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Levius: recensione della serie Netflix a tema pugilistico

Netflix rinforza il suo parco di anime originali con Levius, ambientata in un mondo alternativo in cui lo sport più seguito è la boxe meccanica.

recensione Levius: recensione della serie Netflix a tema pugilistico
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A partire dal 2013, la casa editrice Shogakukan ha iniziato a pubblicare Levius, il seinen manga incentrato sul pugilato futuristico creato da Haruhisa Nakata.
La piattaforma di streaming Netflix non si è lasciata sfuggire l'occasione di realizzare un adattamento animato basato sull'opera cartacea. Abbiamo già analizzato la puntata pilota dell'anime in CGI nelle nostre prime impressioni su Levius.

La serie, composta da 12 episodi dalla durata di 25 minuti ciascuno, risulta un ottimo prodotto d'intrattenimento, capace di catturare l'attenzione dello spettatore per tutta la sua durata.
Non resta che scoprire insieme i numerosi punti di forza di questo nuovo anime, in grado di rielaborare molto bene alcuni elementi tipici delle opere pugilistiche.

Un motivo per cui combattere

Nel mondo di Levius lo spettatore viene trasportato in una realtà alternativa in cui l'energia primaria con cui si usano tutti i macchinari è il vapore.
Ricalcando quindi in pieno la tradizione steampunk (in cui tecnologie fantascientifiche sono inserite spesso in un contesto storico ottocentesco), le vicende narrano la storia di un giovane pugile professionista intenzionato a scalare i ranghi della boxe meccanica.

La storia si concentra da subito nel mostrarci tanto i momenti in cui Levius combatte sul ring quanto sequenze maggiormente introspettive in cui il protagonista si ritrova ad affrontare il suo difficile passato.

Il ritmo degli eventi risulta quindi molto ben calibrato, capace di amalgamare sapientemente le sequenze action con quelle di dialogo, in modo da non annoiare mai lo spettatore in nessun frangente.
Le stesse sequenze di combattimento non risultano dei momenti action fini a se stessi, dato che in ogni scontro è presente una buona dose di nozioni tecniche riguardanti la boxe meccanica.

Prima di ogni incontro, infatti, i lottatori devono essere scrupolosamente controllati da un team specializzato che ha il compito di rilevare eventuali incongruenze; da questo punto di vista è stato svolto un buon lavoro di worldbuilding, dato che la boxe meccanica all'interno della serie non è usata come pretesto per raccontare una storia di stampo sci-fi ma come vero e proprio snodo principale degli eventi.

In Levius, infatti, la boxe meccanica è considerata uno sport molto importante, anche per via della brutalità degli scontri stessi, che porta tutti i lottatori a dare il massimo una volta saliti sul ring.
A livello di caratterizzazione dei personaggi è stato svolto un buon lavoro sia per quanto riguarda il protagonista che per i numerosi comprimari.

Levius viene descritto come un astro nascente della boxe meccanica, capace di sbaragliare attraverso tecniche di lotta estremamente rischiose avversari in apparenza molto più forti di lui, seppur mosso da un'impulsività difficile da tenere a bada.
La sua personalità, comunque benevola e ascrivibile a quella dell'eroe classico, lo porta in più occasioni a spingersi oltre i propri limiti, arrivando spesso a non ascoltare gli utili consigli di suo zio Zack, che è anche il suo allenatore.

L'indole impulsiva di Levius lo porta quindi spesso a caricare a testa bassa i propri avversari, sfruttando il colpo segreto - effettuato tramite il suo unico braccio meccanico - per avere la meglio negli scontri.
Con il proseguire della serie assistiamo però a una maturazione caratteriale del protagonista che, seppur determinato a far di testa sua in numerose occasioni, capisce il valore dell'amicizia e della fratellanza, chiedendo ai suoi stessi alleati di aiutarlo per sviluppare nuove tecniche.

Ben caratterizzati anche lo zio/allenatore Zack e l'abile tecnico Bill, protagonisti verso la fine della serie di alcuni tra i momenti meglio riusciti dell'opera.
La stessa Natalia, che fin dal primo episodio aveva dato prova della sua personalità sopra le righe, risulta un buon personaggio, capace anche in alcuni momenti di sdrammatizzare un po' il tono generale del racconto.
Anche lei, comunque, nel corso della serie dimostra via via una grande profondità d'animo, così da risultare un personaggio sfaccettato e psicologicamente approfondito.

La guerra non cambia mai

Seppur la serie sia incentrata sulla boxe, grande importanza è stata data anche a temi profondi, tra cui quello legato alla pericolosità della guerra e alle sue dirette conseguenze.
Nel corso degli episodi lo spettatore si ritrova quindi a scoprire passo dopo passo il passato di Levius, legato indissolubilmente al conflitto che ha segnato in maniera irreversibile il mondo di cui fa parte.

Lo scontro con il proprio passato diventa più che mai tangibile attraverso il personaggio di AJ, una ragazza incontrata tempo prima da Levius in un contesto tutt'altro che idilliaco.
Il protagonista quindi, oltre a lottare fisicamente sul ring contro i vari avversari, è portato in più occasioni a scontrarsi anche con se stesso e, soprattutto, con i propri traumi relativi alla guerra.

Guerra che diventa un vero e proprio collettore per tutti i personaggi, legati in qualche modo a essa per i più svariati motivi, il più delle volte tragici.
Dal punto di vista dei villain, gli avversari che Levius si ritrova ad affrontare con l'avanzare degli episodi (seppur presentati come estremamente brutali) in realtà si rivelano dotati di una personalità specifica a volte addirittura benevola.

Anche in questo frangente è stato fatto un buon lavoro a livello di caratterizzazione, dotando i numerosi atleti di un'introspezione psicologica capace di renderli maggiormente tridimensionali.
L'unica criticità riguarda il nemico principale della serie, caratterizzato in un modo a tratti macchiettistico nonostante qualche elemento interessante, tra cui la sua concezione a tratti filosofica della lotta.

A livello tecnico, nonostante nel corso degli ultimi anni la CGI negli anime sia stata impiegata spesso con risultati poco esaltanti, in quest'opera il comparto grafico risulta di ottima fattura.

Molto buone le animazioni, soprattutto quelle riguardanti i combattimenti, realizzate sempre in modo fluido e chiaro.
I vari colpi dei lottatori restituiscono anche un grande senso di fisicità, così da donare a ogni combattimento una propria identità specifica modellata sulla base delle abilità innate dei vari personaggi.

Levius Levius è un'opera ben realizzata, in grado di unire sapientemente l'action con l'introspezione. L'opera, oltre a focalizzarsi sul mondo della boxe, riesce a puntare l'attenzione anche su alcune tematiche mature, tra cui l'orrore riguardante i conflitti armati. Molto buono il comparto tecnico, capace di valorizzare al meglio la CGI, troppo spesso mal sfruttata in numerose produzioni anime recenti.

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