Kuromukuro: la Recensione della Stagione 2 dell'anime di P.A. Works

Kuromukuro torna più in forma che mai nella seconda stagione, riuscendo a far evolvere l'intera serie in modo soddisfacente.

recensione Kuromukuro: la Recensione della Stagione 2 dell'anime di P.A. Works
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Nella seconda stagione di Kuromukuro, anime a tema fantascientifico creato dallo studio di animazione P.A. Works, tutti gli elementi caratterizzanti della prima stagione vengono ampliati e approfonditi, riuscendo in maniera molto semplice a far evolvere a livello contenutistico l'intera opera.
Il concept alla base della trama, che vede un samurai del periodo Sengoku costretto ad affrontare nel presente una pericolosissima razza aliena, in questi nuovi episodi trova nuova linfa vitale grazie a vari colpi di scena ben orchestrati, in grado di catturare l'attenzione dello spettatore.
Non resta che analizzare insieme tutti i miglioramenti avvenuti in questa Season 2, capace di superare, praticamente sotto qualsiasi aspetto, tutti gli episodi visti in precedenza.

Simile, ma migliore

La seconda stagione di Kuromukuro inizia esattamente dopo la fine dell'ultimo episodio della prima, mostrandoci il protagonista Kennosuke impietrito di fronte all'attacco di una ragazza con il volto della principessa che serviva in passato; da subito, quindi, l'impostazione del ritmo risulta parecchio differente rispetto a quanto visto in precedenza.
Il protagonista, infatti, si ritrova fin dai primi minuti in una situazione di estrema difficoltà, trovandosi pericolosamente vicino alla morte, particolare che permette all'intera seconda stagione di abbandonare la cadenza forse eccessivamente compassata dei precedenti episodi.
I numerosi interrogativi lasciati in sospeso sul passato di Kennosuke ritornano quindi prepotentemente in scena, portando così anche lo spettatore a farsi coinvolgere maggiormente dalle vicende narrate.
Ancora una volta l'attenzione è posta sui vari personaggi e la loro psicologia piuttosto che sullo scontro forsennato tra mech, anche se questa volta il lavoro svolto dal lato introspettivo risulta superiore sotto molti aspetti.
I vari protagonisti, in numerose occasioni, non esitano a confrontarsi sia verbalmente (ma anche fisicamente) per supportarsi a vicenda, come nel caso di Kennosuke e Sophie Noelle.
Il rapporto tra il samurai e Yukina Shirahane (la co-protagonista della vicenda), si evolve poi fornendo spunti di riflessione interessanti, dato che a complicare il tutto ci pensa anche l'entrata in scena della principessa (almeno presunta tale) capace di scatenare un'infinità di dubbi nei protagonisti.

Una questione di lealtà

In questa seconda stagione il dualismo è uno dei temi principali su cui ruota l'intera opera; Kennosuke, infatti, pur prossimo alla morte per la ferita inflittagli dalla principessa creduta morta, è determinato più che mai a proteggerla, scegliendo consapevolmente di andare contro tutto e contro tutti.
Gli stessi alleati del protagonista, così, iniziano a domandarsi se possono ancora fidarsi di lui, dato che nessuno riesce più a capire realmente come comportarsi. Allo stesso modo anche la principessa e molti altri personaggi all'interno della serie inizieranno a farsi domande su quello che è giusto o sbagliato, togliendo via via molti punti di riferimento allo spettatore che non riuscirà a capire tutto fin dall'inizio.
Il continuo ribaltamento del concetto di alleati/nemici diviene così una costante all'interno della seconda stagione, in cui i tempi morti sono stati ridotti all'osso in funzione di un ritmo più dinamico e serrato non solo per quanto riguarda le scene action ma anche durante i dialoghi. Infatti, proseguendo con la visione dell'opera, tutti i punti oscuri e non chiari vengono pian piano svelati, andando a ricomporre quel puzzle di informazioni frammentate presenti fin dalla prima stagione.
Pur non tralasciando alcuni momenti leggermente meno concitati, come nell'episodio alle terme, l'opera riesce a intrattenere e appassionare in modo esaustivo, grazie a un intreccio capace di generare sempre situazioni diverse, così da donare all'opera quella varietà che in alcuni tratti le mancava nella prima stagione. È stato poi dato anche più spazio alla caratterizzazione dei personaggi secondari, capaci questa volta, in varie occasioni, di risultare realmente utili nell'aiutare/supportare i protagonisti.
Da segnalare anche la svolta leggermente più dark della serie, che in varie occasioni fa riferimento a una terribile guerra in procinto di scoppiare, che lascia presagire un futuro realmente incerto per tutti i protagonisti.

Dal punto di vista tecnico l'anime conferma quanto di buono visto in precedenza, con una cura per il dettaglio davvero notevole, sia per quanto riguarda la realizzazione degli ambienti sia per un character design che ci è parso piuttosto ispirato. Molto belle a vedersi anche le spade utilizzate dai personaggi per combattere, ammantate di un'aura bluastra in grado di unire perfettamente la marcata iconicità delle katane giapponesi con un design semifuturistico vicino per certi versi alle spade laser viste in Star Wars.

kuromukuro La seconda stagione di Kuromukuro è in definitiva una sorta di evoluzione di quanto visto in precedenza, capace quindi di valorizzare al massimo i vari aspetti positivi della prima stagione e riuscendo, al contempo, a eliminarne i difetti, grazie anche a un comparto tecnico di tutto rispetto.

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