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Le Bizzarre Avventure di Jojo: Recensione della prima serie anime

La prima serie di Jojo, tratta da Phantom Blood e Battle Tendency, arriva su Netflix: riviviamo le avventure di Jonathan e Josep Joestar.

recensione Le Bizzarre Avventure di Jojo: Recensione della prima serie anime
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Eclettico, esagerato e pop. Sin dalla fine degli anni Ottanta Hirohiko Araki entra a gamba tesa sul fumetto nipponico con il suo stile glamour, il suo amore viscerale per la globalizzazione, la moda e la storia. Le bizzarre avventure di Jojo è ad oggi una delle opere più affascinanti del panorama editoriale mondiale grazie a storie fuori dagli schemi, personaggi tanto folli quanto carismatici e alla sua costante capacità di adattamento agli schemi della narrativa attuale. Se già in tempi più recenti, con la parte 5 intitolata Vento Aureo, l'autore ci ha fornito un ritratto patinato ma al tempo stesso lucido sullo scenario italiano - contaminandolo, ovviamente, con le sfumature stilistiche tipiche di uno shonen così peculiare - è soprattutto con le prime due storie basate sulla famiglia Joestar che Araki ci ha fornito la sua personale e originale visione del principale "genere" fumettistico giapponese: il battle shonen, appunto.

A metà tra romanzo storico e racconto familiare, il tutto immerso in un vivido immaginario tra il fantasy e lo steampunk, le origini di Jojo's Bizzarre Adventure iniziano con Phantom Blood e Battle Tendency: dopo un primo adattamento tramite OVA tra il 1993 e il 2002 (che in ogni caso trasponeva la terza serie) le prime due parti del manga secolare di Hirohiko Araki furono trasposte nel 2012 in un anime targato David Production, lo studio di animazione che ha abbracciato l'eredità del franchise occupandosi di trasporre in serie TV anche le saghe successive. Dopo aver occupato i palinsesti di Crunchyroll e VVVVID, ora la prima serie del 2012 di Jojo approda finalmente su Netflix: ripercorriamola insieme e scopriamo perché dovreste guardarla.

I Jojo di Londra e New York

La prima serie de Le bizzarre avventure di Jojo è composta da 26 episodi, che coprono come già dicevamo le prime due parti del manga di Araki, Phantom Blood e Battle Tendency. In particolare, il primo arco è incluso nei dieci episodi iniziali, mentre il secondo nei successivi sedici. Quella di Jojo, per chi non lo sapesse, è una saga familiare che ruota attorno alle (dis)avventure dei discendenti della famiglia Joestar e alla rivalità con il malvagio Dio Brando. Quest'ultimo era il figlio di Dario Brando, uno squattrinato truffatore che per un caso fortuito salvò la vita al facoltoso George Joestar, rimasto gravemente ferito durante una traversata in carrozza. Siamo nel 1880 quando la storia di Hirohiko Araki inizia a muovere i suoi primi passi, ed è questa la grande peculiarità dell'opera: muovendosi di decennio in decennio, l'intera saga ci porta a vivere epoche e ambientazioni differenti, di pari passo con la crescita e l'evoluzione del casato Joestar di nipote in nipote. Il primo protagonista è Jonathan, giovane ed inetto rampollo di George, che un giorno vede la sua vita venire sconvolta dall'avvento di Dio Brando, il figlio di Dario, giunto alle porte della magione Joestar dopo la morte del padre per riscuotere il debito che George ha promesso a Dario per essere stato soccorso.

Sentendosi obbligato nei confronti del destino del giovane Dio, l'anziano Joestar decide di adottarlo e crescerlo come se fosse suo, ma ignora che dietro le azioni innocenti del ragazzo si nasconde un animo perfido, subdolo e vendicativo.

Ben presto la vita di Jonathan si trasforma in una continua sfida contro le malefatte di Dio, che punta ad impossessarsi delle ricchezze di casa Joestar in una vera e propria lotta di classe contro i suoi stessi benefattori, per riscattare il suo nome e la povertà in cui l'odiato e defunto padre l'ha costretto a vivere. Tutto cambia quando l'antagonista scopre i misteriosi poteri che si celano dietro una maschera di pietra in possesso di George.

