Kingdom Hearts 358/2 Days: recensione del manga di Shiro Amano

Con l'uscita del quinto e ultimo volume di Kingdom Hearts 358/2 Days abbiamo recentemente riscoperto le vicissitudini di Roxas, Xion e Axel.

Kingdom Hearts 358/2 Days: recensione del manga di Shiro Amano
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Inizialmente spalmati su più piattaforme e in seguito raccolti in vere e proprie collection, tutti i titoli della serie di Kingdom Hearts sono essenziali per poter comprendere l'ingarbugliato e spesso incoerente intreccio imbastito da Tetsuya Nomura. Assieme a Kingdom Hearts Union X - fondamentale episodio mobile, ma i server di Kingdom Hearts Union X chiuderanno purtroppo in primavera - il titolo più bistrattato dell'intero franchise è senza dubbio Kingdom Hearts 358/2 Days, ossia un episodio secondario incaricato di raccontare a suo tempo alcuni importanti passaggi avvenuti tra il primo e il secondo capitolo numerato della serie, nonché introdurre personaggi che sarebbero diventati essenziali per gli sviluppi futuri della saga.

Pubblicato su Nintendo DS, il prodotto era tuttavia un continuo susseguirsi di missioni noiose e poco variegate, con brevi intermezzi narrativi collocati tra una fetch quest e l'altra che purtroppo non riuscivano a calamitare in maniera sufficientemente efficace l'attenzione e soprattutto la curiosità del giocatore.

A distanza di anni dal disastroso esordio del titolo, Square Enix ne ha affidato l'adattamento cartaceo al talentuoso Shiro Amano, il mangaka che in precedenza si era già occupato delle trasposizioni manga di Kingdom Hearts, Kingdom Hearts: Chain of Memories e Kingdom Hearts II. Avendo letto i cinque volumetti di cui si compone la serie, che grazie a Panini Comics sono disponibili nel Bel Paese anche in un comodo cofanetto di cartone preposto a racchiudere l'intera opera, ve ne proponiamo le nostre consolidate impressioni.

Una seconda possibilità

Come accennato nella nostra introduzione, la trama di Kingdom Hearts 358/2 Days (di cui vi abbiamo parlato nel dettaglio anche nella precedente anteprima del manga di Kingdom Hearts 358/2 Days) è particolarmente importante poiché racconta i 358 giorni che Roxas - il Nessuno di Sora - ha trascorso all'interno dell'Organizzazione XIII originale. Intenzionati a raccogliere quanti più cuori possibili, al fine di creare ancora una volta un Kingdom Hearts, Xemnas e gli altri Nessuno avevano infatti bisogno di accogliere tra i propri ranghi un custode della Keyblade, allo scopo di spedirlo ogni giorno in un mondo differente ad abbattere sempre più folte schiere di Heartless. Un escamotage che sulla carta giustificava la traballante struttura ludica del prodotto, ma che in realtà concedeva pochissimo spazio all'evoluzione del racconto e alla caratterizzazione dei suoi protagonisti. Nonostante i suoi molteplici e gravosi difetti, Kingdom Hearts 358/2 Days entrò comunque nei cuori dei fan grazie all'introduzione dell'inedito personaggio di Xion e al progressivo rafforzamento del legame instauratosi di missione in missione tra la fanciulla, Axel e lo stesso Roxas, ossia uno dei terzetti più amati dell'intera saga.

È forse questa la ragione per cui Shiro Amano, dopo aver ricevuto l'incarico di realizzare una completa trasposizione cartacea di Kingdom Hearts 358/2 Days, abbia deciso di mettere quasi del tutto da parte la componente ludica del prodotto originale, per dedicarsi interamente alla ricostruzione dell'intreccio e all'esplorazione dei tanti attori coinvolti nella vicenda. Se in passato l'artista nipponico si era limitato a riassumere in maniera sbrigativa e rinunciataria gli eventi dei precedenti episodi (per tutti i dettagli consultate la nostra recensione del primo manga di Kingdom Hearts), con Kingdom Hearts 358/2 Days ha invece imboccato il sentiero opposto, cercando con insistenza di colmarne ogni singola lacuna e di arricchire il più possibile le personalità dei Nessuno più maltrattati.

Innanzitutto, il mangaka ha scelto di puntare i riflettori sulla graziosa Xion, che da essere una comparsa sporadica nel gioco originale si è qui trasformata in una splendida co-protagonista in grado di eclissare il compagno di squadra Roxas.

