La Fine della Ragione: la Recensione del nuovo fumetto di Roberto Recchioni

Roberto Recchioni riversa nella sua nuova opera a fumetti tutto il suo stato d'animo per la situazione socio-culturale italiana.

recensione La Fine della Ragione: la Recensione del nuovo fumetto di Roberto Recchioni
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Quanto segue è la recensione del diario di un senescente samurai, che ha scelto come ultima battaglia (per ora) una vera e propria guerra atavica: quella tra la ragione e l'irrazionalità. Pennello e carta sono le sue armi, e un vaffanculo ponderato è il suo scudo. Forte di una dialettica pungente, porta avanti la sua battaglia ormai da tempo, e questo diario è l'esasperato racconto a fumetti di come le sue paure stiano prendendo pian piano vita. Ma perché imbarcarsi in questa guerra, direte voi. La risposta è semplice: la ragione sta perdendo. È a terra, e per evitare che venga presa a calci bisogna difenderla. Per farlo c'è la necessità che coloro che possono, le cui parole hanno cioè un peso specifico in questa realtà socio-culturale frustrata e frustrante, lottino per essa. E Roberto Recchioni (il samurai), che piaccia o meno, è uno le cui parole hanno sempre avuto un peso. La Rockstar del fumetto italiano torna allora come autore completo, in una storia sentita in cui riversa una delle sue più grandi angosce: l'avanzare di un medioevo culturale italiano. Un agghiacciante futuro di tenebra che lentamente e irrimediabilmente si sta trasformando in realtà.


La fine e L'inizio

La storia narrata ne La Fine della Ragione ci viene raccontata da una vecchia conoscenza: Asso. Come i fan di Recchioni sapranno, Asso non è altri che un avatar dell'autore, nato dal desiderio di quest'ultimo di raccontarsi senza filtri, per riflettere sulle capacità del media fumetto e sulle influenze di altri medium.

Dopo anni di assenza, ritroviamo un Asso invecchiato (o anche Old Asso), intento a scrivere la sua ultima storia, cosciente del fatto che la gioventù e lo slancio guerriero di un tempo non sono più dalla sua parte, ma conscio anche che, come le idee, anche le storie nascono dalla necessità. E la necessità di Asso è di raccontare la realtà che ormai lo circonda, una realtà ormai schiava di una saccente ignoranza, strumento di una collettività che decide tutto sulla base di opinioni o di conoscenze generiche, dove la medicina e la scienza sono state messe al bando in favore della saggezza popolare. La fine della ragione ha dunque portato all'inevitabile caos dove prenderanno piede le vicende del libro. La storia che ci viene raccontata è molto semplice a dire la verità, e tratta di una madre alla disperata ricerca di una cura per la figlia malata e ormai prossima alla morte. Le uniche soluzioni possibili, come l'aromaterapia e le mele, sono state tentate tutte, e nulla ha rimesso in sesto la bambina. L'unica speranza rimasta per la vita della piccola è l'eretico viaggio della madre verso coloro che la società ha messo al bando: i medici. Ancora una volta, dopo Orfani, Mater Morbi e Mater Dolorosa, Recchioni ci regala una donna forte e risoluta, spaventata dalla situazione forse, ma incrollabile nella sua missione. Non a caso la lente dell'autore si sposta più volte sul ruolo che una madre ha nella crescita dei figli e su come questa li influenzerà. Ma se la protagonista ha giocato un ruolo importante nella riuscita dell'opera, la vera forza del racconto imbastito da Recchioni - e narrato da Asso - risiede tutta nella grafica scelta dall'autore e nel linguaggio utilizzato: diretto, rabbioso e ancora una volta senza filtri.

La via del fumettista

Come si diceva, il linguaggio utilizzato ne La Fine della Ragione è di quelli che non si dimenticano. Oltre a non avere filtri di sorta, è cesellato per arrivare dritto al punto. Non fa sconti a nessuno, e si pone in maniera equidistante da tutte le forze prese in causa come colpevoli dell'attuale situazione socio-culturale. È ormai da tempo che Recchioni espone questo suo malessere per le follie no vax (e non solo), e finalmente, con questo libro, ha potuto mettere su carta la sua spaventata - e spaventosa - visione di una nazione in cui esse vincono e la ragione perde. E in questo libero sfogo, se così vogliamo chiamarlo, l'autore ha dato vita a un stile grafico davvero accattivante. La sensazione, durante tutta la lettura, è quella di leggere il diario di un sopravvissuto. Questo accade a causa delle righe orizzontali delle pagine e alla scelta cromatica della carta, che oltre a dare un che di vissuto all'opera, enfatizza gli affascinanti disegni. Un libro sentito in conclusione, che trasmette in toto la rabbia del suo autore e che segue fino alla fine la via del fumettista tracciata da Recchioni.
Ma se la razionalità e il discernimento continueranno giornalmente a lasciare il posto ai loro opposti, la marcia incalzante di analfabeti funzionali, complottisti, no vax e di sostenitori dell'uno vale uno arriverà alle porte del pensiero razionale, e servirà a poco la strenue difesa dei pochi rimasti "sani". Ci sarà La Fine della Ragione.

La Fine della Ragione La Fine della Ragione è l'estrema conseguenza delle irrazionalità odierne. È la visione attenta e rabbiosa da parte di un autore della realtà socio-culturale Italiana, e della progressiva avanzata di un analfabetismo funzionale ormai dilagante. Un' opera cruda e graficamente appagante che merita di essere letta in quanto manifesto dei nostri giorni. La Fin della Ragione è 100% Roberto Recchioni.

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