La Culla dei Demoni: la Recensione del manga horror di Kei Sanbe

Un relitto capovolto, un equipaggio infetto e tanta violenza: Kei Sanbe esplora le sfumature dell'horror survival con delle forti tinte ecchi.

recensione La Culla dei Demoni: la Recensione del manga horror di Kei Sanbe
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Nel corso della sua carriera, Kei Sanbe - autore di Erased e L'isola dei Bambini Dimenticati - ha esplorato finora una serie di sfumature e sottogeneri catalogabili sotto il target seinen, che vanno dal mistery al thriller, passando finanche per l'horror. Proprio a quest'ultimo filone appartiene La Culla dei Demoni, il titolo italiano che Star Comics ha scelto per Moryo no Yurikago, serializzato dall'autore su Young Gangan di Square-Enix dal 2010 al 2012. L'opera è giunta sui nostri scaffali durante lo scorso anno e ha recentemente terminato al sua corsa nel nostro Paese con il sesto volume, pubblicato dall'editore perugino nel mese di settembre 2018: giunti alla lettura dell'ultimo tankobon, possiamo finalmente esprimere un giudizio esaustivo e finale sull'oscuro racconto di Moryo no Yurikago.

Cullati dalla morte

Tra i rottami di una nave naufragata si la largo Ayukawa, una giovane studentessa in preda al panico. La ragazza, insieme a un gruppetto di altri giovani suoi coetanei, è braccata da misteriose creature assetate di sangue, che si aggirano per l'immensa imbarcazione in cerca di carne umana da sbranare e fare a pezzi. La Culla dei Demoni inizia da qui, mettendo in chiaro sin da subito le sue intenzioni narrative: raccontare una storia soprannaturale, un'avventura dai toni cupi e claustrofobici intrisa di violenza ed erotismo - temi, questi ultimi, piuttosto usuali nella poetica di Kei Sanbe. Il manga inizia in medias res, ma non ci vuole troppo - già dai primi capitoli del primo volume - per dedurne tutte le premesse del caso: un viaggio di piacere finito in tragedia, una scolaresca dilaniata da un terribile cataclisma e imprigionata all'interno di una grande nave ribaltata su se stessa, che rischia di sprofondare sempre di più col passare del tempo trascinando i pochi superstiti sul fondo dell'oceano. Un incidente in mare aperto, lontano dalla costa, ha bloccato i protagonisti tra i resti del relitto, alle prese con un oscuro segreto: un misterioso virus ha infettato gran parte dell'equipaggio e degli ospiti a bordo, rendendo gli esseri umani molto simili a zombie governati da una folle e ambigua furia omicida.
Non passa molto tempo prima che i gruppi di superstiti inizino ad agire per il proprio tornaconto con il solo obiettivo di sopravvivere: Ayukawa e i suoi amici, tra ambiguità e tradimenti di ogni tipo, iniziano a vagabondare per la struttura cercando una via di fuga e, al contempo, provando a non incappare nei mostri che un tempo furono compagni di classe o di viaggio, arrivando pian piano a scavare a fondo nelle verità nascoste dietro le origini del virus che ha infettato la nave.

Nel corso dei suoi 6 volumi, La Culla dei Demoni imbastisce un racconto fatto di numerosi personaggi, alcuni dei quali ci metteranno un po' prima di scolpirsi a fondo nella mente del lettore (complice anche un character design piuttosto ridondante, com'è nello stile dell'autore), e di una serie di risvolti e colpi di scena che tentano costantemente di tenere col fiato sospeso con il passare dei capitoli. C'è da dire che non sempre la sceneggiatura riesce ad essere davvero imprevedibile, ripiegandosi più volte su se stessa nel tentativo di mantenere sempre alto il ritmo del racconto; ciò che invece risulta interessante è la visione offerta su ciascuno dei protagonisti, che si presentano al lettore con una moltitudine di storie e retroscena che cercano di far avvicinare idealmente ciascuno dei comprimari alle nostre emozioni.

Sangue ed Eros

Ne La Culla dei Demoni c'è raramente spazio per quei toni delicati e maturi che hanno caratterizzato opere precedenti (come L'Isola dei Bambini Dimenticati) o successive (vedere Erased) dell'autore. La sensazione è che Moryo no Yurikago sia un semplice e virtuoso esercizio di stile, da parte di Kei Sanbe, per cimentarsi nelle faglie e nei sottogeneri dell'horror, dallo splatter a quello psicologico, il tutto intriso in una dimensione fortemente post-apocalittica. Il mondo a bordo della nave cerca di riprendere tutti i crismi delle più classiche zombie stories, tentando di focalizzarsi non solo sul gore e sull'esercizio della violenza sfrenata, ma anche di analizzare la storia dal punto di vista dei sopravvissuti, portandoci dentro la loro psicologia e facendoci immedesimare nei rispettivi stati d'animo in un contesto di pericolo soprannaturale; soprattutto, la morale di fondo che emerge dalla storia riprende gran parte della filosofia ‘kirkmaniana' sul reale pericolo rappresentato da un'apocalisse: i veri mostri non sono tanto i non-morti, quanto effettivamente i vivi che tentano di sopravvivere anche a discapito dei loro simili. Ovviamente, ne La Culla dei Demoni, si riconoscono anche diversi elementi tipici della cultura letteraria nipponica e dello stile di Sanbe.

A partire dal tratto di disegno, un vero e proprio canone di riconoscimento al punto che in ogni opera dell'autore sembrano riproporsi quasi sempre gli stessi protagonisti. In questa sede, però, Sanbe riesce a giocare con le inquadrature e con il sangue, restituendo una sensazione da splatter vero, ma riuscendo al contempo ad amalgamare il tutto con una costante vena d'erotismo. Sin dall'inizio, infatti, il manga pubblicato da Edizioni Star Comics non nasconde neanche per sbaglio la sua natura profondamente ecchi, non perdendo neanche un'occasione per "scoprire" in qualche modo le forme sinuose e abbondanti delle sue protagoniste, ma anche unendo molto spesso la pazzia dei mostri con un'ambigua tensione sessuale, a metà strada tra eccitazione e follia. Una componente che, con il passare dei volumi, finisce col diventare eccessivamente invasiva e che accompagna fino alla fine, persino nelle situazioni più drammatiche e concitate.

La Culla dei Demoni - Moryo no Yurikago (Manga) La Culla dei Demoni offre un racconto oscuro e violento, intriso di una costante dicotomia tra splatter ed erotismo sfrenato, scadendo molto facilmente nel più becero ecchi nel tentativo di unire i toni drammatici del racconto con una buona dose di fanservice. Kei Sanbe gioca con le sfumature dell'horror, destreggiandosi tra il gore e la psicologia, senza dimenticare di focalizzarsi su alcuni elementi tipici della sua poetica come l'introspezione umana e un tratto di disegno fortemente riconoscibile. Moryo no Yurikago forse non è l'opera migliore del sensei, ma rappresenta di certo un discreto esercizio di stile pur non essendo esente da qualche difetto in fase di scrittura.

6.8