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Kuromukuro Stagione 1: Recensione dell'anime di P.A. Works presente su Netflix

Passato e presente si fondono senza soluzione di continuità in Kuromukuro, originale anime a tema mecha ricco di spunti interessanti.

recensione Kuromukuro Stagione 1: Recensione dell'anime di P.A. Works presente su Netflix
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Kuromukuro è un anime di genere fantascientifico pubblicato in Giappone nel 2016 e prodotto dallo studio di animazione P.A. Works. La serie, peraltro, nasce come progetto per celebrare il 15° anniversario dalla fondazione dello staff. Solo successivamente è stato trasmesso sulla piattaforma online Netflix, arricchendone il ricco catalogo dedicato al mondo dell'animazione nipponica.
L'opera, diretta da Tensai Okamura, è riconducibile al genere mecha, ma visionando gli episodi che la compongono ci si accorge come essa presenti alcune caratteristiche atipiche per il celebre e apprezzato filone: è infatti in grado di regalare allo spettatore un prodotto originale e fuori dagli schemi. Di seguito andremo a scoprire tutti i punti di forza e di debolezza della serie, cercando di capire al meglio cosa rende questo anime diverso da prodotti simili.


Uguale ma differente

La trama di Kuromukuro, almeno in un primo momento, sembra pescare a piene mani dalle più classiche serie con protagonisti i Super Robot: l'umanità viene attaccata all'improvviso da una minaccia sconosciuta che solo pochi eletti possono affrontare.
La particolarità dell'anime sta proprio nel come viene via via sviluppata la trama; se all'inizio, infatti, si ha l'impressione di trovarsi davanti a un qualcosa di già visto, con l'avanzare delle vicende scopriamo vari dettagli sul passato dei protagonisti, in grado di donare all'intera opera un taglio originale.
Kennosuke Tokisada Ouma, uno dei personaggi principali, è un samurai del periodo Sengoku che si ritrova ad affrontare nel presente una terribile razza aliena, gli Efy Dolgh, che aveva già combattuto con conseguenze devastanti quasi cinquecento anni prima.
L'intero intreccio narrativo decide fin da subito di focalizzarsi al massimo sui personaggi, tentando di sviscerarne il carattere con semplici quanto efficaci espedienti, come il mostrarli spesso intenti a sbrigare varie faccende quotidiane.
Nel caso di Kennosuke, grande attenzione è stata posta nel presentarlo come un vero e proprio pesce fuor d'acqua, spaventato in un primo momento da un mondo che non riconosce salvo poi trovare la forza di andare avanti riuscendo a integrarsi nella società odierna, pur con tutte le difficoltà del caso.
Vediamo così il protagonista frequentare la scuola, assaggiare piatti a lui sconosciuti e sforzarsi al massimo per comprendere gli usi e i costumi di un mondo che non è il suo, senza però dimenticare il rispetto per la cultura da cui proviene.

L'altra protagonista della storia è Yukina Shirahane, una ragazza che incidentalmente aziona (e si collega) a Kuromukuro, unico mecha in grado di combattere gli alieni ad armi pari, utilizzato in passato dallo stesso Kennosuke per duellare contro gli Efy Dolgh.
Per quanto nell'anime compaiano molti altri personaggi come l'abile pilota Sophie Noelle, il maggiordomo/combattente Sebastian o l'avvenente Marina Unami, nessuno di loro è stato approfondito caratterialmente in modo esaustivo, lasciando tutto lo spazio della scena a Kennosuke e Yukina.
Il rapporto di amore/odio che lega i due protagonisti è il vero punto nevralgico dell'intera prima stagione, capace senza troppi problemi di mettere in secondo piano i vari scontri tra robot.
I due giovani ragazzi si punzecchiano in molte occasioni, dando vita a vari siparietti comici in grado di strappare qualche sorriso allo spettatore, riuscendo però in numerose altre sequenze a far uscire allo scoperto anche un lato maggiormente profondo/serioso del loro carattere.
Kennosuke è sempre pronto a proteggere Yukina, quest'ultima molto simile alla principessa che il samurai serviva nell'epoca Sengoku.
Emblematiche, da questo punto di vista, varie sequenze in cui i due si trovano a bordo di Kuromukuro, in cui si vede il samurai ribadire a gran voce alla sua partner di non preoccuparsi, perché lui sarà sempre lì a proteggerla, confermando il forte legame affettivo che li unisce.
La ragazza, per quanto spesso titubante nell'intraprendere missioni ad alto rischio, nei momenti chiave è in grado di superare i suoi dubbi e le sue paure, così da aiutare Kennosuke nella lotta contro gli alieni.

La verità avvolta nelle tenebre

Tra i temi principali vi è sicuramente quello della ricerca del proprio io, dato che entrambi i protagonisti lottano dall'inizio alla fine per comprendere appieno chi sono veramente.
Kennosuke, determinato più che mai a vendicare il suo clan, si ritrova spesso a fare i conti con il proprio passato (che forse neanche lui ricorda così chiaramente) e con i suoi stessi obiettivi, a volte eccessivamente egoistici e lontani dalla via del samurai che lui stesso sembra voler percorrere.
Yukina è invece in continua lotta con se stessa per via del suo carattere insicuro, che la porta spesso ad avere molta paura dei suoi avversari, capace però di reagire nel momento del bisogno in modo da superare tutte le avversità.
Il ritmo dell'anime risulta sicuramente più lento rispetto ad altre opere dello stesso genere; per quanto le scene d'azione siano ben coreografate e avvincenti, non sono mai al centro di tutto dato che è stata data grande importanza alle scene di dialogo e a momenti maggiormente riflessivi.

Se per certi versi il rallentare dell'azione può portare a più di un momento di stallo, l'anime riesce comunque a risultare godibile per tutta la sua durata, anche grazie a un comparto tecnico di pregevole fattura a partire dalla realizzazione dei personaggi umani, tutti ben disegnati e dalla notevole espressività.
Gli ambienti poi risultano curati in ogni aspetto, con una menzione d'onore per gli scenari boschivi, realizzati con una dovizia di particolari davvero ottimale, valorizzati da colori saturi e vivaci.
Notevoli anche i mech che, seppur realizzati in CGI, risultano ben animati e integrati senza sbavature all'interno degli sfondi disegnati a mano. Peccato solo per il design degli stessi, abbastanza anonimo e privo di una cifra stilistica riconoscibile.
L'unica vera pecca tecnica risiede però nella realizzazione degli effetti di fumo, realizzati al computer: in alcuni punti, essi risultano poco curati e privi di una fisica particellare credibile, pur senza toccare mai vette eccessivamente negative.

kuromukuro Kuromukuro è un anime senza dubbio originale, in grado di trattare il genere mecha da un punto di vista classico ma al tempo stesso innovativo. Nonostante un ritmo abbastanza blando e un design dei mecha poco ispirato, l'opera può riservare più di una sorpresa agli appassionati del genere, grazie a un mix di stilemi inusuale per prodotti di questo tipo.

7.5