Il manufatto trasforma chi lo indossa in un micidiale vampiro, donando all'utilizzatore capacità sovrumane come forza e invincibilità. La prima parte di Jojo, Phantom Blood, verte sull'eterna inimicizia tra Jonathan e Dio, evolutosi in un vero e proprio superuomo, e sui sacrifici compiuti dal protagonista per rivaleggiare con il suo odiato fratellastro. Ma è soltanto l'inizio di un racconto che, come già detto, mescola con grande originalità gli elementi di un adventure a sfondo storico con quelli di un battle shonen. Battle Tendency si concentra invece sul nipote americano del britannico Jonathan: Joseph Joestar. Dai vicoli di una New York del 1938 l'eroe si ritrova a compiere un vero e proprio viaggio di formazione alla scoperta dei poteri ereditati da suo nonno mentre nuovi antagonisti sono sulle tracce delle origini della Maschera di Pietra, fino al ritrovamento delle potentissime creature ancestrali che crearono l'artefatto.

Il valore aggiunto di Jojo

Una scrittura originale e personaggi memorabili sono gli ingredienti più piacevoli della prima serie anime de Le bizzarre avventure di Jojo e sono sorrette da un impianto narrativo che parte dalle sfumature adulte tipiche di un seinen (le prime due parti, infatti, erano concepite per un target seinen prima che la serie si spostasse sullo shonen dalla terza in poi) e le contamina con alcuni archetipi del battle shonen: i combattimenti perlopiù a mani nude, l'utilizzo di un potere capace di incanalare l'energia spirituale (le cosiddette "onde concentriche") e il costante senso di progressione che coinvolge sia il protagonista sia i suoi aiutanti, una dinamica che spesso e volentieri si accosta ai classici valori della crescita fisica e morale tipici di un romanzo di formazione.

Ma il valore aggiunto di Jojo's Bizzarre Adventure è lo stile, didascalico e concettuale, con cui Araki e gli autori di David Production ne raccontano le vicende: un costante susseguirsi di maschere che uniscono l'epica al grottesco. Non è un caso, d'altronde, che il fisico di molti personaggi - ma in particolare la fisionomia dei protagonisti, soprattutto di Jonathan - ricordi moltissimo le fattezze di Ken il Guerriero, d'altro canto i tempi comici e la drammaturgia del racconto vengono costantemente esasperati da un gioco di continue macchiette parodistiche in un mix che si pone in bilico tra il dissacrante e il pop.

Se tutto questo, nel manga, viene amplificato dallo stile visivo e dallo storytelling delle matite di Araki, nell'anime viene adattato splendidamente grazie alla regia di Kenichi Suzuki e Naokatsu Tsuda e agli ottimi disegni, capaci di replicare perfettamente il character design marmoreo e profondamente glamour dell'artista originario. Lo staff ha lavorato molto bene sulla composizione cromatica e grafica, che gioca molto sulle distorsioni e sulle colorazioni anomale per esasperare i momenti di maggior impatto. David Production, purtroppo, non brilla particolarmente sul piano delle animazioni, ma ripropone egregiamente i modelli e le inquadrature più iconiche di Jojo sfoderando un ottimo comparto artistico, sorretto a sua volta da un accompagnamento sonoro ancora memorabile.

Le Bizzarre Avventure di Jojo La prima serie anime de Le Bizzarre Avventure di Jojo segna l'esordio di un'epopea che difficilmente dimenticherete. Lo stile esagerato e pop tipico dell storytelling made in Araki si unisce al fascino storico delle prime due avventure: un horror ottocentesco per Phantom Blood, un racconto di viaggio dalle tinte steampunk per Battle Tendency. Attorno a questi due cardini ruotano personaggi che diventano maschere, una narrazione che unisce l'epica al grottesco e un comparto artistico povero di animazioni memorabili, ma capace di replicare perfettamente le stravaganze grafiche del manga di Hirohiko Araki.

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