.

La raccolta riassume gli eventi salienti del lungo viaggio di Kenshiro in una terra devastata da un disastro nucleare. Qualche tempo fa, grazie al supporto di Koch Media, vi abbiamo raccontato esaustivamente il primo capitolo nella Recensione di Ken il Guerriero: La Leggenda di Hokuto: la pellicola giunse dapprima nelle sale cinematografiche italiane in versione rimasterizzata, per poi approdare anche in home video in una bella edizione Blu-Ray e DVD. Questa volta ci dedichiamo al secondo episodio della pentalogia: La Leggenda di Julia, un'opera di intermezzo incentrata sulla coraggiosa amante del buon Kenshiro.

Il destino di Julia

Quando, prima di intraprendere un viaggio verso il Giappone che le avrebbe cambiato la vita, il vecchio Dharma si rese conto che la piccola Julia era in grado di prevedere il futuro, egli capì che ad attendere la giovane c'era un destino fatto di sofferenza e grandezza. La storia della bella Julia, e del suo solidissimo amore per Kenshiro, la conosciamo un po' tutti: in tenera età la nostra fu mandata presso la casa di Hokuto dove conobbe i quattro figli adottivi dell'anziano maestro che un giorno avrebbe tramandato i saperi della sua scuola a un degno successore.

Julia non ha nessuno se non il suo cagnolino Tobi, un caparbio esemplare da combattimento che si lega sin da subito alla protagonista del film. Gli anni passano e, di pari passo con l'addestramento dei quattro guerrieri, i sentimenti tra Kenshiro e Julia crescono sempre di più fin quando il ragazzo non viene insignito del titolo di 64° successore della divina scuola di Hokuto, lasciando sgomenti i fratelli Raoul e Jagger.

Da qui in poi, grazie alla serie animata, è tutta storia già nota: il disastro nucleare, e il conseguente sacrificio di Toki per salvarli da un destino baro, rafforza il legame tra i due amanti, ma l'idillio viene spezzato quando gli innamorati vengono divisi dalla malvagità di Shin della scuola di Nanto.

Il perfido guerriero mette fuori combattimento Ken, lasciandolo gravemente ferito al petto e portando con sé Julia con la forza. Col passare dei mesi, mentre il più giovane dei figli di Hokuto conduce la sua odissea alla ricerca del suo amore, Julia osserva impotente le malefatte di Shin e decide di abbandonarlo suicidandosi.

Disperato, Shin apprende poi la verità di fronte al corpo di Julia, salvatosi per miracolo dalla caduta: l'avvento di Rihaku, Fudo e Tou, tre dei cinque Astri in Cerchio di Nanto, svelano al villain le vere origini di Julia e il destino che la ragazza dovrà compiere. Un fato che, inevitabilmente, la lega indissolubilmente a Ken, dimostrando come l'incontro tra i due in passato facesse parte di un disegno ben più grande della sorte.

Oltre Kenshiro

La seconda parte del film ci racconta, sempre e comunque dal punto di vista di Julia, uno spunto di trama che avevamo già visto in Ken il Guerriero: La Leggenda di Hokuto, ovvero il mitico duello tra il salvatore del mondo e Sauzer. Uno scontro che, al di là del suo valore emotivo, ebbe un'importanza fondamentale: con la vittoria sul malvagio regnante, guidata dalla Stella della Benevolenza e nel segno dell'amore, Kenshiro ha ampliato gli echi della sua fama in tutto il mondo, che ha iniziato ad acclamarlo come messia contro le forze del male ormai dilaganti in una terra martoriata dall'anarchia.

È ciò che si prefigura nei piani di Raoul: il furente Re del Pugno di Hokuto mira ad uccidere l'odiato fratello minore nell'immediato futuro, aspettando il momento giusto mentre la gloria di Ken andava propagandosi nel mondo.
Insomma, se ci avete seguito fin qui capirete che La Leggenda di Julia non è un vero e proprio sequel de La Leggenda di Hokuto, piuttosto mira a porsi come prequel/midquel del primo episodio della pentalogia.

Non ci viene fornita soltanto una visione alternativa del combattimento con Sauzer, ma l'intera trama (sin dalle origini della storia che conosciamo) viene raccontata dalla prospettiva di Julia. Il film, così, fornisce al pubblico ciò che non ha potuto fare La Leggenda di Hokuto per ovvi motivi di screen time: narrare i primi passi di Kenshiro sul percorso che lo porterà a glorificare se stesso, combattendo i guerrieri di Nanto e scontrandosi col suo stesso, odiato fratello. L'arco narrativo di Shin, primo vero macro-racconto dell'opera, non era presente nel primo capitolo, ma il lungometraggio dedicato a Julia ha permesso allo staff di animazione di ripercorrere anche le origini dell'anime tratto dal manga di Hara e Buronson. Non di meno, questo lungometraggio ci ricorda una verità fondamentale: i temi dell'opera vogliono andare oltre il personaggio di Ken, presentandoci un cast variegato e profondo, mosso da sentimenti contrastanti e da comportamenti del tutto umani.

Luci e ombre di Julia

Nonostante il film voglia imporsi come una sorta di racconto antologico, senza seguire un reale filo conduttore all'interno della sceneggiatura, proprio questo elemento rende la scrittura un po' confusa: a tratti, previa una conoscenza approfondita della serie TV in merito a vicende e personaggi, il ruolo di alcuni comprimari potrebbe non risultare molto chiaro a tutti coloro che si approcciano alla pentalogia senza aver mai visto o letto l'opera originale.

A questo piccolo difetto, che per fortuna non inficia più di tanto la visione del prodotto visto che il plot risulta comunque chiaro, si affianca però un disegno non sempre perfetto: per fortuna, sia nei primi piani che in alcune animazioni, il tratto grafico si dimostra essere di tutto rispetto e, in generale, lo stile impiegato nella pentalogia ci aggrada non poco visto che riesce a replicare l'impatto delle matite originali pur ammodernandosi non poco dal punto di vista visivo e tecnico.

Nei campi larghi, però, la grafica si fa molto meno dettagliata, evidenziando in qualche occasione alcune sagome tutt'altro che perfette. In generale non ci sentiamo troppo di condannare la produzione dal punto di vista artistico: il film tecnicamente funziona, tanto nella regia quanto nell'impiego di una colonna sonora delicata e consona alle atmosfere e alla psicologia della protagonista. La Leggenda di Julia non sarà forse il miglior lungometraggio della pentalogia, ma fa il suo prendendosi in carico un onere non da poco: raccontare i cruciali antefatti di Hokuto no Ken, intrecciandoli sia con gli eventi centrali dell'opera sia con il drammatico epilogo che portò il nostro eroe a combattere con Raoul, spingendosi verso il finale della prima serie anime di Ken il Guerriero.

Ken il Guerriero: La Leggenda di Julia Ken il Guerriero: La Leggenda di Julia è un film cruciale per tutti coloro che si approcciano al franchise di Buronson e Tetsuo Hara senza conoscerne l'opera originale. Chi è già fan di Hokuto no Ken troverà nel film un buon riassunto, anche se costellato di tagli che potrebbero renderne poco chiare parti di sceneggiatura, ma soprattutto un tratto grafico molto più moderno rispetto al prodotto originale. Un comparto artistico che vive luci e ombre, poiché perfetto nei primi piani ma un po' troppo approssimativo nei campi larghi. L'acquisto dell'edizione home video è comunque consigliato a tutti i cultori del brand.

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