Come dicevamo, il legame tra i due Nessuno è onnipresente, e se in passato questo nasceva in maniera quasi casuale e improvvisa, Amano l'ha invece legittimato attraverso una lunga e inedita sequenza di spaccati di vita quotidiana.

Pur essendo dei Nessuno, ossia degli esseri privi di un cuore e dunque incapaci di provare dei sentimenti autentici, Roxas, Xion e persino Axel sono spesso protagonisti di momenti di rabbia, profondo sgomento e persino imbarazzo, anche grazie alla naturale propensione dell'autore a trascinare tutto il cast in deliziosi, frequenti ed esilaranti siparietti comici atti a mostrarne delle sfaccettature inedite e impensabili. È in questi frangenti che abbiamo appreso, ad esempio, la totale incapacità di Demyx di redigere un resoconto di fine missione soddisfacente e un minimo dettagliato, la passione di Xaldin per i massaggi, le ore di sonno e il cibo essiccato, e così via. In particolare abbiamo apprezzato la natura gioviale e un po' esuberante di Xion, che se nei giochi non era mai venuta fuori, nel manga l'ha spinta addirittura a rimproverare i compagni per aver sprecato il proprio giorno libero. Caratteristiche che, unite all'accentuata fragilità della fanciulla e al radicato desiderio di scoprire le proprie origini, nonché dimostrare di non essere un "fantoccio difettoso", consentono al lettore di provare empatia e affezionarvisi con maggior naturalezza ed efficacia.

Epurata dei tanti momenti "riempitivi" e delle monotone sequenze interattive che penalizzavano il titolo per Nintendo DS, l'ultima fatica di Amano ha in definitiva ricompattato una sceneggiatura confusionaria ed esageratamente frammentata, che per di più trattava gli attori alla stregua di mere comparse. Stavolta, invece, la trama di Kingdom Hearts 358/2 Days è chiara, concisa e più intrigante che mai, dimostrando quanto la sua atipica struttura narrativa si presti maggiormente a produzioni di questo tipo che a vere e proprie esperienze ludiche.

Uno stile altalenante

Se la sceneggiatura del manga di Kingdom Hearts 358/2 Days rappresenta una vera e propria sorpresa, lo stesso non si può dire per il character design di Shiro Amano, che a questo giro sembra aver subito un'inspiegabile involuzione. Semplice e pulito, da sempre il tratto morbido e arrotondato del mangaka si adatta molto bene ai personaggi più giovani e in particolar modo a quelli femminili, che in effetti risultano graziosi e irresistibili.

Per il rovescio della medaglia, i Nessuno adulti come Saix, Xaldin e Luxord appaiono invece poco definiti e quasi a malapena abbozzati: un effetto visivo che calza a pennello durante i già menzionati siparietti comici, ma che purtroppo penalizza la resa delle tavole dedicate ai momenti più seri e drammatici del racconto. Paragonati alle più curate controparti ammirate in Chain of Memories (qui trovate la nostra recensione del manga di Kingdom Hearts: Chain of Memories), Larxene e Axel sembrano quindi delle mere caricature degli affascinanti Nessuno apprezzati in precedenza. Persino i fondali ci sono parsi poco convincenti, in quanto fatta eccezione per le varie splash dedicate ai suggestivi tramonti ammirabili dalla torre dell'orologio di Crepuscopoli, ossia il luogo in cui Roxas, Xion e Axel sono soliti ritrovarsi al termine di una missione, gli sfondi sono assai carenti di dettagli o inspiegabilmente assenti.

Kingdom Hearts 358/2 Days (manga) È davvero curioso che il manga di Kingdom Hearts 358/2 Days vanti pregi e difetti diametralmente opposti a quelli delle passate trasposizioni a fumetti curate da Shiro Amano. Laddove le altre opere del mangaka risultavano troppo sbrigative (basti pensare che Kingdom Hearts e Chain of Memories sono stati rispettivamente sintetizzati in quattro e due volumi soltanto, contro i cinque che compongono 358/2 Days), al contrario l’ultima fatica di Amano si è presa il tempo necessario per approfondire o addirittura riplasmare ogni singolo evento della vicenda, trascinare i suoi protagonisti in situazioni originali e arricchirne oltremisura la caratterizzazione. Se l’omonimo videogioco era insomma un’esperienza soporifera e fallimentare, il fumetto riesce invece a catturare l’attenzione del lettore e a raccontargli una storia drammatica e appassionante. I combattimenti saranno anche stati ridimensionati, ma è un prezzo che abbiamo pagato più che volentieri pur di riscoprire in maniera chiara e concisa una delle storie più confusionarie e importanti dell’immaginario Disney e Square Enix.

7.3

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